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Al Regio di Parma, CCN/Aterballetto presenta Notte Morricone

Al Teatro Regio di Parma per la stagione di danza, CCN/Aterballetto sabato 11 aprile 2026, ore 20.30, presenta Notte Morricone, l’omaggio al musicista Ennio Morricone commissionato da Aterballetto al regista e coreografo Marcos Morau, produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto, coproduzione Macerata Opera Festival, Fondazione Teatro di Roma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali S. Chiara Trento, Centro Teatrale Bresciano, Ravenna Festival | Orchestra Giovanile Luigi Cherubini.

«Io, Ennio Morricone, sono morto, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo – scrive Marcos Morau – un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo».

Lo spettacolo con direzione e adattamento musicale di Maurizio Billi, sound design di Alex Röser Vatiché, Ben Meerwein, testi di Carmina S. Belda, scene e luci di Marc Salicrú, costumi di Silvia Delagneau, assistenti alla coreografia Shay Partush, Marina Rodríguez, si svolge al crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo che, solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza, che prendono vita e corpo nei sedici danzatori di Aterballetto Ana Patrícia Alves Tavares, Elias Boersma, Estelle Bovay, Emiliana Campo, Albert Carol Perdiguer, Luigi Civitarese, Leonardo Farina, Matteo Fiorani, Matteo Fogli, Arianna Ganassi, Arianna Kob, Gador Lago Benito, Federica Lamonaca, Giovanni Leone, Gaia Mentoglio, Nolan Millioud.

Per l’olimpo di autori del suo recente repertorio, scrive Valentina Bonelli, Aterballetto è stato lungimirante ad affidarsi a Marcos Morau. L’artista spagnolo, coreografo e regista, ma forse il termine metteur en scène lo qualifica più precisamente, da alcune stagioni è l’hit boy delle scene europee. Le sue creazioni, ambite dalle migliori compagnie di danza, anche giovanili, nascono di pari passo a quelle per il suo ensemble, La Veronal di base a Barcellona, e si riconoscono per gli allestimenti visionari e affascinanti, radicati nella cultura iberica (Luis Buñuel resta il suo nume), stupefacente la sua capacità di comprendere e trasfigurare anche i folklori nazionali dei committenti. Il suo stile coreografico, che conta sull’apporto degli stessi interpreti, tanto più se suoi danzatori, si distingue per la fluidità plastica dei movimenti, sia negli assoli che negli insiemi, già modello per nuove generazioni di autori. Mentre la sua ultima creazione, Étude, lascia a bocca aperta il pubblico dell’Opéra di Parigi, il Teatro Regio di Parma accoglie una delle sue commissioni di maggior successo, Notte Morricone, che dopo il debutto allo Sferisterio di Macerata nel 2024 si sta facendo ammirare in tournée, anche all’estero. Non stupisca la commissione a uno straniero: Morau si è dichiarato sin dall’infanzia fan di Ennio Morricone, interessato a scoprire la personalità e anche le ossessioni del compositore, ben oltre il biopic assolutamente evitato. Il ritratto che emerge è quello di un ottimo artigiano, così appassionato del suo lavoro da avergli dedicato ogni giorno della sua lunga vita, componendo uno sterminato catalogo, di celebri canzoni pop scritte per necessità negli anni Sessanta, parimenti alle notissime colonne sonore degli “spaghetti western”, fino ai soundrack per tanti blockbuster di Hollywood. Poche note, le prime, accennate qua e là lungo la pièce, basteranno al pubblico per riconoscerle: ci si lascerà andare a un sorriso carico di ricordi, perché si tratta del nostro passato comune, così come visto dal figlio di un suonatore di tromba. Il titolo stesso, Notte Morricone, non è generico, ma sembra alludere a tutte le notti e ai giorni senza luce trascorsi in studio di registrazione, a comporre o a rifinire la sua musica. In una scena dal dominante tono nero che si compone e ricompone di stanze multiple, Morricone è identificato con efficacia, in due modi: moltiplicato nei 16 danzatori di Aterballetto, tutti vestiti di grigio, con camicia bianca e bretelle, i suoi tipici occhiali neri, oppure come un assai somigliante piccolo pupazzo (Morau ne usa spesso nei suoi spettacoli) che parla come un ventriloquo e pure si moltiplica. Anche qui la coreografia di Morau è come sempre originale: sembra creata per un unico corpo, intensamente espressivo, che si muove come fosse senza ossa né giunture, quasi un’onda fluttuante, talvolta interrotto da un duetto o da un assolo, finemente composto come una partitura di Morricone. Frammenti della vita e della carriera di Morricone sono evocati attraverso la vera voce del compositore: come il discorso fatto in occasione della consegna di uno dei suoi due Oscar, quando ringraziò soprattutto la moglie Maria, sempre al suo fianco; o come un altro discorso pubblico in cui il musicista, fiero e commosso di essere tanto amato dalla gente, ci diede il suo addio con toccanti parole: «… e mentre io componevo musica per gli altri, ho capito che questa era la musica della mia stessa vita, della mia nascita e del mio funerale». È allora che, con gesti delicati, i danzatori adagiano il pupazzo di Morricone all’interno di un pianoforte somigliante a una bara, circondata da rose scarlatte, in un solenne funerale in miniatura.

