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Amélie Il Musical al Teatro Brancaccio con Giulia Ottonello

I produttori di Sherlock Holmes Il Musical annunciano la messa in scena di Amélie – Il Musical per la stagione teatrale 2026-2027. Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Brancaccio di Roma dal 22 al 25 ottobre. Tratto dall’omonimo film campione d’incassi amato in tutto il mondo, Amélie – Il Musical porta in scena la magia e la poesia della celebre storia ambientata nel cuore di una Parigi senza tempo. Tra i tavolini del Café des 2 Moulins sogni, ricordi e incontri imprevisti si intrecciano dando vita a una favola moderna fatta di piccole coincidenze e grandi emozioni. Al centro del racconto c’è una ragazza capace di trasformare i gesti più semplici in frammenti di meraviglia. Il ruolo della protagonista, Amélie Poulain, è affidato a Giulia Ottonello. L’attrice e cantante italiana ha consolidato la sua carriera nel teatro musicale interpretando numerosi ruoli da protagonista in diverse produzioni teatrali nazionali. L’opera, basata sul lungometraggio cinematografico Il favoloso mondo di Amélie, scritto da Jean-Pierre Jeunet e Guillaume Laurant, giunge in Italia dopo un articolato percorso internazionale. Nato a New York nel 2017 con il debutto a Broadway (che vedeva nel ruolo principale la candidata al Tony Award Phillipa Soo), il musical è ...

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Dance Umbrella Festival: “After After” di Arno Schuitemaker

Il celebre festival internazionale Dance Umbrella presenta l’attesissima prima britannica di After After, l’ipnotico e travolgente lavoro del pluripremiato coreografo olandese Arno Schuitemaker. L’appuntamento è fissato per mercoledì 21 ottobre 2026 sul palco del prestigioso teatro londinese The Place. In After After, sette interpreti danno vita a una performance ad altissimo impatto fisico ed emotivo. L’opera esplora il concetto del “dopo”: un mondo in transizione, che si trasforma in un vero e proprio inno alla ricreazione in ogni suo senso: dalla rigenerazione fisica alla gioia, fino alla reimmaginazione collettiva di nuove realtà possibili. Non si tratta di un “dopo” distopico o pessimista, bensì di uno spazio aperto alla ricreazione intesa in tutte le sue sfumature: dalla rigenerazione fisica ed energetica al piacere corporeo, fino alla gioia condivisa. Nel cast Angelo Petracca, Jim Buskens, Julie Derrien, Ashley Ho, Frederik Kaijser, Orla McCarthy, Paolo Yao. Noto per il suo stile iperfisico, Schuitemaker fonde la danza con le influenze delle arti visive, azzerando i confini tra linguaggi: la coreografia si unisce in un unicum fluido con la musica originale, il disegno luci e lo spazio scenico. Il risultato è un’esperienza immersiva e radicale che interroga i meccanismi nascosti del cambiamento, la percezione del ...

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Dance Umbrella Festival 2026: Mamela Nyamza inaugura con “The Herd/Less”

Il prestigioso Dance Umbrella Festival, uno dei festival di danza internazionale più importanti di Londra, si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un evento di altissimo profilo artistico. Dall’8 al 10 ottobre 2026, il palcoscenico del Sadler’s Wells East ospiterà la prima britannica di The Herd/Less, la nuova e potente creazione della celebre artista sudafricana Mamela Nyamza. La scelta di affidare l’apertura del festival a Nyamza conferma il ruolo di primo piano della coreografa nel panorama performativo contemporaneo. Già acclamata a Londra per il successo di Hatched Ensemble (spettacolo d’apertura del Dance Umbrella 2024) e fresca del prestigioso Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2026, l’artista torna nella capitale britannica con un’opera tagliente e profondamente evocativa. Il titolo dell’opera gioca sul duplice significato del termine inglese herd (branco/gregge): da un lato evoca l’immagine di una collettività che si muove in perfetta armonia; dall’altro richiama un gruppo diretto, modellato e sottomesso da rigide forze culturali e fisiche. Attraverso la ripetizione e il rituale, Nyamza esplora la sottomissione silenziosa dell’individuo al gruppo. L’uso di oggetti tradizionali dell’Africa meridionale, storicamente associati all’autorità maschile, si trasforma sul palco sia in un simbolo di status sia in un vero e proprio strumento di controllo. L’utilizzo ...

