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Tag Archives: Joseph Mazilier

Paquita (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Paquita occupa un posto singolare nella storia della danza classica, configurandosi come un’opera che, pur attraversando trasformazioni, adattamenti e riletture, ha saputo conservare un’aura di eleganza e virtuosismo che ancora oggi affascina studiosi, interpreti e pubblico. Nato nel contesto culturale della Parigi romantica del XIX secolo, questo titolo rappresenta un esempio emblematico della circolazione delle opere coreutiche tra Francia e Russia, nonché della loro capacità di evolversi in risposta alle diverse sensibilità artistiche e ai mutamenti del gusto. La genesi di Paquita risale al 1° aprile 1846, quando venne presentato per la prima volta all’Opéra di Parigi, con coreografia di Joseph Mazilier e musica di Édouard Deldevez. In origine, l’opera si inseriva nel filone del balletto narrativo romantico, caratterizzato da un intreccio melodrammatico, ambientazioni esotiche e un marcato interesse per temi quali l’identità, la nobiltà nascosta e il destino. Tuttavia, fu solo con il suo trasferimento in Russia che Paquita acquisì la forma con cui è maggiormente conosciuto oggi. Marius Petipa, figura centrale del balletto imperiale russo, ne realizzò una profonda revisione nel 1881 per il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, aggiungendo nuove sezioni coreografiche e affidando a Ludwig Minkus la composizione di ulteriori musiche. In particolare, il ...

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Tornano in Italia i Trocks (Les Ballets Trockadero de Monte Carlo)

Tornano in Italia i Les Ballets Trockadero de Monte Carlo – affettuosamente conosciuti come i Trocks – straordinaria compagnia americana, composta da soli uomini, che sa coniugare una danza dalla tecnica impeccabile con un’incontenibile comicità. Vero e proprio fenomeno di culto internazionale, i loro spettacoli impertinenti, esilaranti eppur rispettosi nei confronti del grande repertorio del balletto classico sono apprezzati tanto dalla critica quanto dal pubblico più vasto e popolare. Il loro tratto distintivo è il saper accentuare con affetto, ironia e intelligenza i tratti più iconici del balletto classico, gli incidenti più comuni, le isterie delle più celebri étoiles ottenendo un risultato esilarante e irresistibile. All’ironia si affianca una tecnica impeccabile in uno spettacolo di danza curato alla perfezione, eseguito da ballerini che, senza apparente fatica e difficoltà, volteggiano su scarpette da punta giganti con le loro solide fisicità maschili avvolte in vaporosi tutù. Interpretano tutti i ruoli possibili, trasformandosi in cigni, silfidi, spiritelli acquatici, romantiche principesse, principi maldestri o angosciate dame vittoriane. Valorizzano e celebrano lo spirito della danza come forma d’arte, deliziando gli spettatori. Nati nel 1974 in una sala off-off- Broadway dalla passione di un gruppo di danzatori che si divertivano a mettere in scena la parodia ...

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I talenti della Scuola di Ballo scaligera al Comunale di Vicenza

Un altro appuntamento di primo piano è previsto a Danza in Rete Festival, l’evento promosso dalla Fondazione Teatro Comunale di Vicenza in collaborazione con una rete di soggetti istituzionali e operatori culturali del territorio e nazionali, dedicato all’arte coreutica in tutte le sue forme, nato come spin-off della Stagione di Danza del Comunale: sabato 7 marzo alle ore 20.45 in Sala Maggiore si esibiranno i giovani talenti della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, la prestigiosa istituzione diretta da Frédéric Olivieri. I numerosi allievi che saliranno in palcoscenico, giovanissimi (come età massima hanno 19 anni), presenteranno estratti del grande repertorio classico ma anche contemporaneo, coreografie che permetteranno loro di cimentarsi in stili tanto diversi quanto impegnativi, in un programma di alto livello tecnico, ricco di suggestioni ed entusiasmante freschezza. La serata prevede una Suite dal Divertissement di Paquita, coreografie di Marius Petipa, musiche di Ludwig Minkus; Rossini Cards, coreografia di Mauro Bigonzetti, musiche di Gioachino Rossini e infine Bolero X, coreografie di Shahar Binyamini, musiche di Maurice Ravel. Questi giovani interpreti che, come ha affermato il direttore Olivieri in una recente intervista, “sono il futuro dell’Italia nella danza” si sono esibiti nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di ...

