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Tag Archives: John Neumeier

Intervista esclusiva a Marta Romagna e Alessandro Grillo

Marta Romagna, dopo un inizio nella ginnastica artistica, nel 1985 viene ammessa alla Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Si diploma nel 1993 ed entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Debutta a soli 19 anni, quando Elisabetta Terabust, direttrice del corpo di ballo della Scala, le affida il ruolo di Giulietta in Romeo e Giulietta, in coppia con Roberto Bolle. In seguito Bolle sarà suo partner in numerosi ruoli. Dal 1997 è invitata regolarmente a Gala e Rassegne internazionali. Nel 2001 viene nominata prima ballerina da Frédéric Olivieri e danza al Piermarini in questa veste per vent’anni, fino al ritiro avvenuto nel dicembre 2021. Marta Romagna interpreta sin dall’inizio della sua carriera ruoli sia classici sia moderni. Tra i più significativi: Capriccio per piano di George Balanchine (ruolo di protagonista, interpretato nel 1995); Three Preludes di Ben Stevenson (1995); Embrace the Tiger and Return to Mountain di Glen Tetley (1995); Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan (ruolo di Giulietta, 1996 e 2000); Les six danses de Chabrier di Roland Petit (ruolo principale, 1996); Giselle di Patrice Bart e Yvette Chauviré (ruolo di Myrtha, 1996 e 1999); Apollon Musagète di George ...

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Nuove promozioni all’Australian Ballet diretto da David Hallberg

L’Australian Ballet è lieto di annunciare la promozione di sei artisti eccezionali, riconoscendo la loro eccellenza artistica, l’incarnazione dei valori della Compagnia e la gioia e l’ispirazione che portano al pubblico in tutta l’Australia e nel resto del mondo. Le promozioni mettono in luce lo straordinario talento che sta emergendo all’interno della Compagnia. Amy Ronnfeldt passa dal corps de ballet al grado di coryphée, distinguendosi per le sue interpretazioni di rilievo in Blake Works V (The Barre Project) di William Forsythe e per il suo debutto in La bella addormentata di David McAllister. Cameron Holmes viene promosso da solista a senior artist, celebrato per i suoi intensi debutti nel ruolo del Principe in La bella addormentata e di Lescaut in Manon di Kenneth MacMillan. Grace Carroll viene elevata da coryphée a solista, dopo debutti di grande impatto come Romola in Nijinsky di John Neumeier e nel ruolo del titolo di Manon di MacMillan. Isobelle Dashwood passa da solista a senior artist, apprezzata per il suo luminoso debutto come Aurora e per la sua elegante interpretazione della Fata dei Lillà in La bella addormentata. Maxim Zenin avanza da solista a senior artist, premiato per la sua potente interpretazione di Djagilev in Nijinsky ...

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La maestra accademica Elisa Scala “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Non ho un balletto classico preferito, direi la triade tchaikovskiana Lago dei Cigni, Bella Addormentata e Schiaccianoci. Il balletto contemporaneo prediletto? Se il termine contemporaneo abbraccia la creazione coreografica del Novecento scelgo La Dama delle Camelie di John Neumeier. Il Teatro del cuore? Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Orgoglio e pregiudizio, tratto dal romanzo di Jane Austen, con la regia di Joe Wright. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume della Fata dei Lillà. Quale colore associ alla danza? Il rosa chiaro. Che profumo ha la danza? Il profumo della sala, della pece. La musica più bella scritta per balletto? La sagra della primavera di Igor Stravinsky. Il film di danza irrinunciabile? Due vite e una svolta (The Turning Point) diretto da Herbert Ross con protagonista Michail Baryšnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Silvye Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ne ho uno in particolare. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Margherite della ...

