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Lo specchio in sala danza: riflesso delle nostre insicurezze o prezioso strumento didattico?

Nella sala di danza c’è un oggetto tanto temuto quanto indispensabile alla crescita artistica e personale del ballerino, lo specchio.

Lo specchio, infatti, riflette tutto, non solo i passi di danza o le combinazioni, ma anche la nostra insicurezza, lo spietato auto-giudizio che ci portiamo dietro e da cui ci facciamo limitare. Molti danzatori amatoriali temono il responso dello specchio che, come dicevamo, è totalmente soggettivo.

Quando i ballerini si guardano allo specchio, i loro pensieri e sentimenti possono influenzare il modo in cui vedono e reagiscono ai loro riflessi. Danzatori cui non piace la forma delle loro gambe, per esempio, quando si guardano allo specchio per correggersi, riescono solo a notare le gambe corte o le cosce grosse.

Un simile utilizzo dello specchio costituisce una perdita di tempo e non aiuta il progresso tecnico o artistico, al contrario genera una percezione distorta di se stessi e diminuisce il divertimento collegato alla danza.

Come possiamo modificare il nostro approccio all’uso dello specchio in sala?

La risposta è molto semplice, in realtà, dobbiamo cambiare la visione di questo prezioso strumento didattico e lo possiamo fare solo ricorrendo a volontà, razionalità e consapevolezza. Certo, l’attuazione pratica è decisamente più complessa, ma possiamo partire da alcuni principi di base.

L’uso dello specchio deve prescindere dall’emotività critica. Nella nostra immagine riflessa non dobbiamo cercare soltanto errori posturali o di esecuzione ai fini del perfezionamento tecnico, ma anche le nostre qualità, i punti di forza che ci rendono ballerini (e persone) più sicuri e consapevoli.

Dobbiamo smettere di auto-sabotarci e dobbiamo invece concentrarsi sull’auto-correzione, perché l’errore è una possibilità inestimabile di crescita, riconoscerlo ci impedirà di commetterlo ancora.

Lo specchio inoltre non serve solamente a osservare se stessi, ma a stabilire un contatto con i compagni e l’insegnante durante la spiegazione e per avere un quadro generale di come appare la coreografia. Lo specchio ci permette di guardarci nel gruppo, considerare che ci sono anche tutti gli altri oltre noi nella sala.

Chiaramente tale confronto deve essere vissuto in maniera costruttiva o l’unico risultato che otterremo sarà allontanarci da noi stessi e dalla nostra danza, invalidandone il senso profondo, ossia comunicazione e condivisione.

Detto questo, lo specchio deve essere usato con intelligenza e selettività. Fissarsi durante tutta la lezione o durante l’esecuzione della coreografia renderà il ballerino dipendente dalla presenza dello specchio che diventerà la sua ‘stampella’ e ne inibirà il pieno sviluppo delle sensibilità cinestetiche e del potenziale.

Rimuovere saltuariamente gli specchi durante l’allenamento, quindi, può aiutare l’allievo a concentrarsi maggiormente sul feedback cinestetico interno, che a sua volta aumenta il livello di prestazioni. Il danzatore passerà così dalla tecnica all’arte, dall’esecuzione dei passi all’espressività del gesto, dal mero allenamento alla danza.

Stefania Napoli
www.giornaledelladanza.com

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