Stiamo attraversando uno dei periodi più bui della storia della danza italiana o, comunque, per quanto ne abbia memoria: uno dei più tristi dell’ultimo secolo. Il clima surreale che si è venuto a creare ha scatenato un effetto “bomba a catena”. Dalla paura per la salute è subentrata quella per la ripresa. Troppe informazioni distorte e approssimative. Io non sono né un politico, né un epidemiologo, tanto meno un virologo, e non sarò certo io a trovare la soluzione a questa catastrofe né mi permetto di dare pareri o soluzioni, anche se, nel mio piccolo: ho la mia idea e la mia visione, come ogni cittadino italiano che sta affrontando questa pandemia, ma soprattutto questa recessione. Sono solo consapevole che questa crisi sta duramente colpendo un settore che già di per sé è sempre stato in crisi ed è sempre sotto pressione. Non ci sentiamo tutelati, questo lo posso affermare, credo, a nome di tutti i miei Colleghi. Noto con grosso rammarico che in questo mese non sono stati presi provvedimenti nei “piani alti” per salvaguardare quest’arte. Non sono stati presi provvedimenti né in ambito nazionale, né in ambito locale. Parecchie realtà dislocate su tutto il territorio nazionale stanno facendo ...
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