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“Danza, chi, come e perché” – La Posta di Anna Maria Prina

 La posta di Anna Maria Prina

Gentilissima Signora Prina,

non crede che le scuole di danza private dovrebbero indirizzare gli allievi anche ad una ricerca culturale, piuttosto che mirare solo alla realizzazione dei saggi di fine anno? Mi piacerebbe conoscere il Suo parere sull’argomento.

(Maria da Napoli)

Cara Maria, certamente le scuole di ballo dovrebbero occuparsi anche dell’Educazione culturale e artistica degli allievi : Educazione alla musica e conoscenza teorica delle varie scuole, stili e vera e propria storia della Danza e del Balletto. E’ importante, infatti, inquadrare i periodi storici e quando e dove sono nate le varie danze. Questo vale anche per la salsa, tango, bachata, hip hop e tutti quei balli considerati minori, ma che hanno sempre origini storiche più o meno antiche! Naturalmente nel pianificare gli orari bisogna tenere conto degli impegni scolastici dei ragazzi e cercare di mediare inserendosi con garbo, ma con determinazione, nelle attività curriculari. Questo tipo di educazione, che non dovrebbe mancare nelle grandi scuole, viene presa in considerazione in pochissimi casi ed è purtroppo negativo poiché pochi allievi diverranno ballerini professionisti mentre tutti faranno parte della nostra società e il loro bagaglio culturale e la loro sensibilità, arricchiti da musica e danza, potranno essere utili nel loro percorso personale, nelle loro attività e nella vita di tutti i giorni. Ma questo, insieme alla regolamentazione dell’insegnamento della danza, è un sogno difficilmente avverabile a causa della crescente tendenza dal “fare” in favore del business e non del  “formare” l’individuo nella  Cultura e nell’Arte. Prego i pochi che si adoperano in questo senso di non demordere poiché sono nel giusto nel “dare” alle nuove generazioni la Formazione, forse più sofisticata del semplice saper fare, che arricchisce anche moralmente e spiritualmente.

 Cara Signora Prina,

ho letto del sondaggio lanciato qualche tempo fa dal giornaledelladanza e vorrei conoscere il Suo parere sulla nuova legge emanata dal Ministro Franceschini.

(Alessio da Bologna)

Caro Alessio, finalmente anche l’Italia si è decisa a dare una spinta al mecenatismo! Dopo tutte le riduzioni imposte al finanziamento pubblico nel settore cultura e arte, il Ministro Franceschini ha pensato bene di allinearsi con i paesi anglosassoni – che da decenni promuovono il mecenatismo – e di “premiare” tangibilmente chi aiuta l’arte e la cultura. Spero vivamente che parte delle erogazioni liberali a Teatri/Fondazioni lirico-sinfoniche/Scuole venga utilizzata a sostegno del mondo della danza.

Gentilissima,

vorrei iscrivere mia figlia a danza ma vorrei sapere quali sono i rischi che si corrono da un punto di vista fisico, ad esempio andando sulle punte, etc. Ho sentito dire di molti ballerini che negli anni hanno avuto problemi alle anche, vorrei sapere se è qualcosa che accade a tutti.  Forse posso apparirLe una mamma ansiosa, ma vorrei avere le idee più chiare in merito e di sicuro Lei dall’alto della Sua immensa esperienza saprà aiutarmi. 

(Fabiana da Roma)

Cara Fabiana, la sua preoccupazione mi pare di buon senso per una mamma che non sa nulla della danza classica e sente dire molte cose, a volte esagerate nei due sensi ovvero negativo e positivo. Vorrei chiarirle le idee partendo da tre elementi positivi correlati: 1) da tempo molti medici ortopedici e fisiatri consigliano a ragazzi e ragazze dagli 8/9 anni in poi di praticare danza classica (le sue basi) poiché è l’attività fisica che meglio impone la postura corretta, sostenuta ed elongata verso l’alto della colonna; 2) nella danza classica la rotazione all’infuori dei femori ( portando gli avampiedi ad una apertura di non oltre i 160°)  viene effettuata con l’appoggio corretto dei piedi a terra (sui 5 metatarsali e sui talloni) e l’allineamento femore- ginocchio- tibia– caviglia; 3) se si arriva a mantenere la corretta postura in posizione eretta possiamo ottenere la correzione di lievi scoliosi e diminuire le curve cifotiche e lordotiche insieme alle cosiddette “cadute dei malleoli verso l’interno”, oggi così diffuse, e il disallineamento di ginocchia e caviglie. Veniamo ora alla parte negativa : in mancanza delle condizioni posturali sopra esposte, la colonna vertebrale sarà la prima a risentirne, in particolare se flessa eccessivamente e troppo bruscamente all’indietro e se traumatizzata da brusche discese dai salti. La rotazione all’infuori dei femori (il famoso en dehors) deve avvenire gradualmente e con particolare cura facendo ruotare la testa del femore all’interno dell’acetabolo. Se questo non avviene e l’estensione delle gambe verso l’alto (battement in avanti, di lato e dietro) viene effettuata con violenza e con esagerati stretch, tutta l’articolazione coxo femorale (ossa, muscoli, tendini e legamenti) ne soffrirà tanto da procurare nel tempo dolori e impossibilità a danzare. A volte, infatti, alcuni danzatori devono subire operazioni alle anche.  Le articolazioni degli arti inferiori vengono sottoposte a stress ed eventuali traumi di diversa entità, in particolare le ginocchia. I piedi, poi, particolarmente quelli della danzatrice, possono subire traumi alla discesa dei salti eseguiti con poco controllo e la formazione dell’alluce valgo a causa dell’uso prolungato delle scarpe da punta. Ma tutti questi problemi, ci tengo a sottolinearlo, possono insorgere solo se le esecuzioni avvengono con superficialità, senza adeguata preparazione muscolare, senza corretta preparazione tecnica o a causa di eccessivo studio non controllato. E non succede a tutti, ovviamente. Quindi, per evitare danni fisici, è importante avere un buon Insegnante di danza – competente e attento – e possibilmente un allievo abbastanza dotato fisicamente (che non debba sottoporsi a sforzi eccessivi quotidiani ). Quindi, cara Fabiana, le consiglio di guardare di buon occhio alla danza classica e di scegliere la scuola adatta e competente. Auguri!

La posta di Anna Maria Prina

Scrivete a redazione@giornaledelladanza.com

 

 

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