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Tag Archives: John Neumeier

Thomas Docquir nominato Danseur Étoile dell’Opéra national de Paris

Di nazionalità belga, Thomas Docquir nasce nel 1998 e si avvicina alla danza all’età di otto anni presso l’Académie di Godinne, sezione del Conservatorio Adolphe Sax di Dinant. Nel 2010 viene ammesso all’École de Danse dell’Opéra di Parigi. Cinque anni più tardi entra a far parte del Corpo di Ballo, avviando una rapida e brillante ascesa: nel 2017 è nominato Coryphée, nel 2020 ottiene il grado di Sujet e nel 2021 riceve il prestigioso Prix AROP de la Danse. Il 12 luglio 2024, su proposta di José Martinez, Direttore della Danza, viene nominato Premier Danseur dal Direttore generale Alexander Neef. Nel 2025 gli viene inoltre conferito il Prix Bologne-Lemaire, riconoscimento assegnato al “Vallone dell’anno”. Il suo repertorio comprende ruoli di primo piano nei grandi balletti classici e nel repertorio neoclassico e contemporaneo. Tra questi si annoverano Rothbart ne Il lago dei cigni, Espada e Basilio in Don Chisciotte, Béranger in Raymonda, l’Idolo Dorato in La Bayadère, Drosselmeyer/Il Principe ne Lo Schiaccianoci, il Principe Désiré ne La bella addormentata, e Romeo in Romeo e Giulietta nella versione di Rudolf Nureyev. Interpreta inoltre ruoli significativi come il pas de deux dei contadini in Giselle, il solista maschile in Sogno di una notte ...

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Sulle tracce di una Étoile: viaggio immersivo nel Palais Garnier

L’Opéra national de Paris propone, in coproduzione con INIT Lab, una nuova esperienza immersiva in realtà virtuale 180° intitolata Dans les pas d’une Étoile – Les coulisses du Palais Garnier, disponibile per i visitatori del Palais Garnier dal 1° luglio al 30 novembre 2026 durante gli orari di apertura al pubblico. Per la prima volta, sarà possibile immergersi nel cuore dei retroscena dell’Opéra accanto alla danseuse Étoile Bleuenn Battistoni, grazie a un percorso coinvolgente filmato a 180 gradi e fruibile tramite i visori Apple Vision Pro. L’esperienza accompagna lo spettatore in un viaggio unico che parte dall’ingresso degli artisti e si estende fino ai tetti dell’edificio, offrendo l’opportunità di esplorare spazi normalmente inaccessibili. Il pubblico potrà assistere ai momenti più significativi della quotidianità di una étoile: una lezione di danza in uno degli iconici studi situati sotto la cupola del Palais Garnier, la prova di un abito nei laboratori di costumi, una sessione di prove sul palcoscenico de La Dame aux camélias di John Neumeier, fino a immergersi nella fossa orchestrale insieme all’Orchestra dell’Opéra diretta dal maestro Markus Lehtinen. Il percorso si conclude con una vista mozzafiato dalla sommità dell’edificio al tramonto. Diretto da Matthieu Genre, il film ha una ...

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Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Mayerling. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián, Grosse Fuge di Van Manen e Spring and Fall di Neumeier. Il Teatro del cuore? Royal Opera House di Londra. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Notting Hill. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ufficiali di Mayerling. Quale colore associ alla danza? Bianco perché chiunque può metterci del suo ed è proprio quello che differenzia ogni artista. Che profumo ha la danza? L’erba estiva appena tagliata dato che quando ero giovane andavo a scuola di danza in bici circondato dai prati italiani. La musica più bella scritta per balletto? Onegin ultimo passo a due, Seven Symphony di Uwe Scholz, Petite Mort di Jiří Kylián, passo a due di Concerto di Kenneth MacMillan con musica di Shostakovich. Il film di danza irrinunciabile? White Nights con Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Armand da La ...

