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Roberto Bolle con Marianela Nuñez nuovamente protagonista dello straordinario balletto di John Cranko: Onegin

Dopo Giselle, un altro grande ritorno sul palcoscenico della Scala: in scena dal 24 ottobre al 10 novembre Onegin, esempio perfetto di moderno “dramma in danza” ispirato al romanzo in versi di Aleksandr Puškin¸ che John Cranko riscrisse con maestria e sensibilità.

Con la sua grande intensità, vedrà nuovamente protagonista la nostra étoile Roberto Bolle che torna a rivestire gli ombrosi panni di Onegin, giovane aristocratico annoiato dalla vita che si lascia sfuggire quello che troppo tardi riconoscerà come il vero, grande amore. Accanto a lui Marianela Nuñez, Principal del Royal Ballet: nel 2017 per la prima volta danzarono insieme questo balletto e fu alla Scala; ora questa liaison si rinnova, nella recita di apertura del 24 ottobre, poi il 26 e 29 ottobre, nella recita serale del 7 novembre e il 10 novembre alle ore 14.30.

Nella recita pomeridiana del 7 novembre e nella recita dell’8 novembre saranno Marco Agostino e Nicoletta Manni a interpretare nuovamente i ruoli di Onegin e Tat’jana.

I ruoli di Ol’ga e Lenskij verranno interpretati in apertura di recite (24, 26 e 29 ottobre) da Martina Arduino e Nicola Del Freo: a causa di un infortunio, Timofej Andrijashenko non potrà infatti prendere parte alle rappresentazioni. Nelle recite successive saranno in scena Alessandra Vassallo e Nicola Del Freo (nella pomeridiana del 7 novembre e l’8), poi Agnese Di Clemente e Claudio Coviello (nelle recite del 7 novembre ore 20 e del 10 novembre ore 14.30). Il Principe Gremin verrà interpretato da Gabriele Corrado e (in debutto nella recita pomeridiana del 7 novembre e poi l’8) da Edoardo Caporaletti.

Sette recite dunque con interpreti tutti da seguire, per la densità interpretativa a cui i protagonisti sono chiamati. Onegin infatti, grande storia d’amore infelice, mostra l’abilità di Cranko nel reinventare una storia scritta e narrarla in puri termini di danza, ad esempio nel gioco d’amore tra i quattro giovani protagonisti del primo atto (Tat’jana, Ol’ga, Lenskij e Onegin) e dei tre protagonisti adulti nel secondo atto (Tat’jana, il Principe Gremin suo marito e Onegin).  Balletto in tre atti e sei quadri, permetterà di esaltare le peculiarità interpretative del corpo di ballo nelle danze d’insieme – quelle festose dei contadini, quelle borghesi dei signori di provincia e il gran ballo aristocratico del terzo atto – e degli interpreti principali, nei passi a due di straordinaria potenza espressiva, come nella scena della lettera del primo atto in cui Tat’jana sogna il suo grande amore per Onegin corrisposto con identica passione, così come il duello e la morte di Lenskij e il passo a due finale tra Tat’jana e Onegin, denso di ambiguità e sentimenti inespressi.

Rappresentato per la prima volta a Stoccarda nel 1965, nella sua versione definitiva nel 1967 e a New York nel 1969, il balletto si ispira al romanzo in versi di Aleksandr Puškin scritto tra il 1823 e il 1830; alla Scala fu presentato per la prima volta nel 1993. Sul podio tornerà Felix Korobov, direttore principale del Teatro Musicale Accademico Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko di Mosca e direttore artistico e principale dell’orchestra da camera del Conservatorio Čajkovskij di Mosca, a dirigere la partitura, su musiche di Čajkovskij, senza però nemmeno una nota tratta dalla sua opera Evgenij Onegin. Conl’elaborazione di Kurt-Heinz Stolze, fidato collaboratore di Cranko, la scelta fu di orchestrare alcuni brani per pianoforte, alcuni dei quali tratti dal ciclodelle Stagioni, ed estrapolare alcuni momenti da poemi sinfonici quali Francesca da Rimini e Romeo e Giulietta oltre che dall’opera I capricci di Oksana o Vakula il fabbro – più conosciuta col titolo Gli stivaletti. L’assemblaggio e l’orchestrazione dei vari brani vennero concepiti in relazione alla espressività drammatica di ciascun brano, legandosi alla concezione di rendere questo balletto uno spettacolo teatrale completo.

Redazione www.giornaledelladanza.com

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