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Un passo alla volta nel balletto “Tales of Beatrix Potter”

Un passo alla volta potrebbe essere la chiave più idonea per entrare in Tales of Beatrix Potter. Non perché il balletto proceda lentamente, ma perché chiede allo spettatore — e al danzatore — di rinunciare alla fretta del risultato per abitare il dettaglio. Frederick Ashton costruisce quest’opera come si costruisce un mondo credibile: non partendo dal virtuosismo, ma dall’osservazione. Ogni personaggio nasce da un gesto minimo, da un peso spostato leggermente in avanti, da una pausa trattenuta un istante più del necessario. È in questi micro-movimenti che la danza smette di essere dimostrazione e diventa racconto. Tales of Beatrix Potter non è un balletto “per bambini”, anche se prende in prestito l’immaginario dell’infanzia. È piuttosto uno studio sofisticato sulla trasformazione: del corpo, della tecnica, dell’identità scenica. Ashton non chiede ai danzatori di interpretare animali, ma di pensare come essi. La tecnica classica, riconoscibile ma mai esibita, viene piegata al carattere. Le linee si accorciano, i salti si fanno nervosi o pesanti, l’equilibrio diventa instabile quando il personaggio lo è interiormente. In questo senso, la coreografia non è mai decorativa: è funzionale. Ogni passo esiste perché racconta qualcosa che non potrebbe essere detto in altro modo. I costumi e le maschere, ...

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La danza delle geishe: storia, ritualità e grazia senza tempo

La danza delle geishe è molto più di un intrattenimento: è un linguaggio codificato, un rituale, un’arte millenaria che fonde corpo, musica e cultura in una sintesi raffinata. Dietro l’eleganza dei kimono, il lento ondeggiare dei ventagli e il passo misurato, si cela una tradizione che racconta la storia sociale e culturale del Giappone, tra rituale, intrattenimento e disciplina estetica. La figura della geisha emerge tra il XVII e il XVIII secolo, durante il periodo Edo, come interprete e custode di raffinate arti tradizionali. La parola geisha significa letteralmente persona dell’arte: il loro compito principale era intrattenere con musica, canto e danza nelle case da tè, nei teatri e negli incontri sociali. La danza delle geishe, nota come Mai, si distingue da altre forme giapponesi per la sua lentezza controllata, la postura eretta e la gestualità simbolica. Non è improvvisazione: ogni movimento è studiato, codificato e legato a significati culturali, stagionali e narrativi. In un’epoca in cui il Giappone era rigidamente gerarchico, la danza delle geishe rappresentava un equilibrio tra bellezza, discrezione e disciplina sociale. La danza delle geishe è lenta, armoniosa e misurata. I passi sono brevi, gli spostamenti composti, i movimenti delle mani e delle braccia altamente stilizzati. ...

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Ricordando Carla Fracci nello sceneggiato RAI “Verdi”

C’è uno sceneggiato RAI che, più di altri, sembra appartenere a una stagione irripetibile della televisione italiana: Verdi, trasmesso nel 1982, racconto in quattro puntate della vita di Giuseppe Verdi, della sua musica e del suo tempo. Un’opera televisiva ambiziosa, colta, popolare nel senso più alto del termine. Ma se oggi lo si ricorda con un’emozione particolare, è anche – e forse soprattutto – per la presenza luminosa e inattesa di Carla Fracci, chiamata a incarnare Giuseppina Strepponi, la donna che fu compagna, musa e destino del compositore. Carla Fracci arrivava da un altro mondo: quello del balletto assoluto, del rigore classico, del silenzio carico di senso che precede ogni passo. Eppure, davanti alla macchina da presa, non portò con sé soltanto la fama della più grande étoile italiana, ma una qualità rarissima: la capacità di abitare un personaggio senza mai sovrastarlo. La sua Strepponi non è un’icona né un’ombra: è una donna viva, vulnerabile, intensa, trattenuta. Nel racconto televisivo, Giuseppina Strepponi è spesso osservata attraverso gli occhi di Verdi e del mondo che la giudica. Ex cantante lirica, segnata da una carriera precoce e da una salute fragile, donna “scomoda” in un’Italia ancora profondamente moralista, Strepponi porta con sé ...

