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Roberto Altamura: “Milano Contemporary Ballet – una nuova realtà per i giovani”

 Altamura

Nasce a Milano il Milano Contemporay Ballet, un progetto che unisce giovani danzatori che abbiano il reale obiettivo di fare della danza un mestiere. Non è una scuola professionale, ma un percorso formativo che, oltre a dare ai giovani danzatori un training giornaliero, darà l’opportunità di lavorare con una compagnia di fama mondiale: la Wayne McGregor|Random Dance. Roberto Altamura, direttore artistico del progetto, si racconta al giornaledelladanza.com

Nasce in questi mesi il Milano Contemporay Ballet, realtà che unisce giovani danzatori con l’obiettivo di fare della danza un mestiere, i fondamenti su cui si basa questo progetto?

Mi piace pensare che questo progetto, a cui lavoro ormai da un anno, nasce per dare ai ragazzi una grande opportunità. Non capita tutti i giorni di poter collaborare come danzatore, con una grande compagnia come la Wayne McGregor|Random Dance. A parte questo, le mie motivazioni sono molteplici, ne spiegherò solo un paio per non dilungarmi più di tanto. Dirigo da quattro anni il Milano City Ballet, dove cerchiamo di dare una formazione sensata e di buon livello ai nostri ragazzi, e devo dire con buoni risultati.  Il mio punto di riferimento sono sempre i ragazzi, sono partito da loro per elaborare questo grande progetto. In questo momento difficile, in cui la danza vive un momento passivo, dal punto di vista di chi produce, di chi danza, di chi guarda, ho deciso che fosse necessario per me rischiare, dare una possibilità a tutti questi ragazzi che vogliono vivere di danza. Mi sono chiesto: “cosa posso dare di diverso rispetto a tutte le varie accademie o scuole professionali, che sfornano ogni anno centinaia di danzatori, che però non hanno una collocazione e fanno fatica ad avere un primo approccio con il mondo lavorativo?” Ho fatto fatica a trovare una risposta che fosse semplice, che non mettesse in gioco tutto quanto e andasse al di là dei soliti percorsi professionali costosi, affollati e che durano magari anni. Poi è arrivata l’illuminazione e mi sono detto, perché non portare in un percorso formativo il lavoro di una grande compagnia? Il resto è arrivato un po’ di conseguenza. Raccontata così sembra semplice. Credo, non voglio peccare di vanità o presunzione, però forse siamo i primi in Italia o quasi a realizzare un progetto di questo genere.

Si tratta di un percorso formativo, ma può definirsi anche una compagnia?

Assolutamente sì. La formazione è fondamentale per affrontare un percorso come questo, e per formazione intendiamo le lezioni giornaliere di tecnica classica e contemporanea, la composizione coreografica, i laboratori, le masterclass con altri coreografi e ovviamente gli appuntamenti fissi con la Random Dance per studiare, approfondire il metodo creativo della compagnia e studiare il repertorio.  Il focus principale rimane la Junior Company, che non solo ha l’obiettivo di portare in scena Entity di Wayne McGregor, ma anche altre creazioni inedite di giovani coreografi, partecipare a bandi di selezione internazionali.

Oltre al training giornaliero, i giovani che aderiscono al progetto avranno l’opportunità di lavorare con la Wayne McGregor|Random Dance, una delle compagnie di fama mondiale, come nasce questa collaborazione?

Partiamo col dire che è una delle compagnie che apprezzo di più nel panorama della danza di oggi, per la ricerca nel movimento, per l’avanguardia negli strumenti utilizzati al servizio della danza, per gli allestimenti minimali ma sempre molto curati e di grande impatto. La Random Dance è una compagnia molto attiva dal punto di vista della formazione; in Inghilterra collaborano con moltissime realtà che si occupano di danza e in altri paesi europei collaborano già a progetti di giovani compagnie per le quali rielaborano il loro repertorio. Tra i docenti che di solito ospitiamo al Milano City Ballet c’è anche Jessica Wright, da anni danzatrice della Random Dance, con la quale ho instaurato un bellissimo rapporto. Ho parlato a lei di questo mio progetto, e mi ha convinto a provarci!

