Il rinnovato e tecnologico Teatro Regio di Torino riapre al pubblico, con la sua nuova stagione d’opera e con il 100% della capienza, il 12 febbraio 2022. Proprio con il desiderio – spiega il teatro – di restituire lo storico tempio della musica alla città, dopo due anni di pandemia e un cantiere in corso e che alla fine renderà il palcoscenico tra i più all’avanguardia al mondo. La prossima stagione del Regio di Torino di opera e balletto durerà 12 mesi. A comporla 15 titoli, con 9 opere, 4 appuntamenti con la danza e 2 appuntamenti speciali: Il diario di Anna Frank e la prima esecuzione assoluta di Falcone e Borsellino, realizzata nel 30/o anniversario delle stragi di Capaci e di Via d’Amelio. Da giugno a settembre torna inoltre la seconda edizione del Regio Opera Festival. I titoli in abbonamento sono La bohème, Norma, Turandot, La scuola de’ gelosi, Don Giovanni e i due balletti Carmina Burana e Schiaccianoci. www.giornaledelldanza.com
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La danza modula la memoria spaziale e le funzioni esecutive e neurali
L’invecchiamento è correlato al normale declino fisico e cognitivo, e all’alterazione dei processi esecutivi e mnemonici. Tale declino cognitivo è particolarmente importante nei lobi frontale e parietale, nelle funzioni esecutive sottostanti e nella memoria spaziale. Quest’ultima è una delle abilità più colpite dall’invecchiamento, a causa della perdita delle funzionalità che dipendono dal lobo temporale del cervello e che ci consentono di codificare, archiviare e recuperare informazioni su posizioni e stimoli spaziali. Un recente studio clinico randomizzato ha mostrato i benefici delle lezioni di danza per sei mesi, tre volte a settimana in adulti sani e ha scoperto che, oltre a essere un’attività piacevole e appassionante, la danza stimola un eccezionale impegno motorio, cognitivo, visuo-spaziale, sociale ed emotivo. I suoi effetti a lungo termine sulla cognizione, sulla struttura e sulla funzione del cervello sono effettivi e durevoli. Studiando le differenze nella struttura del cervello tra un campione di dieci danzatori e dieci individui senza formazione nella danza, è emerso l’aumento dello spessore della corteccia temporale superiore tra i danzatori, collegato a un aumento del cervello volume nelle regioni motorie. Rispetto ai giocatori di pallamano per esempio, i ballerini avevano aumentato il volume del cervello nell’area motoria del piede, suggerendo un neuro-adattamento specifico ...
Read More »La conoscenza della tecnica coreutica è indispensabile alla libertà espressiva del danzatore
Ogni danzatore lo sa: non esiste libertà artistica senza conoscenza della disciplina coreutica. La disciplina è quel complesso di regole necessarie a svolgere l’attività artistica. E’ una competenza acquisita e perfezionata tramite l’esercizio, la pratica regolare e il rispetto dei canoni definiti. Esistono due tipi di disciplina, interna ed esterna. La prima richiede skills di esecuzione dei movimenti così come sono stabiliti dalla tecnica, la seconda richiede la creazione di nuovi movimenti che esprimano un determinato stato d’animo e raccontino la coreografia al pubblico con cui il danzatore si interfaccia. Una volta appresa e sedimentata, la disciplina dunque libera l’artista dal bisogno di concentrarsi esclusivamente sull’esecuzione dei passi e gli permette di esprimere il significato profondo della sua danza. La conoscenza approfondita della tecnica permette l’acquisizione delle competenze necessarie alla libertà espressiva e artistica del danzatore, che potrà spaziare nel range di passi e movimenti con sicurezza e abilità. La conoscenza tecnica non esclude quella teorica, il ballerino deve sapere da dove sono nati i passi che esegue, deve conoscerne i nomi e il motivo per cui vengono spiegati e appresi. La conoscenza quindi è indispensabile alla libertà espressiva di un’artista, senza tecnica non può esistere un danzatore. Il ballerino ...
