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Il direttore e maître de ballet Lienz Chang “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Softly di Sol Leon e Paul Lightfoot. Il Teatro del cuore? Il Gran Teatro de La Habana Alicia Alonso. Un romanzo da trasformare in balletto? Trasformare una storia d’amore in un romanzo è un processo delizioso, simile a coreografare un intero spettacolo partendo da un solo passo a due. È un lavoro di espansione e approfondimento, in cui l’intimità iniziale prende corpo fino a diventare una narrazione completa, dotata di anima e respiro. Il primo passo consiste nell’individuare il “motore” emotivo della storia: si tratta di un amore impossibile, di una riunione tanto attesa, di una passione proibita o di una relazione capace di guarire vecchie ferite? Questo nucleo emotivo guiderà ogni scelta narrativa. Un processo analogo avviene quando una storia d’amore viene trasformata in un balletto, uno degli esercizi più affascinanti della drammaturgia coreografica. In questo caso, l’obiettivo è distillare l’essenza narrativa ed emotiva dell’opera e tradurla in azione fisica, musica e atmosfera. Poiché nel balletto la trama deve essere comprensibile senza l’uso delle parole, gli elementi fondamentali devono emergere in modo chiaro e immediato. Ogni scena può diventare un passo a ...

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I più bei film di danza: quando il movimento diventa cinema

La danza, più di ogni altra arte, vive nel tempo fragile del corpo. Il cinema, invece, ha il potere di fissare quell’istante, di renderlo memoria condivisa. Quando questi due linguaggi si incontrano, il risultato non è mai solo spettacolo: è racconto, identità, conflitto. I più bei film di danza non mostrano semplicemente coreografie memorabili, ma usano il movimento come una vera forma di narrazione. Molti film di danza raccontano il momento in cui un individuo sceglie se stesso contro le aspettative del mondo. Billy Elliot resta un esempio paradigmatico: la danza classica, in un contesto operaio e maschile, diventa un atto di ribellione silenziosa. Il corpo del protagonista dice ciò che le parole non riescono a esprimere, trasformando ogni salto in una dichiarazione di libertà. Questa idea ritorna anche in film come Save the Last Dance e Step Up, dove la contaminazione tra danza classica e street dance diventa metafora di incontro culturale. Qui la bellezza non risiede solo nell’energia delle sequenze coreografiche, ma nella loro funzione narrativa: danzare significa trovare un posto nel mondo, ridefinire i propri confini. Il cinema di danza ha spesso esplorato il lato più duro e spietato dell’arte. Black Swan porta questa tensione all’estremo, trasformando ...

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Il primo ballerino e maître de ballet Antonino Sutera “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Lo Schiaccianoci è un balletto molto importante per me perché è stato il primo al quale ho partecipato quando ero ancora allievo della Scuola di Ballo, inizialmente nella “danzetta”. Nel corso degli anni, all’epoca, veniva rappresentato ogni Natale e ho interpretato diversi ruoli: il tamburino, il soldatino, il topo, praticamente quasi tutti, soprattutto quando sono cresciuto e sono entrato in compagnia. La coreografia di Nureyev, per me, è la più difficile e al tempo stesso la più bella che esista; per questo Lo Schiaccianoci rappresenta l’emblema stesso del balletto classico. L’altro balletto è Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan: con questo titolo sono stato nominato primo ballerino alla Scala ed è quindi il balletto del mio cuore. Inoltre racchiude due ruoli per me fondamentali, Romeo e soprattutto Mercuzio che è stato il mio vero cavallo di battaglia. Il balletto contemporaneo prediletto? Ripensandoci, quello che mi ha segnato in modo particolare è stato Romeo e Giulietta di Sasha Waltz, perché da lì è iniziata una bellissima collaborazione con la sua compagnia, Sasha Waltz & Guests. Sono stato ospite in diversi spettacoli che abbiamo portato in tournée in tutta Europa: è stato un momento molto importante sia per ...

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Il direttore artistico e coreografo Roberto Forleo “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La Bayadère. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Mats Ek. Il Teatro del cuore? Il Teatro Petruzzelli di Bari. Un romanzo da trasformare in balletto? Gli Scorta di Laurent Gaudé. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? 8 Femmes (8 Donne e un mistero) di François Ozon. Il costume di scena che preferisci nel grande repertorio classico? La Morte, dal balletto Don Juan di Thierry Malandain. Quale colore associ alla danza? Verde. Che profumo ha la danza? Lavanda. La musica più bella scritta per balletto? La Bayadère. Il film di danza irrinunciabile? White Nights. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Monique Loudières Il tuo “passo di danza” preferito? Arabesque. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i grandi personaggi del balletto classico? Romeo. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Ce ne sono tanti, ma Mats Ek è uno dei miei preferiti. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Grazie di cuore per proteggere l’arte della danza. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Perseveranza, umiltà e amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Mi vedo ricco di esperienze, ma con una sete ...

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Il direttore artistico e coreografo Enrique Gasa Valga “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Petite Morte di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Théâtre du Châtelet di Parigi. Un romanzo da trasformare in balletto? Faust di Johann Wolfgang von Goethe. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Tango di Carlos Saura. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello per Dionysos nella coreografia di Maurice Béjart. Quale colore associ alla danza? Viola. Che profumo ha la danza? Polvere del teatro. La musica più bella scritta per balletto? Le Sacre di Igor Stravinsky. Il film di danza irrinunciabile? Il film con Mikhail Baryshnikov Il sole a mezzanotte (titolo originale White Nights) diretto da Taylor Hackford. I tuoi miti della danza del passato, uomo e donna? Carlos Acosta e Kang Sue-jin. Il tuo “passo di danza” preferito? Double revoltade. Chi ti sarebbe piaciuto essere tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Albertch di Giselle, me lo sono perso! Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Maurice Béjart. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa Le diresti? Continuiamo a provare… Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Fallimento, ripetizione, amore. Come ti vedi oggi allo specchio? Stanco ma fortunato! Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © ...

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