
La Befana è una delle figure più affascinanti della tradizione popolare italiana.
Celebrata nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, questa simpatica vecchina che vola su una scopa porta dolci ai bambini buoni e carbone a quelli birichini.
Ma oltre al suo ruolo nel folclore, la Befana è anche protagonista di feste, riti e danze popolari che animano piazze e comunità da secoli.
Le origini della Befana risalgono a riti agricoli precristiani legati alla fine dell’anno e al ciclo delle stagioni. In queste celebrazioni, il movimento del corpo e la danza avevano un ruolo fondamentale: danzare significava salutare l’anno passato e propiziare quello nuovo. I balli collettivi, spesso in cerchio, rappresentavano unione, rinascita e continuità.
In molte regioni italiane, soprattutto nei piccoli borghi, la festa della Befana è accompagnata da musiche tradizionali e danze popolari.
Gruppi in costume si esibiscono in balli folkloristici, talvolta interpretando la Befana stessa con movimenti vivaci e giocosi.
La danza diventa così un modo per raccontare storie, tramandare tradizioni e coinvolgere persone di tutte le età.
Oggi la Befana continua a danzare anche in chiave moderna. In spettacoli teatrali, eventi scolastici e coreografie contemporanee, questa figura viene reinterpretata attraverso nuovi linguaggi del corpo.
La danza permette di unire passato e presente, trasformando un personaggio antico in un simbolo ancora vivo e attuale.
La Befana e la danza condividono un elemento essenziale: il movimento che unisce.
Attraverso passi, musica e festa, la Befana non è solo una leggenda, ma un’espressione culturale che continua a vivere grazie al corpo che danza, celebra e racconta.
In questo modo, la tradizione non resta ferma, ma continua a muoversi nel tempo.
Buona Epifania da tutta la redazione del GD.
Michele Olivieri
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