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A Parigi il “Gala des jeunes solistes internationaux”

C’è un momento, nella storia della danza, in cui il corpo diventa memoria e il movimento si fa linguaggio universale. È il XIX secolo, epoca fondatrice del balletto classico, quando le grandi scene europee hanno dato forma a un ideale di bellezza destinato a superare i secoli. Tornare oggi a quelle coreografie significa riaprire un dialogo con le origini, restituendo al presente un patrimonio fatto di eleganza, rigore e sogno. Venerdì 30 gennaio 2026, alle ore 19.30, la Seine Musicale di Boulogne-Billancourt a Parigi ospiterà Les Beautés de la danse, una serata concepita come un vero e proprio viaggio nel cuore dell’Ottocento coreografico. Un omaggio alla giovinezza eterna del balletto ottocentesco. In programma, una selezione raffinata di estratti celebri e rarità preziose che riportano in vita le opere di Auguste Bournonville, Marius Petipa, Arthur Saint-Léon, Marie Taglioni e Joseph Mazilier, figure fondamentali nella costruzione del linguaggio classico. Particolarmente significativo è il lavoro di ricostruzione affidato a Pierre Lacotte per le coreografie di Taglioni e Mazilier: un gesto di profonda responsabilità storica che consente a questo repertorio fragile e prezioso di tornare a respirare sulla scena, non come semplice testimonianza museale, ma come materia viva. A incarnare questo patrimonio sono giovani ...

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I capolavori del balletto classico scomparsi nel tempo

Nel panorama della danza classica, alcuni titoli evocano immediatamente immagini cristallizzate nella memoria collettiva: Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle. Tuttavia, accanto a queste opere immortali, esiste una costellazione di balletti perduti – lavori che un tempo brillavano sui palcoscenici imperiali d’Europa e che oggi sopravvivono solo in frammenti, testimonianze scritte o vaghe ricostruzioni. Questi balletti, dimenticati dalla scena ma non dalla storia, rappresentano tessere mancanti del mosaico che è la tradizione coreutica occidentale. LA FORÊT ENCHANTÉE (La Foresta Incantata) Coreografia: Jules Perrot Musica: Cesare Pugni Prima rappresentazione: Londra, 1845 Balletto fantastico con elementi mitologici e ambientazioni boschive, La Forêt Enchantée fu una delle prime collaborazioni di Perrot con Pugni, ma la coreografia originale è andata completamente perduta. Solo la musica (che sopravvive in partitura) è stata talvolta riutilizzata o riorchestrata. Il balletto fu un successo nella sua epoca, ma non è mai stato riproposto integralmente. LE ROI CANDAULE Coreografia: Marius Petipa Musica: Cesare Pugni Prima rappresentazione: San Pietroburgo, 1868 Un’opera grandiosa e sensuale, basata su un racconto di Erodoto, incentrata su potere, passione e tragedia. Le Roi Candaule fu uno dei primi capolavori di Petipa, ma fu ritirato dal repertorio dopo la morte di Pugni, e negli anni ...

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Gli allievi accademici della Scala al Fraschini di Pavia

Domenica 30 novembre 2025, alle ore 20.30, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, si esibisce al Teatro Fraschini di Pavia in una serie di coreografie che permettono ad allievi ed allieve di cimentarsi in stili tanto diversi quanto impegnativi: dalla Suite classica dal divertissement di Paquita di Marius Petipa a Rossini cards di Mauro Bigonzetti fino a Bolero X di Shahar Binyamini. Lo spettacolo si apre con una Suite dal divertissement di Paquita di Marius Petipa, rimontato dai maestri della Scuola Leonid Nikonov e Tatiana Nikonova. Ambientato in Spagna durante la dominazione napoleonica, Paquita debutta come balletto in due atti e tre scene a Parigi nel 1846, su coreografia di Joseph Mazilier, libretto di Mazilier e Paul Foucher, musiche di Édouard-Marie-Ernest Deldevez. L’anno successivo il balletto va in scena ai Teatri Imperiali di San Pietroburgo, dove Marius Petipa, da poco nominato Primo ballerino, non solo interpreta il ruolo maschile principale, ma, ne rivede alcune parti con l’assistenza di Pierre Frédéric Malavergne. Pone mano in particolare al Pas de trois del primo atto e aggiunge un terzo atto. Successivamente, nel 1881, realizza una nuova versione che da quel momento diventa la versione di riferimento per ...

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Incontro speciale aperto al pubblico all’Opera di Roma per il balletto Marco Spada

  Mercoledì 22 ottobre, alle ore 18:00, il palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma si accenderà per un incontro dedicato al balletto Marco Spada nell’ambito del progetto Passaporti di Danza che offre al pubblico la possibilità di conoscere gli aspetti artistici dei balletti in Stagione. A moderare l’evento sarà Sara Zuccari, giornalista, direttore del Giornale della Danza e critico di danza per L’Espresso: sul palco, insieme a lei, Eleonora Abbagnato, direttrice del Corpo di Ballo e della Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma e Anne Salmon, maître de ballet e responsabile della direzione artistica del repertorio di Pierre Lacotte nonché sua assistente per più di vent’anni. Sarà un’occasione preziosa per raccontare e riscoprire questo affascinante balletto, attraverso parole, suggestioni storiche e momenti danzati. Interverranno anche i danzatori del Teatro dell’Opera, protagonisti di brevi estratti coreografici e dimostrazioni, con il contributo della Signora Salmon, che illustrerà alcune peculiarità dell’opera coreografica, come la pantomima e la figura del personaggio di Marco Spada. Un incontro a più voci, dove storia e arte si intrecciano, riportando in vita – anche solo per un attimo – l’incanto di un balletto dimenticato. Eleonora Abbagnato, con profondo amore e dedizione, ha fortemente voluto il ritorno ...

