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Tag Archives: Marius Petipa

La prima ballerina Maria Lozanova-Buzincu “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Radio and Juliet di Edward Clug. Il Teatro del cuore? La mia prima compagnia — Balletto Nazionale di Sofia. Un romanzo da trasformare in balletto? Via col vento. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le sei mogli di Enrico VIII. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutù di Odile. Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Libertà e gioia. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij, Il lago dei cigni — IV atto. Il film di danza irrinunciabile? Center Stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Vladimir Vasiliev. Il tuo “passo di danza” preferito? Piroette. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Kitri — Don Chisciotte. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Per favore, danza per me. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Mente forte, desiderio, forza. Come ti vedi oggi allo specchio? Felice. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il danzatore, pedagogo, coreografo Lucas Viallefond “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle è il mio balletto classico preferito per la storia, per i diversi personaggi e soprattutto per il secondo atto, che per me è il più bello mai creato. Il balletto contemporaneo prediletto? Le Sacre du Printemps di Pina Bausch (1975), per la sua potenza. Il Teatro del cuore? Ovviamente il Palais Garnier. Un romanzo da trasformare in balletto? Ho sempre desiderato creare un breve balletto basato sul racconto per bambini The Duck and the Panther tratto da Le Chat Perché di Marcel Aymé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Forse un film sulla Callas o su Barbara (la cantante francese). Il costume di scena indossato che hai preferito? Un semplice body mentre danzavo un pezzo di Cunningham. Molto semplice, come una seconda pelle. Quale colore associ alla danza? Un azzurro pallido, come il colore della notte quando c’è la luna piena. Che profumo ha la danza? Legno vecchio, polvere e sipario di velluto. La musica più bella scritta per balletto? Giselle, ma amo anche Chopin (La Dame aux Camélias di John Neumeier, anche se non è stata scritta per il balletto). Il film di danza irrinunciabile? Center Stage e Billy Elliot. I ...

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Intervista esclusiva a Vasily Medvedev e Stanislav Fečo

Il Petipa Award 2025-2026 si è affermato come uno dei riconoscimenti più autorevoli nel panorama internazionale del balletto classico: quale visione ha guidato la sua creazione da parte della Petipa Ballet Association? Vasily Medvedev: La “Petipa Ballet Association” svolge un ruolo importante nella conservazione e nella promozione dell’eredità di Marius Petipa, uno dei più grandi coreografi della storia del balletto. Il nostro obiettivo è proteggere la ricchezza del balletto classico mantenendolo vivo per il pubblico e gli artisti di oggi. Attraverso spettacoli, progetti educativi, collaborazioni con compagnie di balletto ed eventi internazionali, cerchiamo di creare una comprensione più profonda dell’opera di Petipa e della sua influenza sul balletto contemporaneo. Allo stesso tempo, vogliamo ispirare ballerini e coreografi a continuare a sviluppare questa tradizione in modo significativo. Il “Petipa Award” è stato creato non solo per onorare artisti importanti, ma anche per costruire un ponte tra passato e presente — tra patrimonio storico e futuro del balletto. In qualità di fondatori, come definite oggi il concetto di “tradizione vivente” nel linguaggio coreografico contemporaneo? Stanislav Fečo: Una “tradizione vivente” è qualcosa che continua a crescere ed evolversi. Da questa prospettiva, da molti anni teniamo conferenze e masterclass sull’eredità di Marius Petipa, basate ...