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L’addio dei Ballets Russes al palcoscenico (1929)

Il 26 luglio 1929, alla Royal Opera House di Covent Garden a Londra, i Ballets Russes tennero quella che sarebbe passata alla storia come la loro ultima rappresentazione. Nessuno degli artisti presenti poteva immaginare che quella serata avrebbe segnato la fine della compagnia che, per vent’anni, aveva rivoluzionato il balletto e influenzato profondamente tutte le arti del Novecento. Fondati nel 1909 da Sergej Pavlovič Djagilev, i Ballets Russes trasformarono il concetto stesso di spettacolo, dando vita a un’inedita sintesi tra danza, musica, pittura, scenografia e costume. Attorno a Djagilev si riunirono alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte moderna: i coreografi Michel Fokine, Vaslav Nijinsky, Léonide Massine, Bronislava Nijinska e George Balanchine; i compositori Igor Stravinskij, Claude Debussy, Maurice Ravel, Sergej Prokof’ev ed Erik Satie; gli artisti Léon Bakst, Alexandre Benois, Pablo Picasso, Henri Matisse, Georges Braque e Joan Miró, autori di scene e costumi destinati a entrare nella storia dell’arte. L’ultima stagione londinese del 1929 fu organizzata personalmente da Djagilev nonostante le crescenti difficoltà economiche e il progressivo peggioramento delle sue condizioni di salute. Fu una stagione di straordinaria vitalità creativa, nella quale debuttarono nuovi balletti come Le Bal, con musica di Vittorio Rieti e coreografia di George Balanchine, e ...

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Sidi Larbi Cherkaoui ed Enrico Morelli: la grande danza d’autore in scena alle Fonderie Limone

Il sipario delle Fonderie Limone di Moncalieri è pronto ad alzarsi su una delle serate più intense e raffinate della nuova stagione del Torinodanza Festival: il 30 settembre 2026, la MM Contemporary Dance Company, diretta da Michele Merola, porterà in scena un prestigioso trittico d’autore firmato da due grandi nomi della coreografia internazionale e contemporanea, Sidi Larbi Cherkaoui ed Enrico Morelli. Un appuntamento imperdibile che unisce il rigore del mito, la potenza della riscrittura e la profonda resilienza dell’essere umano attraverso il linguaggio universale del corpo. Il programma della serata si sviluppa attraverso tre creazioni distinte ma legate da un fil rouge di altissimo spessore espressivo: FAUN, coreografia di Sidi Larbi Cherkaoui, rimontata da Daisy Phillips; LA MORTE DEL CIGNO, coreografia di Sidi Larbi Cherkaoui; ATTO BIANCO, coreografia di Enrico Morelli. Originariamente commissionato nel 2009 dal Sadler’s Wells Theatre di Londra in occasione del centenario dei Ballets Russes, FAUN nasce dal desiderio di Cherkaoui di confrontarsi con la celeberrima coreografia de L’après-midi d’un faune di Vaslav Nijinskij, ispirata a sua volta dal poema di Stéphane Mallarmé e dalle musiche di Claude Debussy. Se la versione originaria guardava all’antica Grecia con toni bidimensionali e classici, Cherkaoui scava nella natura ibrida del ...

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Natalia Osipova debutta nel West End con The Standard of Living

Il 2026 segna una nuova e importante tappa nella carriera di Natalia Osipova, Principal del Royal Ballet. La celebre ballerina farà infatti il suo debutto nel West End londinese come protagonista di The Standard of Living, una nuova pièce teatrale scritta dal pluripremiato drammaturgo britannico James Graham. Lo spettacolo, diretto da Nicholas Hytner, sarà in scena al Theatre Royal Haymarket dal 21 settembre al 12 dicembre 2026. Accanto a Osipova reciterà l’attore Rory Kinnear, nei panni dell’economista britannico John Maynard Keynes. Osipova interpreterà Lydia Lopokova, celebre ballerina russa dei Ballets Russes e moglie di Keynes. Si tratta di un ruolo particolarmente significativo per l’artista, poiché Lopokova fu una figura importante nella storia della danza britannica del Novecento. La pièce racconta il rapporto tra Keynes e Lopokova, intrecciando economia, politica, arte, amore e danza, e affrontando una domanda centrale: che cosa significa realmente condurre una vita di valore? Per Osipova, questo debutto rappresenta un’importante svolta professionale. Dopo una carriera internazionale costruita principalmente sui grandi ruoli del balletto classico e contemporaneo, la danzatrice si confronta per la prima volta con il teatro di prosa del West End, mettendo alla prova le proprie capacità interpretative anche al di fuori della danza. Con The ...