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Il danzatore e coreografo Gianni Melfi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Dal repertorio classico, il mio preferito è Giselle. Drammatico, delicato e struggente. Il balletto contemporaneo prediletto? I lavori di Alexander Ekman sono tra i miei preferiti. Davvero non riesco a sceglierne uno soltanto. Il Teatro del cuore? L’Opera Nazionale Polacca, dove attualmente lavoro. Un romanzo da trasformare in balletto? Direi Cime tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Questo non lo dirò! Sto lavorando proprio ora a un progetto del genere, quindi niente spoiler. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello dell’Ammiratore di Manon, da Dama delle Camelie di John Neumeier. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Che profumo ha la danza? Del calore delle luci che scaldano il vetro dei riflettori, percepibile anche da dietro le quinte. Del trucco di scena, del velluto dei costumi e del linoleum consumato delle sale prove. La musica più bella scritta per balletto? Il Grand pas de deux de Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? L’arabesque. Forza ed eleganza insieme. Chi ti sarebbe piaciuto essere ...

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Biennale Danza 2026, Wayne McGregor presenta la compagnia over 40 WINN con Scirocco di John Neumeier

Alla Biennale Danza 2026 di Venezia il tempo diventa materia coreografica, memoria del corpo e possibilità di immaginare nuove forme di esistenza. È questo il cuore di “Time Does Not Exist”, il titolo scelto da Wayne McGregor per la ventesima edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale, in programma dal 17 luglio al 1° agosto 2026. Tra gli appuntamenti più attesi del festival spicca la prima mondiale di “When, If Not Now?”, progetto della nuova WINN Dance Company, compagnia nata con l’obiettivo di riunire artisti internazionali over 40 e ridefinire il concetto di età nella danza contemporanea. Il nome stesso della compagnia – acronimo di When If Not Now – è una dichiarazione d’intenti: dimostrare che arte, tecnica, esperienza e presenza scenica non hanno una data di scadenza. Sul palco saliranno alcune delle figure più importanti della danza mondiale, tra cui l’étoile Diana Vishneva e la principal dancer dell’Opera di Amburgo Silvia Azzoni, insieme a Mara Galeazzi, Igone de Jongh, Marijn Rademaker, Oleksandr Ryabko e Gil Roman. Un ensemble che riunisce interpreti dalla straordinaria esperienza artistica e provenienti da alcune delle più prestigiose compagnie internazionali. Per questa produzione, la Biennale ha coinvolto uno dei più grandi maestri della ...

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Il maestro e direttore d’orchestra Felix Korobov “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo che ami di più? I balletti di John Neumeier. Qual è il teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala e la compagnia dello Stanislavskij. Quale romanzo vorresti trasformare in balletto? I romanzi di Evelyn Waugh. E quale film potrebbe diventare, secondo te, uno splendido balletto? Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Il costume di scena che hai preferito nella storia della danza? Il costume di Anna Pavlova per la Morte del Cigno. A quale colore associ la danza? Il bianco e il crema. Che profumo ha la danza? L’odore delle quinte del teatro: sudore, adrenalina e piacere. La musica più bella mai scritta per un balletto? Quella di Čajkovskij. Il film sulla danza a cui non rinunceresti mai? Perché la gente applauda dell’Accademia Vaganova. Due miti della danza del passato, un uomo e una donna? Enrico Cecchetti e Anna Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Ogni passo nel balletto ha la sua bellezza. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita? Il Boléro di Maurice Béjart. Chi è stato il genio assoluto dell’arte coreografica? Petipa, Neumeier e Baryshnikov. Se oggi ...

