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Tag Archives: Trisha Brown

Romaeuropa Festival, Four Seasons Changed: Vivaldi e Max Richter incontrano la storia della danza

L’11 ottobre al Teatro Argentina, in prima nazionale, il concerto coreografico di Vandevelde con l’ensemble BRYGGEN e la danzatrice Amanda Barrio Charmelo. Due le repliche, alle ore 16 e alle 21, per un viaggio tra musica, memoria e movimento. La musica di Antonio Vivaldi incontra la danza del Novecento in Four Seasons Changed, il concerto coreografico che arriva in prima nazionale a Roma l’11 ottobre, nell’ambito del Romaeuropa Festival, con una doppia replica alle ore 16 e alle 21 al Teatro Argentina. Un progetto che intreccia la celebre rilettura de Le quattro stagioni firmata dal compositore Max Richter con una riflessione sul patrimonio coreografico moderno e contemporaneo, trasformando una delle partiture più conosciute della storia della musica in un’esperienza scenica in cui suono e movimento dialogano costantemente. Il punto di partenza è Recomposed by Max Richter: Vivaldi – The Four Seasons, presentato in anteprima mondiale al Barbican Centre di Londra con la Britten Sinfonia e il violinista Daniel Hope. Con questa composizione, Richter ha scelto di confrontarsi con il capolavoro vivaldiano senza cancellarne l’identità, ma intervenendo sulla struttura musicale attraverso ripetizioni, frammentazioni, variazioni e nuove stratificazioni sonore. Un’operazione che ha aperto un dialogo tra la tradizione barocca e la sensibilità ...

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Opéra de Paris

Opéra de Paris, il Concours de Promotion: date, posti e variazioni

Il Ballet de l’Opéra national de Paris si prepara a uno degli appuntamenti più attesi della propria stagione interna: il Concours de Promotion 2026, in programma giovedì 29 e venerdì 30 ottobre al Palais Garnier. Un appuntamento che, più di un semplice esame, rappresenta ogni anno un momento importante nella vita della compagnia, perché determina il passaggio dei danzatori alle categorie superiori. Anche quest’anno viene confermata la formula introdotta nella precedente edizione: per ciascun grado i candidati potranno confrontarsi con tre variazioni imposte, differenti per stile e linguaggio. Una scelta che mette in primo piano non soltanto la preparazione accademica, ma anche la capacità dell’artista di adattarsi a repertori molto diversi. La particolarità dell’Opéra di Parigi resta proprio nella natura del concorso. Mentre nelle principali compagnie internazionali la progressione dei danzatori dipende generalmente dalle decisioni della direzione, all’Opéra la promozione è tradizionalmente legata a questa prova pubblica interna. Un sistema che affonda le proprie radici oltre un secolo fa e che, negli ultimi anni, ha attraversato diverse modifiche. Con l’arrivo di José Martinez alla direzione della Danza, il meccanismo era stato inizialmente ridimensionato, prevedendo il concorso soltanto per alcune categorie. Successivamente era rimasto riservato ai Quadrilles, per poi tornare, nella ...

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L’Opéra national de Paris e la Stagione di Balletto 26/27

La Stagione di Balletto 2026/2027 dell’Opéra national de Paris si presenta come uno dei momenti più significativi degli ultimi anni nel percorso artistico della prestigiosa istituzione francese, confermando la sua storica vocazione a coniugare tradizione e innovazione. Erede di una delle più antiche e influenti compagnie di danza del mondo, le cui origini risalgono all’Académie Royale de Danse fondata da Luigi XIV nel 1661, l’Opéra riafferma il proprio ruolo di laboratorio privilegiato della creazione coreografica contemporanea attraverso un ampio rinnovamento del repertorio. La stagione comprende infatti quattro nuove creazioni e cinque ingressi nel repertorio principale, cui si aggiungono una creazione e due nuove acquisizioni destinate al Junior Ballet. Tra gli appuntamenti di maggiore rilievo emerge la prima mondiale di Rings of Saturn di Juliano Nunes, presentata in occasione del Gala di apertura della danza al Palais Garnier il 10 ottobre 2026. Nella medesima circostanza fanno il loro ingresso nel repertorio Vers un pays sage di Jean-Christophe Maillot e Busk di Aszure Barton, successivamente riproposti all’interno del programma Paysages Intérieurs. Il programma Rituels, all’Opéra Bastille, accoglie Boléro X di Shahar Binyamini, mentre Pulsations, al Palais Garnier, si distingue per una nuova creazione di Lucinda Childs e per l’inclusione nel repertorio di ...

