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Giornata Internazionale della Danza 2026: il messaggio di Crystal Pite

La Giornata Internazionale della Danza è stata creata dal Comitato della Danza dell’International Theatre Institute, il principale partner dell’UNESCO per le arti performative. Dalla sua creazione nel 1982, l’International Dance Committee e l’International Theatre Institute selezionano un’importante personalità della danza per scrivere ogni anno un messaggio per la Giornata Internazionale della Danza.In questo giorno si celebra il valore e l’importanza della forma d’arte della danza, anche per sensibilizzare le istituzioni che non hanno ancora riconosciuto il suo valore per le comunità e per l’individuo. Quest’anno è stata scelta la coreografa canadese Crystal Pite (di seguito il messaggio 2026)   Gli esseri umani si muovono: le nostre braccia si allungano, le ginocchia cedono, la testa annuisce, il petto si inarca, la schiena si incurva, saltiamo, alziamo le spalle, stringiamo i pugni, ci solleviamo e ci respingiamo a vicenda. Tutto questo è sia linguaggio che azione. È ciò che il corpo ha da dire rispetto al bisogno, alla sconfitta, al coraggio, alla disperazione, al desiderio, alla gioia, all’ambivalenza, alla frustrazione, all’amore. Queste immagini appaiono vivide e cariche di significato nella nostra mente perché abbiamo sentito queste cose in maniera così pura nel corpo: ci siamo emozionati. Siamo danzatori, tutti noi lo siamo. La vita ci muove; la vita ci danza. ...

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Annunciato l’addio alle scene di Dorothée Gilbert all’Opéra

  A quarantatré anni, quando l’arte ha ormai raggiunto quella maturità rara in cui tecnica ed espressione si fondono in un linguaggio unico e inconfondibile, Dorothée Gilbert si prepara a lasciare le scene. Non è un addio improvviso né inatteso, ma piuttosto il compimento naturale di un percorso straordinario, costruito con disciplina, grazia e una dedizione assoluta al balletto. La sua uscita di scena, prevista per il prossimo ottobre, segnerà la fine di un’epoca per l’Opéra di Parigi e per tutti coloro che, nel corso degli anni, hanno riconosciuto in lei una delle interpreti più luminose della sua generazione. Entrata alla Scuola di danza dell’Opéra nel 1995, quando era ancora bambina, Gilbert ha incarnato fin dall’inizio quell’ideale di rigore e perfezione che contraddistingue la tradizione francese. In quelle sale cariche di storia, dove ogni gesto è tramandato come un’eredità preziosa, ha forgiato il proprio stile, assimilando una tecnica cristallina e sviluppando al tempo stesso una sensibilità artistica sempre più profonda. Il suo ingresso nel corpo di ballo a soli diciassette anni è stato il primo passo di una carriera rapida e brillante, segnata da una costante ascesa e da riconoscimenti sempre più significativi. Nel corso degli anni, Dorothée Gilbert ha ...

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Nureyev Couture: quando la moda incontra il mito di Rudy

C’è un momento, sulla scena, in cui il corpo sembra sospeso tra gravità e desiderio. È in quell’istante che vive ancora oggi lo stile di Rudolf Nureyev — non solo nella memoria del balletto, ma nelle trame, nei tagli e nei volumi della moda contemporanea. Nureyev non è stato semplicemente un interprete straordinario: è stato un’estetica vivente. Ribelle e aristocratico, disciplinato e selvaggio, capace di trasformare ogni gesto in dichiarazione identitaria. La moda, da sempre sensibile alle personalità che superano il proprio tempo, ha trovato in lui una musa inesauribile. Nel 2011, John Galliano firma uno degli omaggi più intensi e stratificati al mondo ballettistico. La sua collezione uomo Autunno/Inverno diventa un racconto scenico ispirato all’universo dei Ballets Russes, in dialogo ideale con la grande mostra dedicata alla compagnia al Victoria and Albert Museum di Londra. Non è una semplice citazione stilistica. È una messa in scena. Cappotti monumentali, pellicce teatrali, silhouette allungate, maglieria aderente da sala prove, stratificazioni drammatiche: Galliano costruisce un personaggio che attraversa la Russia imperiale, l’esilio, la disciplina, l’eccesso. In filigrana si legge la biografia emotiva di Nureyev — il danzatore che fuggì verso l’Occidente portando con sé un’estetica di tensione e splendore. Il corpo, in ...

