
Shortcut. Frammenti di una biografia scenica è uno spettacolo firmato da Emanuela Tagliavia, in programma il 24 marzo a Torino, presso il Teatro Astra, nell’ambito della stagione organizzata da TPE – Teatro Piemonte Europa.
Shortcut raccoglie alcune delle coreografie che Tagliavia, danzatrice, coreografa e docente di danza contemporanea, ha firmato negli ultimi anni per teatri, festival ed eventi.
Si tratta di lavori cari all’autrice, che rinascono e tornano in scena anche grazie alla partecipazione del gruppo di danzatori particolarmente interessanti: Stefania Boanta, Andrea Cipolla, Federica D’Aversa, Fabiana Laneve, Marcello Malchiodi, Massimiliano Santagostino, che hanno studiato con Tagliavia alla Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala o alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi.
Le musiche dello spettacolo sono curate da Giampaolo Testoni, i costumi sono di Lou Antinori mentre Fabio Passerini e Sharon Remartini si occupano del progetto luci.
Shortcut è una scorciatoia nel tempo. Un attraversamento di frammenti, lampi, affinità segrete. Non una cronologia, ma una costellazione di opere che si richiamano, si riflettono, si riconoscono. Frammenti di una biografia scenica emergono e si ricompongono nel segno di un linguaggio che, nel tempo, ha trovato la propria voce. Il corpo diventa archivio sensibile, luogo di memoria e di trasformazione; la danza, spazio in cui si intrecciano musica, arti figurative, poesia, come strati di un’unica materia viva.
Da Combustioni, nata per la riapertura del Teatro Continuo di Burri, a Funambolia, che inaugura la stagione di danza del Teatro Gerolamo; da Hopper Variations e Balthus Variations, dialoghi silenziosi con la pittura, a Deux à Tiroir, ispirata a una scultura di Dalí; da Prior to and After che insegue il mito dell’Ermafrodito, fino a Variations for Five, presentato a Al Bustan Festival di Beirut. Opere nate in tempi e contesti differenti, unite da una stessa urgenza: abitare il corpo come luogo di visione.
Ripercorrendo la ricerca coreografica Shortcut sceglie la via dell’eco e della risonanza. Ogni estratto guarda il successivo come in uno specchio, seguendo un fil rouge intuitivo, più emotivo che narrativo. A tenere insieme questo percorso è anche il dialogo profondo con le musiche originali di Giampaolo Testoni, presenza costante e necessaria, che accompagna e modella il gesto.
Shortcut non ricostruisce una storia: ne evoca le tracce. È un gesto di ritorno e di slancio, una mappa incompleta e intenzionale, un “mostro” scenico, ibrido, non lineare, nato dalla collisione di tempi, dove il passato non è memoria, ma materia ancora in movimento.
Michele Olivieri
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