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La solista scaligera e maestra Deborah Gismondi “allo specchio”

Balletto classico preferito? Giselle. Balletto contemporaneo preferito? La sagra della primavera di Maurice Béjart. Teatro del tuo cuore? Teatro alla Scala, la mia casa. Un romanzo da trasformare in balletto? Madame Bovary di Gustave Flaubert. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Due vite, una svolta (The Turning Point) di Herbert Ross. Il costume di scena indossato che hai preferito? Madame di Histoire de Manon (primo atto). A quale colore associ la danza? Color cipria. Che odore ha la danza? Anaïs Anaïs di Cacharel. La musica più bella mai scritta per il balletto? Quella di Jules Massenet per Histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Un film di danza indimenticabile? Due vite, una svolta (The Turning Point) di Herbert Ross. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Maurice Béjart e Carla Fracci. Il tuo passo di danza preferito? Grand pas de chat. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Giselle. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Jiří Kylián. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Togli la sofferenza fisica alle ballerine di danza classica. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? ...

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Il primo ballerino e maître de ballet Antonino Sutera “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lo Schiaccianoci è un balletto molto importante per me perché è stato il primo al quale ho partecipato quando ero ancora allievo della Scuola di Ballo, inizialmente nella “danzetta”. Nel corso degli anni, all’epoca, veniva rappresentato ogni Natale e ho interpretato diversi ruoli: il tamburino, il soldatino, il topo, praticamente quasi tutti, soprattutto quando sono cresciuto e sono entrato in compagnia. La coreografia di Nureyev, per me, è la più difficile e al tempo stesso la più bella che esista; per questo Lo Schiaccianoci rappresenta l’emblema stesso del balletto classico. L’altro balletto è Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan: con questo titolo sono stato nominato primo ballerino alla Scala ed è quindi il balletto del mio cuore. Inoltre racchiude due ruoli per me fondamentali, Romeo e soprattutto Mercuzio che è stato il mio vero cavallo di battaglia. Il balletto contemporaneo prediletto? Ripensandoci, quello che mi ha segnato in modo particolare è stato Romeo e Giulietta di Sasha Waltz, perché da lì è iniziata una bellissima collaborazione con la sua compagnia, Sasha Waltz & Guests. Sono stato ospite in diversi spettacoli che abbiamo portato in tournée in tutta Europa: è stato un momento molto importante sia per ...

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Il demi-solista Rinaldo Venuti “allo specchio”

Balletto classico preferito? L’histoire de Manon di Kenneth MacMillan. Balletto contemporaneo preferito? The statement di Crystal Pite. Teatro del tuo cuore? L’Opera di Vienna, dove ho visto il mio primo balletto. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Call me by your name (Chiamami col tuo nome) di Luca Guadagnino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Rubies nel balletto Jewels di George Balanchine. A quale colore associ la danza? Per me la danza è azzurra: come un cielo che alterna sole e pioggia. Che odore ha la danza? Di aria fresca. La musica più bella mai scritta per il balletto? Sicuramente il Grand Pas de Deux dello Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Un film di danza indimenticabile? Center Stage (Il ritmo del successo) di Nicholas Hytner. Due miti della danza del passato: uomo e donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn. Il tuo passo di danza preferito? Probabilmente un manèje di jetè. Mi esprime libertà. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Nella vita reale nessuno. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Il maestro accademico Walter Madau “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Non ho un vero e proprio balletto classico preferito ma amo tutto il periodo dell’Ottocento (sono un purista). Il balletto contemporaneo prediletto? Sono cresciuto guardando Petite Mort di Jiří Kylián ma nel tempo, maturando, ho scoperto balletti e coreografi geniali. Il Teatro del cuore? Chiaramente per senso di appartenenza la risposta è la Scala, ma il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo ha un posto speciale nel mio cuore, perché sono cresciuto divorando tutti i video della compagnia ed amo molto la forte tradizione che si legge nella loro danza. Un romanzo da trasformare in balletto? Non c’è un romanzo che trasformerei in balletto, ma adoro quando un coreografo come Cranko o MacMillan riesce a raccontare in maniera chiara una storia. Ho una passione per le tragedie! Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Essendo amante dei thriller psicologici non potrei immaginare un balletto che tratta tematiche simili. Il costume di scena indossato che hai preferito? Sicuramente il costume di Lescaut ne L’Histoire de Manon di Kenneth MacMillan, ricordo ancora la sensazione alla prima prova costume. Quale colore associ alla danza? Associo alla danza tutti i colori chiari perché mi rimandano alla purezza, al ...