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Roma celebra le stelle del balletto con “Icone della Danza” di Eleonora Abbagnato

Il grande balletto internazionale arriva nella Capitale con uno degli appuntamenti più attesi della stagione 2026. Dopo il successo del debutto parigino, Icone della Danza, il prestigioso gala ideato e diretto da Eleonora Abbagnato, approda lunedì 26 ottobre 2026 al Teatro dell’Opera di Roma per una serata evento dedicata all’eccellenza della danza mondiale. Étoile dell’Opéra National de Paris e direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma, Eleonora Abbagnato firma un progetto artistico di respiro internazionale che unisce tradizione e contemporaneità, riunendo sullo stesso palcoscenico alcune delle più grandi stelle del balletto provenienti dalle più importanti compagnie del mondo. «Icone della Danza nasce dal desiderio di condividere con il pubblico la bellezza, l’emozione e la forza universale della danza», ha dichiarato Abbagnato. «Portare questo gala al Teatro dell’Opera di Roma rappresenta per me una grande gioia e un momento profondamente significativo». Il gala offrirà un programma raffinato e spettacolare, attraversando il grande repertorio classico e le creazioni dei più celebri coreografi contemporanei. Sul palco si alterneranno pas de deux, assoli e coreografie firmate da maestri come Roland Petit, George Balanchine, Frederick Ashton, John Neumeier, Christopher Wheeldon, Angelin Preljocaj, Marco Goecke, Leonid Lavrovsky e ...

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Biennale di Venezia 2026: il programma per la danza

  Dal 17 luglio al 1 agosto il 20. Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Wayne McGregor porta a Venezia tutte novità con compagnie che evolvono e rigenerano i linguaggi della danza in connessione profonda con ritmi, paesaggi e storie di tradizioni altre, il cui veicolo è il corpo. Bangarra Dance Theatre dall’Australia, prima formazione interamente composta da danzatori aborigeni a ricevere il Leone d’oro alla carriera; Mamela Nyamza, coreografa e attivista sudafricana, Leone d’argento del Festival; Elle Sofe Sara, regista e coreografa dell’estremo nord scandinavo, dove affonda le radici la cultura Sámi, insieme alla coreografa islandese Hlín Diego Hjálmarsdóttir; Soa Ratsifandrihana, danzatrice e coreografa franco-malgascia insieme ad esponenti della diaspora africana provenienti dalle tradizioni caraibiche; Omar Rajeh, figura centrale per la diffusione e lo sviluppo della danza contemporanea in Libano e nel mondo arabo; Eiko Otake, formata in Giappone dai maestri del butoh Kazuo Ohno e Tatsumi Hijikata, attiva a New York dal 1976 e Wen Hui, carismatica pioniera della danza moderna in Cina; l’illusionista e artista visivo finlandese Kalle Nio e il coreografo brasiliano Fernando Melo; il giovane coreografo neozelandese di origini maori Oli Mathiesen. Tornano alla Biennale Danza Emanuel Gat, fra i massimi coreografi israeliani, a ...

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Tanti auguri di buon compleanno ad Alessandra Ferri

Tanti auguri di buon compleanno alla stella del balletto internazionale, Alessandra Ferri (Milano, 6 maggio 1963). L’unica ballerina italiana del Novecento ad essere stata invitata come star dall’esclusiva compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi (nel 1992 per Carmen e nel 1996 per Notre-Dame de Paris, entrambi di Roland Petit) e al Teatro Marijnskij di San Pietroburgo con il Balletto Kirov (nel 2000 per Manon). È stata prima ballerina del Royal Ballet (1983-1985) e dell’American Ballet Theatre (1985-2007) e prima ballerina assoluta del Teatro alla Scala. Nel corso della sua lunga carriera ha vinto due Premi Laurence Olivier, un Prix Benois de la Danse, ha ballato come ospite con molte delle maggiori compagnie al mondo e ha danzato accanto ad alcuni dei maggiori ballerini dell’epoca, tra cui Rudolf Nureyev, Michail Baryšnikov, Anthony Dowell, Patrick Dupond, Manuel Legris, Julio Bocca, Herman Cornejo, Laurent Hilaire, Carlos Acosta, Maximiliano Guerra, Edward Watson, Roberto Bolle, Massimo Murru, Yonah Acosta, Denys Cherevychko e Federico Bonelli. Incomincia a studiare danza al Collegio Bianconi di Monza, poi a Milano alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. All’età di quindici anni vince una borsa di studio assegnata dal British Council, prima volta per una danzatrice, e grazie a ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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