Ispirandosi all’immaginario onirico de Il Giardino delle delizie di Bosch, Kinkaleri è in scena a Cango/Firenze con Some dances on dickfaces, una ricerca profonda sull’incontro con l’altro. Lo spettacolo, in prima assoluta, celebra il corpo come soglia del desiderio e ogni creatura nella sua unicità, trasformando il palcoscenico in uno spazio dove la diversità genera ricchezza e bellezza. «Una scommessa, una ricerca e un incontro con i corpi degli altri, creature che nella loro unicità diffondono ricchezza e meraviglia. Un inno fuori dal tempo, una ricerca. Non una ripiegatura, ma un rilancio verso l’essenza dell’umano cercando di non confonderlo con l’efficienza, la produzione di un senso funzionale, le rivoluzioni passate. In questo senso lo studio del trittico del pittore fiammingo diventa una vera esplorazione, un safari popolato da tutte le creature, viventi ed immaginarie, con la stessa intenzione di scoperta e vicinanza, di apertura avventurosa nell’accoglienza immaginifica di un mondo come Eden, non più perduto nella colpa ma danzante, individuale e collettivo, nell’ebrezza dell’esperienza. SDOD, danzare sulle dickfaces, diventa un modo per ribadire che ad ogni corpo deve essere concesso l’accesso al desiderio da condividere, che ognuno è simultaneamente l’altro, che ogni creatura nella sua unicità ha la pretesa di ...
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