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La magia del balletto torna al Verdi di Trieste con Carmen e Shéhérazade

La magia della danza classica torna al Teatro Verdi di Trieste da martedì 8 febbraio, con un doppio appuntamento speciale: Carmen-Suite, balletto su musiche di Georges Bizet e Rodion Ščedrin, con le coreografie storiche di Alberto Alonso, e Shéhérazade balletto su musiche di Nikolaj Andreevic Rimskij Korsakov, con le coreografie storiche di Michel Fokine, scene di Evgenii Gurenko e costumi di Serhii Vasiliev. Musica a cura dell’Orchestra del Teatro Verdi di Trieste, con il Maestro Direttore Vyachaslau Charnukha-Volich. Protagonista in scena sarà il Balletto dell’Odessa National Academic Theater of Opera and Ballet, tra le più prestigiose e apprezzate istituzioni del settore in Europa e in Russia. Il corpo di ballo, fondato nel 1923, attualmente è costituito da circa 100 danzatori selezionati fra i migliori elementi che si sono formati nelle scuole più importanti dell’Ucraina e della Russia. Tra i solisti più conosciuti che fanno parte del gruppo, a Trieste ci sarà Natalia Matsak, étoile di fama internazionale, che si è esibita in tutto il mondo e che ritorna al Teatro Verdi dopo il successo nei ruoli di Odette/Odille ne “Il Lago dei Cigni” a luglio 2021.  Redazione

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Singolari abilità concertative: La Valse, Symphony in C e Shéhérazade

Assai ragguardevole si è rivelata la nuova produzione scaligera, vista nella replica pomeridiana di Mercoledì 10 maggio 2017 presso il tempio del balletto milanese. Gli elementi posti in rilievo sono dati dalla morbidezza, dalle sfumature, dalle prove d’assieme che donano al Trittico un livello di compostezza e lucentezza. Il linguaggio è culturalmente generazionale, codificato ed aperto all’originalità della singola invenzione, su cui emerge ben chiaro che non esiste tradizione o novità che non generi mutamento. Inutile qui ripresentare ogni balletto con notazioni storiche, anche perché già ampiamente ben descritto e letto nei giorni scorsi a cura dell’ufficio stampa della Scala. La Valse appare come una danza sul “vivere” nelle sue molteplici forme che permettono un collegamento all’essere e all’esistere per narrare le profondità dell’animo umano mediante l’immaginazione di un mondo decadente e minacciato. La coreografia, sulla partitura di Maurice Ravel, affidata agli artisti Stefania Ballone, Matteo Gavazzi e Marco Messina, presenta diversi “verbi coreici” nella differenziazione dei modi e dei tempi del valzer conferendo una fluttuante personalità, storicamente appropriata che sa di ricordo e sospensione dell’anima. La creazione nel porsi, manifesta e dice chi siamo. Hanno delineato il personaggio con reale umanità simmetrica, secca ma anche fluida e veloce apportando ...

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DEBUTTO SCALIGERO CON “SHÉHÉRAZADE”: INTERVISTA AD EUGENIO SCIGLIANO

Eugenio Scigliano è nato a Cosenza nel 1968, ha iniziato i propri studi di danza con Maestri provenienti dal Teatro dell’Opera di Bucarest, in seguito si è perfezionato alla Scuola del Balletto Nazionale del Canada, a Toronto. Rientrato in Italia debutta nel Balletto di Toscana nel 1986, interpretando ruoli impegnativi in tutte le produzioni della Compagnia, diventandone elemento di spicco. Nella Stagione 1992-93 lascia temporaneamente il Balletto di Toscana per un’importante esperienza professionale come solista nell’English National Ballet, dove interpreta importanti ruoli nel “Lago dei Cigni” di Raisa Struchkova, in “Romeo e Giulietta” di Frederick Ashton e in “Sphynx” di Glen Tetley. Rientrato nel Balletto di Toscana riprende il suo ruolo di protagonista nelle creazioni dei più apprezzati autori italiani, quali Mauro Bigonzetti, Fabrizio Monteverde e Virgilio Sieni, nonché in quelle di importanti coreografi europei quali Van Manen, Bruce, Preljocaj, Gelabert, Christe, Wubbe. Nel 1994 riceve il Premio “Danza & Danza” come migliore danzatore italiano. Nella metà degli anni ‘90, su invito di Cristina Bozzolini, crea le sue prime coreografie: “Passaggio”, su musiche di Bach, “Quasi una Fantasia”, su musiche di Gorecki, “Noon”, su musiche di Serra e ”Grief”, su musiche di Sakamoto, tutte per il Balletto di Toscana. Conclusa ...