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The Margot Fonteyn International Ballet Competition 2026

Dal 17 al 21 agosto 2026 la Royal Academy of Dance (RAD) ospiterà una nuova edizione di The Margot Fonteyn International Ballet Competition, uno dei più prestigiosi concorsi internazionali dedicati ai giovani talenti del balletto classico. L’evento rappresenta un importante trampolino di lancio per ballerini provenienti da tutto il mondo, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi davanti a una giuria composta da personalità di primo piano del panorama coreutico internazionale. Intitolata alla leggendaria ballerina britannica Margot Fonteyn, figura simbolo del balletto del Novecento e storica Presidente della Royal Academy of Dance, la competizione premia ogni anno tecnica, musicalità, espressività artistica e potenziale interpretativo dei partecipanti. Più che una semplice gara, il concorso è considerato un percorso di crescita professionale che valorizza il talento e accompagna i giovani danzatori verso una carriera nelle principali compagnie internazionali. Nel corso delle cinque giornate di prove e selezioni, i concorrenti affrontano variazioni del repertorio classico e coreografie contemporanee, dimostrando versatilità, preparazione tecnica e capacità di interpretazione. Il format riflette infatti l’evoluzione della formazione dei ballerini, chiamati oggi a padroneggiare linguaggi differenti e ad affrontare un repertorio sempre più ampio. La competizione richiama candidati provenienti da numerosi Paesi, molti dei quali formatisi nelle scuole affiliate alla ...

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Il Demi-Soloist Daniele Silingardi dello Stuttgart Ballet “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Onegin e Mayerling. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Mort di Jiří Kylián, Grosse Fuge di Van Manen e Spring and Fall di Neumeier. Il Teatro del cuore? Royal Opera House di Londra. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Notting Hill. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ufficiali di Mayerling. Quale colore associ alla danza? Bianco perché chiunque può metterci del suo ed è proprio quello che differenzia ogni artista. Che profumo ha la danza? L’erba estiva appena tagliata dato che quando ero giovane andavo a scuola di danza in bici circondato dai prati italiani. La musica più bella scritta per balletto? Onegin ultimo passo a due, Seven Symphony di Uwe Scholz, Petite Mort di Jiří Kylián, passo a due di Concerto di Kenneth MacMillan con musica di Shostakovich. Il film di danza irrinunciabile? White Nights con Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Mikhail Baryshnikov e Sylvie Guillem. Il tuo “passo di danza” preferito? Tour en l’air. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Armand da La ...

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Acosta Danza Yunior – “Next Generation”: tra radici e fuga

Il 9 e 10 giugno 2026 al Lighthouse Poole e, successivamente, dal 17 al 20 giugno 2026 al Sadler’s Wells East, Acosta Danza Yunior ‒ la nuova formazione giovanile nata nel 2023 per iniziativa di Carlos Acosta ‒ debutterà nel Regno Unito con Next Generation. L’apertura della serata è affidata a Susana Pous con Fuga, un lavoro che affronta in modo diretto il tema della migrazione cubana. La coreografia costruisce una drammaturgia della costrizione, comprimendo i danzatori in uno spazio scenico ridotto che genera una fisicità nervosa, fatta di interruzioni narrative, tensioni irrisolte e vuoti geometricamente controllati. A seguire, Mundo Interpretado, di Juliano Nunes, che sviluppa una scrittura coreografica che oscilla tra dimensione emotiva e tensione spirituale. Il lavoro dialoga con le arti visive grazie all’installazione dell’artista cubana Glenda León, che dissemina lo spazio scenico di ninfee, creando un paesaggio rarefatto e di forte impatto estetico. Lo spettacolo include una nuova creazione di Didy Veldman, che esplora la decostruzione del movimento e l’esaltazione della fisicità dei giovani interpreti. Il lavoro si concentra sull’eredità della tradizione tecnica cubana, mettendone in luce rigore, resistenza e potenzialità espressive in chiave contemporanea. A chiudere il programma è Capriccio, di Kit Holder, ispirato all’immaginario surrealista di René ...

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Nuovo sipario alla Royal Opera House per re Carlo III

Nel cuore di Covent Garden, uno dei templi più prestigiosi dell’arte lirica e coreutica europea si prepara a vivere un passaggio tanto discreto quanto carico di significato storico. La Royal Opera House di Londra, custode di tradizioni secolari e al tempo stesso laboratorio di continua innovazione artistica, si appresta infatti a sostituire il proprio sipario principale, segnando simbolicamente la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Per quasi tre decenni, quel sipario ha accompagnato oltre diecimila rappresentazioni, assistendo in silenzio a trionfi, debutti memorabili e interpretazioni destinate a entrare nella storia dello spettacolo. Le sue pieghe custodiscono l’eco di voci straordinarie, il fruscio dei costumi, i passi di danza, il respiro trattenuto del pubblico nei momenti più intensi. Ma più ancora della sua funzione scenica, esso ha incarnato una presenza simbolica precisa: le iniziali della regina Elisabetta II, ricamate con eleganza, hanno rappresentato un legame diretto tra la monarchia britannica e una delle sue istituzioni culturali più rappresentative. Ora, con il regno di Carlo III, anche questo elemento scenografico si rinnova, riflettendo il mutamento istituzionale in atto. Il nuovo sipario porta il monogramma CRIII, sancendo visivamente il passaggio di testimone e riaffermando il ruolo del sovrano come protettore reale dell’istituzione. Non ...

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