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Eun-Me Ahn – Post Orientalist Express: un viaggio coreografico oltre gli stereotipi

Dopo i successi di Dragons e Koshigi Monologue, Eun-Me Ahn torna con una creazione che amplia e radicalizza la sua riflessione sull’identità asiatica nel contesto globale contemporaneo: Post Orientalist Express, uno spettacolo che mette in discussione lo sguardo occidentale sull’Asia e, al tempo stesso, interroga l’Asia su come desidera rappresentarsi oggi.

Il titolo dello spettacolo ‒ in scena il 6 marzo 2026, al Grand Théâtre a Lussemburgo ‒ richiama esplicitamente l’“orientalismo”,  ovvero quell’insieme di stereotipi e costruzioni culturali attraverso cui l’Oriente è stato storicamente raccontato dall’Occidente come esotico, misterioso, spirituale o immutabile. Ahn non si limita a denunciare questi cliché: li espone, li amplifica, li deforma fino a renderli grotteschi. In questo processo di esagerazione e straniamento, l’assurdo diventa uno strumento critico.

Costumi sgargianti, riferimenti mitologici, musica tradizionale e cultura pop convivono in una stratificazione volutamente eccessiva. Il risultato è una scena vibrante, quasi sovraccarica, che riflette la complessità di un continente spesso ridotto a immagine semplificata.  Radicata in rituali sciamanici e pratiche corporee tradizionali, la coreografia si intreccia con movimenti urbani, gestualità contemporanee e dinamiche collettive che evocano la vitalità delle metropoli asiatiche.

I corpi diventano archivi viventi: portano memoria, ma anche trasformazione. Ahn mette in tensione l’idea di “tradizione” come qualcosa di statico, mostrando invece come essa sia fluida, ibrida, in continuo mutamento. Le danze non rappresentano un passato cristallizzato, ma un presente in evoluzione. I nove interpreti – inclusa la coreografa stessa – non incarnano personaggi fissi, ma attraversano stati, immagini e simboli. La molteplicità dei corpi in scena suggerisce un’Asia plurale, impossibile da ridurre a un’unica narrazione.

Nel trasformare stereotipi orientalisti in materia coreografica, Ahn compie un gesto di riappropriazione: ribalta lo sguardo, restituisce complessità e propone uno spazio di confronto. L’incontro tra Oriente e Occidente non è conflitto né fusione armonica idealizzata, ma un campo dinamico dove differenze e contraddizioni coesistono.

Lo spettacolo si distingue per un’energia travolgente: colori intensi, ritmi pulsanti, immagini che oscillano tra ironia e sacralità. La gioia non è superficiale, ma diventa forza sovversiva. Post Orientalist Express si configura così come un viaggio collettivo: un attraversamento di immagini e immaginari che invita il pubblico a interrogare le proprie percezioni culturali. Più che offrire risposte definitive, lo spettacolo apre uno spazio di dialogo, un “territorio coreografico senza confini” in cui identità, memoria e futuro si ridefiniscono continuamente.

Eun-Me Ahn è una coreografa e danzatrice sudcoreana tra le voci più originali della scena contemporanea internazionale. Nata a Seoul nel 1963, nel 1988 ha fondato la Eun-Me Ahn Company, dando vita a un linguaggio distintivo che intreccia tradizione coreana, ritualità sciamanica e cultura pop in una potente ricerca visiva. Le sue creazioni, riconoscibili per l’estetica vibrante e l’immaginario visionario, costruiscono un dialogo dinamico tra memoria e presente, radici culturali e identità in trasformazione.

ORARI & INFO

6 marzo 2026, ore 19:30

Grand Théâtre – Studio

1 Boulevard Robert Schuman,

L-2525 Ville-Haute, Luxembourg

Tel: +352 47 96 39 0

https://theatres.lu/

Lorena Coppola

www.giornaledelladanza.com

© Riproduzione riservata

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