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Susanna Egri, un secolo di danza al Teatro Carignano di Torino

Il 16 luglio 2026 Torino rende omaggio a Susanna Egri, artista, pioniera della televisione italiana, custode della memoria del Grande Torino e fondatrice di una delle realtà più importanti della danza contemporanea italiana. Una serata speciale al Teatro Carignano ripercorrerà un secolo di storia attraverso quattro creazioni della Compagnia EgriBiancoDanza, in dialogo tra passato, presente e futuro. Ci sono vite che coincidono con la storia di un Paese. Quella di Susanna Egri appartiene a questa categoria: una vicenda umana e artistica attraversata dal Novecento, dalle sue tragedie, dalle sue rinascite e dalle sue rivoluzioni culturali. Nata nel 1926, Susanna Egri ha attraversato quasi un secolo trasformando la danza in un linguaggio universale capace di raccontare la memoria, l’identità e la ricerca dell’uomo contemporaneo. La sua biografia intreccia alcuni dei momenti più significativi della cultura italiana ed europea: dall’esilio durante gli anni della guerra alla nascita della televisione pubblica, dai grandi palcoscenici internazionali alla costruzione di un progetto artistico destinato alle nuove generazioni. Il nome di Susanna Egri è legato anche a una delle pagine più commoventi dello sport italiano. Era figlia di Ernő Egri Erbstein, allenatore e dirigente del leggendario Grande Torino, la squadra simbolo del calcio italiano del dopoguerra ...

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Biennale

La Biennale di Venezia: il 20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea tra spettacoli, laboratori e riflessioni

Dal 17 luglio al 1° agosto 2026, il 20° Festival Internazionale di Danza Contemporanea, diretto da Wayne McGregor ‒ Time Does Not Exist – Il Tempo non esiste ‒ celebra un importante traguardo. Oltre al ricco cartellone di spettacoli, l’edizione di quest’anno propone un programma multidisciplinare che intreccia laboratori, cinema, libri, installazioni e incontri di approfondimento. Creata come settore autonomo nel 1998, la Biennale Danza quest’anno percorre i suoi venti festival attraverso Life Lines, video-installazione creata in collaborazione con l’Archivio Storico della Biennale – Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia, visibile dal 17 luglio 2026 fino al termine del festival nella Sala d’Armi E dell’Arsenale. E racconta pensieri, passioni, esperienze e scelte che hanno dato vita alle venti edizioni del festival in un incontro che vede riuniti alcuni dei suoi passati artefici. Frédéric Flamand, Karole Armitage, Virgilio Sieni, Marie Chouinard e l’attuale direttore Wayne McGregor saranno alla Biblioteca della Biennale ai Giardini il 20 luglio 2026 alle ore 11;30, in dialogo con le giornaliste e saggiste Sarah Crompton ed Elisa Vaccarino. Come ogni anno, il Festival sarà accompagnato da laboratori destinati sia a specialisti che aperti a tutti, un modo per entrare nel vivo del fare danza, ...

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Festival Nutida 2026 ‒ Girolami/Leonarduzzi/Piscopo: anatomie del movimento

Nell’ambito del Festival Nutida Nuovə Danzatrici/ori, il prossimo 22 giugno 2026, al Pomario del Castello dell’Acciaiolo di Scandicci, la scena contemporanea si interroga sulla natura delle connessioni, proponendo una serata che articola il discorso coreografico attraverso polarità distinte. Attraverso tre diverse sensibilità autoriali ‒ Pablo Girolami, Giovanni Leonarduzzi e Nyko Piscopo ‒ il palco si trasformerà in uno spazio di indagine in cui l’interconnessione organica, la fenomenologia del desiderio e la variazione strutturale dialogano per definire i contorni della ricerca contemporanea attuale. Un appuntamento che non si limita alla pura messa in scena, ma interroga il pubblico sulle urgenze e sulle mutazioni della danza di oggi. La serata si aprirà con la replica di Mycelium di Pablo Girolami, una coproduzione House of IVONA/Stazione Utopia, che conferma la sua capacità di tradurre istanze ecologiche in partiture fisiche complesse. L’opera si distanzia dalla narrazione antropocentrica per abbracciare una logica rizomatica: il corpo della danzatrice Misia Sarti diviene terminale di un segnale diffuso, una rete che si espande e si contrae seguendo leggi bio-meccaniche proprie del micelio. Girolami lavora su una qualità di movimento che fonde fluidità e contrazione, cercando nell’interazione dei corpi quella stessa intelligenza collettiva che regola le strutture fungine. È un esercizio ...

