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“Danza chi, come e perché?” – La posta di Anna Maria Prina

La posta di Anna Maria Prina

Gentile Sig.ra Prina cosa ne pensa lei della nomina  dell’ étoile Nikolai Tsiskaridze come nuovo direttore dell’Accademia Vaganova di San Pietroburgo?

(Paola Roma)

Gentile Paola,

da molto tempo si parla dell’étoile in questione e non solo per i suoi meriti artistici. Tsiskaridze è una persona sicura di se’ stessa e incline a mettersi in vista. Giudicare una persona che non ha ancora agito, in questo caso nella didattica, non è corretto. Ma molte opinioni negative sono state espresse su di lui da danzatori, coreografi e persone di Teatro poiché per dirigere un’Accademia, oltretutto del livello massimo come la Vaganova, è necessario avere esperienza e conoscenza di didattica e di pedagogia e avere specchiata moralità. Io aggiungo che la decisione del Ministro della Cultura, già di per se’ opinabile, è stata poi attuata con modalità inaccettabili che hanno gettato nello scompiglio l’Accademia. E’ pur vero che hanno offerto un importante incarico direttivo alla Rettore, che comunque sarebbe andata in pensione a breve, ma cercando di rimuovere contemporaneamente la Direttrice artistica Altinay Asilmuratova non si sono minimamente preoccupati di preservare la continuità didattica e stilistica. Nel momento in cui scrivo non vi sono notizie precise sul proseguio della vicenda che è stata oggetto di molte petizioni internazionali e nazionali. Intanto Tsiskaridze, dopo aver rifiutato di ballare al Bolshoi lo Schiaccianoci, si esibisce in spettacoli d’arte varia a Mosca e, a San Pietroburgo, cerca di soppiantare Altynai Asilmuratova.

Cara Sig.ra Anna Maria Prina come vede il vivaio dei giovani coreografi del 2000 del nostro paese?

(Michele Milano)

Caro Michele,

da quanto ne so e vedo i nostri “giovani coreografi” non sono più tanto giovani!! Sicuramente abbiamo diversi talenti in Italia (Ventriglia e Levaggi per citarne solo due) che, ora più che mai per carenza di investimenti sulla cultura, faticano a produrre e quindi a mostrare la loro capacità. A meno che (discorso eterno) non si rivolgano all’estero, dove vengono offerte maggiori  possibilità di esprimersi  ed essere apprezzati. Concludo facendo notare che ultimamente ho visto prestigiosi coreografi stranieri chiamati a firmare le coreografie per Teatri e spettacoli televisivi italiani.

Gentile Sig.ra Prina sono una sua ammiratrice e la seguo molto in questa rubrica per il giornaledelladanza.com. Volevo un suo commento sulla situazione in generale riguardo i nostri teatri italiani.

(Francesco da Sorrento)

Caro Francesco,

considerata la pesante situazione economica, politica e sociale che stiamo vivendo, i nostri Teatri hanno difficoltà finanziarie che li portano a sopravvivere o a perire come, per esempio, il Teatro Smeraldo di Milano che ha chiuso recentemente i battenti. I Teatri “maggiori”, ovvero gli ex Enti Lirici, non dispongono di mezzi  (sovvenzioni) sufficienti per produzioni impegnative e di livello e per accontentare le richieste incalzanti di orchestra, coro e ballo. Per non parlare dei cachet di Direttori d’orchestra, solisti di canto e di danza, registi, coreografi, scenografi e altri artisti. I privati intervengono, ma svogliatamente. Va detto che in questo panorama sottotono vi sono realtà che, comunque, fanno di tutto per produrre qualità a costi ridotti. Mi riferisco, in particolare, a teatri di prosa che ospitano anche la danza contemporanea. Mi pare, dunque, che dobbiamo pazientare e attendere tempi migliori per vedere produzioni più curate e per poter andare a Teatro 365 giorni l’anno, avendo solo l’imbarazzo della scelta.

La Posta di Annamaria Prina

Scrivete a – redazione@giornaledelladanza.com

 

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