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Addio ad Anna Razzi, tra Scala e San Carlo, custode della tradizione

Con la scomparsa di Anna Razzi se ne va una delle figure più autorevoli e rappresentative del balletto italiano del secondo Novecento: étoile, direttrice artistica, maître de ballet, interprete colta e rigorosa, capace di attraversare il palcoscenico e le istituzioni con la stessa misura, la stessa dedizione assoluta alla danza. Nata a Roma il 31 marzo 1940, figlia del pittore marchigiano Alessandro Razzi, Anna Maria Razzi cresce in un ambiente sensibile all’arte e alla disciplina del lavoro. La formazione avviene alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma sotto la guida di Teresa Battaggi, ma il suo percorso si arricchisce presto di esperienze internazionali e di uno sguardo più ampio sul teatro: a Milano studia recitazione all’Accademia dei Filodrammatici e debutta nella prosa interpretando Miranda ne La tempesta accanto a Gianni Santuccio. È un passaggio significativo, che rivela fin da subito una personalità scenica interessata non solo al virtuosismo tecnico, ma alla costruzione del personaggio e alla profondità drammaturgica. Nel 1963 entra come solista nel Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. È l’inizio di un sodalizio ventennale con il Piermarini che la porterà, passo dopo passo, ai vertici della compagnia: prima ballerina, quindi étoile nel 1978. Alla Scala ...

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In scena allo Staatsballett di Berlino “Nureyev” di Possokhov

Il balletto Nureyev, coreografato da Yuri Possokhov, con musiche di Ilya Demutsky e la regia visionaria di Kirill Serebrennikov, ha debuttato nel dicembre 2017 sul palcoscenico del Teatro Bol’šoj di Mosca. Già prima della prima rappresentazione, l’opera aveva suscitato un clamore internazionale. Oggi lo Staatsballett di Berlino porta in scena per la prima volta al di fuori della Russia questa straordinaria produzione. In questo ambizioso allestimento, balletto, opera e teatro di prosa, sostenuti da un grande ensemble, si fondono in un potente omaggio alla vita e alla carriera di Rudolf Nureyev, uno dei più grandi danzatori del XX secolo. Il suo genio artistico e il rifiuto di piegarsi a confini sociali e politici lo hanno reso un’icona non solo del balletto, ma dell’intero mondo dell’arte. La narrazione si sviluppa attraverso una sontuosa asta scenica, durante la quale gli oggetti personali di Nureyev vengono messi all’incanto. Yuri Possokhov e Kirill Serebrennikov intrecciano estetiche classiche e contemporanee in scene di forte impatto tratte dalla vita di Nureyev: dalla straordinaria carriera nell’Unione Sovietica alla drammatica defezione verso l’Occidente, fino alla sua duratura influenza sul balletto occidentale. Anche le sue relazioni e la sua aperta espressione dell’omosessualità fanno parte del racconto. La coreografia mozzafiato ...

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Intervista a Oriella Dorella: elegante, iconica, ispiratrice [ESCLUSIVA]

Oriella Dorella nasce a Milano, dove inizia a frequentare la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala. Diplomatasi nel 1969, entra a far parte del Corpo di Ballo dell’Ente Lirico Scaligero, divenendo dapprima Solista nel 1972, poi Prima Ballerina nel 1977 ed infine Étoile nel 1986. Artista versatile, ricca di sensibilità e dotata di una tecnica rigorosa interpreta alcuni ruoli del grande repertorio classico e contemporaneo tra cui Giselle di Jean Coralli-Jules Perrot, Il giardino religioso di Felix Blaska, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Le Silfidi di Michel Fokine, Ricercare a nove movimenti di Amedeo Amodio, Take Five di Mario Pistoni, Specchio a tre luci di Mario Pistoni, Esoterik Satie di Llorca Massine, Coppélia di Enrique Martinez, Cinderella di Paolo Bortoluzzi, Don Juan di Aurel M. Milloss, Il Figliuol Prodigo di Mario Pistoni, Concerto Barocco di George Balanchine, Romeo e Giulietta di John Cranko, Lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev, Excelsior di Ugo Dell’Ara, La Jeune Fille et la Mort di Robert North, Square Dance di George Balanchine, Carmina Burana di John Butler, Miss Julie di Birgit Cullberg, La bisbetica domata di John Cranko, La strada di Mario Pistoni, Troy Game di Robert North, The Lesson di Flemming Flindt, Canzoni d’infanzia di Laszlo Seregi, L’Après-Midi d’un Faune di Jerome Robbins, Il lago dei cigni di Rosella Hightower, L’Histoire de Manon di Kenneth McMillan, Onegin di John Cranko, Le ...

