Find the latest bookmaker offers available across all uk gambling sites www.bets.zone Read the reviews and compare sites to quickly discover the perfect account for you.
Home / Tag Archives: Marius Petipa

Tag Archives: Marius Petipa

Il TAM Ballet apre la stagione con due étoiles internazionali

Per l’apertura della nuova stagione, il TAM Ballet porta sul palcoscenico due autentiche star della danza internazionale: le étoiles Anna Tsygankova e Giorgi Potskhishvili, Primi Ballerini del Dutch National Ballet, che saranno in scena grazie alla collaborazione con Into Dance. Due interpreti amatissimi dal pubblico degli appassionati di balletto, che uniscono straordinaria tecnica, carisma e una forte presenza scenica. Per Giorgi Potskhishvili si tratta inoltre di un ritorno particolarmente atteso sul palcoscenico del TAM, dopo il grande successo riscosso al Roberto Bolle and Friends, dove aveva conquistato il pubblico dell’Arcimboldi con la sua energia e il suo talento. Ispirato al capolavoro di Miguel de Cervantes, Don Quijote de la Mancha, il balletto debuttò nel 1869 al Teatro Bolshoi di Mosca con la coreografia di Marius Petipa e le musiche di Ludwig Minkus, affermandosi come uno dei grandi classici del repertorio e una delle opere più rappresentative della tradizione accademica. L’allestimento proposto dal TAM Ballet restituisce tutta l’energia e il colore della Spagna immaginata da Cervantes, alternando scene corali, danze di carattere e pagine di grande virtuosismo tecnico. Il racconto prende forma attraverso le vicende di Don Chisciotte e del suo inseparabile scudiero Sancho Panza, sullo sfondo della storia d’amore tra ...

Read More »

Il direttore artistico Stéphane Fournial “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle, senza alcun dubbio. Credo sia uno dei più grandi capolavori mai creati nella storia della danza. È un balletto che riesce a unire tecnica, poesia, teatro e musica in un equilibrio perfetto. Ogni volta che lo guardo o lo rivivo, mi ricorda una lezione fondamentale: la tecnica è indispensabile, ma da sola non basta. Diventa arte soltanto quando smette di mettersi in mostra e si mette completamente al servizio dell’emozione e del racconto. È proprio questo che rende Giselle immortale. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Ho avuto la fortuna di lavorare con un artista che considero un autentico genio: Joseph Lazzini. Opere come Ecce Homo, E = mc², Il Mandarino Meraviglioso e Salomé erano incredibilmente avanti rispetto al loro tempo. Ma ciò che mi ha lasciato non è stato soltanto un patrimonio coreografico. Da lui ho imparato che una coreografia non è fatta soltanto di passi. È fatta di atmosfera, di silenzi, di luci, di spazio, di ritmo teatrale. Mi ha insegnato a vedere il palcoscenico come un luogo dove ogni elemento racconta qualcosa e dove nulla è lasciato al caso. È un insegnamento che mi accompagna ancora oggi. Il ...

Read More »

Le fiabe che hanno segnato la tradizione della danza

Le favole hanno attraversato i secoli cambiando voce e linguaggio, ma conservando intatto il loro potere di incantare. Quando sono approdate sulle tavole dei grandi teatri, hanno trovato nel balletto classico una forma espressiva capace di trasformare parole e immagini in movimento, musica e poesia. Senza ricorrere al dialogo, i coreografi hanno affidato ai gesti, alle variazioni e ai passi a due il compito di raccontare emozioni universali, dando vita a spettacoli che ancora oggi rappresentano il cuore del repertorio internazionale. Tra le storie più amate figura La bella addormentata, ispirata alla celebre fiaba di Charles Perrault. La versione coreografica realizzata da Marius Petipa sulle immortali musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij debuttò nel 1890 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, imponendosi immediatamente come uno dei massimi esempi del classicismo accademico. La vicenda della principessa Aurora, vittima della maledizione della fata Carabosse e risvegliata dal bacio del principe Désiré, diventa un viaggio nella perfezione tecnica e nell’eleganza formale. Celebre è il grandioso finale, nel quale compaiono anche numerosi personaggi delle favole di Perrault, trasformando il matrimonio dei protagonisti in una festa dedicata all’intero universo fiabesco. Non meno celebre è Cenerentola, storia di riscatto e speranza che ha ispirato diverse versioni coreografiche. ...