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La coreografia Pelican di Rauschenberg: l’errore che diventò performance

La storia di Pelican occupa un luogo singolare e quasi mitico all’interno delle avanguardie artistiche americane degli anni Sessanta. Non si tratta soltanto di una coreografia, ma di un episodio in cui errore, caso e gesto creativo si intrecciano fino a generare una delle esperienze più eccentriche e fugaci del rapporto tra arti visive e danza. L’opera nasce nel 1963 da una circostanza accidentale: un errore di programma attribuì a Robert Rauschenberg la qualifica di coreografo in un contesto performativo legato al circuito della danza sperimentale newyorkese. L’artista, già profondamente immerso nell’ambiente del Judson Dance Theater e vicino a coreografi e danzatori come Trisha Brown, decise di non correggere l’errore ma di assumerlo come possibilità creativa, trasformandolo in un’opera vera e propria. Pelican viene così concepita come una performance ibrida, costruita su una struttura aperta e non narrativa, in cui il movimento nasce dall’interazione tra corpi, oggetti e spazio. I performer utilizzano pattini a rotelle, biciclette e grandi elementi scenici, tra cui imponenti “ali” in forma di paracadute che diventano dispositivi di trasformazione del corpo nello spazio. L’idea non è quella di rappresentare qualcosa, ma di mettere in atto una condizione di instabilità controllata, dove il rischio fisico diventa parte ...

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Festival Aperto celebra la sua XVIII edizione a Reggio Emilia

Oltre 30 spettacoli, più di 60 repliche, 15 tra produzioni e coproduzioni, prime assolute e prime italiane. Musica e danza contemporanea, performance, jazz, circo contemporaneo. Tra Teatro Municipale Valli, Teatro Ariosto, Teatro Cavallerizza, Sala Verdi, Collezione Maramotti, Reggiane Parco Innovazione, Teatro Piccolo Orologio, Palestra della Scuola Aosta e altri luoghi della città. “Benvenuti in tempi interessanti” è il titolo di un libro di Slavoj Žižek, che riprende quella che viene spesso citata come un’antica maledizione cinese: possa tu vivere in tempi interessanti.  Eppure, in quella formula, convivono minaccia e promessa. Augurio e maledizione, interessante e inquietante, sono come il sorriso e il ghigno: lo scarto è minimo, ma grande è la differenza che esso innesca, quella fra una chiusura e un’apertura di prospettiva. L’arte, il pensiero, il teatro, scorgono e abitano quel piccolo spostamento d’asse fecondo di conseguenze, visioni, immaginazione: il destino non è scritto, l’impossibile accade. Il programma è costruito tra musica, danza, arti performative, una fitta rete di partner italiani ed europei, e una schiera di artisti — italiani e internazionali — che attraversano le frontiere dei linguaggi e delle geografie. Le Reggiane, dentro la città Aperto esce dai teatri. Quest’anno con più decisione che mai. Il Parco Innovazione ...

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Crystal Pite nel progetto site specific per Collezione Maramotti

La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara con l’obiettivo di creare un dialogo tra coreografia e arti visive. Per Crystal Pite, l’arte del fare è il canale che conduce verso l’arte. Partendo dalla prospettiva dell’artigianalità, la coreografia diventa una sorta di lavoro ...

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Ariella Vidach, “Improvvisazioni itineranti a Chiaravalle”

La chiusura ufficiale della prima parte della nona edizione di FOG Performing Arts Festival è affidata come di consueto ad Ariella Vidach, direttrice artistica della compagnia AiEP, che porta il suo progetto Improvvisazioni itineranti all’interno del Parco San Dionigi di Chiaravalle: una passeggiata tra momenti performativi e interventi site-specific, lungo un percorso che attraversa la Valle della Vettabbia, al confine tra città e campagna, che da Corvetto giunge fino alla Biblioteca del Grano. Pensato appositamente per lo spazio pubblico, il format rappresenta un’opportunità di ricerca rispetto ai luoghi della città e al loro rapporto con la tecnologia, all’interno del quale giovani danzatrici e danzatori si esibiscono in improvvisazioni e interventi site-specific. La ricerca di una nuova relazione tra corpo e natura, tra movimento e spazio urbano, interagisce con la quotidianità dell’habitat metropolitano, incontrando lo sguardo non abituale dei cittadini-spettatori. Protagonisti di questo nuovo episodio del progetto, una prima assoluta prodotta da AiEP e Triennale Milano Teatro, i lavori di Roberta Di Serio, Stefano Roveda e Manolo Perazzi. Il ritrovo è alle ore 15.45 all’ingresso del Parco in Via San Dionigi 8, a circa 15 minuti a piedi dalla fermata Corvetto della MM3, con possibilità di parcheggio nelle vicinanze. La performance ...