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Un trittico di capolavori tripudia al Teatro alla Scala

Un trittico di capolavori tripudia al Teatro alla Scala

  Dal 19 aprile al 13 maggio il Teatro alla Scala di Milano apre le porte al terzo appuntamento della stagione Balletto 2016/2017, ovvero un trittico di opere che vedono affiancarsi l’inestimabile prestigio di uno dei miti della danza neoclassica al genio creativo di coreografi italiani del nostro tempo: La Valse, sulle musiche di Maurice Ravel, coreografata da Stefania Ballone, Matteo Gavazzi e Marco Messina (costumi di Irene Monti e luci di Valerio Tiberi); Symphony in C, coreografia di George Balanchine ©School of American Ballet, ripresa da Colleen Neary ed eseguita sulle note di Georges Bizet (costumi di Karinska e luci di Andrea Giretti); infine, Shéhérazade, musicata da Nikolaj Rimskij-Korsakov e coreografata da Eugenio Scigliano (scene e luci di Carlo Cerri e costumi di Kristopher Millar e Lois Swandale). Le dieci repliche previste dal cartellone si snodano in un susseguirsi di rappresentazioni sia pomeridiane sia serali, proponendo persino un doppio appuntamento nell’arco di due giornate: 19 aprile ore 20, 21 aprile ore 20, 27 aprile ore 20, 28 aprile ore 20, 4 maggio ore 14.30 e ore 20, 10 maggio ore 14.30 e ore 20, 11 maggio ore 20 e, infine,13 maggio ore 14.30. In ogni data la direzione d’orchestra ...

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Dalla danza contemporanea alla tradizione classica: un 29 marzo per ballettofili a Brescia

Insieme al Festival di danza, Brescia si dedica ancora all’ arte tersicorea, sia in forma di conferenza che di spettacolo. Sabato 29 marzo, infatti, si chiude il ciclo di incontri sulla danza organizzati da Container12, dal titolo Le storie della danza contemporanea. Nati da un progetto di Carolina Italiano, responsabile B.A.S.E. al Maxxi, museo di arte contemporanea che è anche co-produttore insieme al Cro.me (Cronaca e memoria dello Spettacolo), e curato da Anna Lea Antolini e Giulia Pedace, questi incontri hanno avuto come oggetto Merce Cunningham, la Post Modern Dance, Pina Bausch e Kazuo Ono. Il 23 marzo sarà Ada d’Adamo, autrice di volumi su teatro e danza del Novecento, a parlarci di quella che viene definita Nouvelle danse francese, un’etichetta che comprende diverse realtà coreografiche, nate sotto la medesima spinta di differenziazione sia dalle regole accademiche dell’Opéra sia dalla danza moderna americana, e poi istituzionalizzate dallo stesso governo francese nel 1981 con la creazione di numerosi centri coreografici; sulla spinta di questo movimento coreografico nascono poi anche i festival Montpellier Danse nel 1981 e la Biennale di Lione, pochi anni dopo. Politica e arte coreografica si incontrano nel comune obiettivo di decentramento del potere, attraverso uno scambio tra comunità-compagnie ...