LA DANZA DIETRO LE QUINTE
Per La danza dietro le quinte, la rassegna di classi aperte, masterclass, presentazioni danzate, incontri con gli artisti a cura di Valentina Bonelli, dedicata al pubblico e agli allievi delle scuole di danza, sabato 11 aprile ore 15:30. Classe aperta e lezione della compagnia aperta al pubblico in preparazione allo spettacolo. A seguire breve incontro con la direttrice Sveva Berti di introduzione alla pluripremiata creazione Notte Morricone di Marcos Morau per Aterballetto. Per informazioni e prenotazioni: danza@teatroregioparma.it

BIGLIETTERIA DEL TEATRO REGIO DI PARMA
Strada Giuseppe Garibaldi, 16/A – 43121 Parma Tel. +39 0521 203999 biglietteria@teatroregioparma.it
orari di apertura: martedì, giovedì e sabato 10:00 – 13:00; mercoledì e venerdì 10:00 – 13:00, 16:00 – 18:00 e un’ora e mezza prima dello spettacolo.
Ulteriori informazioni su teatroregioparma.it

MARCOS MORAU
Recentemente nominato Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal Ministero della Cultura francese e selezionato come miglior coreografo dell’anno scorso dalla rivista tedesca TANZ, la carriera di Marcos Morau (Valencia 1982) continua a crescere come creatore e regista di scena. Formatosi tra Barcellona e New York, in fotografia, coreografia, teoria teatrale e drammaturgia, Morau costruisce mondi immaginari e paesaggi dove immagine, testo, movimento, musica e spazio costituiscono un universo unico che si nutre costantemente di cinema, fotografia e letteratura. Dal 2004, ha diretto La Veronal, una compagnia presente nei principali teatri e festival in più di trenta paesi: dal Théâtre National de Chaillot a Parigi, alla Biennale di Venezia, al Festival d’Avignone, al Tanz Im August a Berlino, al Festival RomaEuropa, al SIDance Festival di Seoul, al Sadler’s Wells di Londra, al Danse Danse Montreal, ad Oriente Occidente, tra molti altri. Oltre al suo lavoro con La Veronal, è artista ospite internazionale in diverse compagnie e teatri dove sviluppa nuove creazioni, sempre a metà tra arti performative e danza: Nederlands Dans Theater, Lyon Opera Ballet, Les Grands Ballets Canadiens, Royal Danish Ballet o The Royal Ballet of Flanders, tra gli altri. Essendo il più giovane creatore ad ottenere il Premio Nazionale di Danza, il riconoscimento più alto in Spagna, il futuro di Morau e La Veronal ricerca nuovi formati e linguaggi dove opera, danza e teatro dialogano più stretti che mai, cercando nuovi modi di esprimere e comunicare nel nostro tempo presente, sempre turbolento e in continua evoluzione. Dalla stagione 2023/2024, è artista associato allo Staatsballett Berlin.

