Le Carnaval Mascarade nasce come un viaggio visionario nel teatro musicale di Jean-Baptiste Lully, un universo in cui musica, corpo e illusione scenica convivono in un equilibrio costante tra rigore formale e libertà espressiva. La regia affronta il materiale barocco non come repertorio da ricostruire, ma come materia viva da attraversare, restituendo allo spettatore lo spirito profondamente teatrale dell’epoca. In questa prospettiva, l’opera si rivela nella sua natura di ballet de cour tardo: una forma per entrées e tipi, priva di narrazione lineare, in cui la coesione è affidata al flusso musicale e coreografico più che al racconto. Il lavoro sul corpo è centrale. La danza, talvolta aerea e acrobatica, talvolta misurata o caricaturale, non è decorativa ma strutturale: dialoga costantemente con la musica e con il canto, dando forma fisica agli affetti barocchi. I danzatori abitano lo spazio come figure metamorfizzate, incarnazioni dei diversi volti del Carnevale, mentre i cantanti non restano mai statici, partecipando attivamente alla composizione visiva e scenica e superando la separazione tradizionale tra voce e corpo. Ne emerge l’idea di un teatro totale, in cui ogni elemento concorre alla costruzione dell’immagine. Ogni quadro del Carnaval è concepito come un elemento autonomo, con una propria identità ...
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