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La prima ballerina internazionale Maria Eichwald “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? Ne ho diversi: Giselle, La Bayadère, Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro del cuore? Staatstheater Stuttgart e Teatro alla Scala. Un romanzo da trasformare in balletto? Onegin, La signora delle camelie. Il costume di scena che hai preferito indossare? La signora delle camelie di Jürgen Rose. Che colore associ alla danza? Bianco. Che odore ha la danza? Per me ha l’odore che si sente dietro il sipario (colofonia, pavimento in linoleum, lacca per capelli e così via…). La musica più bella mai scritta per il balletto? Quella di Čajkovskij (Lo Schiaccianoci, La Bella Addormentata). Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi avresti voluto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio classico? Clara dello Schiaccianoci: amo il dramma in scena, ma non nella vita reale. Chi è stato il genio per eccellenza dell’arte coreografica? John Neumeier. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Concentrazione, costanza, grande pazienza. Come ti vedi oggi allo specchio? Rilassata. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Morte a Venezia: il ritorno ad Amburgo del capolavoro di Neumeier

Tornare a Morte a Venezia significa attraversare una soglia fragile: quella che separa l’arte dalla vita, il controllo dall’abbandono, la bellezza dalla dissoluzione. A gennaio, per sole cinque rappresentazioni, il capolavoro coreografico di John Neumeier riappare sulle scene dell’Hamburg Ballett come un evento raro, quasi rituale, capace di interrogare ancora una volta lo spettatore sul senso ultimo della creazione artistica. Ispirato alla novella di Thomas Mann, il balletto di Neumeier non è una semplice trasposizione danzata di un classico della letteratura, ma una riflessione profonda e personale sul destino dell’artista moderno. Al centro della scena c’è Gustav von Aschenbach, non più scrittore ma coreografo: una scelta che permette a Neumeier di sovrapporre la figura del protagonista a quella dell’artista-creatore per eccellenza, il coreografo stesso, impegnato in una lotta incessante con il proprio linguaggio e con i propri limiti. Aschenbach è un uomo esausto. Il suo corpo, come la sua mente, sembra irrigidirsi in una disciplina che non produce più bellezza. La crisi creativa che lo consuma non è un semplice blocco, ma una frattura esistenziale: l’arte, che per tutta la vita è stata rifugio e ragione, improvvisamente non basta più. È in questo stato di aridità che nasce la fuga ...

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Capodanno a Vienna: tradizione e visione coreografica [RECENSIONE]

Vienna inaugura il 2026 riaffermando il proprio ruolo di capitale simbolica dell’eleganza europea, ma lo fa senza rifugiarsi nella semplice celebrazione del passato. Il Concerto di Capodanno di quest’anno si impone piuttosto come un rito rinnovato, capace di fondere tradizione, visione coreografica e sensibilità contemporanea in un unico racconto coerente e profondamente ispirato. Nel riverbero dorato del Musikverein, i Wiener Philharmoniker diretti da Yannick Nézet-Séguin hanno dato forma a un inizio d’anno di rara misura e naturalezza. Il repertorio straussiano, cuore pulsante dell’evento, è stato affrontato non come un esercizio di stile codificato, ma come materia viva: i valzer si sono dispiegati come narrazioni intime, sospese tra nostalgia e sottile ironia, mentre le polke hanno brillato per precisione e slancio, animate da un’energia controllata e mai ostentata. La musica sembra respirare con l’orchestra, restituendo l’immagine di una Vienna consapevole delle proprie radici ma pronta a rileggerle con intelligenza timbrica e cura del dettaglio. È però nella dimensione coreografica che il Concerto di Capodanno 2026 trova il suo vero punto di approfondimento. John Neumeier firma una visione che non si limita ad accompagnare la musica, ma la ascolta dall’interno. La danza diventa un’estensione del suono: ogni gesto nasce da una frase ...

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Lo Schiaccianoci di Neumeier – Hamburg Ballet [RECENSIONE]

Lo Schiaccianoci di John Neumeier, nella lettura dell’Hamburg Ballet trasmessa in diretta da ARTE TV, si impone come uno degli esempi più alti di come un grande classico possa essere continuamente rifondato senza perdere la propria anima. Neumeier non racconta una fiaba: costruisce un paesaggio interiore, una geografia della memoria in cui l’infanzia non è un luogo felice, ma una soglia fragile e instabile, attraversata da desideri, paure e ferite. In questa prospettiva, ogni personaggio diventa una proiezione psicologica, ogni gesto una traccia di ciò che è stato e non può più tornare. La drammaturgia, fedele alla cifra autobiografica del coreografo, intreccia costantemente realtà e immaginazione. La casa borghese del primo atto non è mai davvero domestica: è un territorio carico di tensioni silenziose, di convenzioni sociali che comprimono l’emotività. È qui che emerge con forza il ruolo di Drosselmeier, affidato ad Alessandro Frola, autentico perno concettuale dello spettacolo. Frola costruisce un personaggio di rara complessità, lontano da qualsiasi stereotipo magico. Il suo Drosselmeier è un osservatore lucido, quasi inquietante, che sembra conoscere il destino dei personaggi prima ancora che essi ne abbiano consapevolezza. Il suo movimento è essenziale, cesellato, privo di qualsiasi enfasi decorativa; ogni posa appare necessaria, ogni ...