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IFunamboli – “De Homine”: il corpo come luogo del conflitto

La compagnia IFunamboli presenta la prima parigina di De Homine, creazione coreografica firmata da Fabio Crestale. L’appuntamento è fissato per il 6 maggio 2026 presso MPAA/Saint-Germain, nel cuore di Parigi. Lo spettacolo parte da un’indagine profonda sulle dinamiche di bullismo, omofobia e discriminazione che attraversano la società contemporanea. Attraverso un linguaggio corporeo intenso e diretto, l’opera mette in luce come norme e valori dominanti possano generare gerarchie tra individui, alimentando violenza e marginalizzazione. Al centro della narrazione vi è la testimonianza simbolica di un individuo percepito come “diverso”, la cui vulnerabilità lo rende bersaglio di aggressioni e abusi. I corpi dei danzatori diventano così il luogo in cui si manifestano tensioni, ferite e resistenza, raccontando il progressivo sgretolarsi dell’integrità fisica ed emotiva. La prima sezione si sviluppa attorno a una sequenza di accerchiamento e stigmatizzazione: il corpo “altro”, segnato da una vulnerabilità socialmente costruita, diviene una superficie di proiezione di aggressività collettive. La ripetizione del gesto violento non è mero effetto drammaturgico, ma un principio strutturante che produce un logoramento progressivo, inscrivendo nel corpo una memoria traumatica. La seconda parte dello spettacolo introduce un cambio di prospettiva: lo spazio scenico si trasforma grazie all’utilizzo di tappeti, metafora delle possibilità dell’essere ...

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Eun-Me Ahn – Post Orientalist Express: un viaggio coreografico oltre gli stereotipi

Dopo i successi di Dragons e Koshigi Monologue, Eun-Me Ahn torna con una creazione che amplia e radicalizza la sua riflessione sull’identità asiatica nel contesto globale contemporaneo: Post Orientalist Express, uno spettacolo che mette in discussione lo sguardo occidentale sull’Asia e, al tempo stesso, interroga l’Asia su come desidera rappresentarsi oggi. Il titolo dello spettacolo ‒ in scena il 6 marzo 2026, al Grand Théâtre a Lussemburgo ‒ richiama esplicitamente l’“orientalismo”,  ovvero quell’insieme di stereotipi e costruzioni culturali attraverso cui l’Oriente è stato storicamente raccontato dall’Occidente come esotico, misterioso, spirituale o immutabile. Ahn non si limita a denunciare questi cliché: li espone, li amplifica, li deforma fino a renderli grotteschi. In questo processo di esagerazione e straniamento, l’assurdo diventa uno strumento critico. Costumi sgargianti, riferimenti mitologici, musica tradizionale e cultura pop convivono in una stratificazione volutamente eccessiva. Il risultato è una scena vibrante, quasi sovraccarica, che riflette la complessità di un continente spesso ridotto a immagine semplificata.  Radicata in rituali sciamanici e pratiche corporee tradizionali, la coreografia si intreccia con movimenti urbani, gestualità contemporanee e dinamiche collettive che evocano la vitalità delle metropoli asiatiche. I corpi diventano archivi viventi: portano memoria, ma anche trasformazione. Ahn mette in tensione l’idea di ...

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