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Danzare significa abitare il proprio corpo

La danza nasce prima delle parole e sopravvive a ogni confine. È un linguaggio antico che attraversa i secoli, un gesto che si fa voce quando la voce non basta. In ogni suo passo vive un’idea semplice e potentissima: la libertà. Danzare significa abitare il proprio corpo senza chiedere permesso. È un atto di presenza totale, un modo per affermare “io sono qui” nel ritmo del respiro e nel battito del cuore. Quando il corpo si muove, le regole si allentano: la gravità diventa dialogo, lo spazio si apre, il tempo smette di essere una gabbia. La danza trasforma l’istante in possibilità. In molte culture, la danza è stata – ed è – un gesto di resistenza. Dai rituali tribali alle danze popolari, dai balli nati nelle comunità oppresse alle forme urbane contemporanee, muoversi insieme ha significato preservare identità, memoria e dignità. Quando tutto sembra negato, il corpo resta l’ultimo territorio libero. Ed è proprio lì che la danza accende la sua scintilla: nel diritto di esistere e di esprimersi. La libertà della danza non è solo ribellione; è anche ascolto. Chi danza impara a sentire: il peso, l’equilibrio, l’aria che scorre. È una libertà consapevole, che nasce dal contatto ...

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Il Museo dedicato a Rudolf Nureyev: un viaggio nella sua vita

Nel cuore del Teatro dell’Opera e del Balletto di Bashkir a Ufa si trova un luogo unico al mondo: il Museo dedicato a Rudolf Nureyev. Non è un semplice spazio espositivo, ma un vero e proprio scrigno di memoria, dove la vita di uno dei più grandi ballerini del Novecento viene raccontata attraverso oggetti, costumi, fotografie e locandine originali. Visitare questo museo significa fare un viaggio intimo e completo nella storia di un artista che ha trasformato la danza in linguaggio universale. Il museo non è organizzato come una mostra ordinaria: ogni sala racconta una fase della vita di Nureyev, dal periodo della giovinezza a Ufa fino ai trionfi internazionali. Le pareti sono animate da fotografie rare, immagini di spettacoli, ritratti in bianco e nero che catturano la concentrazione, la forza e la grazia dell’artista. Accanto alle immagini, i suoi effetti personali – lettere, manoscritti, oggetti di uso quotidiano – rivelano l’uomo dietro il mito, la disciplina dietro il virtuosismo. Uno degli aspetti più straordinari del museo sono i costumi originali di scena indossati da Nureyev nei grandi ruoli del repertorio classico e contemporaneo. Ogni abito conserva la memoria del gesto, della postura, dell’energia impiegata in ciascun passo. Osservandoli, si ...

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Con la danza nel cuore: 2026 auguri a tutti voi

Cari lettori, la danza è molto più di una disciplina: è un linguaggio universale, un respiro condiviso, un’emozione che prende forma nel movimento. In ogni passo, in ogni salto, in ogni silenzio tra una nota e l’altra, si racconta una storia che unisce palcoscenico e platea, artisti e pubblico, sogni e realtà. In questo momento speciale dell’anno, Il Giornale della Danza – con il suo direttore e la redazione tutta – desidera rivolgere a ciascuno di voi un augurio sincero e profondo. Grazie per aver camminato (e danzato) con noi: per la curiosità con cui seguite le novità, per la passione con cui sostenete i giovani talenti, per l’attenzione che dedicate alla tradizione e all’innovazione del nostro mondo. Che i prossimi mesi siano colmi di ispirazione, di studio, di crescita e di bellezza. Che le sale prova risuonino di energia positiva, che i teatri tornino a vibrare di applausi, che ogni danzatore trovi la forza di credere nel proprio percorso e ogni spettatore la magia di emozionarsi ancora. Continueremo a raccontare la danza con lo stesso impegno e la stessa cura, dando voce a chi vive di movimento e a chi, nel movimento, trova libertà. A tutti voi, lettori, artisti, ...

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Lo Schiaccianoci a Parigi: magia e danza con il British Festival Ballet

Quando dicembre avvolge Parigi con le sue luci scintillanti e l’aria profuma di biscotti e cioccolato caldo, i teatri della città diventano scrigni di meraviglia. In questo scenario festivo, il British Festival Ballet porta in scena The Nutcracker (Lo Schiaccianoci), trasformando il Grand Rex e il Théâtre du 13ème Art in mondi incantati dove realtà e fantasia si intrecciano. Il balletto è ben appunto protagonista in due location simboliche: Grand Rex, con le sue sale monumentali e l’acustica maestosa, ospiterà lo spettacolo per due serate speciali. Mentre il Théâtre du 13ème Art, più intimo e raccolto, accoglie le famiglie dal 23 dicembre 2025 al 3 gennaio 2026. Ogni luogo offre un’esperienza diversa: il Grand Rex è spettacolare e grandioso, mentre il Théâtre du 13ème Art permette di sentirsi quasi parte della fiaba, vicini ai ballerini e ai loro gesti leggiadri. La produzione del British Festival Ballet mantiene il fascino tradizionale dello Schiaccianoci, rispettando la coreografia classica e la musica di Čajkovskij, ma con tocchi che la rendono fresca e accessibile. Il racconto segue Marie (o Clara) durante la notte di Natale, quando lo Schiaccianoci regala magia: soldati e topi prendono vita, il salone si trasforma in un campo di battaglia ...

