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Michaela DePrince: nascere nella luce, danzare contro ogni destino

Nel giorno dell’anniversario della sua nascita ricordiamo Michaela DePrince (Sierra Leone, 6 gennaio 1995 – 13 settembre 2024).

Oggi non è solo un giorno di memoria, ma di profonda gratitudine per una vita che, pur segnata da dolore e ingiustizia, si è trasformata in bellezza, forza e ispirazione.

Nata con il nome di Mabinty Bangura, Michaela crebbe orfana in Sierra Leone dopo essere stata condotta da uno zio in un orfanotrofio durante la guerra civile.

In quegli anni durissimi conobbe la fame, i maltrattamenti e l’emarginazione: a causa della vitiligine veniva derisa e chiamata “figlia del diavolo”. Dopo il bombardamento dell’orfanotrofio riuscì a fuggire in un campo profughi.

Nel 1999, a soli quattro anni, fu adottata insieme a un’altra bambina da una coppia di Cherry Hill, nel New Jersey, e portata negli Stati Uniti. Lì iniziò una nuova vita.

A ispirarla fu una semplice immagine: la copertina di una rivista di danza che aveva trovato e custodito gelosamente in Sierra Leone.

Da quel sogno nacque la determinazione che la portò a formarsi come ballerina classica negli Stati Uniti, partecipando anche allo Youth America Grand Prix.

Studiò alla Rock School for Dance Education di Filadelfia, affiancando alla rigorosa formazione artistica gli studi alla Keystone National High School, dove conseguì il diploma.

Ottenne poi una borsa di studio per la Jacqueline Kennedy Onassis School of Ballet dell’American Ballet Theatre.

Il suo percorso non fu privo di ostacoli: fin da bambina affrontò episodi di discriminazione razziale.

A otto anni le fu detto che non avrebbe potuto interpretare Marie ne Lo Schiaccianoci perché “l’America non era pronta per una ballerina nera”; l’anno successivo un insegnante arrivò a sostenere che non valesse la pena investire su ballerine nere. Michaela non si fermò.

Fu protagonista del film First Position,  si esibì in Dancing with the Stars e nel 2011 debuttò in Europa con la compagnia De Dutch Don’t Dance Division.

Tornò all’Aia l’anno seguente per interpretare la Fata Confetto ne Lo Schiaccianoci al Lucent Dance Theatre.

Nel 2012 si diplomò alla Jacqueline Kennedy Onassis School ed entrò nel Dance Theatre of Harlem, diventandone il membro più giovane.

Il suo debutto professionale avvenne il 19 luglio 2012 nel ruolo di Gulnare nella première de Le Corsaire.

Dal 2013 proseguì la carriera nei Paesi Bassi: prima nella junior company dell’Het Nationale Ballet, poi nel Dutch National Ballet, dove fu promossa progressivamente fino a diventare solista.

Nel 2015 la Metro-Goldwyn-Mayer acquisì i diritti cinematografici della sua autobiografia Taking Flight: From War Orphan to Star Ballerina, testimonianza potente del suo percorso umano e artistico.

Nel 2022 lasciò Amsterdam per continuare la sua carriera all’American Boston Ballet.

Nel giorno della sua nascita celebriamo non solo una straordinaria ballerina, ma una donna che ha trasformato la sofferenza in grazia, la discriminazione in determinazione, e il sogno di una bambina in un’eredità che continuerà a ispirare.

Che il suo ricordo continui a danzare nel mondo.

Michele Olivieri

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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