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Il direttore artistico e coreografo Iñaki Urlezaga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? La sagra della primavera. Il teatro del cuore? Teatro Mariinskij. Un romanzo da trasformare in balletto? Ragione e sentimento di Jane Austen. Un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Ragione e sentimento di Ang Lee. Il costume di scena che hai preferito indossare? Qualsiasi di quelli disegnati da Yannis Georgiadis. Quale colore associ alla danza? Cambia ad ogni balletto. Che profumo ha la danza? Libertà. La musica più bella scritta per balletto? Quella di Prokofiev per Romeo e Giulietta. Il film di danza irrinunciabile? Un americano a Parigi. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Isadora Duncan. Il tuo passo di danza preferito? Tutti i piccoli passi. Chi ti sarebbe piaciuto essere, nella vita reale, tra i personaggi del grande repertorio della danza? Spartacus. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie per tutte le meravigliose melodie. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Intelligenza, sensibilità e passione. Come ti vedi oggi allo specchio? Sorridente. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Il maestro e direttore d’orchestra Felix Korobov “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bella Addormentata. Il balletto contemporaneo che ami di più? I balletti di John Neumeier. Qual è il teatro del tuo cuore? Il Teatro alla Scala e la compagnia dello Stanislavskij. Quale romanzo vorresti trasformare in balletto? I romanzi di Evelyn Waugh. E quale film potrebbe diventare, secondo te, uno splendido balletto? Un uomo, una donna di Claude Lelouch. Il costume di scena che hai preferito nella storia della danza? Il costume di Anna Pavlova per la Morte del Cigno. A quale colore associ la danza? Il bianco e il crema. Che profumo ha la danza? L’odore delle quinte del teatro: sudore, adrenalina e piacere. La musica più bella mai scritta per un balletto? Quella di Čajkovskij. Il film sulla danza a cui non rinunceresti mai? Perché la gente applauda dell’Accademia Vaganova. Due miti della danza del passato, un uomo e una donna? Enrico Cecchetti e Anna Pavlova. Il tuo “passo di danza” preferito? Ogni passo nel balletto ha la sua bellezza. Tra i personaggi del grande repertorio classico, chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita? Il Boléro di Maurice Béjart. Chi è stato il genio assoluto dell’arte coreografica? Petipa, Neumeier e Baryshnikov. Se oggi ...

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Parata di stelle a Milano con Roberto Bolle al TAM

Dal 21 al 24 maggio 2026 l’Ėtoile scaligera tornerà al TAM Teatro Arcimboldi di Milano con il suo iconico gala Roberto Bolle and Friends. Un’occasione sempre imperdibile per ammirare quanto di meglio si muove in ambito tersicorea a livello internazionale e per applaudire uno dei simboli più amati dell’eccellenza italiana nel mondo, Roberto Bolle. Lo spettacolo è una produzione ARTEDANZA srl. C’è una città in cui la danza riesce ogni volta a sentirsi a casa e a esprimere la sua forza universale: Milano. Il capoluogo lombardo rinnova il suo appuntamento con la grande danza accogliendo ancora una volta Roberto Bolle and Friends al Teatro degli Arcimboldi, divenuto negli anni uno dei luoghi simbolo del rapporto speciale tra l’Étoile e il pubblico milanese. Un Gala che continua a evolversi, fedele alla propria identità ma sempre capace di sorprendere attraverso nuovi interpreti, accostamenti inediti e un dialogo costante tra repertorio classico e creazione contemporanea. Il programma di quest’anno costruisce un percorso ricco di contrasti e suggestioni: virtuosismo accademico, ricerca coreografica, intensità teatrale e sperimentazione visiva convivono in una serata che riunisce alcune tra le personalità più interessanti della scena internazionale. Accanto a Roberto Bolle si alternano artisti provenienti dall’Opéra National de Paris, ...

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Margot Fonteyn: un omaggio alla divina nel 107° dalla nascita

Dame Margaret Evelyn Hookham, conosciuta con il nome d’arte di Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919 – Panama, 21 febbraio 1991) è considerata tra le più grandi ballerine di tutti i tempi. Ha trascorso l’intera carriera come artista del Royal Ballet (ex Sadler’s Wells Theatre Company), ed è stata nominata prima ballerina assoluta. Essere riconosciute con tale titolo è un grande onore, tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali. La Fonteyn fu designata nel 1979, come premio per il suo 60º compleanno. Il titolo fu ratificato da Sua Maestà la Regina Elisabetta II in qualità di patrona della compagnia inglese di balletto. I primi anni li trascorse in Cina, dove la famiglia si trasferì per seguire il lavoro del padre. All’inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e iniziò a prendere lezioni di danza classica all’età di quattro anni, studiando sia in Inghilterra che in Cina. La sua formazione a Shanghai avvenne con il ballerino russo espatriato Georgy Goncharov, contribuendo al suo continuo interesse per il balletto russo. La compagna di Goncharov, Vera Volkova, divenne in seguito influente nella carriera e nella formazione di Fonteyn. Tornata a Londra all’età di quattordici anni, ...