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Il Colón 2026 tra la visione di Bocca e l’eccellenza di Núñez

La stagione di balletto 2026 del Teatro Colón di Buenos Aires si annuncia come una delle più affascinanti e ambiziose degli ultimi anni. Il prestigioso Ballet Estable del Teatro Colón, diretto da Julio Bocca, propone un percorso artistico che unisce il grande repertorio classico a creazioni contemporanee e nuove produzioni di forte identità culturale. Il cartellone è pensato come un vero viaggio nella danza: grandi titoli immortali, coreografie narrative di forte intensità drammatica e programmi misti che mettono in luce la versatilità della compagnia e dei suoi solisti. Tra i momenti più attesi spicca Il Lago dei Cigni, uno dei pilastri assoluti del balletto classico, presentato in più recite straordinarie nel mese di marzo 2026. Questa produzione rappresenta il cuore tradizionale della stagione, con l’orchestra dal vivo e una messa in scena di grande eleganza. Accanto al repertorio classico, la stagione 2026 apre lo sguardo a opere di forte impronta teatrale e narrativa, come Manon di Kenneth MacMillan, balletto intenso e profondamente emotivo, e Alicia en el país de las maravillas, una produzione dal respiro internazionale che fonde fantasia, virtuosismo e raffinatezza scenica. Un ruolo centrale è riservato anche alla creazione contemporanea e all’identità culturale argentina, con Borges, una nuova produzione ...

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Le indimenticabili interpretazioni di Natal’ja Makarova

Natal’ja Romanovna Makarova, nata a Leningrado nel 1940, è una delle figure più luminose della storia del balletto. Con la sua tecnica cristallina, una presenza scenica magnetica e un’arte interpretativa capace di fondere perfezione e poesia, Makarova ha lasciato un’impronta indelebile nei teatri di tutto il mondo. Fuggita dall’Unione Sovietica nel 1970 per abbracciare la libertà artistica, divenne un punto di riferimento assoluto per il repertorio classico e romantico, grazie a interpretazioni entrate nella leggenda. Di seguito, un viaggio nelle sue più grandi e indimenticabili interpretazioni. Odette/Odile – Il Lago dei Cigni Tra i ruoli che più hanno consacrato Makarova spicca senza dubbio la doppia interpretazione di Odette e Odile.
 La sua Odette era pura liricità: linee morbide, port de bras di una fluidità quasi liquida, sguardo timido e dolente. Odile, al contrario, era una creatura affilata, elegante e magnetica, costruita con una precisione tecnica impeccabile ma soprattutto con un carisma drammatico capace di incantare platee intere. Makarova riusciva a rendere il contrasto tra i due personaggi con una naturalezza sorprendente, quasi scolpendo due identità completamente distinte. Giselle – Giselle La sua Giselle è considerata da molti critici una delle più commoventi del XX secolo. 
Nel primo atto incarnava una ...