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Le eteree ballerine romantiche dell’800: Carolina Rosati

Carolina Rosati (Bologna, 13 dicembre 1826 – Cannes, 1905) è stata una danzatrice celebrata come interprete del Balletto Romantico. Il suo nome da nubile era Carolina Galletti, ma divenne celebre assumendo il cognome del marito Francesco Rosati che fu un ottimo ballerino con il quale spesso si esibì in coppia. Suo nipote Ferdinando Pratesi, figlio della sorella Gaetana Galletti, fu anch’egli un noto ballerino e coreografo. Carolina si era formata alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano sotto la guida del Maestro Carlo Blasis e debuttò all’età di sette anni. Nel 1841 fu scritturata come prima ballerina al Teatro di Apollo di Roma, esibendosi inoltre a Trieste e a Parma nel 1843 e danzando con il marito alla Scala nel 1846. Venne definita ballerina terre à terre, termine accademico molto in voga a quel tempo che stava a significare un modo di danzare in antitesi all’élévation. La Rosati era particolarmente portata all’espressività e alla capacità interpretativa piuttosto che al virtuosismo dei salti. Nei trattati di balletto classico il termine terre à terre indica quei passi in cui i piedi sfiorano il pavimento senza staccarsene mai, al contrario dei passi nell’elevazione. Vittoria Ottolenghi scrisse che fu Carlo Blasis ...

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Le eteree ballerine romantiche dell’800: Amalia Ferraris

Amalia Ferraris (Voghera, 1828 – Firenze, 1º aprile 1904) è stata una celebre danzatrice italiana del periodo romantico. Fu in grado in pochi anni di costruirsi una fama riconosciuta da pubblico e critica nel 1846, anno in cui ballò al Teatro Regio di Torino nella coreografia Zampa di G. Astolfi, sostituendo Fanny Cerrito. Da quel momento divenne una stella indiscussa e ammirata. La Ferraris detiene un posto importantissimo nella Storia del Balletto Romantico poiché, per la sua ferrea tecnica e per il suo stile lirico, fu una danzatrice capace di miscelare con cura il “volo” di Maria Taglioni e il virtuosismo innato delle grandi dive tersicoree. Dopo gli studi prima a Torino e poi alla Scuola di ballo dell’Accademia alla Scala, sotto la direzione di Carlo Blasis, debuttò giovanissima a Milano. In seguito calcò il palcoscenico del Teatro San Carlo di Napoli e poi di quelli in tutta Europa. Nel 1848 si esibì all’His Majesty’s Theatre di Londra in occasione dell’Esposizione Universale. Riscosse plausi e consensi a Londra, Roma, Vienna e all’Opéra di Parigi. Insieme a Carolina Rosati, sua rivale artistica, fu una delle ballerine italiane più note dell’epoca. Danzarono in coppia all’Opéra di Parigi nel balletto Marco Spada ou ...

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Le eteree ballerine romantiche dell’800: Augusta Maywood

Augusta Maywood (New York, 5 marzo 1825 – Leopoli, 3 novembre 1876) nata Williams, era figlia degli attori teatrali Henry Williams e Martha Bally. Fu la prima ballerina americana a raggiungere il rango di Prima Ballerina in Europa e celebrata interprete dell’era del balletto romantico. Prese il cognome dal suo patrigno Robert Campbell Maywood in seguito alle seconde nozze di sua madre. Studiò sotto la guida dell’ex ballerino dell’Opéra di Parigi Paul H. Hazard insieme alla sua rivale Mary Ann Lee (luglio 1824 – 25 gennaio 1899). Fu la prima protagonista del capolavoro ballettistico Giselle in America, precisamente nella città di Boston nel 1846. L’americana Mary Ann Lee, altrettanto famosa artista dell’era del balletto romantico, debuttò nel 1837 con la coreografia The Maid of Cashmere al Chestnut Street Theatre in coppia con Augusta Maywood. Il pubblico fu entusiasta di entrambe e fomentò una rivalità tra le due artiste. Insieme si esibirono in una produzione di The Dew Drop, o La Sylphide nel 1838. Maywood poi si trasferì in Europa per studiare danza mentre Lee rimase a Philadelphia. Lee ballò per la prima volta in La Bayadère nel 1839 che rimase uno dei suoi ruoli preferiti per il resto della carriera. ...

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