Read More »

Rudolf Nureyev scrisse il suo testamento artistico con “La Bayadère”

Fu l’ultima grande impresa creativa della sua vita, il coronamento di un percorso artistico straordinario e, al tempo stesso, un commovente congedo dalle scene. Quando ne completò la coreografia per il Balletto dell’Opéra di Parigi nel 1992, Nureyev era ormai gravemente malato, ma la sua inesauribile energia creativa e il suo perfezionismo lo spinsero a lavorare fino all’ultimo, consegnando alla storia una delle più imponenti e raffinate riletture del capolavoro di Marius Petipa. Il rapporto di Nureyev con La Bayadère affondava le sue radici molto lontano nel tempo. Già nel 1963, pochi anni dopo la sua clamorosa fuga dall’Unione Sovietica, aveva allestito una versione della sola scena de Il Regno delle Ombre, considerata da sempre uno dei vertici assoluti del balletto classico. Quel celebre quadro, con la sua interminabile discesa delle trentadue Ombre lungo la rampa, incarnava per Nureyev l’essenza stessa dell’accademismo: purezza della linea, assoluto controllo del movimento, musicalità e spiritualità fuse in una visione quasi metafisica della danza. Per quasi trent’anni il desiderio di affrontare l’intero balletto rimase vivo. L’occasione arrivò con il Balletto dell’Opéra di Parigi, compagnia della quale era stato direttore della danza dal 1983 al 1989 e che aveva profondamente trasformato, imponendo una nuova concezione ...

Read More »

Fairytale Ballets: quando le fiabe danzano in alta definizione

Il balletto classico ha sempre trovato nelle fiabe una delle sue fonti d’ispirazione più inesauribili. Principesse addormentate, fanciulle trasformate dalla magia, cigni incantati e bambole che prendono vita hanno attraversato oltre un secolo di storia della danza, conquistando generazioni di spettatori. Oggi questo patrimonio torna protagonista grazie al cofanetto Fairytale Ballets pubblicato da Opus Arte, una raccolta che offre l’occasione di riscoprire alcuni dei titoli più rappresentativi del repertorio del Royal Ballet. L’interesse di questa pubblicazione non risiede soltanto nella qualità tecnica delle registrazioni, realizzate con immagini in alta definizione e una ripresa capace di valorizzare ogni dettaglio della coreografia. Il vero valore del cofanetto è la possibilità di osservare come il linguaggio del balletto continui a parlare al pubblico contemporaneo senza rinunciare alla propria identità. Ogni titolo racconta una diversa sfaccettatura del mondo delle fiabe. La bella addormentata rappresenta il trionfo dell’eleganza accademica, con la sua struttura monumentale e il celebre vocabolario coreografico derivato dalla tradizione di Marius Petipa. Cenerentola, nella raffinata versione di Frederick Ashton, unisce poesia, ironia e teatralità, dimostrando come una storia universalmente conosciuta possa acquisire nuova profondità attraverso il movimento. Coppélia introduce invece un tono brillante e leggero, giocando sul confine tra realtà e fantasia, ...

Read More »

“Sogno di una notte di mezza estate” al Teatro di San Carlo

Il Teatro di San Carlo saluta il pubblico prima della pausa estiva con Sogno di una notte di mezza estate per la Stagione di Danza 2025/2026. La creazione di Paul Chalmer, su musica di Felix Mendelssohn Bartholdy, torna al Lirico di Napoli dopo sette anni dall’ultima rappresentazione. La prima è in programma sabato 25 luglio (ore 20:00), con cinque recite fino a venerdì 31 luglio. Protagonisti saranno il Balletto e la Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo, sotto la direzione di Renato Zanella che, 30 minuti prima di ogni rappresentazione, accoglierà il pubblico per l’Incontro agli specchi: un’introduzione allo spettacolo, nel Salone degli Specchi, con ospiti a sorpresa e musica dal vivo. Philippe Béran guida l’Orchestra e il Coro del Teatro di San Carlo, quest’ultimo preparato da Fabrizio Cassi. L’assistente alla coreografia è Duilio Ingraffia con Guido Sarno in qualità di Maître de Ballet. In questa produzione del Lirico di Napoli Pasqualino Marino firma le scene, con i costumi di Elena Mannini e le luci di Nunzio Perrella. Fabio Marroncelli è aiuto scenografo. Le voci soliste sono del soprano Juliette Di Bello e del mezzosoprano Gabriela Korzystka. Favola estiva per eccellenza, Sogno di una notte di mezza estate occupa ...

Read More »

Analisi coreografica e stilistica del Don Chisciotte di Nureyev

Il Don Chisciotte di Rudolf Nureyev rappresenta una delle più compiute sintesi tra il rispetto della grande tradizione accademica e una concezione moderna della drammaturgia coreografica. Lontano dall’essere una semplice ripresa del celebre balletto ottocentesco concepito da Marius Petipa su musica di Ludwig Minkus, la versione di Nureyev si configura come una vera e propria rifondazione interpretativa del capolavoro, capace di esaltarne tanto la brillantezza virtuosistica quanto la profondità teatrale. La recente ripresa al Teatro alla Scala ha confermato, ancora una volta, la straordinaria vitalità di una produzione che continua a rappresentare uno dei vertici del repertorio classico internazionale. L’approccio coreografico di Nureyev si fonda su un principio fondamentale: il balletto classico non è una successione di variazioni virtuosistiche, ma un organismo drammatico in cui ogni passo, ogni gesto e ogni costruzione spaziale partecipano alla definizione del racconto. In questa prospettiva, Don Chisciotte perde qualsiasi carattere puramente decorativo per assumere una dimensione teatrale estremamente articolata, nella quale il virtuosismo diventa linguaggio espressivo e non semplice esibizione tecnica. Ciò che distingue immediatamente la scrittura coreografica di Nureyev è la densità del movimento. Le sequenze si sviluppano secondo una continuità quasi ininterrotta, evitando qualsiasi staticità compositiva. I tempi morti vengono eliminati attraverso ...

