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Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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Al Petruzzelli di Bari “Lungomare di Stelle” di e con Antonella Albano

Quella di venerdì 19 giugno sarà una notte dedicata alla grande danza internazionale. Lungomare di Stelle, questo il titolo della serata, porta sul palcoscenico di uno dei più importanti teatri italiani, il Teatro Petruzzelli, un percorso artistico che unisce grandi eredità del balletto, sensibilità contemporanee, memoria, identità e ricerca artistica. Per una sera il primo teatro di Bari diventa un approdo simbolico di arte, costruendo un dialogo tra epoche e linguaggi in uno spazio d’incontro tra memoria e presente. «La danza, per me, non vive soltanto nella perfezione tecnica o nel virtuosismo. Vive nella capacità di lasciare una traccia emotiva», dice Antonella Albano, qui non solo in veste di danzatrice, ma anche di direttrice artistica. Artisti d’eccellenza internazionale, capolavori immortali del repertorio e creazioni rare si incontrano sul palcoscenico in un Gala che più che una successione di titoli, costruisce una vera drammaturgia del movimento, in cui la danza si fa linguaggio capace di attraversare storie, geografie e immaginari. Insieme ad Antonella Albano danzeranno: Iana Salenko, Daniil Simkin, Sasha Riva e Simone Repele, Haruka Sassa, David Motta Soares, Claudia D’Antonio, Stanislao Capissi, Gioacchino Starace, nomi che non hanno bisogno di molte presentazioni. Il programma attraversa alcuni dei più importanti nomi ...

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Covent Garden celebra la Royal Ballet School a cielo aperto

Quest’estate Covent Garden a Londra si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per celebrare il centenario della Royal Ballet School, una delle istituzioni più prestigiose al mondo nella formazione dei danzatori classici. Per sei giorni, dal 22 giugno, il cuore del West End londinese ospiterà un ricco programma di eventi che porterà il balletto fuori dai teatri e direttamente tra il pubblico. La storica Piazza accoglierà proiezioni, performance, attività interattive e momenti di partecipazione collettiva pensati per avvicinare visitatori e appassionati al mondo della danza. Tra le iniziative più attese figurano le trasmissioni gratuite delle lezioni della Royal Ballet School sul grande schermo di Covent Garden, un’opportunità senza precedenti per osservare da vicino il lavoro quotidiano degli studenti e il percorso che conduce alla carriera professionale. Fondata nel 1926 da Ninette de Valois, la Royal Ballet School rappresenta da un secolo un punto di riferimento internazionale per la formazione di ballerini d’eccellenza. La sua presenza a Covent Garden, dove si trova la sede dell’Upper School accanto alla Royal Opera House, ha contribuito in modo significativo alla vita culturale del quartiere e al suo prestigio artistico. Accanto agli eventi dal vivo, il pubblico potrà assistere a una rassegna cinematografica dedicata ...

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Al cinema “Margot e Rudy”: nuovo film sulla mitica coppia

Il cinema torna a guardare al mondo del balletto con un progetto che promette intensità, eleganza e una forte carica emotiva: Margot e Rudy. Al centro dell’annuncio c’è la scelta di Naomi Watts per interpretare una delle figure più iconiche della danza del Novecento, Margot Fonteyn. Una decisione che, già da sola, suggerisce la volontà di costruire un ritratto complesso, stratificato e profondamente umano di un’artista che ha attraversato epoche, crisi personali e rivoluzioni estetiche. Il cuore narrativo del film si concentra su un momento cruciale della vita di Fonteyn: quello in cui, dopo anni di gloria internazionale, si trova a fare i conti con l’inevitabile declino fisico e con il timore di essere ormai vicina al tramonto artistico. Non si tratta solo di una crisi professionale, ma di un passaggio esistenziale che riguarda identità, senso del corpo e paura dell’oblio. È qui che entra in scena Rudolf Nureyev — “Rudy” — giovane, ribelle, carismatico. Il loro incontro non è soltanto un evento artistico, ma una collisione di energie opposte: da una parte l’eleganza disciplinata e la maturità di Fonteyn, dall’altra la forza istintiva e rivoluzionaria di Nureyev. Il film promette di raccontare proprio questa alchimia irripetibile, capace di riscrivere ...