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Il Mariinskij Ballet rende omaggio a Fokine

Il Mariinskij Ballet sarà ospite al Det Kongelige Teater di Copenaghen con un omaggio a Michel Fokine: Chopiniana, L’uccello di fuoco e Shéhérazade verranno rappresentate a gennaio in tre serate dedicate al coreografo russo, grande ideatore e innovatore della danza. Prodotta nel 1909 al Theatre Du Chatelet di Parigi, Chopiniana è una visione poetica senza trama in cui incantevoli figure femminili, le silfidi, danzano sotto l’eterea luce lunare, anime del sogno di un Poeta. L’opera venne presentata per la prima volta col nome Les Sylphides per la produzione dei Balletti Russi di Serge Djiaghilev, su musiche di Frédéric Chopin riorchestrate da Igor Stravinsky. Palesando immediatamente il suo collegamento agli ambienti del balletto romantico, di cui ne divenne l’emblema, l’opera mostrava da subito le idee di Fokine riguardo la danza: egli anteponeva l’interpretazione emotiva al mero virtuosismo tecnico, linea invece privilegiata dal Mariinskij Ballet negli anni della sua formazione artistica. Ad oggi, Chopiniana viene spesso presentata con i due nomi, a seconda delle differenze coreografiche e di arrangiamento che la distinguono, e sfoggia nella cornice delle danze il pensiero del suo autore. La première de L’uccello di fuoco, balletto in un atto su musiche dello stesso Stravinsky e coreografie di Fokine, ...

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Il Balletto del Sud presenta Shéhérazade

La trama è nota: il Sultano uccide le sue mogli dopo la prima notte di nozze per non essere tradito, ma la bella Shéhérazade riesce a evitare l’esecuzione grazie al dono della parola, incantando cioè il sultano con racconti fantasiosi e avvincenti, in un intreccio fascinoso in cui i protagonisti sono il lusso, l’esotismo, la magia dell’oriente che tanto fascino da sempre esercita nell’immaginario collettivo. Tradotto in balletto dal buon gusto e dall’intuito di Fredy Franzutti, che fra qualche giorno debutterà anche come regista d’ opera (il 21 gennaio al Teatro Politeama Greco con La fanciulla del West di Puccini), Shéhérazade è un capolavoro composto da quattro quadri che sono le quattro fiabe narrate dalla fanciulla, lette in scena dall’attore Andrea Sirianni e danzate dal Balletto del Sud, con la partecipazione di una stella del balletto internazionale come Luciana Savignano nel ruolo della regina Thalassa. Le quattro scene raccontano l’atmosfera e il fascino della Persia attraverso le avventure dei protagonisti, in un crescendo che culmina nella grande esplosione di colori e di danze in Festa a Baghdad, l’ultimo quadro prima che il circolo si chiuda con il ritorno su Shéhérazade. Ancora una volta, quindi, per uno dei più apprezzati coreografi ...

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Torna Vittorio Biagi con Danzaprospettiva nella “Serata Shéhérazade”

Lunga è la vita nella danza di Vittorio Biagi: il ballerino nato dalla costola di Dell’Ara e di Porcile, allievo della Suola della Scala, primo ballerino insieme con Bortoluzzi nel Balletto del XX secolo di Béjart, étoile all’Opéra Comique di Parigi, è stato in questo fine-novembre a Roma per Shéhérazade nel Teatro Cassia, con la sua compagnia Danzaprospettiva, da lui stesso fondata nel 1978. L’epoca dei trionfi per Biagi sembra lontana, ma soltanto perché sono ben 45 a tutt’oggi gli anni della carriera di questo batterista per passione, ballerino per professione, coreografo per maturazione. Allora, alla fine degli anni ’60, all’Opera di Lione creò la compagnia di 40 elementi Ballet de Lyon, e tornato in Italia nel 1977 dopo 18 anni, chiamato dall’A.T.E.R. a fondarne un’altra, creò e diresse per tre anni il glorioso Aterballetto, che in seguito con Amedeo Amodio e Mauro Bigonzetti sarebbe divenuto la compagnia più importante in Italia, dopo quelle dei teatri lirici. Poi… come ha scritto Vittoria Ottolenghi, “…egli è nato alla danza in Italia, ne è subito fuggito in cerca della grande danza internazionale. Mentre tanti giovani seguono il suo esempio, lui è tornato, con le sue geniali impennate, la sua vitalità, il suo ...

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