
Da nuotatore a coreografo rivoluzionario: Paul Taylor non iniziò come danzatore: da giovane praticava nuoto e pittura. Scoprì la danza relativamente tardi, ma in pochissimo tempo divenne una figura centrale della modern dance. Talento fulmineo, zero percorso “classico”.
Ha lavorato con Martha Graham (ma ha rotto le regole): Fu danzatore nella compagnia di Martha Graham, la più autorevole coreografa del Novecento. Ma mentre Graham puntava su dramma e tensione, Taylor sviluppò uno stile più ironico, fluido e ambiguo, quasi in opposizione.
Ironia e oscurità nella stessa coreografia: Una delle sue firme è il contrasto: movimenti leggeri e gioiosi che convivono con temi inquietanti, violenza, caos, morte. Opere come Aureole sembrano luminose, altre come Scudorama sono disturbanti e provocatorie.
Amava la musica “non da danza”: Taylor usava spesso musica barocca, rock, blues o silenzi totali, scelte insolite per la danza moderna. In Aureole (1967) l’uso di Händel cambiò per sempre il rapporto tra danza moderna e musica classica.
Un lascito enorme e una compagnia ancora viva: Fondò la Paul Taylor Dance Company nel 1954 e creò oltre 140 coreografie. Anche dopo la sua morte (2018), la compagnia continua a esibirsi nel mondo, mantenendo vivo un repertorio considerato fondamentale per la danza contemporanea.
Michele Olivieri
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