Il progetto si articola riflettendo sulla costruzione umanistica del Palazzo Ducale che traspare evidente dal succedersi di eventi architettonici e simbolici. Come un corpo umano in ascolto, il Palazzo ha la capacità di risuonare e dialogare con un tessuto cittadino più ampio per espandersi alla campagna, come ci indica mirabilmente Giancarlo De Carlo nei suoi studi urbanistici. La luce che modella e accarezza gli spazi aperti è come un messaggero che filtra nei corridoi e nelle stanze facendo apparire sempre nuovi volumi. I sotterranei respirano il senso del suolo e delle materie primarie, l’acqua in primis, scatenando un processo naturale che serve alla postura “olistica” dell’edificio. Il silenzio vicino cerca di indagare la questione dell’ascolto e dell’aura: porsi in ascolto dei luoghi e delle opere per restituire una geografia di gesti che articola il palazzo partendo dagli spazi sotterranei; allo stesso tempo sentirsi toccati dall’aura che ancora emana il luogo per essere restituita attraverso tre coreografie sul senso dello spazio e il suo farsi silenzioso e amico. Per una settimana il Palazzo sarà abitato e frequentato da verifiche e prove, studi sul corpo e nella scoperta degli spazi che dalle aperture esterne, d’aggetto sulla città porteranno a camminamenti nei sotterranei fino ai ...
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