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Tag Archives: Marius Petipa

Il direttore artistico e coreografo Iñaki Urlezaga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? La sagra della primavera. Il teatro del cuore? Teatro Mariinskij. Un romanzo da trasformare in balletto? Ragione e sentimento di Jane Austen. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ragione e sentimento di Ang Lee. Il costume di scena che hai preferito indossare? Qualsiasi di quelli disegnati da Yannis Georgiadis. Quale colore associ alla danza? Cambia ad ogni balletto. Che profumo ha la danza? Libertà. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Un americano a Parigi. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Isadora Duncan. Il tuo passo di danza preferito? Tutti i piccoli passi. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Spartacus. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per tutte le meravigliose melodie. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Intelligenza, sensibilità e passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Sorridente. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il maestro e direttore d’orchestra Felix Korobov “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo che ami di più? I balletti di John Neumeier. Qual è il teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala e la compagnia dello Stanislavskij. Quale romanzo vorresti trasformare in balletto? I romanzi di Evelyn Waugh. E quale film potrebbe diventare, secondo te, uno splendido balletto? Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Il costume di scena che hai preferito nella storia della danza? Il costume di Anna Pavlova per la Morte del Cigno. A quale colore associ la danza? Il bianco e il crema. Che profumo ha la danza? L’odore delle quinte del teatro: sudore, adrenalina e piacere. La musica più bella mai scritta per un balletto? Quella di Čajkovskij. Il film sulla danza a cui non rinunceresti mai? Perché la gente applauda dell’Accademia Vaganova. Due miti della danza del passato, un uomo e una donna? Enrico Cecchetti e Anna Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Ogni passo nel balletto ha la sua bellezza. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita? Il Boléro di Maurice Béjart. Chi è stato il genio assoluto dell’arte coreografica? Petipa, Neumeier e Baryshnikov. Se oggi ...

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Parata di stelle a Milano con Roberto Bolle al TAM

Dal 21 al 24 maggio 2026 l’Ėtoile scaligera tornerà al TAM Teatro Arcimboldi di Milano con il suo iconico gala Roberto Bolle and Friends. Un’occasione sempre imperdibile per ammirare quanto di meglio si muove in ambito tersicorea a livello internazionale e per applaudire uno dei simboli più amati dell’eccellenza italiana nel mondo, Roberto Bolle. Lo spettacolo è una produzione ARTEDANZA srl. C’è una città in cui la danza riesce ogni volta a sentirsi a casa e a esprimere la sua forza universale: Milano. Il capoluogo lombardo rinnova il suo appuntamento con la grande danza accogliendo ancora una volta Roberto Bolle and Friends al Teatro degli Arcimboldi, divenuto negli anni uno dei luoghi simbolo del rapporto speciale tra l’Étoile e il pubblico milanese. Un Gala che continua a evolversi, fedele alla propria identità ma sempre capace di sorprendere attraverso nuovi interpreti, accostamenti inediti e un dialogo costante tra repertorio classico e creazione contemporanea. Il programma di quest’anno costruisce un percorso ricco di contrasti e suggestioni: virtuosismo accademico, ricerca coreografica, intensità teatrale e sperimentazione visiva convivono in una serata che riunisce alcune tra le personalità più interessanti della scena internazionale. Accanto a Roberto Bolle si alternano artisti provenienti dall’Opéra National de Paris, ...

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Margot Fonteyn: un omaggio alla divina nel 107° dalla nascita

Dame Margaret Evelyn Hookham, conosciuta con il nome d’arte di Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919 – Panama, 21 febbraio 1991) è considerata tra le più grandi ballerine di tutti i tempi. Ha trascorso l’intera carriera come artista del Royal Ballet (ex Sadler’s Wells Theatre Company), ed è stata nominata prima ballerina assoluta. Essere riconosciute con tale titolo è un grande onore, tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali. La Fonteyn fu designata nel 1979, come premio per il suo 60º compleanno. Il titolo fu ratificato da Sua Maestà la Regina Elisabetta II in qualità di patrona della compagnia inglese di balletto. I primi anni li trascorse in Cina, dove la famiglia si trasferì per seguire il lavoro del padre. All’inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e iniziò a prendere lezioni di danza classica all’età di quattro anni, studiando sia in Inghilterra che in Cina. La sua formazione a Shanghai avvenne con il ballerino russo espatriato Georgy Goncharov, contribuendo al suo continuo interesse per il balletto russo. La compagna di Goncharov, Vera Volkova, divenne in seguito influente nella carriera e nella formazione di Fonteyn. Tornata a Londra all’età di quattordici anni, ...