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“Illusions – Like Swan Lake"

“Illusions – Like Swan Lake”: il Bayerisches Staatsballett inaugura il 2026 con John Neumeier

Il Bayerisches Staatsballett inaugura il 2026 con una delle produzioni più attese della stagione: Illusions – Like Swan Lake di John Neumeier, in scena al Nationaltheater di Monaco di Baviera a partire dal 16 gennaio 2026. La scelta di aprire l’anno con questo titolo non è casuale: il coreografo tedesco, da decenni punto di riferimento internazionale nel panorama della danza, propone una rilettura intensa e complessa di uno dei capisaldi del repertorio classico, trasformando il mito dei cigni in un’esperienza teatrale ricca di strati narrativi e psicologici. A differenza delle numerose reinterpretazioni del Lago dei Cigni, Neumeier non si limita a un tributo al balletto di Čajkovskij. La sua opera fonde in modo audace la trama originale con la vita di Ludwig II di Baviera, il sovrano noto per il suo fascino enigmatico e la passione per le arti. In questa prospettiva, il balletto diventa non solo racconto romantico, ma anche indagine sul desiderio, sull’isolamento e sull’illusione che pervade la mente del re, intrecciando elementi storici e psicologici con il linguaggio della danza. Dal punto di vista coreografico, Illusions – Like Swan Lake rappresenta una sfida notevole per la compagnia. Neumeier alterna sequenze di lirismo classico a momenti di drammaticità ...

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Lo Schiaccianoci di John Neumeier in diretta su ARTE TV

Il 29 dicembre 2025 non è una data qualunque nel calendario di fine anno, ma un appuntamento speciale, pensato per chi vive la danza non come semplice spettacolo, bensì come esperienza emotiva e culturale profonda.  ARTE trasmetterà Lo Schiaccianoci nella versione di John Neumeier, una delle reinterpretazioni più celebri, intense e personali mai create su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Non si tratta di una semplice riproposta natalizia. È un invito a entrare in un mondo dove l’infanzia si trasforma, l’immaginazione diventa linguaggio scenico e la danza racconta ciò che spesso le parole non riescono a dire. John Neumeier, coreografo e anima dell’Hamburg Ballet, ha scelto di allontanarsi consapevolmente dalla fiaba tradizionale per costruire un racconto più intimo, quasi autobiografico. Al centro non c’è soltanto la magia del Natale, ma il passaggio delicato dall’infanzia all’adolescenza, osservato attraverso gli occhi di Marie, una ragazza che si affaccia per la prima volta al mondo della danza e del teatro. Il dono che riceve — uno Schiaccianoci e un paio di scarpette da punta — non è un semplice oggetto simbolico, ma una vera soglia narrativa: da quel momento in poi, la scena si trasforma in uno spazio mentale, dove sogno, memoria e ...

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Il primo ballerino e coreografo José Perez “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lo Schiaccianoci. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du Printemps. Il Teatro del cuore? Semperoper Dresden, Germania. Un romanzo da trasformare in balletto? Ho fatto due coreografie mie: Carmen e Cleopatra. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Victor – La storia segreta del dott. Frankenstein (Victor Frankenstein) diretto da Paul McGuigan. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? Quello nel balletto La bisbetica domata. Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Passione. La musica più bella scritta per balletto? Lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Ne avrei tanti da elencare. Mi piacciono tutti! I tuoi miti della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Carlos Acosta. Il tuo “passo di danza” preferito? Double cabriole. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i grandi del balletto? Di sicuro con la mia esperienza mi sarebbe piaciuto essere un grande direttore di balletto per cercare di portare il meglio ai danzatori. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? John Neumeier. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Brava, brava! Un pensiero per descrivere la disciplina della danza? Amore, passione, dedizione ...

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