CCN/Aterballetto
Nato intorno alla storica compagnia Aterballetto, fondata nel 1977 per poi diventare nel 2003 Fondazione Nazionale della Danza (soci fondatori la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Reggio Emilia), il CCN/Aterballetto è il primo Centro Coreografico Nazionale istituito in Italia nel 2022 per riconoscimento del Ministero della Cultura. È un luogo di creatività, ospitalità, progettualità a 360° intorno alla danza contemporanea e la sua connessione con altre arti. Situato nel nord Italia, a Reggio Emilia, il Centro Coreografico Nazionale ha il suo quartier generale nella Fonderia, spazio industriale dei primi del Novecento dove un tempo venivano fusi i metalli, oggi riqualificato in crogiolo creativo, dotato di cinque grandi sale polivalenti, sartorie, sale riunioni e uffici. Nel promuovere la cultura di danza, il CCN/Aterballetto stimola la connessione dell’arte coreutica con gli altri ambiti della società contemporanea, considerando la danza come occasione di crescita personale e sociale e offrendo al pubblico esperienze uniche. La compagnia Aterballetto è oggi composta da sedici danzatori impegnati per intere stagioni, che lavorano principalmente a nuove produzioni di coreografi di fama internazionale (Johan Inger, Angelin Preljocaj, Marcos Morau, Philippe Kratz, Francesca Lattuada, Iratxe Ansa e Igor Bacovich, Eyal Dadon, Diego Tortelli) e alla riproposizione di un selezionato repertorio d’autore (Jiří Kylián, Ohad Naharin, William Forsythe, Hofesh Shechter, Crystal Pite). Il CCN/Aterballetto è inoltre vocato ad uno sviluppo artistico innovativo e di ampie vedute. Attraverso progetti con corpi che non seguono norme di età, genere e abilità, il Centro Coreografico Nazionale apre la strada ad una danza accessibile e raffinata, che pone interrogativi e individua nuovi canoni di virtuosismo e bellezza, attraverso lavori affidati e curati da coreografi riconosciuti a livello mondiale (Rachid Ouramdane). Oggi il CCN/Aterballetto è una realtà votata alla pluralità di stili e alla ricerca nell’ambito delle nuove tecnologie digitali, cosmopolita, curiosa, dinamica. Le sue produzioni sono apprezzate nei più importanti teatri e festival italiani e nel mondo.

NOTTE MORRICONE
/ Nuova produzione per 16 danzatori – 80’/
Regia e coreografia MARCOS MORAU
Musica ENNIO MORRICONE
Direzione e adattamento musicale a cura di MAURIZIO BILLI
Sound design ALEX RÖSER VATICHÉ, BEN MEERWEIN
Testi CARMINA S. BELDA
Set e luci MARC SALICRÚ
Costumi SILVIA DELAGNEAU
Assistenti alla coreografia SHAY PARTUSH, MARINA RODRÍGUEZ
Produzione Fondazione Nazionale della Danza / Aterballetto
Commissione, coproduzione, prima rappresentazione outdoor Macerata Opera Festival
Coproduzione, prima rappresentazione indoor Fondazione Teatro di Roma
Coproduzioni Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali Santa Chiara Trento,
Centro Teatrale Bresciano
Coproduzione Ravenna Festival | Orchestra Giovanile Luigi Cherubini

Premiere outdoor 1 agosto 2024
Macerata, Arena Sferisterio
Macerata Opera Festival

