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Intervista a Oriella Dorella: elegante, iconica, ispiratrice [ESCLUSIVA]

Oriella Dorella nasce a Milano, dove inizia a frequentare la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Diplomatasi nel 1969, entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Ente Lirico Scaligero, divenendo dapprima Solista nel 1972, poi Prima Ballerina nel 1977 ed infine Étoile nel 1986. Artista versatile, ricca di sensibilità e dotata di una tecnica rigorosa interpreta alcuni ruoli del grande repertorio classico e contemporaneo tra cui Giselle di Jean Coralli-Jules Perrot, Il giardino religioso di Felix Blaska, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Le Silfidi di Michel Fokine, Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, Take Five di Mario Pistoni, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Esoterik Satie di Llorca Massine, Coppélia di Enrique Martinez, Cinderella di Paolo Bortoluzzi, Don Juan di Aurel M. Milloss, Il Figliuol Prodigo di Mario Pistoni, Concerto Barocco di George Balanchine, Romeo e Giulietta di John Cranko, Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, Excelsior di Ugo Dell’Ara, La Jeune Fille et la Mort di Robert North, Square Dance di George Balanchine, Carmina Burana di John Butler, Miss Julie di Birgit Cullberg, La bisbetica domata di John Cranko, La strada di Mario Pistoni, Troy Game di Robert North, The Lesson di Flemming Flindt, Canzoni d’infanzia di Laszlo Seregi, L’Après-Midi d’un Faune di Jerome Robbins, Il lago dei cigni di Rosella Hightower, L’Histoire de Manon di Kenneth McMillan, Onegin di John Cranko, Le ...

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L’assistente eterna di Micha van Hoecke: Miki Matsuse “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La morte del cigno. Il balletto contemporaneo prediletto? La Sagra della Primavera di Maurice Béjart. Il Teatro del cuore? Il Teatro Alighieri di Ravenna. Un romanzo da trasformare in balletto? Tattoos di Yasunari Kawabata. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Story of an Unknown Actor diretto da Aleksandr Zarkhi. Il costume di scena indossato che hai preferito? L’abito bianco di Marella Ferrera. Quale colore associ alla danza? Rosso scuro/bordeaux. Che profumo ha la danza? Di canfora… ha ha ha! La musica più bella scritta per balletto? Il compositore è C. W. Gluck, ma non saprei scegliere un’opera in particolare. Il film di danza irrinunciabile? West Side Story di Jerome Robbins, indimenticabile George Chakiris. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vladimir Vassiliev ed Ekaterina Maximova. Il tuo “passo di danza” preferito? Il pas de liaison, in genere. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Mio marito, Micha Van Hoecke. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Sergej Diaghilev. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Esistere pienamente, lasciandosi attraversare dalla gioia della vita. Tre parole per descrivere ...

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Il coreografo e maestro Franco Miseria “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lago dei cigni. Il balletto contemporaneo prediletto? In the Middle, Somewhat Elevated di William Forsythe. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Lezioni di ballo di Lucy Dillon. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Quarto potere di Orson Welles. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Il cigno nero. Quale colore associ alla danza? Bianco e Nero. Che profumo ha la danza? Incenso. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? West Side Story di Jerome Robbins e Robert Wise. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Rond de Jambe. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi del balletto? Rudolf Nureyev. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jerome Robbins. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? “Amo la Danza”. Un pensiero per descrivere la disciplina della danza? La danza parla con il corpo. Come ti vedi oggi allo specchio? Vecchio! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Shirley MacLaine ha ricevuto il premio “Dancer Hall of Fame”