Read More »Dada Masilo porta al Romaeuropa Festival “The Sacrifice”
Dopo Swan Lake, Carmen e Giselle, Dada Masilo torna a interpretare i grandi classici del balletto avvicinandosi, questa volta, a La Sagra della Primavera di Stravinsky. Ma non è la fusione e la sovrapposizione di danze e bagagli culturali differenti a muovere questa volta la coreografa che sembra invece rivolgersi al minimalismo e all’energia della danza Tswana, nata nel Botswana e unica per ritmo ed espressività. «Malgrado la mia formazione fino ad oggi non ho mai studiato il movimento Tswana – racconta – eppure è parte della mia cultura e delle mie origini». Cosa è oggi un sacrificio? Ed è davvero necessario per il cambiamento? A partire da queste domande la coreografa costruisce un nuovo tessuto narrativo che la conduce a lavorare sulla sua identità: i canti collettivi, i riti ma anche il dolore e la sofferenza che gli umani possono infliggersi vicendevolmente. Con una comunità di dodici interpreti in scena, Masilo presenta il suo spettacolo come un punto interrogativo sulla possibilità di raccontare e scrivere una nuova Storia che possa liberarci dalla crudeltà. ORARI & INFO 11 e 12 novembre ore 21.00 13 novembre ore 16.00 e 21.00 Auditorium Parco della Musica – Sala Petrassi Via Pietro de Coubertin, 30 Roma www.giornaledelladanza.com
Read More »Dada Masilo a RomaeuropaFestival 2021 con l’intenso “The Sacrifice”
Dopo Swan Lake, Carmen e Giselle, Dada Masilo torna a reinterpretare i grandi classici del balletto con una performance ispirata a La Sagra della Primavera di Igor Stravisnky. L’11, 12 e 13 novembre in occasione di RomaeuropaFestival 2021, la danzatrice, coreografa e performer sudafricana, sarà in scena con The Sacrifice, in prima nazionale. Cresciuta nel gruppo etnico di origine bantu Xhosa, Masilo indaga sulle proprie origini e sulla propria identità. Si interroga sul significato del sacrificio e sull’effettiva o immotivata necessità di metterlo in atto per produrre un cambiamento. The Sacrifice è quindi anche un’esplorazione del dolore e della sofferenza che gli esseri umani infliggono l’uno l’altro ogni giorno, senza il minimo senso di colpa e senza esitazioni. Sul palco, assieme all’artista, quattro musicisti e dodici ballerini danno vita a un’opera intensa e ispirata al minimalismo e all’energia della danza Tswana, unica per ritmo ed espressività. Ci accompagnano nella profondità dell’animo umano, nelle sue debolezze e nella sua possibilità di riscatto. Informazioni Auditorium Parco della Musica / Sala Petrassi – Roma Giovedì 11: ore 21 Venerdì 12: ore 21 Sabato 13: ore 16 e ore 21 Telefono: 06 4555 3050 E-mail: promozione@romaeuropa.net Stefania Napoli Fotografia: John Hogg © www.giornaledelladanza.com
Read More »Il rifiuto ispira la creatività e può arricchire la vena artistica di un danzatore
Ogni danzatore e ogni coreografo hanno dovuto affrontare un rifiuto durante il loro percorso nella danza. Il rifiuto da parte di un maestro che non scorge le potenzialità di un allievo, da parte degli spettatori che preferiscono un altro ballerino o un’altra coreografia, e durante le audizioni per spettacoli. Il rifiuto è un’esperienza il più delle volte dolorosa che rischia di corrodere l’autostima. Tutti siamo insicuri in qualche modo, specialmente gli artisti. Tuttavia, non è tanto importante il rifiuto quanto il modo in cui si reagisce. Per trasformare una situazione apparente sfavorevole in un vantaggio è necessario incrementare il potenziale creativo. Uno studio della John Hopkins University di Baltimora intitolato “Rifiuto sociale e creatività” esplora come l’esperienza del rifiuto sia in grado di innescare un processo psicologico che stimola la creatività anziché soffocarla. Dopo aver sperimentato il rifiuto, infatti, diventa essenziale assumere una mentalità positiva, sperimentare prospettive e approcci insoliti, incanalare l’energia nella ricerca di nuove influenze, ispirazioni e soluzioni. Affrontare un’esperienza spiacevole in maniera propositiva significa identificare i propri punti di forza, utilizzare la creatività per migliorare le performance e massimizzare i risultati. Quindi, il rifiuto e il fallimento non costituiscono di per sé condizioni negative, al contrario, possono ...
Read More »Il Balletto di Milano con “La vie en rose Bolero” al Villoresi di Monza
Al Teatro Villoresi di Monza arriva la danza del Balletto di Milano con La vie en rose Bolero. Presentato per la prima volta al Teatro Donizetti di Bergamo nel 2012, lo spettacolo coreografato da Adriana Mortelliti ha conquistato pubblico e critica tanto da essere attualmente tra i balletti più rappresentati e acclamati in Italia. Un corpo di ballo giovane e possente che racconta Ravel non solo con un gioco di seduzione, ma mettendo in scena l’eterna storia di una nascita, di un’attrazione inevitabile verso un essere simile, di un moltiplicarsi di incontri. Una coreografia dinamica che cresce con la musica e culmina nel finale sensazionale. Il Balletto di Milano è Ambasciatore della danza italiana con i suoi straordinari spettacoli in tutto il mondo ed è considerato tra le realtà di maggior livello artistico. È diretto da Carlo Pesta dal 1998, riconosciuto e sostenuto da MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), titolare di “Riconoscimento di rilevanza regionale – Regione Lombardia” e patrocinato dal Comune di Milano dove ha sede nel proprio “Teatro di Milano”. Collabora con tutti i più prestigiosi teatri, fondazioni liriche e festival dove ottiene sempre successi di pubblico e critica unanimi. ORARI & INFO 6 ...
