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Novità editoriale: “Infinite Steps” di Gavin Larsen e Gene Schiavone

Il libro Infinite Steps: Thirty-Three Dancers and Their Lives in Ballet, è un’opera che si colloca a metà strada tra saggio, ritratto umano e racconto poetico del mondo del balletto. Fresco di stampa (marzo 2026) pubblicato dalla University Press of Florida, il volume raccoglie le storie di trentatré danzatori provenienti da diverse generazioni e contesti culturali, offrendo uno sguardo intimo e profondo su ciò che significa dedicare la propria vita alla danza. Il balletto è un’arte fragile e fugace: vive nel momento in cui accade e scompare appena il sipario si chiude. Infinite Steps nasce proprio dal desiderio di preservare qualcosa di quella esperienza effimera, raccontando le vite di coloro che dedicano il proprio corpo e la propria esistenza alla danza. Attraverso parole e immagini, il libro apre al lettore una finestra su un universo fatto di disciplina, sacrificio, passione e silenziosa resilienza. L’autrice, che per diciotto anni è stata ballerina professionista e principal all’Oregon Ballet Theatre, costruisce una serie di ritratti narrativi che vanno oltre la semplice biografia artistica. Ogni capitolo è un incontro: un dialogo con un danzatore che racconta il proprio percorso, dalle prime lezioni di danza fino ai momenti cruciali della carriera o alla vita dopo ...

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Les Étoiles 2026, in volo sulle punte, agli Arcimboldi di Milano

Les Étoiles, il gala internazionale a cura di Daniele Cipriani che offre la possibilità di vedere concentrati in un unico spettacolo alcuni nomi di punta del balletto mondiale, ritorna al Teatro Arcimboldi, Milano l’11 (ore 21) e 12 aprile (ore 17) 2026. Queste intanto le stelle che pre-annunciamo e alle quali, prossimamente, si aggiungeranno altri nomi prestigiosi: Marianela Núñez (The Royal Ballet of London) e Patricio Revé (Queensland Ballet, Australia), Davide Dato (Opera di Vienna) e Cassandra Trenary (Opera di Vienna, già principal con l’American Ballet Theatre), Hugo Marchand (Opéra de Paris). L’appuntamento milanese vede la partecipazione della estrella spagnola Sergio Bernal, presenza imprescindibile dei gala Les Étoiles, nonché di Sasha Riva e Simone Repele (Riva & Repele, Ginevra), i coreografi residenti della Daniele Cipriani Entertainment. Il cast si arricchisce ulteriormente della partecipazione straordinaria di Luciana Savignano, nome leggendario del balletto italiano. Saranno offerti, come già nelle edizioni precedenti, alcuni tra i brani più apprezzati tratti dal repertorio dell’Ottocento e del Novecento, insieme ad altri di sofisticata modernità firmati dai coreografi sulla cresta dell’onda oggi. Diamo giusto qualche cenno: accanto a momenti di tradizione, come il virtuosissimo passo a due tratto dal Don Chisciotte di Marius Petipa, interpretato dalla spumeggiante ...

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Kathryn Bradney nominata Ospite d’Onore al New York Swiss Gala

Già Prima Ballerina del Ballet Lausanne di Maurice Béjart, direttrice del Prix de Lausanne dal 2018 e cittadina di entrambe le nazioni, Kathryn Bradney incarna perfettamente i legami artistici e umani tra la Svizzera e gli Stati Uniti. Sabato 14 marzo 2026, la Swiss Society of New York terrà il suo annuale Swiss Gala a New York City. Per questa serata simbolo della comunità svizzero-americana, la Società ha nominato Kathryn Bradney, Direttrice Artistica ed Esecutiva del Prix de Lausanne, come Ospite d’Onore. Il Prix de Lausanne riceverà inoltre il Fellowship Prize, assegnato ogni anno ad un’organizzazione che apporta benefici alla comunità — una doppia distinzione che riflette l’influenza di Losanna e della Svizzera nel mondo globale della danza. Una carriera che rispecchia il ponte culturale che rappresenta Nata negli Stati Uniti e oggi anche cittadina svizzera residente a Losanna, Kathryn Bradney ha costruito inizialmente una straordinaria carriera internazionale come Prima Ballerina del Béjart Ballet Lausanne, lavorando al fianco dello stesso Maurice Béjart, prima di proseguire come interprete, insegnante e coreografa sui palcoscenici di tutto il mondo. Dal 2018 guida il Prix de Lausanne con la missione di scoprire e sostenere giovani talenti della danza a livello globale. Come sottolinea la ...