Premiere indoor 24 ottobre 2024
repliche dal 25 ottobre al 10 novembre 2024
Roma, Teatro Argentina
Fondazione Teatro di Roma
in co-presentazione con Romaeuropa Festival

La trasfigurazione del presente
Ci sono autori che trasformano i propri spettacoli in rappresentazioni immaginarie della vita. Immaginarie, dunque sfondando i limiti del presente e provando a proiettarsi in un tempo e luogo diversi. È quell’immaginario del quale abbiamo tutti bisogno, a partire dalle giovani generazioni, afflitte da uno sguardo verso il futuro offuscato ovunque sia diretto. Come in L’uomo nell’alto castello (Philip Dick, 1962), proprio quando i fantasmi del passato prendono paradossalmente concretezza, sta un po’ all’uomo creare dimensioni alternative. È quanto fa Marcos Morau, con un ricorso ostinato alle visioni poetiche ed estetiche più semplici ed affascinanti. E così un uomo può essere pupazzo, o viceversa. Il muro della realtà si squarcia e passiamo attraverso un portale che ci conduce in un regno di possibilità e invenzioni. Il ricorso al testo, o anche alla grafica e al fumetto, produce inesauribilmente stratificazioni di immagini che ci travolgono. Sulle quali lui torna, e ritorna, spettacolo dopo spettacolo, in una inesauribile ricerca creatrice. Ho molto amato Platel, e la sua visione che definirei “anti-distopica”: quei personaggi febbricitanti di inadeguatezza sociale si consolidano in una rappresentazione nella quale i sentimenti più umani, come la compassione, permettono la salvezza. Anche Marcos Morau è autore prima che coreografo, ma una possibile salvezza gli interessa meno di un oggi trasfigurato. E la sua poesia visiva è al culmine di una bellezza consapevolmente battagliera. Probabilmente Marcuse direbbe che la sua immaginazione punta alla liberazione. A noi basta che ci abbia restituito un palcoscenico come luogo del possibile. Per quanto riguarda la scelta di Morricone, vorrei tanto poter dire che sono andato da Morau per chiedergli di affrontare quest’altro fantastico “fabbricante di sogni”. Ma non è così: è lui che l’ha proposto, e che ci può raccontare il motivo. A me basta sottolineare la strategia che guida l’Aterballetto divenuto il Centro Coreografico Nazionale. Basata sulla centralità della musica, potenzialmente anche dal vivo, come motore di una danza sempre più presente sui nostri palcoscenici. Sull’importanza di spettacoli esigenti ma capaci di parlare a tutti. E sul piacere di rendere più significativo il nostro lavoro grazie al partenariato con realtà forti, complici nell’apertura alla danza dei loro palcoscenici. Per Notte Morricone li voglio citare tutti: Macerata Opera Festival, Fondazione Teatro di Roma, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Centro Servizi Culturali Santa Chiara Trento, Centro Teatrale Bresciano, compreso Ravenna Festival attraverso l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, alla quale è affidata la registrazione della partitura, adattata e trascritta dal maestro Maurizio Billi. Gigi Cristoforetti (Direttore Centro Coreografico Nazionale/Aterballetto)