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Balletto: storia di una grande arte in un solo libro

Il volume Balet. Istorija velikogo iskusstva v odnoj knige (in italiano: Balletto. Storia di una grande arte in un solo libro) si presenta come un’opera di sintesi ambiziosa, pensata per offrire in un unico percorso narrativo una visione completa e accessibile della storia del balletto. Pubblicato dalla casa editrice Eksmo, una delle più importanti realtà editoriali russe nel campo della divulgazione culturale, il libro è scritto in lingua russa ed è concepito per un pubblico ampio: non solo studiosi o appassionati di danza, ma anche lettori curiosi che desiderano avvicinarsi a questa forma d’arte. L’opera conta circa 200-250 pagine (a seconda dell’edizione), è uscita negli anni recenti – indicativamente nel primo ventennio del XXI secolo – e si inserisce in una collana che mira a raccontare grandi fenomeni artistici “in un solo libro”, con un taglio chiaro ma non superficiale. Gli autori, specialisti nell’ambito della storia della danza e della cultura teatrale, adottano un approccio narrativo che intreccia rigore storico e fluidità espositiva. Ciò che colpisce fin dalle prime pagine è la volontà di raccontare il balletto come un organismo vivo, in continua trasformazione, piuttosto che come una sequenza rigida di eventi. La narrazione prende avvio dalle corti rinascimentali italiane ...

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Si celebra la nascita, avvenuta 186 anni fa, di Pëtr Il’ič Čajkovskij

Pëtr Il’ič Čajkovskij (Votkinsk, 7 maggio 1840 – San Pietroburgo, 6 novembre 1893), è stato un compositore russo del periodo tardo-romantico, le cui composizioni sono tra le più celebri e celebrate del repertorio classico. Per la danza è stato un autentico innovatore, ed un padre, poiché ha innalzato la musica ad un livello di complessità e importanza mai riscontrato in precedenza. Ha rivoluzionato il mondo del balletto. Prima di lui, la musica coreutica era vista come un accompagnamento ed un semplice sostegno. Čajkovskij elevò il suono a elemento cruciale, creando un’esperienza emotiva più intensa. Pensiamo solo ai suoi tre più famosi balletti: Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Lo Schiaccianoci che hanno definito l’estetica della danza classica. Čajkovskij collaborò con il coreografo Marius Petipa, creando capolavori immortali. Nei suoi balletti, Čajkovskij utilizzò spesso il divertissement e il pas de deux per infondere momenti di assoluta bellezza e profondità emotiva. Il lago dei cigni op. 20, venne rappresentato per la prima volta al Teatro Bolshoi di Mosca l’anno successivo. La rappresentazione al debutto non riscosse un grande successo sia da parte del pubblico che dalla critica, a causa delle ripetute modifiche e tagli operati dal coreografo Reisinger. Nel 1895 ...

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Le giovani leve scaligere tra classicismo e contemporaneità

Dal 7 al 10 maggio 2026, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, torna per cinque rappresentazioni sul palcoscenico del Teatro Strehler di Milano con l’atteso spettacolo istituzionale. Il programma, pensato per esaltare la padronanza tecnica e la maturità interpretativa di allieve e allievi accosta il virtuosismo ottocentesco di Paquita alle poetiche contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, in un equilibrato dialogo tra tradizione e ricerca. L’apertura è affidata alla Presentazione, ideata dal Direttore Olivieri sugli Études di Carl Czerny. Vera e propria “mappa visiva” della didattica scaligera, la coreografia si sviluppa in una progressione di passi e movimenti sempre più complessi, restituendo con immediatezza l’evoluzione del percorso formativo, articolato nell’arco di 8 anni, e mettendo in luce lo stretto legame tra studio della tecnica e pratica scenica, cifra distintiva del Dipartimento Danza dell’Accademia Teatro alla Scala. Si prosegue con la Suite dal Divertissement di Paquita, balletto classico tra i più noti del repertorio, rimontato dai maestri Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Questa versione, in cui spicca il celebre Grand Pas Classique, che nella prassi esecutiva compare spesso come pezzo ...

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