I ragazzi trascorreranno anche un periodo di residenza artistica presso la Wayne McGregor|Random Dance?

Vedremo… sono molti i fattori che incidono su questo, se il progetto avrà ottimi risultati sicuramente il nostro impegno sarà focalizzato anche su questo.

In che modo si cerca di stimolare le capacità creative dei singoli danzatori?

Una delle motivazioni per cui ho deciso di selezionare solo 10 danzatori, è quella di riuscire a lavorare anche sul singolo, sulla qualità personale di ogni danzatore, strutturando un programma che ci permetterà di approfondire il lavoro sull’improvvisazione, sulla composizione, sulla percezione del movimento in relazione con lo spazio. Durante gli approfondimenti mensili con la Random Dance, i ragazzi avranno la possibilità non solo di lavorare sul repertorio della compagnia, ma di rielaborarlo attraverso gli strumenti che il metodo creativo della Random Dance propone.

Quali sono i criteri di selezione per essere ammessi al progetto?

Ci rivolgiamo ad una fascia di età che va dai 17 ai 20 anni e a ragazzi che abbiano già una buona conoscenza della danza classica e contemporanea. Le ragioni di questa scelta sono semplici: vedo molti percorsi formativi a cui accedono ragazzi di età superiore ai 20 anni, e magari con poca conoscenza della danza nel proprio background, non la trovo una scelta ottimale, per molti motivi facilmente intuibili che non sto a specificare. Ma gli obiettivi di una formazione dovrebbero essere generare una crescita artistica, dare ai ragazzi un palco per fare esperienza, generare lavoro, o dare loro la possibilità, con il bagaglio acquisito, di poter accedere ad altre formazioni all’estero per i più giovani, e per coloro già pronti aspirare a lavorare in altre compagnie. Elementi fondamentali per la selezione sono anche un’ottima capacità di improvvisazione, buona conoscenza della tecnica. La prima audizione si terrà il 31 maggio a Milano, sarà supervisionata da Davide Di Pretoro, già danzatore della Random Dance. La seconda selezione si terrà nell’ambito dello stage Termoli Danza Estate, questa selezione sarà supervisionata da Jessica Wright, anch’essa danzatrice per Wayne McGregor.

Quanto dura il percorso formativo?

Nove mesi, da settembre a giugno

L’attenzione è focalizzata unicamente sulla danza contemporanea?

Diciamo che lo scopo è quello di creare una situazione alternativa per tutti quei ragazzi che vogliono trovare una propria identità nella danza contemporanea. Le realtà italiane di qualità che si occupano di formazione nella danza contemporanea rispetto a quelle che si occupano di danza classica accademica sono notevolmente in minoranza. Il nostro percorso prevede comunque uno training approfondito anche nella danza classica, per formare danzatori non solo qualitativamente interessanti ma anche forti tecnicamente.

Al termine del percorso vi sarà un momento performativo?

Sì, con la prima di Entity a Milano, che di fatto sarà l’apertura di un piccolo tour che girerà per un po’ di date.

Che possibilità si prospettano nel lungo termine per i partecipanti?

Il mio impegno è quello di creare una compagnia che possa crescere con il tempo, che possa migliorare, dove altri ragazzi potranno inserirsi con il passare del tempo, mentre altri, una volta arricchita la propria esperienza, potranno partire per mettersi nuovamente alla prova. Sto già lavorando per quello che accadrà dopo il primo tour di Entity e devo dire che si prospettano opportunità interessanti per una serie di performance all’estero. Questa volta però con coreografie inedite, non legate alla Random Dance. Non posso dire di più. Posso dire che chi mi conosce sa che cerco sempre di fare ciò che dico e che, se mi pongo un traguardo, cerco di raggiungerlo con tutti i mezzi che ho a disposizione.

Lorena Coppola

www.giornaledelladanza.com

Foto © Benedetta Pitscheider

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