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“Nureyev” a Berlino: dalla censura alla luce [RECENSIONE]

Era una presenza che sembrava non appartenere del tutto al mondo visibile, come se la sua essenza fosse già altrove, tesa verso qualcosa di più grande, di più alto, di più intenso. La sua personalità portava con sé una forza rara, una determinazione che non conosceva esitazione, ma anche una fragilità nascosta, custodita dietro una volontà inflessibile. In lui convivevano tensione e grazia, disciplina e impulso, controllo assoluto e desiderio di abbandono. Sul palcoscenico, questa dualità si trasformava in una forma di verità: ogni movimento diventava necessario, ogni gesto sembrava emergere da un’urgenza interiore che non poteva essere contenuta. Non c’era nulla di superfluo, nulla di casuale. La sua danza era un atto di affermazione, ma anche di rischio, come se ogni performance fosse un passo oltre il limite, una sfida al tempo, alla materia, alla gravità stessa. La sua influenza ha ridefinito il modo in cui il corpo può esprimersi nel balletto, ampliando i confini della tecnica senza mai ridurla a semplice virtuosismo. Ha insegnato che la precisione può convivere con l’anima, che la perfezione tecnica non è fine a sé stessa ma strumento per raggiungere una verità più profonda. In questo equilibrio fragile e potentissimo si è costruita ...

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Marguerite and Armand: storia, personaggi, curiosità e trama

Il balletto Marguerite and Armand nasce come omaggio alla drammaticità romantica e all’eleganza del gesto danzato. Frederick Ashton, dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale de La Dame aux Camélias interpretata da Vivian Leigh, rimase profondamente colpito dalla forza emotiva della storia e decise di trasporla in forma di balletto, scegliendo come colonna sonora la Sonata in si minore di Franz Liszt – un’opera intensa, pervasa da passaggi lirici e virtuosistici, capace di sottolineare le passioni e i tormenti dei protagonisti. Il pas de deux finale, quando Marguerite muore tra le braccia di Armand, è considerato uno dei momenti più intensi della storia del balletto narrativo. La vicenda si apre con Marguerite Gautier, celebre cortigiana parigina, gravemente malata. Mentre giace morente, ripensa al grande amore della sua vita: Armand Duval. Il ricordo riporta a quando i due si incontrano per la prima volta in un elegante salotto mondano. Tra loro nasce immediatamente una passione profonda e sincera. Marguerite, abituata a una vita fatta di lusso e relazioni superficiali, scopre grazie ad Armand un sentimento autentico. Decide così di abbandonare la sua esistenza mondana per vivere con lui in campagna, lontano dalla società. La loro felicità, tuttavia, è di breve durata. Il ...

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Giselle 1950: coscienza contemporanea a Helsinki [RECENSIONE]

Debuttata il 18 ottobre 2025 all’Opera Nazionale Finlandese, questa nuova Giselle firmata dal coreografo messicano-finlandese Javier Torres Lopéz (dopo Jean Coralli, Jules Perrot, Marius Petipa) per il Finnish National Ballet si è rivelata fin dalla prima rappresentazione uno degli appuntamenti più curiosi della stagione. L’ambientazione “moderna” nell’Italia degli anni Cinquanta, con il suo portato sociale e simbolico, trova piena realizzazione grazie a un cast di solidità tecnica e intensità interpretativa. Nel ruolo del titolo, Seo Yeun Kim offre una Giselle di notevole finezza. Tecnicamente impeccabile nei passaggi di allegro del primo atto, con batterie leggere e salti sospesi che restituiscono l’innocenza del personaggio, costruisce una scena della follia di notevole controllo drammatico: il lavoro sulle braccia, progressivamente svuotate di energia, e l’uso calibrato degli equilibri instabili rendono credibile il crollo psicologico senza indulgere in eccessi melodrammatici. Nel secondo atto la sua danza si fa diafana, con arabesques filati e développés sostenuti da un controllo del centro che conferisce alla figura una qualità quasi ultraterrena. Accanto a lei, Martin Nudo disegna un Albrecht elegante e tecnicamente autorevole. I suoi tour en l’air sono puliti, ben atterrati, e i manège di grandi salti nel secondo atto mantengono ampiezza e resistenza senza perdere ...

