Nel giorno dell’anniversario della sua nascita ricordiamo Michaela DePrince (Sierra Leone, 6 gennaio 1995 – 13 settembre 2024). Oggi non è solo un giorno di memoria, ma di profonda gratitudine per una vita che, pur segnata da dolore e ingiustizia, si è trasformata in bellezza, forza e ispirazione. Nata con il nome di Mabinty Bangura, Michaela crebbe orfana in Sierra Leone dopo essere stata condotta da uno zio in un orfanotrofio durante la guerra civile. In quegli anni durissimi conobbe la fame, i maltrattamenti e l’emarginazione: a causa della vitiligine veniva derisa e chiamata “figlia del diavolo”. Dopo il bombardamento dell’orfanotrofio riuscì a fuggire in un campo profughi. Nel 1999, a soli quattro anni, fu adottata insieme a un’altra bambina da una coppia di Cherry Hill, nel New Jersey, e portata negli Stati Uniti. Lì iniziò una nuova vita. A ispirarla fu una semplice immagine: la copertina di una rivista di danza che aveva trovato e custodito gelosamente in Sierra Leone. Da quel sogno nacque la determinazione che la portò a formarsi come ballerina classica negli Stati Uniti, partecipando anche allo Youth America Grand Prix. Studiò alla Rock School for Dance Education di Filadelfia, affiancando alla rigorosa formazione artistica gli ...
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