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Serenade: l’alba del balletto neoclassico

Il 1° marzo 1935, all’Adelphi Theatre di New York City, debuttava ufficialmente Serenade, uno dei balletti più popolari di George Balanchine. Creato sulla Serenade for Strings di Pëtr Il’ič Čajkovskij, il lavoro era stato preceduto da alcune presentazioni degli allievi della School of American Ballet e segnava un momento storico: fu il primo balletto coreografato da Balanchine in America. Nato quasi come esercitazione didattica per l’American Ballet, Serenade si trasformò rapidamente in un manifesto poetico. Balanchine, da poco arrivato negli Stati Uniti, trovò in quest’opera il terreno ideale per affermare la propria visione: una danza che non racconta una storia lineare, ma che rende visibile la musica attraverso la geometria del movimento. Serenade è uno dei celebri “balletti senza trama” di Balanchine. Eppure, paradossalmente, nasce da episodi concreti e accidentali: una caduta durante le prove, un ballerino arrivato in ritardo, una disposizione imprevista delle danzatrici in scena. Elementi casuali che il coreografo decise di conservare, trasformandoli in struttura artistica. In seguito, alcuni interpreti e ricostruzioni sceniche suggerirono un’eco narrativa più marcata: un pas de deux centrale, una figura femminile enigmatica spesso identificata come un Angelo Oscuro. Ma nulla viene mai dichiarato esplicitamente. La narrazione resta sospesa, come un sogno che ...

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1926-2026: un secolo di storia alla Royal Ballet School

Nel 2026 la Royal Ballet School celebra il suo centenario: cento anni di storia intrecciata indissolubilmente con la nascita, l’affermazione e la diffusione del balletto britannico nel mondo. Fondata nel 1926 da Dame Ninette de Valois con il nome di Academy of Choreographic Art, l’istituzione nacque da un progetto culturale preciso e ambizioso: creare in Gran Bretagna una tradizione nazionale del balletto classico, capace di dialogare con le grandi scuole europee e di formare artisti autoctoni di livello internazionale. A distanza di un secolo, la scuola non rappresenta soltanto un centro di formazione, ma un vero laboratorio storico di continuità stilistica, trasmissione pedagogica e rinnovamento artistico. Le origini: Ninette de Valois e l’idea di un balletto inglese Ninette de Valois (1898-2001), nata Edris Stannus in Irlanda, aveva danzato nei Ballets Russes di Sergej Djagilev negli anni Venti. Quell’esperienza, a contatto con la grande tradizione imperiale russa e con l’avanguardia coreografica europea, fu decisiva: comprese che la Gran Bretagna, pur possedendo una ricca cultura teatrale e musicale, non disponeva ancora di una scuola nazionale strutturata di balletto classico. Nel 1926 fondò dunque a Londra l’Academy of Choreographic Art. Il suo metodo si fondava su una rigorosa tecnica accademica, influenzata dal metodo ...

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Fernando Bujones: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Prodigio precoce: Fernando Bujones nacque a Miami nel 1955 da genitori cubani. Iniziò a ballare da bambino e a soli 12 anni vinse il Concorso internazionale di danza di Varna, uno dei più prestigiosi al mondo. Questo lo fece notare subito dagli ambienti professionali del balletto internazionale. Stella del Miami City Ballet e del Balletto di New York: Bujones diventò primo ballerino del American Ballet Theatre e poi del New York City Ballet, distinguendosi per la leggerezza nei salti e la precisione tecnica. Era celebre per la sua capacità di combinare virtuosismo tecnico e profondità interpretativa. Amore per la coreografia: Oltre ad essere un grande interprete, Fernando aveva anche talento per la coreografia. Creò alcune opere originali e spesso collaborava con grandi coreografi per portare un tocco personale alle produzioni classiche, come Giselle e Lo Schiaccianoci. Premi e riconoscimenti: Bujones fu il primo americano a vincere il prestigioso Premio Gold Medal al Concorso Internazionale di Varna. Ricevette numerosi altri riconoscimenti durante la carriera, tra cui premi per l’eccellenza artistica e il contributo al balletto internazionale. Impegno nella formazione dei giovani: Dopo aver lasciato le scene, Fernando si dedicò alla formazione dei giovani ballerini, fondando scuole e programmi di perfezionamento. Credeva ...

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Grandi ospiti al Bucharest International Ballet Gala