Shirley MacLaine è tornata sotto i riflettori. A 91 anni, l’attrice premio Oscar ha fatto una rarissima apparizione pubblica durante l’evento inaugurale del Dance Hall of Fame al Gloria Kaufmann Performing Arts Center di Los Angeles, dove le è stato conferito il primo Lifetime Achievement Award — un riconoscimento che, da quest’anno, porterà per sempre il suo nome. La star di Voglia di tenerezza è stata inserita nella Dance Hall of Fame insieme a Mikhail Baryshnikov, Kenny Ortega e Misty Copeland. Sono stati omaggiati anche i defunti ballerini Gene Kelly, Bob Fosse, Alvin Ailey, Jerome Robbins e Stephen “Twitch” Boss. Un ritorno inatteso quello di Shirley MacLaine, accolto da una standing ovation, che ha confermato ancora una volta l’aura magnetica di un’icona che non ha mai smesso di stupire. Salita sul palco con passo calmo ma deciso, MacLaine ha accolto il premio con emozione visibile, definendolo «pesante e bellissimo» e soprattutto «il più significativo» della sua lunga carriera. Non un’affermazione banale, considerati oltre settant’anni di lavoro nel cinema, nel teatro e in televisione. Per l’attrice, però, il senso del premio va oltre la celebrazione artistica: affonda le radici nella sua storia personale. «La danza è parte del motivo per cui ...

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Lo Schiaccianoci dell’Accademia scaligera celebra 15 anni

È un appuntamento che da sempre scandisce le festività natalizie: ritorna in scena al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Strehler l’incanto de Lo Schiaccianoci, interpretato da allieve ed allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, con la coreografia del Direttore, Frédéric Olivieri. La produzione, che debuttò nel 2011, è ormai una tappa essenziale nel percorso formativo della Scuola di Ballo e un pilastro della fortunata collaborazione fra l’Accademia e il Piccolo. In scena dal 9 al 21 dicembre per ben quattordici recite, oltre 100 giovani talenti torneranno a misurarsi con uno dei titoli più celebri e tecnicamente impegnativi del balletto ottocentesco, nel raffinato allestimento scaligero firmato da Roberta Guidi di Bagno. Sulle celeberrime musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Frédéric Olivieri ha plasmato una versione dinamica che mantiene intatta l’onirica atmosfera dell’originale di Lev Ivanov, ma ne esalta la freschezza coreografica. L’incontro con questo capolavoro è fondamentale per ogni grande scuola di tradizione e questa produzione, entrata stabilmente nel repertorio della Scuola, chiede ai suoi giovanissimi interpreti non solo eccellenza tecnica, ma anche una notevole maturità espressiva e una padronanza dello spazio scenico, trasformando ogni replica in una vetrina del potenziale artistico dei futuri professionisti. Olivieri ha saputo ...

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Il Sujet Antonio Conforti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? La sagra della primavera di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Palais Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? L’idiota di Dostojevski. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La dolce vita di Federico Fellini. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il grande mantello di Rothbart, difficile da manipolare ma ti fa sentire potente, dando grande peso e autorità al personaggio. Quale colore associ alla danza? Il bianco, lo spazio infinito e puro da cui nasce ogni gesto. Che profumo ha la danza? Profumo di libertà. La musica più bella scritta per balletto? I balletti di Tchaikovsky. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? I manège. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i ruoli del grande repertorio di balletto classico? Armand Duval nella Signora delle Camelie. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Adoro l’emozione e la delicatezza delle coreografie di Jérôme Robbins. L’atmosfera intima e il suo modo di mettere in scena le relazioni umane. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa ...

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La Principal Dancer Sarah Lamb “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il Lago dei Cigni. Balletto contemporaneo preferito? Chroma. Il Teatro del Cuore? La Royal Opera House è casa mia, ma è a Tokyo che ho avuto alcune delle mie performance più memorabili, al Bunka Kaiken. Un romanzo da trasformare in un balletto? La valle dell’Eden di John Steinbeck. Un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? Amadeus… almeno la colonna sonora sarebbe fenomenale. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Sono molto esigente, ma alla fine Yugen aveva costumi che si muovevano magnificamente ed erano così comodi. Quale colore associ alla danza? Rosso. Deve essere rosso perché è vita, morte e amore, tutti espressi nel balletto. Che odore ha la danza? Piedi sudati. La musica più bella scritta per il balletto? Romeo e Giulietta di Prokoviev Il film di danza imperdibile? Cantando sotto la pioggia e West Side Story con la coreografia di Jerome Robbins. Due miti della danza del passato, maschile e femminile? Scelgo la mia insegnante, Tatiana Nicolaevna Legat, e suo marito, Jurij Vladimirovič Solov’ev. Il tuo “passo di danza” preferito? Chaîné débouillé. Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico? Non ...