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Annunciata la Stagione di Danza 26/27 dell’Opéra national de Paris

La stagione di balletto 2026/2027 dell’Opéra national de Paris si articola attorno a un importante rinnovamento del repertorio, con quattro creazioni e cinque nuovi ingressi nel repertorio principale, a cui si aggiungono una creazione e due ingressi nel repertorio del Junior Ballet. Tra le novità spicca la prima mondiale di Rings of Saturn di Juliano Nunes, presentata in occasione del Gala di apertura della danza al Palais Garnier il 10 ottobre 2026. Nello stesso contesto entrano in repertorio Vers un pays sage di Jean-Christophe Maillot e Busk di Aszure Barton, successivamente riproposti nel programma Paysages Intérieurs. Il programma Rituels all’Opéra Bastille accoglie Boléro X di Shahar Binyamini, mentre Pulsations al Palais Garnier presenta una nuova creazione di Lucinda Childs e l’ingresso in repertorio di Schmetterling di Sol León e Paul Lightfoot. Il Junior Ballet, protagonista del programma Éclats de danse nel gennaio 2027, presenta una creazione di Anna Hop e accoglie in repertorio Yu di Altea Nuñez e On Then and Now di Simon Valastro. Nel programma Correspondances nocturnes figurano inoltre Nocturnes di Thierry Malandain e una nuova creazione di Cathy Marston, mentre la stagione si conclude con una nuova Giselle firmata da Johan Inger. Il Gala di apertura riunisce ...

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La danza contemporanea: una costellazione di linguaggi

La danza contemporanea nasce non come una tecnica unica, ma come un territorio aperto. A differenza della modern dance, da cui in parte discende, non si fonda su un solo sistema codificato: è una costellazione di linguaggi, poetiche e approcci che riflettono il mondo complesso e frammentato del secondo Novecento e oltre. Ogni maestro ha contribuito a ridefinire il corpo, lo spazio e il senso stesso del danzare, trasformando la danza in un laboratorio permanente di ricerca. I nomi da citare sarebbero numerosi, noi ci focalizziamo sui seguenti: Merce Cunningham: autonomia e neutralità del movimento Merce Cunningham è una figura di passaggio fondamentale tra modern e contemporaneo, ma il suo pensiero segna l’inizio della danza contemporanea vera e propria. Il suo stile si basa sull’autonomia della danza rispetto alla musica e alla narrazione. Movimento, suono e spazio coesistono senza gerarchie. Il corpo è esplorato nella sua complessità anatomica, con una tecnica rigorosa ma priva di intenzione espressiva obbligata. Cunningham introduce il caso come metodo compositivo, aprendo la strada a una danza non narrativa, non emotiva, ma profondamente presente. Trisha Brown e la Postmodern Dance: il quotidiano come danza Con Trisha Brown e la Judson Dance Theater, la danza contemporanea compie ...

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A dicembre in scena il Balletto e la Scuola dell’Opéra di Parigi

A dicembre, il Balletto e la Scuola di Ballo dell’Opéra di Parigi si esibiranno sui palcoscenici del Palais Garnier e dell’Opéra Bastille per presentare tre programmi: La serata Contrasts, con due pezzi di Trisha Brown, O zlozony / O composite e il nuovo repertorio di If you couldn’t see me, oltre a due pezzi di coreografi invitati per la prima all’Opéra di Parigi: il nuovo repertorio di Anima Animus del coreografo britannico David Dawson, e Drift Wood, una creazione dei fratelli olandesi Imre e Marne van Opstal, dal 1° al 31 dicembre 2025 al Palais Garnier. Notre-Dame de Paris, un magnifico affresco di danza di Roland Petit creato per il Ballet de l’Opéra nel 1965 e ispirato al capolavoro di Victor Hugo, sarà in scena dal 6 al 31 dicembre 2025 all’Opéra Bastille (recita di Ma première fois à l’Opéra il 21 dicembre). Les Démonstrations de l’École de Danse, presentate la mattina e il pomeriggio del 6, 7 e 14 dicembre 2025 al Palais Garnier, permetteranno agli allievi di sperimentare le loro prime performance teatrali e al pubblico di scoprire la ricchezza del vocabolario coreografico insegnato. Il 13 e il 18 dicembre, due lezioni di danza pubbliche con danzatori del ...

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