I primi ballerini dell’Opera Nazionale di Bucarest danzeranno accanto ad artisti internazionali il 5 marzo, alla Sala Palatului, nell’ambito del Bucharest International Ballet Gala – Frumos Infinit, evento dedicato alla celebrazione dei 150 anni dalla nascita del grande scultore Constantin Brâncuși. Il pubblico avrà l’occasione di vedere esibirsi nel corso del gala Amyra Badro, Ada Gonzalez, Robert Enache e Jorge Barani, artisti affermati dell’Opera Nazionale di Bucarest, apprezzati per l’eccellenza tecnica, la forza espressiva e la notevole presenza scenica. Saliranno inoltre sul palco Daniil Simkin (già primo ballerino dell’American Ballet Theatre), Maria Kochetkova (già prima ballerina del San Francisco Ballet), Paul Marque e Bleuenn Battistoni (étoiles del Balletto dell’Opéra di Parigi), Evgenia Obraztsova e Semyon Chudin (primi ballerini del Bolshoi Theatre), Chinara Alizade (prima ballerina del Polski Balet Narodowy) e Nicolai Nazarchevici (primo ballerino del Teatro Nazionale di Opera e Balletto “Maria Bieșu”). L’attore Marius Bodochi darà voce ai concetti, alle emozioni e alla filosofia brâncușiana. La danza e la recitazione si incontrano in una costruzione scenica dedicata all’essenza, al volo e alla verticalità, temi fondamentali della creazione di Brâncuși. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Erik Bruhn: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Il principe del balletto maschile: Erik Bruhn è considerato il modello del danzatore classico moderno: linee pure, tecnica impeccabile, eleganza naturale. Ha ridefinito l’idea del ballerino come protagonista, non solo come “partner” della ballerina. Il leggendario Albrecht in Giselle: Il suo Albrecht è entrato nella storia: famoso per la perfezione dei salti, l’equilibrio assoluto e soprattutto per l’intensità drammatica. Molti lo considerano ancora oggi un punto di riferimento insuperato. Una carriera internazionale da giovanissimo: Debuttò come primo ballerino al Royal Danish Ballet a soli 18 anni e divenne rapidamente una star mondiale, danzando con le più grandi compagnie, tra cui American Ballet Theatre e Opéra di Parigi. Difensore della tradizione bournonvilliana: Bruhn fu un custode rigoroso dello stile Bournonville: leggerezza, musicalità, modestia apparente della tecnica. Lo studiò a fondo e lo trasmise come maestro e direttore artistico, soprattutto durante la sua direzione del National Ballet of Canada. Un artista colto e riservato: Amava la letteratura, la filosofia e l’arte visiva. Fu una persona estremamente discreta sulla propria vita privata, ma è noto il suo legame profondo con Rudolf Nureyev, fatto di stima, confronto artistico e sentimento. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com ©️ Riproduzione riservata

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Alexander Godunov: 5 curiosità sulla sua arte e la sua vita

Dalla Russia agli Stati Uniti: Nato a Riga nel 1949 e cresciuto nel Bolshoi Ballet, Godunov fece notizia nel 1979 quando chiese asilo politico negli Stati Uniti durante una tournée a New York, in un gesto che segnò profondamente la cultura della Guerra Fredda. Fisico imponente e tecnica raffinata: Con i suoi quasi 2 metri di altezza e una forza scenica incredibile, eccelleva in ruoli classici come Swan Lake e Giselle, combinando potenza atletica e grazia artistica, tanto da vincere la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Mosca nel 1973. Primo ballerino in America: Dopo la defezione, fu accolto dall’American Ballet Theatre come primo ballerino. La sua presenza dominava il palco, e la sua tecnica drammatica conquistava il pubblico americano, consolidando la sua fama internazionale. Passaggio al grande schermo: Godunov non si limitò alla danza: recitò in film di successo come Witness (1985) e Die Hard (1988), portando sul cinema la stessa forza scenica e carisma che lo aveva reso celebre nelle sale da balletto. Una vita intensa e breve: La sua carriera e la sua vita furono piene di passione, amicizie celebri e relazioni importanti, tra cui quella con Jacqueline Bisset. Morì prematuramente a soli 45 anni, nel 1995, ...

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La metamorfosi di una grandiosa ballerina: Diana Vishneva

Diana Vishneva è una delle ballerine più celebrate del nostro tempo, un’icona del balletto classico e contemporaneo che ha lasciato un’impronta indelebile nei teatri più prestigiosi del mondo. Nata a San Pietroburgo nel 1976, Diana è stata una delle allieve più brillanti dell’Accademia Vaganova, la stessa scuola che ha formato leggende come Anna Pavlova e Rudolf Nureyev. È entrata a far parte del Mariinsky Ballet (Kirov Ballet) nel 1995 e, in breve tempo, ne è diventata prima ballerina. Successivamente ha danzato anche come principal dancer per l’American Ballet Theatre (ABT) di New York. Poliglotta della danza Nonostante le sue radici classiche, Vishneva ha sempre cercato nuove strade espressive. Ha lavorato con coreografi contemporanei come Mats Ek e Ohad Naharin, dimostrando una straordinaria versatilità. “Beauty and Power” Diana è nota non solo per la sua tecnica impeccabile, ma anche per una presenza scenica magnetica. I critici spesso parlano di lei come di una perfetta fusione tra bellezza e forza, controllo e passione. Ha ispirato stilisti e artisti Il suo stile e la sua grazia hanno attratto l’attenzione del mondo della moda. È stata musa per fotografi come Patrick Demarchelier e ha posato per varie campagne di alta moda. Fondatrice e mecenate ...

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