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Il danseur étoile Jean-Guillaume Bart “allo specchio”

Balletto classico preferito? Il Lago dei Cigni. Balletto contemporaneo preferito? La Sagra della Primavera di Bausch, Bella Figura di Kylian. Il Teatro del cuore? Palais Garnier, Opéra di Parigi. Un romanzo da trasformare in un balletto? Lettera da una sconosciuta di Zweig. Un film da cui trarre uno spettacolo di balletto? L’Aurore (Murnau), Viale del Tramonto (Billy Wilder). Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? I costumi di Espada in Don Chisciotte (Georgiadis). Quale colore associ alla danza? Tutti. Che odore ha la danza? Sudore! La musica più bella scritta per il balletto? Il Lago dei Cigni. Il film di danza imperdibile? Don Chisciotte (Noureev Aldous). Due miti della danza del passato, maschile e femminile? Anthony Dowell e Noella Pontois. Il tuo “passo di danza” preferito? Giri in doppio assemblé. Atteggiamento renversé. Déroulés (chaînés). Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico? Des Grieux (Manon). Chi è stato il genio per eccellenza dell’arte coreografica? Jerome Robbins. Ripensandoci, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per aver dato un senso alla mia vita. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Introspezione, Sensazioni, Trascendenza. Come ti vedi oggi allo ...

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Cornelia Dance Company al Festival D’Autunno di Catanzaro

La nuova produzione di Cornelia Dance Company indaga il tema del cambiamento climatico e debutta in prima nazionale il 10 ottobre al Festival D’Autunno di Catanzaro (Teatro Comunale). Attraverso il corpo i danzatori interpretano gli effetti estremi del calore e del gelo pensando alle grandi estinzioni di massa con l’obiettivo di aprire uno spazio di riflessione sul tema eco-ambientale attraverso atti fisici e poetici. To my skin è un dittico di danza contemporanea che propone due interpretazioni distinte ma complementari di questo tema così urgente nella declinazione delle visioni proposte da Mauro de Candia con Before/After ed Antonio Ruz con Ardor. Before/After di Mauro de Candia è composto da strutture apparentemente statiche, che si rivelano soggette a trasformazioni parzialmente prevedibili. Corpi che fendono come schegge lo spazio che li circonda creando movimento come se la pelle stessa implodesse sotto il peso del gelo. Con questa creazione, Mauro de Candia rompe i confini fragili tra uomo e natura che si incrinano e si dissolvono. In Ardor di Antonio Ruz il corpo cede, lento, sotto il morso del calore. Non si frantuma: si fa magma. Ogni scioglimento è metamorfosi, ogni collasso è anche una forma di difesa. Questa danza incandescente, diretta da ...

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Christopher Marney nominato Artista in Residenza al Baryshnikov Arts Center di New York

Il direttore artistico del London City Ballet, Christopher Marney, è stato nominato Artista in Residenza al Baryshnikov Arts Center di New York, con inizio dell’incarico previsto per l’autunno 2025. Marney continuerà la missione del London City Ballet di riprendere balletti raramente eseguiti, portando in scena Quiet City di Jerome Robbins, creata nel 1986. L’opera, che sarà riproposta con la regia di Robert LaFosse, membro originale del cast ed ex étoile del New York City Ballet, verrà ricreata utilizzando appunti e filmati storici delle prove di Robbins, girati 40 anni fa. La preparazione avverrà a New York, a partire da settembre 2025, per poi essere presentata a Londra al Linbury Theatre a novembre 2025. Questa ripresa rappresenterà una pietra miliare, poiché il London City Ballet sarà solo la terza compagnia a portare in scena Quiet City, una composizione straordinaria che unisce danza e musica in un linguaggio espressivo che sembra quasi anticipare le sfide artistiche dei decenni successivi. I ballerini coinvolti in questa rielaborazione saranno il principal dancer Alejandro Virelles, insieme ad Arthur Wille e Joseph Taylor. Mikhail Baryshnikov ha commentato con entusiasmo l’iniziativa, sottolineando l’importanza del progetto e il valore che riveste per i ballerini coinvolti, ma anche per il ...

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