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“Danza, chi, come e perché” – La posta di Anna Maria Prina

La posta di Anna Maria Prina

Carissima signora Prina, sono un insegnante di drammaturgia ed ho sempre avuto la costante curiosità se all’interno degli enti lirici italiani sia importante cercare di ampliare l’espressività artistica attraverso lezioni approfondite di teatro e su come costruire emotivamente un personaggio da interpretare.  Lei cosa ne pensa al riguardo?

(Giacomo da Siena)

Caro Giacomo, certamente l’interpretazione di un personaggio è da considerarsi fondamentale per un balletto e per un’opera. Devo dire, però, che ai giorni nostri la velocità con cui si allestiscono le produzioni impedisce di approfondire a dovere i personaggi storicamente e culturalmente e spesso lo studio del personaggio è lasciato al singolo artista. Questo accade soprattutto nel balletto, dove un interprete “espressivo” (come diciamo noi) è una perla rara. Infatti, da molti anni, viene privilegiata nettamente la tecnica dell’esecuzione. All’interno delle Fondazioni liriche (ex enti lirici) non vi sono “lezioni approfondite di teatro” specifiche. Nel passato (più raramente ai giorni nostri) vi erano registi e coreografi che illuminavano sui vari personaggi e sulla loro costruzione per la scena. Si dedicava molto tempo a questo ed era meraviglioso imparare e lasciarsi coinvolgere emotivamente. Oggi questo avviene prevalentemente nella prosa e un po’ nella Lirica. Questa è la mia opinione in tanti anni di esperienza. Buon lavoro!

Gentile signora Prina, i più grandi danzatori della storia hanno avuto l’occasione di viaggiare molto nella loro vita, ampliando sempre più il loro bagaglio artistico e culturale. Quanto è stato importante per la sua carriera viaggiare tanto?

(Lucia da Catania)

Cara Lucia, durante la mia carriera – da solista e da direttrice della Scuola di Ballo – ho avuto modo di viaggiare e conoscere molti Paesi, dall’Inghilterra alla Francia, dalla Cina al Giappone, alla Russia e Stati Uniti. Ogni viaggio mi ha dato l’opportunità di incrementare la mia esperienza, competenza, preparazione e cultura: requisiti, dal mio punto di vista, fondamentali per la completa formazione di un danzatore e/o di un insegnante di danza. Ho compiuto il mio primo grande viaggio all’estero nel lontano 1963 e poi, di nuovo, nel 1964 a Mosca e a San Pietroburgo. In Russia erano gli anni della cortina di ferro e noi occidentali non sapevamo quasi nulla di ciò che realmente succedesse in URSS. E non mi riferisco solo alla politica, ma anche alle più elementari notizie di vita quotidiana. Furono proprio questi primi viaggi, in un clima così particolare, a dare una svolta alla mia vita professionale perché ebbi modo di accostarmi a metodi di insegnamento per me molto diversi da quelli conosciuti in Italia, dove si apprendeva per imitazione. Il metodo sviluppato dalla grande Agrippina Vaganova verteva, d’altronde, sulle basi del nostro Maestro Enrico Cecchetti!! Un metodo basato su un diverso approccio scientifico, didattico e pedagogico che mi è stato molto utile anche quando, in seguito, mi sono “ritrovata” a dirigere la Scuola di Ballo del Teatro alla Scala! In tutti i casi mi sono sempre sentita una persona fortunata a poter viaggiare tanto! Naturalmente oggi le comunicazioni sono molto più facili ed è maggiore il numero di “fortunati” che hanno l’opportunità di viaggiare e ampliare i loro punti di vista.

Cara signora Prina, sono una danzatrice di una compagnia di danza contemporanea e purtroppo ho avuto dei seri problemi alla caviglia, i quali hanno compromesso il mio contratto annuale di lavoro. Durante la vostra lunga carriera, ha mai avuto dei momenti di défaillance e come ha reagito in merito?

(Michela da Bologna)

Cara Michela, mi spiace molto per il periodo che stai attraversando. I momenti di défaillance fanno parte della carriera di un danzatore. Bisogna accettarli e cercare di viverli con serenità, per quanto possibile. Approfitta di questa lunga pausa “forzata” per dedicarti ad attività che, forse, la faticosa vita di tutti i giorni di un danzatore difficilmente permette. Tanti anni fa sono stata ferma a lungo a causa di un ginocchio non più funzionante, infine operato per mia precisa volontà dopo 6 mesi. Nel frattempo, però, non mi sono persa d’animo e mi sono messa a fare disegni per una piccola Agenzia di pubblicità e ho seguito un Corso di Perfezionamento di russo. Vedrai che mettere a frutto questo periodo di inattività studiando e approfondendo altre discipline ti sarà utile anche per la carriera. In bocca al lupo e buona guarigione!

 

La posta di Anna Maria Prina

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