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Tag Archives: Stéphane Mallarmé

Loïe Fuller: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Trasformò il corpo in pura forma: Nelle sue danze il corpo quasi scompariva: grazie a lunghissimi veli di seta mossi con bacchette nascoste, Fuller creava figure astratte come fiori, fiamme o farfalle, rompendo con la danza narrativa tradizionale. Fu una pioniera dell’illuminazione teatrale: Sperimentò luci colorate, riflettori mobili e proiezioni, arrivando a brevettare sistemi di illuminazione scenica. Il suo lavoro anticipò l’uso creativo della luce nel teatro e nel cinema. Collaborò con scienza e tecnologia: Era affascinata dalla scienza e frequentò ambienti scientifici d’avanguardia: collaborò anche con Marie Curie, interessandosi agli effetti luminosi di sostanze fosforescenti e radioattive (all’epoca non ancora considerate pericolose). In America non fu capita, in Europa idolatrata: Negli Stati Uniti il suo stile fu giudicato troppo sperimentale; in Francia invece divenne un mito della Belle Époque, celebrata da artisti come Toulouse-Lautrec e Stéphane Mallarmé. Simbolo di emancipazione femminile e queer: Loïe Fuller fu una donna indipendente, imprenditrice di se stessa, con una compagnia composta quasi solo da donne e relazioni affettive femminili. Oggi è considerata una figura chiave della storia queer e femminista delle arti performative. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Vaslav Nijinsky: il silenzio del Dio Danzante

Nascita di un prodigio (1889-1900) Il corpo come rivelazione Nella storia dell’arte, pochi corpi hanno avuto il potere di riscrivere le regole del visibile. Vaslav Nijinsky, danzatore e coreografo vissuto tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento, fu uno di questi corpi. La sua figura – esile, potente, enigmatica – si staglia come un’icona nella memoria della danza e dell’immaginario moderno. Ma chi era veramente Nijinsky? L’infanzia nel rigore zarista, l’ascesa fulminea con i “Balletti Russi”, le rivoluzioni coreografiche che spaccarono in due la danza classica, e infine il crollo psichico che lo rese silenzioso per oltre trent’anni. Scrivere di Nijinsky significa scrivere del corpo, ma anche del silenzio. Significa osservare come la bellezza, la sofferenza e la follia si siano fuse in un unico gesto, in un solo salto, in un attimo di sospensione. Quella sospensione che, secondo molti, lo rese capace di volare. Un’infanzia tra le quinte Vaslav Fomič Nijinsky nasce il 12 marzo 1889 a Kiev, nell’Impero Russo, in una famiglia di ballerini itineranti di origine polacca. La sua infanzia si svolge in un ambiente pervaso dal ritmo della danza, dal suono del pianoforte per le prove, dalle luci mobili del palcoscenico e dall’odore ...

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I capolavori dei Ballets Russes di Diaghilev con l’Orchestra RAI

È interamente dedicato ai capolavori nati per i Ballets russes, la celebre compagnia di danza creata nel 1907 da Sergei Diaghilev, il concerto dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e del suo Direttore principale Andrés Orozco-Estrada in programma giovedì 8 maggio alle 20.30 all’Auditorium Rai “Arturo Toscanini” di Torino. In cartellone tre capolavori resi noti proprio dai danzatori di Diaghilev: il Prelude à L’apres-midi d’un faune di Claude Debussy, La boutique fantasque di Ottorino Respighi e Le Sacre du printemps di Igor Stravinskij. La serata è trasmessa in diretta su Radio3 Rai e replicata venerdì 9 maggio alle 20 a Torino e in live streaming sul portale di Rai Cultura, che la proporrà anche su Rai5 giovedì 10 luglio in prima serata. Un’ulteriore replica è prevista sabato 10 maggio al Teatro Comunale di Ferrara per il cartellone di “Ferrara Musica”. Questa musica prolunga l’emozione dei miei versi e ne fissa lo scenario con più passione ed efficacia di quanto non riuscirebbe a fare la pittura. Con queste parole il grande poeta francese Stéphane Mallarmé descrisse il capolavoro di Claude Debussy Prelude à L’apres-midi d’un faune (Preludio al pomeriggio di un fauno) tratto dal suo omonimo poema, che apre il concerto. La ...

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I Balletti Russi dell’Opéra di Parigi arrivano al cinema

Balletti nell’arte coreografica: L’Après-midi d’un faune

Comunemente tradotto nella nostra lingua con Il pomeriggio di un fauno nasce dall’idea di Vaclav Fomič Nijinsky (con l’aiuto di sua sorella Bronislava Nijinska) a beneficio dei Ballets Russes di Sergej Diaghilev, con interprete lo stesso Nijinsky nel ruolo del fauno e Lydia Nelidova nel ruolo della Ninfa principale, con le ninfe secondarie Leokadia Klementowicz, Henryka Majcherska, Kazimiera Kopycinska, Lubov Tchernicheva, Helena Staszko e Bronislava Nijinska. Andato in scena al Théâtre du Chatelet di Parigi nel maggio 1912 su partitura musicale di Claude Debussy (Prélude à l’après-midi d’un faune) con la direzione d’orchestra di Pierre Monteux, e le scenografie a cura di Léon Bakst, il quale riuscì a riprodurre quell’idea di simbolismo e modernità. Per il balletto Nijinsky prese spunto dalla poesia di Stéphane Mallarmé che racconta le esperienze sensuali ed erotiche di un fauno (metà uomo e metà animale) come fosse un sogno in una visione mitologica. Infatti Nijinsky si lasciò influenzare dai bassorilievi della Grecia arcaica con figurazioni frontali o di profilo segnatamente spigolose ed angolari, con l’aggiunta mimica di un amplesso sessuale. Il balletto di dodici minuti richiese una novantina di prove perché i movimenti erano del tutto innaturali ed inusuali per le estetiche della danza applicate fino a ...

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