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Ricordando Carla Fracci nello sceneggiato RAI “Verdi”

C’è uno sceneggiato RAI che, più di altri, sembra appartenere a una stagione irripetibile della televisione italiana: Verdi, trasmesso nel 1982, racconto in quattro puntate della vita di Giuseppe Verdi, della sua musica e del suo tempo. Un’opera televisiva ambiziosa, colta, popolare nel senso più alto del termine. Ma se oggi lo si ricorda con un’emozione particolare, è anche – e forse soprattutto – per la presenza luminosa e inattesa di Carla Fracci, chiamata a incarnare Giuseppina Strepponi, la donna che fu compagna, musa e destino del compositore. Carla Fracci arrivava da un altro mondo: quello del balletto assoluto, del rigore classico, del silenzio carico di senso che precede ogni passo. Eppure, davanti alla macchina da presa, non portò con sé soltanto la fama della più grande étoile italiana, ma una qualità rarissima: la capacità di abitare un personaggio senza mai sovrastarlo. La sua Strepponi non è un’icona né un’ombra: è una donna viva, vulnerabile, intensa, trattenuta. Nel racconto televisivo, Giuseppina Strepponi è spesso osservata attraverso gli occhi di Verdi e del mondo che la giudica. Ex cantante lirica, segnata da una carriera precoce e da una salute fragile, donna “scomoda” in un’Italia ancora profondamente moralista, Strepponi porta con sé ...

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Michail Baryšnikov e il suo rapporto con il cinema

Michail Baryšnikov non è soltanto uno dei più grandi ballerini della storia; è un artista che ha saputo portare la grazia e la disciplina della danza classica oltre i confini del teatro, trasformandola in linguaggio cinematografico. Con una carriera che spazia dal palcoscenico al grande schermo, dalla televisione alle installazioni contemporanee, Baryšnikov ha lasciato un’impronta indelebile anche nella settima arte. Due vite, una svolta (The Turning Point – 1977): Nel suo primo ruolo cinematografico, Baryšnikov interpreta Yuri, un giovane ballerino dalla tecnica impeccabile e dal fascino indiscutibile. Il film, diretto da Herbert Ross, ruota attorno alle vite parallele di due donne divise tra carriera e famiglia. La sua performance gli vale una candidatura all’Oscar come miglior attore non protagonista: un risultato eccezionale per un esordiente e per un artista che non proviene dal cinema. Il sole a mezzanotte (White Nights – 1985): In questo thriller a sfondo politico ambientato durante la Guerra Fredda, Baryšnikov interpreta un ballerino russo in esilio che si ritrova intrappolato di nuovo nell’URSS. Accanto a lui, il grande Gregory Hines. I due creano una sinergia coreografica che fonde danza classica e tip tap, rendendo le sequenze visive potenti e cariche di significato. La danza qui diventa ...

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OnDance 2025 dal 3 al 7 settembre 2025, Milano si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto

Dal 3 al 7 settembre 2025, Milano si trasforma di nuovo in un immenso palcoscenico a cielo aperto per OnDance, l’ottava edizione della grande festa della danza ideata e diretta da Roberto Bolle. Per una settimana la città sarà animata, dal mattino fino a notte, da appuntamenti imperdibili dedicati a tutte le forme di danza, in un clima gioioso e coinvolgente che, come sempre, promette di regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile. Dopo il successo delle edizioni precedenti, OnDance è ormai un appuntamento cult, atteso da migliaia di appassionati che ogni anno si riversano nelle strade di Milano per celebrare insieme l’arte del ballo. Tema di OnDance 2025 – inserita nel palinsesto dell’Olimpiade Culturale di Milano – Cortina 2026 – è il profondo e affascinante legame tra danza e sport: due universi che condividono passione, disciplina, forza e bellezza del movimento. Attraverso spettacoli, incontri, masterclass e performance urbane, OnDance mette in scena un dialogo unico tra atleti e danzatori, celebrando il corpo come strumento espressivo, tecnico e poetico. Un viaggio inedito tra gesto atletico e arte coreografica, dove la preparazione fisica incontra l’anima dell’espressione artistica. «Siamo arrivati all’ottava edizione di OnDance e non potrei esserne più felice e orgoglioso», dichiara Roberto Bolle. «Ogni anno l’entusiasmo ...

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Il coreografo Dimitris Papaioannou “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Nessuno. Il balletto contemporaneo prediletto? 1980 di Pina Bausch. Il Teatro del cuore? Théâtre de la Ville di Parigi. Un romanzo da trasformare in balletto? Autobiografia del Rosso di Anne Carson. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Teorema di Pier Paolo Pasolini. Il costume di scena indossato che hai preferito? Abito nero (Materia Prima). Quale colore associ alla danza? Colore della pelle. Che profumo ha la danza? Sudore. La musica più bella scritta per balletto? Qualunque di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Saturday Night Live. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Vaslav Nijinsky e Pina Bausch. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ne conosco nessuno. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita tra i ruoli del grande repertorio classico? Qualsiasi ruolo maschile con i collant da danza. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? William Forsythe. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Grazie ragazza! Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Provare – Fallire – Ripetere. Come ti vedi oggi allo specchio? Più vecchio. Michele Olivieri Foto di Julian Mommert www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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