Notte Morricone: una notte ordinaria nella vita di un creativo
«”Io, Ennio Morricone, sono morto”, scrisse il compositore prima di congedarsi. La sua musica, invece, non può farlo. Ed è così che i creatori e gli artisti sempre ci lasciano senza lasciarci, ed è in questo modo che la memoria si preoccupa di tenerli vivi, di tenerli al sicuro. Notte Morricone è il mio regalo, un devoto tributo alla bellezza che ha donato al mondo. Ennio Morricone potrebbe essere mio padre, o mio nonno, io sono un erede diretto della sua eredità, dei film che gli devono un debito incommensurabile (siano essi capolavori, buoni, mediocri o brutti film). Fischiettare le sue melodie era già, prima di immergermi nella sua musica, un suono ricorrente nella mia vita. Sono figlio di genitori cresciuti con il suo C’era una volta in America, o Il buono, il brutto, il cattivo, sono cresciuto, tra molte altre cose, con le sue melodie che suonavano nel soggiorno di casa mia. Senza che lui lo sapesse, la sua musica non era solo la musica di quei film, ma era anche la colonna sonora della nostra infanzia. Ennio mise la sua creatività, la sua ispirazione, la sua eterodossia al servizio della “fabbrica dei sogni”, incorporando quei suoni nella nostra memoria, diventando un classico, incarnazione del compositore intellettuale, del musicista popolare e quasi di una rock star. Ed è in quell’atto generoso di creare e condividere bellezza con noi che il mondo di Morricone che immagino inizia a prendere forma. Non si tratta solo di lavorare con la sua musica, tanto meno di spiegarla, poiché ha già detto tutto, si tratta di comporre una nuova melodia che scorra parallela alla presenza della sua musica nelle nostre vite. Notte Morricone si svolge nel crepuscolo di una notte ordinaria nella vita di un creativo, che solo e stordito davanti ai suoi fogli, prende appunti e visualizza melodie per film che non esistono ancora, riportando in vita storie nell’aria rarefatta della sua stanza. La notte sarà piena di visitatori, alcuni musicisti, che risponderanno alla sua chiamata creativa per registrare le sue idee fugaci in uno studio di registrazione improvvisato. E lì, tra i fogli e le note musicali, apparirà il ragazzo, quello che voleva fare il dottore, l’infaticabile giocatore di scacchi, quello che sapeva che non avrebbe mai suonato la tromba come Chet Baker, il destino gli aveva riservato un posto migliore, fatto apposta per lui, il posto che lo avrebbe reso un’icona per l’eternità. E la notte continuerà ad avanzare, trasformando la sua casa in uno studio di registrazione, nella dualità della sua mente libera e della sua mente che crea musica per film che finirono per essere la musica di un secolo, trasformando la sua casa in un cinema, dove visitatori di ogni tipo verranno a guardare i suoi film e a trascorrere la notte con lui. E ogni notte sarà una nuova opportunità per dare vita al sogno di tutti loro, i musicisti, i bambini, gli amanti, o coloro che vanno al cinema da soli. La musica di Morricone ha fatto suonare le cose che non vengono dette, quelle che rimangono dentro, disassociare la sua musica dai film è un lavoro complesso e quasi suicida, ma so che oggi sarebbe molto felice di sapere che la sua musica potrebbe emanciparsi dal cinema e vivere stasera in un teatro.» Marcos Morau (Regista e coreografo)

La mia musica non ha bisogno di stampelle”
«Affrontare la musica del Maestro Ennio Morricone è stato da sempre uno stimolo professionale inestimabile. Le nostre numerose conversazioni nel tempo e il privilegio di ascoltare i suoi personali consigli mi hanno consentito una crescita che solo a distanza di anni definisce ancora meglio la grandezza umana e artistica del Maestro. E proprio in una di queste conversazioni, in occasione di un imminente concerto mi disse: “la mia musica non ha bisogno di stampelle” … significando il valore assoluto della sua musica che anche se funzionale alle immagini possiede una vita autonoma, densa di significati. E attraverso le emozioni che la sua musica è in grado di sprigionare, ecco che l’ambizioso progetto Notte Morricone parte, al contrario, dalla musica per creare “immagini coreografiche” costruite da Marcos Morau, attivando un potenziale di straordinaria bellezza evocativa. L’eccellente contributo di Rosita Piritore nella redazione del materiale musicale ha tenuto debitamente conto delle idee del Maestro nel massimo rispetto della sua musica.» Maurizio Billi (Direzione e adattamento musicale)

Michele Olivieri

Foto di Christophe Bernard

www.giornaledelladanza.com

©️ Riproduzione riservata

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