
C’è un momento, nella vita di ogni grande artista, in cui il tempo sembra rallentare. Le luci si abbassano, il respiro del pubblico si fa sospeso e ogni gesto acquista il peso della memoria.
Per Megan Fairchild, quel momento arriverà questa primavera, quando darà il suo ultimo saluto sulle scene come membro della compagnia del New York City Ballet, chiudendo un capitolo che ha segnato in modo indelebile la storia recente della danza americana.
Entrata giovanissima nella compagnia, Fairchild ha incarnato per oltre due decenni un’idea di classicismo luminoso e di modernità disciplinata.
Tecnica cristallina, musicalità raffinata, presenza scenica capace di unire rigore e spontaneità: la sua cifra artistica si è sempre distinta per un equilibrio raro tra precisione e calore umano.
Non solo interprete impeccabile del grande repertorio neoclassico, ma anche musa per coreografi contemporanei che in lei hanno trovato intelligenza, velocità e profonda consapevolezza stilistica.
Nel corso della sua carriera ha attraversato ruoli iconici, trasformando ogni variazione in un racconto personale.
La sua danza non è mai stata mero virtuosismo: dietro ogni pirouette si avvertiva una narrazione interiore, una tensione emotiva trattenuta con eleganza.
È questa qualità — la capacità di rendere umano ciò che è tecnicamente straordinario — ad aver costruito il suo legame con il pubblico newyorkese e internazionale.
Ma l’eredità di Fairchild non si misura soltanto nei ruoli interpretati. Si riflette anche nella cultura del lavoro che ha contribuito a consolidare: disciplina ferrea, generosità verso i colleghi più giovani, dedizione quotidiana alla sala prove.
In un ambiente competitivo e in continua evoluzione, è stata un punto di riferimento silenzioso, esempio di come la longevità artistica sia il risultato di intelligenza, cura del corpo e profondo amore per l’arte.
Il suo addio non rappresenta una fine, bensì una trasformazione. Ogni grande compagnia vive di cicli: nuove generazioni emergono, ma restano le tracce lasciate da chi ha definito un’epoca.
Quando Fairchild si inchinerà per l’ultima volta come membro stabile, non sarà soltanto un congedo personale — sarà il passaggio simbolico di un testimone.
E mentre il sipario calerà su quell’ultima sera, resterà la certezza che certe presenze non svaniscono davvero.
Continuano a vivere nella memoria del pubblico, nella formazione dei giovani danzatori, nell’identità stessa di una compagnia che, grazie anche a lei, ha scritto alcune delle sue pagine più luminose.
La data ufficiale della ultima performance di Megan Fairchild come membro della compagnia del New York City Ballet è domenica 24 maggio 2026 quando ballerà il ruolo di Swanilda nel balletto Coppélia.
Michele Olivieri
Foto di Paul Kolnik
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