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Addio a Shchedrin, l’ultimo atto con Maya Plisetskaya

Il 28 agosto 2025 si è spento, a 92 anni, Rodion Shchedrin, uno dei più grandi compositori del Novecento. Con la sua scomparsa si chiude un capitolo unico della storia dell’arte, segnato da un sodalizio irripetibile con la leggendaria ballerina Maya Plisetskaya, sua moglie e musa per oltre mezzo secolo. Insieme hanno riscritto le regole del balletto sovietico. Lui, genio inquieto della musica, ha composto capolavori audaci come Carmen Suite, pensata su misura per il corpo e l’anima di Maya. Lei, étoile del Bolshoi, ha trasformato ogni coreografia in un atto di poesia e ribellione, diventando simbolo vivente della danza russa. Maya è scomparsa nel 2015, lasciando un vuoto colmato solo dalla musica di Rodion, il quale scrisse opere, balletti, concerti e sinfonie per mezzo secolo. Nei suoi lavori si sente lo spirito di una modernità inquieta e sincera. La sua vita fu costellata di successi e riconoscimenti internazionali, ma il suo centro creativo fu sempre Maya. Scrisse per lei, con lei. Ogni nuova partitura sembrava cucita sul suo corpo, pensata per il suo gesto, per la sua visione. I loro nomi sono incisi nella memoria collettiva dell’arte del XX secolo. Carmen Suite, Il cavallino gobbo, Anna Karenina, Il gabbiano: ...

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Balletti nell’arte coreografica: La morte del cigno

  In origine chiamato “Il cigno” o “Il cigno morente” è un assolo di Michel Fokine su un brano musicale firmato da Camille Saint–Saëns, tratto da “Il carnevale degli animali” (assolo per violoncello “Il Cigno”). Venne ideato e coreografato nel 1901 espressamente da Fokine per la grandiosa artista e prima ballerina Anna Pavlova che fu subito d’accordo. Per la sua interiorizzazione si ispirò ai cigni che aveva visto nei parchi pubblici e alla poesia di Alfred Lord Tennyson “The Dying Swan” scritta nel 1830. L’assolo con il titolo “Il Cigno” lo portò in scena al debutto in un Gala a Pietroburgo presso un circolo privato e in seguito il 22 dicembre 1907 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo con il titolo definitivo “La morte del cigno”. Riscosse enorme successo grazie ai suoi celebri “pas de bourrèe suivi” e ai “ports de bras” che restituivano appieno il batter d’ali (in circa quattro minuti di esecuzione). La miniatura rappresenta la trasfigurazione esistenziale nell’ambito delle esperienze spirituali e ha trasmesso fin da subito empatia ed emotività allo spettatore. Una leggenda segnala che i cigni all’avvicinarsi della morte anziché spegnersi mestamente, emettano la felicità con canti maggiormente melodiosi e straordinari di quelli della loro ...

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