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Balletto: storia di una grande arte in un solo libro

Il volume Balet. Istorija velikogo iskusstva v odnoj knige (in italiano: Balletto. Storia di una grande arte in un solo libro) si presenta come un’opera di sintesi ambiziosa, pensata per offrire in un unico percorso narrativo una visione completa e accessibile della storia del balletto. Pubblicato dalla casa editrice Eksmo, una delle più importanti realtà editoriali russe nel campo della divulgazione culturale, il libro è scritto in lingua russa ed è concepito per un pubblico ampio: non solo studiosi o appassionati di danza, ma anche lettori curiosi che desiderano avvicinarsi a questa forma d’arte. L’opera conta circa 200-250 pagine (a seconda dell’edizione), è uscita negli anni recenti – indicativamente nel primo ventennio del XXI secolo – e si inserisce in una collana che mira a raccontare grandi fenomeni artistici “in un solo libro”, con un taglio chiaro ma non superficiale. Gli autori, specialisti nell’ambito della storia della danza e della cultura teatrale, adottano un approccio narrativo che intreccia rigore storico e fluidità espositiva. Ciò che colpisce fin dalle prime pagine è la volontà di raccontare il balletto come un organismo vivo, in continua trasformazione, piuttosto che come una sequenza rigida di eventi. La narrazione prende avvio dalle corti rinascimentali italiane ...

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Si celebra la nascita, avvenuta 186 anni fa, di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Pëtr Il’ič Čajkovskij (Votkinsk, 7 maggio 1840 – San Pietroburgo, 6 novembre 1893), è stato un compositore russo del periodo tardo-romantico, le cui composizioni sono tra le più celebri e celebrate del repertorio classico. Per la danza è stato un autentico innovatore, ed un padre, poiché ha innalzato la musica ad un livello di complessità e importanza mai riscontrato in precedenza. Ha rivoluzionato il mondo del balletto. Prima di lui, la musica coreutica era vista come un accompagnamento ed un semplice sostegno. Čajkovskij elevò il suono a elemento cruciale, creando un’esperienza emotiva più intensa. Pensiamo solo ai suoi tre più famosi balletti: Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Lo Schiaccianoci che hanno definito l’estetica della danza classica. Čajkovskij collaborò con il coreografo Marius Petipa, creando capolavori immortali. Nei suoi balletti, Čajkovskij utilizzò spesso il divertissement e il pas de deux per infondere momenti di assoluta bellezza e profondità emotiva. Il lago dei cigni op. 20, venne rappresentato per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca l’anno successivo. La rappresentazione al debutto non riscosse un grande successo sia da parte del pubblico che dalla critica, a causa delle ripetute modifiche e tagli operati dal coreografo Reisinger. Nel 1895 ...

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Le giovani leve scaligere tra classicismo e contemporaneità

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria “mappa visiva” della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo ...

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La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala torna allo Strehler

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria mappa visiva della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo a ...

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Il Petipa Award 25-26 celebra l’eccellenza del balletto mondiale

Nel panorama internazionale della danza classica, segnato oggi da una continua tensione tra conservazione della tradizione e necessità di rinnovamento, l’annuncio dei vincitori del Petipa Award 2025-2026 si impone come uno dei momenti più significativi della stagione. Promosso dalla Petipa Ballet Association, il riconoscimento si conferma non soltanto come un premio di prestigio, ma come una vera e propria dichiarazione di intenti: ribadire la centralità dell’eredità di Marius Petipa nel mondo contemporaneo e valorizzare quegli artisti che ne custodiscono e rinnovano il linguaggio. I laureati di questa edizione rappresentano, per provenienza e percorso artistico, una mappa viva del balletto internazionale. Tra i riconoscimenti alla carriera spicca, in memoriam, Hans van Manen, figura cardine del balletto contemporaneo europeo, celebrato per la sua capacità di ridefinire i confini dell’espressione coreografica mantenendo un dialogo costante con la tradizione. Accanto a lui, Marcia Haydée incarna una delle personalità più carismatiche del Novecento coreutico, interprete e direttrice capace di segnare profondamente la storia del Balletto di Stoccarda e non solo. Un riconoscimento di particolare valore simbolico è stato assegnato a Élisabeth Platel, premiata per il suo ruolo nella trasmissione della tradizione accademica e per l’eccellenza pedagogica sviluppata alla guida della Scuola di Ballo dell’Opéra di ...

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Analisi del personaggio di Aurora: tecnica, interpretazione e storia

Il ruolo di Aurora in La bella addormentata rappresenta uno dei vertici assoluti del repertorio classico, una sintesi esemplare dell’estetica accademica e della poetica del balletto imperiale russo. Analizzare questo personaggio significa confrontarsi con una costruzione coreografica di straordinaria precisione, in cui tecnica, musicalità e interpretazione convergono in un equilibrio quasi ideale. Aurora non è soltanto una principessa fiabesca, ma un modello di perfezione formale e di sviluppo artistico, una figura che incarna il passaggio dall’adolescenza alla maturità attraverso il linguaggio codificato della danza. Dal punto di vista storico, La bella addormentata nasce nel 1890 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, frutto della collaborazione tra Marius Petipa e Pëtr Il’ič Čajkovskij. Questo balletto rappresenta uno dei massimi esempi dello stile accademico tardo ottocentesco, in cui la struttura coreografica si intreccia con una partitura musicale di grande complessità. Il personaggio di Aurora è concepito come il fulcro dell’intera opera: la sua evoluzione scandisce il tempo narrativo e simbolico del balletto, dalla nascita alla celebrazione finale. Tecnicamente, Aurora è uno dei ruoli più impegnativi per una ballerina classica, richiedendo una padronanza assoluta dell’equilibrio, della precisione e della resistenza. La celebre scena dell’Adagio della Rosa nel primo atto costituisce una prova emblematica: una sequenza di ...

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