Read More »

Un giorno, tre debutti entrati nella storia del balletto

Il 25 giugno emerge nella storia della danza come una data che, a distanza di decenni, sembra richiamare a sé trasformazioni decisive del linguaggio coreutico. Nel 1910, a Parigi, i Ballets Russes di Sergej Diaghilev presentano L’Oiseau de feu, su musica di Igor Stravinskij, allora giovane compositore destinato a ridefinire il Novecento musicale. La coreografia è di Michel Fokine, che guida una rivoluzione estetica fondata sull’unità tra gesto, musica e immagine. Le scene e i costumi, firmati da Aleksandr Golovin e Léon Bakst, contribuiscono a creare un universo visivo ardente e fiabesco. Tra gli interpreti principali spicca Tamara Karsavina nel ruolo dell’Uccello di Fuoco, figura leggera e luminosa che incarna la nuova poetica del balletto moderno. Nello stesso contesto debutta anche Les Orientales, ancora legato alla stessa stagione dei Ballets Russes e alla sensibilità coreografica di Fokine con alcuni segmenti di Marius Petipa, dove l’Oriente non è rappresentazione realistica ma costruzione immaginaria, filtrata attraverso il gusto europeo per l’esotico. Anche qui la compagnia riunisce alcuni dei suoi danzatori più rappresentativi, in un mosaico di quadri scenici che privilegiano atmosfera e suggestione più che narrazione. Tra gli interpreti si trovano leggendari artisti: Vaslav Nijinsky (Danse Siamoise e Kobold), Tamara Karsavina (Danza ...

Read More »

Gli allievi diretti da Frédéric Olivieri al Montecatini Unesco Arti Festival

Il 1° luglio 2026 alle ore 21.30, la Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala inaugura il Montecatini Unesco Arti Festival. Sotto la guida di Frédéric Olivieri, i giovani talenti dell’istituzione milanese si esibiranno nel Piazzale delle Terme Tettuccio. La manifestazione, che proseguirà fino al 5 luglio, celebra il quinto anniversario del riconoscimento Unesco della città termale, valorizzandone la storicità come luogo d’incontro tra benessere, espressione culturale e visioni future. Il programma della serata, a ingresso libero previa prenotazione, evidenzia la versatilità tecnica e l’espressività degli allievi attraverso un percorso che unisce il fulgore del virtuosismo ottocentesco di Paquita alle visioni contemporanee di Mauro Bigonzetti e Shahar Binyamini, strutturando un fluido passaggio tra accademismo e sperimentazione. Il classicismo formale di Paquita Ad aprire la scena sarà una Suite dal Divertissement di Paquita, caposaldo del repertorio tardo-romantico. Rimontata dai docenti Tatiana Nikonova e Leonid Nikonov sulla celebre versione firmata da Marius Petipa nel 1881 (su musiche di Ludwig Minkus), la coreografia è un banco di prova fondamentale per la danza classica, spesso presentata in forma autonoma proprio per la sua complessità tecnica. Nella Spagna d’epoca napoleonica, l’intreccio del balletto segue le peripezie della giovane gitana Paquita che, scoperta la propria estrazione ...

Read More »

La Bella: magia a cielo aperto a Vignale [RECENSIONE]

C’è qualcosa di profondamente magico nel vedere un grande classico del balletto prendere vita sotto le stelle, immerso nella quiete di un borgo che sembra custodire la memoria del tempo. Il secondo appuntamento del Festival Vignale in Danza 2026 con La Bella Addormentata ha regalato al pubblico una suggestiva serata, in cui la bellezza della danza si è fusa armoniosamente con il fascino senza tempo di Vignale Monferrato. Il palcoscenico allestito nei Giardini di Sopra di Palazzo Callori, accanto all’imponente dimora storica che domina il paese, si è trasformato in un luogo sospeso tra realtà e fiaba. Intorno, le colline del Monferrato disegnavano un orizzonte morbido e silenzioso, mentre il tramonto lasciava lentamente spazio alla notte. In questo scenario poetico, dove la pietra antica dei palazzi dialoga con il verde dei giardini e con il cielo estivo, il balletto ha trovato una cornice ideale, quasi naturale, come se la favola di Aurora fosse sempre appartenuta a questi luoghi. La Compagnia Nuovo Balletto Classico di Reggio Emilia ha affrontato una delle opere più amate del repertorio accademico con rispetto, eleganza e sensibilità, mantenendo fedeli le coreografie di Marius Petipa e le musiche originali della tradizione. Fin dalle prime scene, il pubblico ...

Read More »

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. E maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi