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Esclusiva

A Natale scoppia una malattia che ha un nome: il balletto “Schiaccianoci”. Di Alberto Testa

A New York ogni anno scoppia, insieme alle malattie di stagione (raffreddore, influenza, morbillo, rosolia, scalattina, ecc,) un’altra malattia che si chiama il balletto “Schiaccianoci”. Anche da noi, in Europa, a Londra come a Parigi, a Roma come a Milano, sotto le feste natalizie, riappare questo fortunato balletto fantastico. E’ quasi inevitabile per la gioia dei bambini, come per il divertimento degli adulti. E’ un regalo che dal 18 dicembre 1892 ci ha fatto il Teatro Marijnsky di San Pietroburgo grazie a Piotr Cijaicovsky, musicista e al librettista-coreografo Marius Petipa. Si tratta in realtà di un racconto “Schiaccianoci e il Re dei Topi” di Ernst Thomas Amadeus Hoffmann. Non si sa se fu malattia diplomatica o per qualche altro motivo, ma il compito di comporne la coreografia fu poi affidato in un secondo tempo a Lev Ivanov, maestro in seconda di Petipa. Pare che il lavoro compositivo incontrò da ambo le parti non poche difficoltà soprattutto causa i precedenti contatti di sofferenza tra il musicista e Petipa coreografo. Tali punti di dissenso continuarono durante il non facile cammino del balletto.   Ancora oggi “Schiaccianoci” sta subendo rivolgimenti diversi, ma immutabile permane sempre fascino e successo. Il motivo risiede nella sua ...

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Lindsay Kemp allo Specchio

Lindsay Kemp, cresciuto nell’Inghilterra del nord ma legato all’Italia fin dal 1978, quando il successo di Flowers condusse la sua compagnia fuori i confini dell’isola di nascita per esibirsi in ogni angolo del mondo, è l’inventore della cosiddetta danza onirica, quel genere in cui danza, teatro, mimo e acrobazia si fondono per ottenere effetti spettacolari grazie anche all’uso sapiente di luci e musiche. Precursore di una moda a cui si ispireranno molti altri gruppi attivi negli anni settanta (basti pensare ai Momix, allora agli inizi), la sua carriera lo ha visto impegnarsi non solo nella danza, che ha profondamente rinnovato, ma anche nel cinema (in Italia ha lavorato con Celestino Coronado, e con Memè Perlini in Cartoline italiane) e nella pittura. Nel  quinto  appuntamento di “Allo Specchio – vizi e virtù” , Lindsay Kemp ci racconta la sua vita di danzatore e di uomo. Domanda di rito come nasce per Lei la passione per il teatro e la danza? Ho recitato da sempre. Le prime recite familiari le ho iniziate a 5 anni. A circa 10 anni a Liverpool, ero la star del quartiere, realizzavo degli spettacoli interpretando tutti i ruoli, cambiavo i costumi, salivo e scendevo dalle sedie per essere l’orco cattivo o la ...

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L’Università di Firenze conferisce la laurea magistrale ad honorem in Scienze dello Spettacolo a Michail Baryshnikov

L’Università di Firenze conferisce la laurea magistrale ad honorem in Scienze dello Spettacolo a Michail Baryshnikov. La cerimonia si svolge oggi nell’Aula Magna dell’Ateneo fiorentino.  Il titolo accademico è un riconoscimento alla straordinaria figura di artista e interprete, assegnato, come si legge nella motivazione, “per la sua lunga e ancora attiva carriera creativa nelle diverse declinazioni delle arti performative, dalla danza, al cinema, al teatro, alla musica. l risultati del suo lavoro ne fanno uno dei più completi protagonisti nella storia della scena contemporanea. L’alto valore delle sue creazioni è apprezzato e riconosciuto in tutto il mondo”. Redazione www.giornaledelladanza.com

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Addio a Marco Garofalo, maestro e coreografo televisivo

Si è spento nella notte di giovedì 19 aprile a Roma, il coreografo Marco Garofalo. Dopo aver dovuto rinunciare alla carriera calcistica per via di un infortunio al ginocchio, Marco Garofalo inizia a studiare danza all’età di ventuno anni con Enzo Paolo Turchi. Dopo aver lavorato nella compagnia di Tuccio Rigano, nel 1978, Garofalo debutta in televisione in Ma che sera con Alighiero Noschese e Raffaella Carrà. Dal 1989 inizia a lavorare come coreografo per show televisivi. La sua prima esperienza è rappresentata dalla riedizione di quell’anno di Lascia o raddoppia?: in seguito il coreografo realizzerà oltre settecento balletti per programmi come Buona Domenica, Bellezze sulla neve, Occhio allo specchio!, Fantastica italiana, Ciao Darwin, Luna Park, Re per una notte e L’eredità, collaborando con ballerini e showgirl come Lorella Cuccarini, Lorenza Mario, Mia Molinari, Fabrizio Mainini, Matilde Brandi, Heather Parisi, Laura Freddi, Natalia Estrada e Silvio Oddi. Da novembre 2009 lavora come insegnante/coreografo di danza moderna nel programma Amici di Maria De Filippi . Redazione www.giornaledelladanza.com

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La Barbie celebra l’étoile orientale Yuan Yuan Tan

La Barbie cambia. Nell’era del nuovo femminismo, le nuove eroine Mattel sono la pittrice e attivista femminista Frida Kahlo e l’imprenditrice tedesco-iraniana Leyla Piedayesh, la scienziata della Nasa Katherine Jonhson e l’etoile del San Francisco Ballet Yuan Yuan Tan, ma persino il capitano della Nazionale italiana di calcio femminile Sara Gama. La storica Barbie, bambola dalle forme perfette (e impossibili) si rinnova: sempre meno principessa, sempre più donna reale, tanto da assumere le sembianze di personaggi femminili della vita contemporanea che si sono affermate con la loro personalità, superando barriere razziali e di genere. “Stiamo assistendo ad un cambiamento lento, ma progressivo, che ha avuto un’accelerazione nell’ultimo periodo con la campagna #MeToo. Già da tempo esistevano modelli pionieri che indicavano alle bambine, alle giovani e alle donne strade diverse, ma la storia della bambola Barbie rappresenta una novità anche nel modo di giocare: il mondo irrealistico e stereotipato delle fiabe ha ceduto il passo a un rapporto diretto con il mondo reale, anche e soprattutto grazie al web. I bambini cominciano presto e confrontarsi con la Rete e hanno davanti a sé modelli più differenziati rispetto al passato” spiega a Donna Moderna Ugo Volli, docente di Semiotica alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Torino. Le nuove Barbie Per la bambola della Mattel si tratta dell’ultima rivoluzione, ...

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Antonio Marquez: “Il mio futuro è trasmettere giorno dopo giorno l’amore per la danza che porto nel mio cuore” [ESCLUSIVA]

Antonio Marquez è uno dei più illustri rappresentanti della danza spagnola e flamenca nel mondo. Danzatore dotato di tecnica sublime e di una possente carica interpretativa, col suo carisma magnetico ha incantato le platee di tutto il mondo sin dagli esordi della sua lunga e brillante carriera. Già Primo Ballerino presso il Ballet Nacional de España e il Ballet Español de Madrid, Marquez si è sempre distinto per la straordinarietà del suo talento, che lo ha portato ad essere uno degli artisti più amati ed acclamati della scena artistica internazionale. Nel 1995 ha fondato la sua compagnia, ottenendo straordinari riconoscimenti in tutta Europa e non solo, proseguendo incessantemente la sua attività di ballerino e coreografo. Dopo una breve pausa artistica, un anno fa Antonio Marquez ha ricostituito la compagnia ed è pronto ad iniziare quella che potremmo senza dubbio definire una nuova era di straordinari successi. In questa intervista esclusiva si racconta al Giornale della Danza. Ha ricostituito la Sua grande compagnia e ha iniziato nuovamente le Sue tournée nel mondo, riscuotendo ovunque grande successo di pubblico e di critica. Che emozione è per Lei essere tanto amato? Sì, abbiamo rimesso in piedi la compagnia e abbiamo già debuttato in ...

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Timofej Andrijashenko, nominato primo ballerino del Teatro alla Scala di Milano

L’annuncio ufficiale sarà fatto domani in anteprima vi annunciamo: Martina Arduino, Virna Toppi e Timofej Andrijashenko sono stati promossi come ballerini principali dell Corpo di Ballo del Teatro alla Scala.  Complimenti vivissimi!!! Timofej Andrijashenko Inizia a studiare danza all’età di 9 anni presso l’Accademia Nazionale Statale di Riga. Nel 2009, all’età di 14 anni, partecipa al Concorso Internazionale di Danza Città di Spoleto, unico concorso italiano membro dell’International Federation Ballet Competition, presidente Juri Grigorovich, dove vince una borsa di studio che gli permette di frequentare il Russian Ballet College di Genova  diretto da Irina Kashkova, Nel giugno 2013, si diploma con il massimo dei voti. Da marzo 2014 ad ottobre  2014 è ballerino aggiunto  presso il Corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma sotto la direzione di Micha von Hoecke e ha danzato ruoli da primo ballerino e solista  nelle produzioni della stagione 2013-2014. Da Novembre 2014 è ballerino presso il corpo di ballo del Teatro Alla Scala di  Milano. Ha danzato da primo ballerino  i ruoli di “Albrecht” in “Giselle”, dello “Schiavo” in “Ballo Excelsior” del “Principe Désiré” ne “La Bella Addormentata” e del Principe Sigfrid nel Lago dei Cigni, di Romeo in “Romeo e Giulietta”,  di Armand ...

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Le personalità della Danza , ricordano la grande Elisabetta Terabust sui social

Noi della redazione del Giornale della Danza abbiamo  voluto raccogliere i tanti post che in questi giorni sono comparsi sulle bacheche dei social di tante personalità della danza per omaggiare la grande Elisabetta Terabust. Ciao Elisabetta  Clarissa Mucci “Buon viaggio Madame Terabust…… Gli artisti sono i custodi della bellezza del mondo, e Dio solo sa di quanta bellezza si ha bisogno in un momento con così tanta decadenza. La Signora Terabust ci ha insegnato che l’arte va difesa, protetta, tramandata , insegnata . E’ stata un esempio di dedizione totale allo stile, alla tutela del repertorio nella sua evoluzione tecnica. Ci ha mostrato “Direzioni” coraggiose, umane, di cui ha sempre pagato il prezzo. Un fiuto da talent-scout con scommesse sempre vinte. E’ stata un esempio di modernità, di generosità, di meritocrazia, di eleganza. Tutti questi valori ,di cui fortunatamente molti di noi hanno potuto nutrirsi dalle sue mani, sono valori che fanno fatica a trovare spazio e non solo sui media. L’atteggiamento mediatico ci consente una riflessione profonda su quanto ci sia bisogno di tornare a dare dignità a quei valori che sono fondamento dell’arte ma forse …. che sono anche fondamento della vita di cui l’arte e’ lo specchio. ...

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Addio a Ivana Gattei ballerina e maestra degli anni d’oro della danza

Addio a Ivana Gattei, se ne andata oggi lunedì 5 febbraio a Roma, presso l’Ospedale San Giovanni, dopo giorni di malattia. Ci lascia una grande Artista e una grande Maestra che ha vissuto gli anni d’oro della Danza, gli anni del fermento artistico a stretto contatto con immensi Maestri come Léonide Massine e Aurel Milloss. Una storia lunghissima, segnata da un unico filo rosso, quello della passione, che da sempre la guida in ogni suo passo: Ivana Gattei, una vita per la danza, proprio perché la danza è la sua vita. All’età di 9 anni entra alla scuola del Teatro Reale dell’Opera di Roma, diretta dalle sorelle Battaggi, studiando con grandi insegnanti come il maestro Gennaro Corbo e Attilia Radice, ultimi allievi di Enrico Cecchetti. Con la Radice balla in molti balletti e opere, tra cui Biancaneve, dove interpreta Cucciolo. Entra ufficialmente a far parte del corpo di ballo dello stesso teatro nel 1944, ove rimane fino al 1977, quando si ritira per star vicino al marito, venuto poi a mancare un anno dopo. Nel 1940 Maestro Aurel Milloss la chiama a lavorare con sé e la guida fino alla fine della sua carriera coreutica con l’ultimo spettacolo, alle terme di Caracalla, col Ballo ...

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Addio ad Elisabetta Terabust, stella internazionale della danza

Elisabetta Terabust, stella internazionale della danza, è mancata nella notte del 4 febbraio 2018 a Roma. La danzatrice aveva 71 anni e la sua presenza scenica rimarrà per sempre nel cuore di tutti coloro che l’hanno amata. Occhi neri profondi, classe e un sorriso comunicativo erano i punti di forza di uno dei grandissimi nomi del firmamento della danza degli anni ’70 e ’80. Nominata étoile all’Opera di Roma, aveva trascorso parte della sua carriera all’English National Ballet. La Terabust era stata inoltre artista ospite per molti anni con Aterballetto durante la direzione di Amedeo Amodio, del quale aveva portato al successo “Schiaccianoci” e “Romeo e Giulietta”. L’étoile aveva inoltre interpretato titoli contemporanei quali “Steptext” di William Fosythe. Lasciate le scene aveva diretto il corpo di ballo della Scala mettendo in luce artisti come Roberto Bolle e Massimo Murru.  Gaia Cavalluzzo www.giornaledelladanza.com

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