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Il coreografo e performer Riccardo Buscarini “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Sylvia di Frederick Ashton. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Manon di Kenneth McMillan. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Covent Garden. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Il deserto dei tartari di Dino Buzzati. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Melancholia di Lars Von Trier. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Arlecchino nella Traviata di Franco Zeffirelli. Quale colore associ alla danza? Il colore del cielo e delle sue infinite possibilità. Di che profumo sa la danza? Velluto rosso di tutti i teatri. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? Tutte le sinfonie di Tchaikovsky. Quale film di danza consideri imprescindibile? The Company di Robert Altman. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn come icone di stile e classe immortale. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Grande allegro. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? La fata dei Lillà! Chi consideri il più grande genio della ...

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Le coppie leggendarie della danza classica: incontri d’arte

Nel corso della storia del balletto classico, alcune partnership artistiche hanno raggiunto una tale perfezione da diventare leggendarie. Più che semplici collaborazioni tra un ballerino e una ballerina, queste coppie hanno rappresentato un incontro irripetibile di talento, sensibilità, tecnica e carisma scenico, contribuendo a ridefinire gli ideali interpretativi di intere generazioni. Sul palcoscenico sembravano parlare un linguaggio segreto, fatto di sguardi, respiri, equilibri perfetti e movimenti che trasformavano la danza in una forma di poesia. Ancora oggi i loro nomi evocano alcuni dei momenti più alti della storia del balletto. Tra le partnership più celebri figura quella composta da Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev, probabilmente la coppia più iconica del Novecento. Quando si incontrarono nel 1961, nessuno avrebbe immaginato che la differenza di quasi vent’anni d’età sarebbe diventata irrilevante davanti all’eccezionale intesa artistica che nacque tra loro. Fonteyn era già una stella assoluta del Royal Ballet di Londra, simbolo dell’eleganza e della purezza della scuola inglese, mentre Nureyev era il giovane talento sovietico appena fuggito in Occidente, dotato di un temperamento impetuoso e di una tecnica rivoluzionaria. Insieme interpretarono capolavori come Giselle, Il lago dei cigni, La bella addormentata, Raymonda e Romeo e Giulietta, dando vita a spettacoli entrati nella ...

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Yoko Morishita, la ballerina che danza da 75 anni e sfida il tempo

A tre anni indossò le sue prime scarpette da danza perché i medici avevano consigliato ai genitori di farle praticare un’attività fisica: era una bambina gracile, nata a Hiroshima nel 1948, appena tre anni dopo la bomba atomica. Nessuno avrebbe potuto immaginare che quella scelta, fatta quasi per caso, avrebbe dato inizio a una delle carriere più straordinarie della storia del balletto. Oggi Yoko Morishita, che compirà 78 anni a dicembre, continua a esibirsi da protagonista ed è considerata la ballerina classica più anziana al mondo ancora impegnata in ruoli di primo piano. La sua infanzia è stata segnata dal clima della ricostruzione del Giappone. La nonna sopravvisse all’esplosione atomica riportando gravi ferite e Morishita ha spesso raccontato che la forza d’animo delle persone cresciute tra le macerie di Hiroshima è stata la lezione più importante della sua vita. Da loro ha imparato il valore della gratitudine e della perseveranza, qualità che ancora oggi considera il vero motore della sua longevità artistica. Dopo gli studi a Hiroshima e poi a Tokyo, entrò nella Matsuyama Ballet Company nel 1971, la compagnia fondata nel dopoguerra da Mikiko Matsuyama, destinata a diventare una delle istituzioni più prestigiose del balletto giapponese. La svolta internazionale ...

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The Margot Fonteyn International Ballet Competition 2026

Dal 17 al 21 agosto 2026 la Royal Academy of Dance (RAD) ospiterà una nuova edizione di The Margot Fonteyn International Ballet Competition, uno dei più prestigiosi concorsi internazionali dedicati ai giovani talenti del balletto classico. L’evento rappresenta un importante trampolino di lancio per ballerini provenienti da tutto il mondo, offrendo loro l’opportunità di confrontarsi davanti a una giuria composta da personalità di primo piano del panorama coreutico internazionale. Intitolata alla leggendaria ballerina britannica Margot Fonteyn, figura simbolo del balletto del Novecento e storica Presidente della Royal Academy of Dance, la competizione premia ogni anno tecnica, musicalità, espressività artistica e potenziale interpretativo dei partecipanti. Più che una semplice gara, il concorso è considerato un percorso di crescita professionale che valorizza il talento e accompagna i giovani danzatori verso una carriera nelle principali compagnie internazionali. Nel corso delle cinque giornate di prove e selezioni, i concorrenti affrontano variazioni del repertorio classico e coreografie contemporanee, dimostrando versatilità, preparazione tecnica e capacità di interpretazione. Il format riflette infatti l’evoluzione della formazione dei ballerini, chiamati oggi a padroneggiare linguaggi differenti e ad affrontare un repertorio sempre più ampio. La competizione richiama candidati provenienti da numerosi Paesi, molti dei quali formatisi nelle scuole affiliate alla ...

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Divi & Divine: Rudolf Nureyev, il ribelle che cambiò per sempre il volto della danza

«La tecnica è ciò a cui ricorri quando finisci l’ispirazione.» Poche frasi raccontano l’essenza di Rudolf Nureyev meglio di questa. Per lui la perfezione tecnica non era il traguardo, ma soltanto il punto di partenza. Sul palcoscenico cercava qualcosa di più: verità, passione, rischio, intensità. È questa ricerca incessante ad aver trasformato il ballerino nato in Unione Sovietica in una delle figure più rivoluzionarie della storia del balletto. Nato il 17 marzo 1938 su un treno della Transiberiana, nei pressi del lago Bajkal, Rudolf Khametovič Nureyev trascorse l’infanzia a Ufa, in una famiglia di origini tatare. Il suo talento si manifestò tardi rispetto agli standard della danza accademica, ma l’ammissione alla prestigiosa Accademia Vaganova di Leningrado cambiò definitivamente il suo destino. Entrato nel Balletto Kirov nel 1958, si impose in pochissimo tempo come un interprete fuori dal comune, capace di unire virtuosismo, musicalità e una presenza scenica magnetica. Il momento destinato a cambiare non solo la sua vita, ma anche la storia culturale del Novecento, arrivò il 16 giugno 1961 all’aeroporto di Le Bourget, a Parigi. Durante una tournée del Kirov, Nureyev chiese asilo politico alla Francia, sfuggendo agli agenti sovietici che volevano rimpatriarlo. La sua clamorosa defezione divenne uno ...

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Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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Al Petruzzelli di Bari “Lungomare di Stelle” di e con Antonella Albano

Quella di venerdì 19 giugno sarà una notte dedicata alla grande danza internazionale. Lungomare di Stelle, questo il titolo della serata, porta sul palcoscenico di uno dei più importanti teatri italiani, il Teatro Petruzzelli, un percorso artistico che unisce grandi eredità del balletto, sensibilità contemporanee, memoria, identità e ricerca artistica. Per una sera il primo teatro di Bari diventa un approdo simbolico di arte, costruendo un dialogo tra epoche e linguaggi in uno spazio d’incontro tra memoria e presente. «La danza, per me, non vive soltanto nella perfezione tecnica o nel virtuosismo. Vive nella capacità di lasciare una traccia emotiva», dice Antonella Albano, qui non solo in veste di danzatrice, ma anche di direttrice artistica. Artisti d’eccellenza internazionale, capolavori immortali del repertorio e creazioni rare si incontrano sul palcoscenico in un Gala che più che una successione di titoli, costruisce una vera drammaturgia del movimento, in cui la danza si fa linguaggio capace di attraversare storie, geografie e immaginari. Insieme ad Antonella Albano danzeranno: Iana Salenko, Daniil Simkin, Sasha Riva e Simone Repele, Haruka Sassa, David Motta Soares, Claudia D’Antonio, Stanislao Capissi, Gioacchino Starace, nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il programma attraversa alcuni dei più importanti nomi ...

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Covent Garden celebra la Royal Ballet School a cielo aperto

Quest’estate Covent Garden a Londra si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare il centenario della Royal Ballet School, una delle istituzioni più prestigiose al mondo nella formazione dei danzatori classici. Per sei giorni, dal 22 giugno, il cuore del West End londinese ospiterà un ricco programma di eventi che porterà il balletto fuori dai teatri e direttamente tra il pubblico. La storica Piazza accoglierà proiezioni, performance, attività interattive e momenti di partecipazione collettiva pensati per avvicinare visitatori e appassionati al mondo della danza. Tra le iniziative più attese figurano le trasmissioni gratuite delle lezioni della Royal Ballet School sul grande schermo di Covent Garden, un’opportunità senza precedenti per osservare da vicino il lavoro quotidiano degli studenti e il percorso che conduce alla carriera professionale. Fondata nel 1926 da Ninette de Valois, la Royal Ballet School rappresenta da un secolo un punto di riferimento internazionale per la formazione di ballerini d’eccellenza. La sua presenza a Covent Garden, dove si trova la sede dell’Upper School accanto alla Royal Opera House, ha contribuito in modo significativo alla vita culturale del quartiere e al suo prestigio artistico. Accanto agli eventi dal vivo, il pubblico potrà assistere a una rassegna cinematografica dedicata ...

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Al cinema “Margot e Rudy”: nuovo film sulla mitica coppia

Il cinema torna a guardare al mondo del balletto con un progetto che promette intensità, eleganza e una forte carica emotiva: Margot e Rudy. Al centro dell’annuncio c’è la scelta di Naomi Watts per interpretare una delle figure più iconiche della danza del Novecento, Margot Fonteyn. Una decisione che, già da sola, suggerisce la volontà di costruire un ritratto complesso, stratificato e profondamente umano di un’artista che ha attraversato epoche, crisi personali e rivoluzioni estetiche. Il cuore narrativo del film si concentra su un momento cruciale della vita di Fonteyn: quello in cui, dopo anni di gloria internazionale, si trova a fare i conti con l’inevitabile declino fisico e con il timore di essere ormai vicina al tramonto artistico. Non si tratta solo di una crisi professionale, ma di un passaggio esistenziale che riguarda identità, senso del corpo e paura dell’oblio. È qui che entra in scena Rudolf Nureyev — “Rudy” — giovane, ribelle, carismatico. Il loro incontro non è soltanto un evento artistico, ma una collisione di energie opposte: da una parte l’eleganza disciplinata e la maturità di Fonteyn, dall’altra la forza istintiva e rivoluzionaria di Nureyev. Il film promette di raccontare proprio questa alchimia irripetibile, capace di riscrivere ...

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“Nureyev” a Berlino: dalla censura alla luce [RECENSIONE]

Era una presenza che sembrava non appartenere del tutto al mondo visibile, come se la sua essenza fosse già altrove, tesa verso qualcosa di più grande, di più alto, di più intenso. La sua personalità portava con sé una forza rara, una determinazione che non conosceva esitazione, ma anche una fragilità nascosta, custodita dietro una volontà inflessibile. In lui convivevano tensione e grazia, disciplina e impulso, controllo assoluto e desiderio di abbandono. Sul palcoscenico, questa dualità si trasformava in una forma di verità: ogni movimento diventava necessario, ogni gesto sembrava emergere da un’urgenza interiore che non poteva essere contenuta. Non c’era nulla di superfluo, nulla di casuale. La sua danza era un atto di affermazione, ma anche di rischio, come se ogni performance fosse un passo oltre il limite, una sfida al tempo, alla materia, alla gravità stessa. La sua influenza ha ridefinito il modo in cui il corpo può esprimersi nel balletto, ampliando i confini della tecnica senza mai ridurla a semplice virtuosismo. Ha insegnato che la precisione può convivere con l’anima, che la perfezione tecnica non è fine a sé stessa ma strumento per raggiungere una verità più profonda. In questo equilibrio fragile e potentissimo si è costruita ...

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