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Ekaterina Maximova: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Era soprannominata “Madame Niet”: Maximova era famosa per il suo perfezionismo. Durante le prove non esitava a dire “no” a coreografi o maestri se sentiva che un movimento non rispettava la musica o il personaggio. Questo le valse il soprannome affettuoso (ma significativo) di “Madame Niet”. Coppia artistica (e nella vita) con Vladimir Vasiliev: Fu partner storica – sul palco e nella vita privata – del celebre danzatore Vladimir Vasiliev. I due si sposarono nel 1961 e formarono una delle coppie più iconiche del balletto sovietico, paragonata spesso a Fonteyn e Nureyev per chimica e intensità scenica. Una Giselle leggendaria: La sua interpretazione di Giselle è considerata una delle più poetiche e tecnicamente raffinate del Novecento. Era celebre per la leggerezza quasi irreale nel secondo atto e per la profondità drammatica nel primo, unendo tecnica cristallina ed espressività intensa. Superò un grave infortunio alla colonna vertebrale: Negli anni ’70 subì un serio problema alla schiena che rischiò di interrompere la sua carriera. Con una disciplina ferrea e una lunga riabilitazione, riuscì a tornare sul palco ai massimi livelli, dimostrando una straordinaria forza. Non solo classico, talento drammatico e versatilità: Sebbene fosse una grande interprete del repertorio classico (Il lago dei ...

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Il danzatore del Ballet du Capitole, Roberto Calabrese “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Ho iniziato a danzare a quattro anni, entrando molto presto nel mondo artistico. A sedici anni ho preso il mio primo volo per proseguire gli studi all’Hamburg Ballett di John Neumeier: lì ho compreso davvero il funzionamento del mio lavoro e dell’arte del balletto. Il mio balletto classico preferito è Giselle: un’opera carica di romanticismo, poesia e struggimento. La parte che amo di più è il secondo atto, con le Villi in bianco, che per me rappresenta una magia eterea e senza tempo. Il balletto contemporaneo prediletto? Il balletto contemporaneo che prediligo è Anima Animus di David Dawson. Il teatro del cuore? Il mio teatro del cuore è quello in cui mi trovo attualmente: l’Opéra national du Capitole. Un romanzo da trasformare in balletto? Il romanzo che trasformerei in balletto è Romeo e Giulietta, una storia che per me rappresenta profondamente l’amore giovane, puro e assoluto. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il film da cui trarrei uno spettacolo di balletto è Il grande Gatsby, per la sua atmosfera anni Venti, l’eleganza raffinata e la malinconia che lo attraversa. Il costume di scena che hai preferito indossare? Il costume di scena che ho ...

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All’Opéra di Parigi torna il “Roméo et Juliette” di Noureev

A oltre quarant’anni dalla sua creazione per l’Opéra national de Paris, il mitico Roméo et Juliette di Rudolf Noureev torna per l’undicesima volta sul palcoscenico parigino. Dal 2 aprile al 12 maggio 2026, l’Opéra Bastille ospiterà 21 rappresentazioni di uno degli allestimenti più spettacolari del repertorio novecentesco, su partitura di Sergueï Prokofiev. Portata al rango di mito universale da William Shakespeare, la tragedia degli amanti di Verona ha trovato nel XX secolo una nuova forma espressiva grazie alla musica di Prokofiev (1935), potente e vibrante, capace di tradurre in suono la violenza delle faide e l’estasi dell’amore. Nel 1984 Noureev trasformò questa partitura in un affresco coreografico fastoso e cinematografico, costruendo una Verona rinascimentale ricca di dettagli, tensione e sensualità. L’allestimento si distingue per i suoi 286 costumi, le scenografie monumentali e la presenza in scena di oltre 80 danzatori del Balletto dell’Opéra. Balli sontuosi, schermaglie giovanili e duelli drammatici scandiscono il percorso dei protagonisti: un Romeo che matura sotto il peso della passione e una Giulietta impetuosa che entra tragicamente nell’età adulta. La coreografia di Noureev scava nei caratteri, rendendo la narrazione intensa e quasi cinematografica. Date delle rappresentazioni: Giovedì 2 aprile (19:30) Sabato 4 aprile (19:30) Domenica 5 ...

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