Il movimento è un linguaggio antico. Rappresenta una forma di comunicazione primordiale, radicata nell’essere umano ben prima dell’invenzione della parola. Con il corpo esprimiamo ciò che spesso fatichiamo a tradurre in parole: emozioni, tensioni, desideri e paure. Muoversi significa dare voce a quella parte interiore che la razionalità tende a reprimere o a incasellare e permette di sciogliere blocchi emotivi e mentali. Ciò che resta imprigionato nella mente trova una via d’uscita attraverso il gesto. Quando il movimento diventa danza, la questione si complica e si arricchisce. Ballare non significa solo attivare una serie di gruppi muscolari in sequenze coordinate, ma implica una complessa interazione tra percezione e intenzione. Quest’ultima è l’elemento che conferisce significato e profondità all’azione, trasformando una successione di passi in un messaggio. L’intenzione guida il modo in cui il corpo si muove, l’importanza e il senso che il ballerino attribuisce a ogni gesto e l’energia che trasmette. La danza infatti non è solo forma, perché non si limita a una sequenza di movimenti o a una coreografia: è soprattutto contenuto, ovvero espressione e comunicazione profonda, capace di superare i limiti della parola. Essa si distingue da altre forme di attività fisica per la sua capacità di ...
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