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Le radici del balletto classico: capire l’ABC accademico

La danza classica è un universo fatto di disciplina, grazia e dedizione. Non è soltanto una tecnica, ma un modo di organizzare il corpo nello spazio, di dialogare con la musica e di trasformare la precisione in poesia. Per comprenderne l’essenza, bisogna tornare alle fondamenta: quell’ABC che costruisce ogni gesto e ogni evoluzione. È qui, nelle basi, che si trova il vero cuore del balletto. A – Allineamento: la ricerca dell’asse perfetto Il primo pilastro della danza classica è l’allineamento, una sorta di architettura del corpo che deve essere stabile, elegante e funzionale allo stesso tempo.
 La postura non è mai rigida: è un equilibrio sottile fra energia e morbidezza. La testa si solleva come se un filo invisibile la tirasse verso l’alto, la schiena si allunga senza irrigidirsi, il bacino resta neutro, pronto a seguire ogni variazione.
 Ma il vero segreto risiede nell’en dehors, la rotazione delle gambe dall’anca, simbolo estetico e tecnico del balletto. Questo principio influenza ogni passo, dal più semplice tendu al più spettacolare grand jeté. B – Bilanciamento: l’arte dell’immobilità in movimento Un danzatore classico non cerca solo di muoversi armoniosamente: cerca soprattutto di rimanere padrone del proprio equilibrio.
 Ogni arabesque richiede un centro forte, ...

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L’importanza fondamentale delle scuole di danza

Le scuole di danza rappresentano molto più che un luogo in cui si imparano passi, coreografie o tecniche. Sono spazi in cui il corpo diventa linguaggio, disciplina, creatività e relazione. In un’epoca in cui il benessere psicofisico e la formazione integrale dei giovani sono al centro del dibattito educativo, la danza emerge come una delle attività più complete e ricche di valore. La danza è una forma d’arte che coinvolge muscoli, postura, respirazione, equilibrio e coordinazione. Tuttavia, ciò che accade in una scuola di danza va oltre l’allenamento fisico: si sviluppano concentrazione, capacità di memorizzazione, gestione delle emozioni e autocontrollo. 
Ogni lezione è un esercizio costante di presenza mentale e consapevolezza corporea, competenze utili non solo nello studio, ma anche nella vita quotidiana. Nelle scuole di danza si impara l’importanza della costanza: un risultato arriva con l’impegno ripetuto, mai per caso. Si rispetta il proprio corpo, il lavoro dei compagni e la guida dell’insegnante. 
Questa educazione alla disciplina costruisce un atteggiamento responsabile e maturo, particolarmente prezioso per bambini e adolescenti, che trovano nella danza un riferimento positivo e strutturato. La danza insegna che il corpo può dire ciò che le parole non riescono a esprimere. Attraverso il movimento, gli studenti ...

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I benefici della danza classica per gli adulti

C’è un momento, nella vita adulta, in cui si sente il bisogno di tornare al corpo, di ascoltarlo davvero. La danza classica offre proprio questo: un incontro tra disciplina e grazia, tra forza e leggerezza. Non serve aver calcato un palcoscenico da bambini — ogni passo può cominciare adesso, con la consapevolezza di chi sceglie di prendersi cura di sé. Entrare in sala danza è come aprire una parentesi nel tempo. La musica accompagna i movimenti, il corpo si risveglia lentamente, e il respiro trova un nuovo ritmo. Si scopre che la danza non è solo tecnica, ma un linguaggio che parla di equilibrio, armonia e libertà. Con il tempo, il corpo cambia: la schiena si raddrizza, le spalle si aprono, il portamento diventa più sicuro. Ogni esercizio alla sbarra rafforza i muscoli, migliora la flessibilità e regala un senso di energia che si porta con sé anche fuori dalla sala. Ma il vero cambiamento avviene dentro: la mente impara a concentrarsi, a lasciar andare i pensieri, a vivere nel momento presente. La danza classica, con la sua eleganza rigorosa, insegna il valore della pazienza. Si procede passo dopo passo, senza fretta, accettando che la perfezione non è l’obiettivo: ciò ...

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