Read More »Intervista al Maestro Antonio De Luca: la danza è rispetto ed è di tutti
Domanda: Maestro De Luca, quando e perché si è avvicinato alla danza? Risposta: Sono entrato nella sala danza di Centro Danza Ilaria Dima per la prima volta a 11 anni. All’epoca giocavo anche a calcio come portiere, ma non ho mai considerato le due attività in conflitto o alternative una all’altra. Sono sempre stato fiero di essere un danzatore. A quei tempi, in un paesino della Calabria, un ragazzino che danzava era oggetto di pregiudizi, tuttora fortemente diffusi. I miei genitori mi hanno sempre appoggiato, sia quando ho iniziato a studiare danza sia quando ho deciso di fare della danza la mia vita e il mio lavoro. Mio padre è stato il promotore della mia carriera. Un ruolo altrettanto importante nella mia decisione e nel mio avvicinamento alla danza è stato svolto da Ilaria Dima. Ilaria è stata la mia maestra, mi ha insegnato i primi passi e mi ha fatto appassionare alla danza, e attualmente è mia moglie. Abbiamo trasmesso la nostra passione anche a nostra figlia Rossella che a 11 anni e danza con entusiasmo e determinazione. Domanda: Quando ha capito che la danza sarebbe stata il suo mestiere? Risposta: E’ stato un susseguirsi automatico di eventi. Un ...
Read More »“Cinque danze per il futuro” di Davide Valrosso/Nina al Teatro Biblioteca Quarticciolo
Il 4 e 5 Novembre il coreografo Davide Valrosso presenta al Teatro Biblioteca Quarticciolo Cinque danze per il futuro nell’ambito di Romaeuropa Festival. Il progetto, ospitato al Teatro Biblioteca Quarticciolo a giugno nella sua fase creativa all’interno di Fuori Programma Festival diretto da Valentina Marini, trova ora una sua forma compiuta in un organismo scenico tra danza e concerto. Davide Valrosso costruisce cinque quadri, cinque proposte coreografiche per il futuro. In ogni quadro un danzatore (lo stesso Valrosso) e un musicista agiscono dal vivo, attraversando altri tempi a venire e combinando di volta in volta un diverso sistema di relazioni. Nel suo percorso coreografico, Davide Valrosso lavora sull’ascolto continuo del presente, concentrando la sua ricerca sull’origine della trasformazione nel gesto e la scoperta delle energie invisibili che guidano il movimento. ORARI & INFO 4, 5 Novembre ore 21.00 Teatro Biblioteca Quarticciolo Via Castellaneta, 10 Roma www.giornaledelladanza.com Foto di Rebecca Lena
Read More »Come ottenere successo e soddisfazione nella danza: i sette presupposti necessari
Ci sono sette presupposti necessari per ottenere successo e soddisfazione nella danza, sia come professionisti sia come amatori. Stabilire obiettivi. Stabilire i propri obiettivi è un aspetto importante dell’essere un artista, che si tratti di un danzatore, di un coreografo o di un insegnante. Gli obiettivi guidano le azioni e servono per crescere nella danza e nella vita. Aiutano a non perdere di vista la propria strada e a non considerare gli ostacoli come qualcosa di insormontabile, bensì come intoppi momentanei e superabili. Suddividere l’obiettivo scelto in piccoli passi aiuterà a intraprendere le azioni necessarie per raggiungerlo. Ma più di tutto è necessario trasformare l’idea in azione, valutando l’impegno necessario per ottenere il risultato. Essere sempre aperti a nuove opportunità. I danzatori non si fermano dopo aver raggiunto i loro obiettivi, ma sono già pronti per ciò che viene dopo. Il Dottor B.J. Fogg, scienziato del comportamento alla Stanford University e ideatore di ‘Design for Dance 2014‘ (evento che vede nella danza un elemento essenziale per promuovere la salute e la felicità nelle persone di ogni età), sostiene che il successo porta al successo. Aprirsi alle opportunità significa quindi sviluppare le competenze e una rete di esperienza che si crea ...
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