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Celebrando Kenneth MacMillan: il coreografo che cambiò la danza

L’11 dicembre ricorre l’anniversario della nascita di Sir Kenneth MacMillan, uno dei coreografi più influenti e visionari del XX secolo. Nato a Dunfermline, in Scozia, nel 1929, MacMillan avrebbe trasformato il linguaggio del balletto narrativo con una profondità psicologica e un realismo emotivo che ancora oggi continuano a definire gli standard della danza teatrale. Trasferitosi a Londra da giovane, MacMillan entrò alla Sadler’s Wells School (oggi Royal Ballet School), dove il suo talento come danzatore venne presto affiancato da un forte interesse per la creazione coreografica. Le sue prime opere rivelavano già una sensibilità drammatica fuori dal comune, capace di sondare i territori più complessi dell’animo umano. MacMillan non si accontentò mai dell’estetica tradizionale. Le sue potenti coreografie esploravano temi come l’alienazione, la fragilità psicologica, la violenza sociale e le contraddizioni dell’amore. Opere come: “Romeo and Juliet” (1965), che lo consacrò internazionalmente. “Anastasia”, con la sua narrazione sospesa tra identità e follia. “Mayerling”, uno dei suoi capolavori più controversi e intensi. “Manon”, tragedia sensuale e disperata che rimane un punto fermo del repertorio mondiale. Queste coreografie dimostrano la sua capacità di unire virtuosismo tecnico, drammaturgia complessa e una rara attenzione alla verità emotiva dei personaggi. MacMillan fu direttore artistico del ...

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Al Teatro Grande di Brescia arriva “Lo Schiaccianoci”

La Stagione Opera e Balletto 2025 si chiude con l’immancabile titolo di balletto che ogni anno porta la magia della danza classica sulle tavole del Massimo cittadino. In programma, la celebre fiaba senza tempo Lo Schiaccianoci su musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij che quest’anno andrà in scena al Teatro Grande di Brescia in tre diverse date. Oltre alle due canoniche recite in abbonamento previste per venerdì 5 dicembre alle ore 20.00 e per domenica 7 dicembre alle ore 15.30, si aggiunge infatti la recita fuori abbonamento di sabato 6 dicembre alle ore 20.00. Ad esibirsi sarà il Balletto dell’Opera di Tbilisi, storica e affermata compagnia che calca oggi i palcoscenici di tutto il mondo e si fa interprete di un repertorio eterogeneo, a cavallo tra classici e opere contemporanee. Già protagonista sulle tavole del Grande nella scorsa stagione, dal 2004 il Balletto è diretto da Nina Ananiashvili, pluripremiata ex prima ballerina del Teatro Bol’šoj di Mosca e ricordata per essere stata la prima étoile dell’ex Unione Sovietica ad essere invitata a esibirsi al New York City Ballet (1988). Sotto la sua guida, la compagnia ha messo in scena più di sessanta tra balletti e miniature, introducendo in repertorio anche stili ...

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Lo Schiaccianoci dell’Accademia scaligera celebra 15 anni

È un appuntamento che da sempre scandisce le festività natalizie: ritorna in scena al Piccolo Teatro di Milano – Teatro Strehler l’incanto de Lo Schiaccianoci, interpretato da allieve ed allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, con la coreografia del Direttore, Frédéric Olivieri. La produzione, che debuttò nel 2011, è ormai una tappa essenziale nel percorso formativo della Scuola di Ballo e un pilastro della fortunata collaborazione fra l’Accademia e il Piccolo. In scena dal 9 al 21 dicembre per ben quattordici recite, oltre 100 giovani talenti torneranno a misurarsi con uno dei titoli più celebri e tecnicamente impegnativi del balletto ottocentesco, nel raffinato allestimento scaligero firmato da Roberta Guidi di Bagno. Sulle celeberrime musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, Frédéric Olivieri ha plasmato una versione dinamica che mantiene intatta l’onirica atmosfera dell’originale di Lev Ivanov, ma ne esalta la freschezza coreografica. L’incontro con questo capolavoro è fondamentale per ogni grande scuola di tradizione e questa produzione, entrata stabilmente nel repertorio della Scuola, chiede ai suoi giovanissimi interpreti non solo eccellenza tecnica, ma anche una notevole maturità espressiva e una padronanza dello spazio scenico, trasformando ogni replica in una vetrina del potenziale artistico dei futuri professionisti. Olivieri ha saputo ...

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