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La principal dancer Kateryna Chebykina “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? La Bayadère è il mio balletto classico preferito. La coreografia, la musica e l’elemento drammatico sono incredibili. Non è soltanto affascinante da vedere, ma anche da danzare. Considero il Regno delle Ombre un capolavoro della coreografia classica. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? È molto difficile individuarne uno in particolare. Direi che apprezzo molto il lavoro di Paul Lightfoot e Sol León. Anche Marcos Morau ha realizzato alcune opere molto interessanti. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Mariinskij. Lì ho avuto l’opportunità di interpretare ruoli da protagonista in quasi tutti i capolavori della coreografia classica e neoclassica. Sarò sempre grato ai miei insegnanti. Mi hanno aiutato a crescere non soltanto come artista, ma anche come persona. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? La vita in prestito di Erich Maria Remarque. Una storia di grande intensità, perfetta per il balletto. È un romanzo sull’amore che nasce quando il tempo sta per esaurirsi. Quale film pensi che sarebbe perfetto per diventare un balletto? Il film Il favoloso mondo di Amélie è ideale per il balletto grazie alla sua vivace fluidità, alla pantomima espressiva ...

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Il danzatore professionista Leonardo Baghin “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Season’s Canon di Crystal Pite, ballato di recente all’Opéra di Parigi e Wings of Wax di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? L’Opéra de Paris è da anni il mio sogno, anche se il Czech National Ballet di Praga rimarrà sempre nel mio cuore. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Il piccolo Principe. Quale film trasformeresti in un balletto? Spaceman con Adam Sandler. Non so se si riuscirebbe a ricavare un balletto intero, ma sicuramente mi piacerebbe tradurre in danza la profondità della solitudine così com’è trattata nel film. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Il costume di scena indossato che ho preferito sono stati quelli ideati da Margherita Palli in occasione della prima assoluta de Lo Schiaccianoci di George Balanchine al Teatro alla Scala nella stagione 2018/2019 dove ho interpretato il Giovane Principe Schiaccianoci. Di che colore è la danza? Il colore che associo alla danza è il blu. Che profumo ha la danza? Se devo pensare al profumo che possiede la danza mi viene in mente l’odore delle luci accese ...

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Il Danseur Étoile Roman Mikhalev “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Romeo e Giulietta. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Petite Mort di Jiří Kylián. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Teatro Michajlovskij di San Pietroburgo. Quale romanzo vorresti più di ogni altro vedere adattato per il balletto? L’idiota di Fëdor Dostoevskij. Quale film sarebbe perfetto per essere trasformato in un balletto? Somebody Has Seen My Girl (un film russo). Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Il costume del Principe ne La Bella Addormentata. Quale colore associ alla danza? Il blu. Che profumo ha la danza? Come la vaniglia. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per il balletto? Senza dubbio, Lo Schiaccianoci. Qual è il film di danza al quale non si può rinunciare? Il sole a mezzanotte (White Nights). Chi sono le tue due leggende della danza del passato? Mikhail Baryshnikov e Galina Mezentseva. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Il tour en l’air. Quale personaggio del repertorio classico avresti voluto essere? Vaslav Nijinsky, perché, fortunatamente, ho avuto la possibilità di vedere dal vivo il mio idolo, Mikhail Baryshnikov, esibirsi. Chi è il più grande genio della ...

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Il direttore artistico Ted Brandsen “allo specchio”

Il balletto classico preferito? La bella addormentata. Il balletto contemporaneo prediletto? Troppo difficile sceglierne uno! Adoro The Four Seasons di David Dawson, Solitude di Alexei Ratmansky, la serie Blake Works di William Forsythe, qualsiasi lavoro di Hans van Manen… e la lista potrebbe continuare! Il Teatro del cuore? Il nostro teatro di Amsterdam, il Dutch National Opera & Ballet, dove ho trascorso quarant’anni, fin dalla sua apertura. Un romanzo da trasformare in balletto? Nessuno. Il balletto può fare a meno delle storie, anche se adoro un buon balletto narrativo. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Lo stesso: nessuno in particolare. Il costume di scena indossato che hai preferito? Semplici body e calzamaglie. Quale colore associ alla danza? L’azzurro del cielo. Che profumo ha la danza? Di sudore e di rose. La musica più bella scritta per balletto? Agon di Igor Stravinskij, oppure qualsiasi composizione di Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Scarpette rosse (The Red Shoes) e Due vite, una svolta (The Turning Point). Due miti della danza del passato, uomo e donna? La nostra coppia d’oro della danza olandese: Han Ebbelaar e Alexandra Radius. Il tuo “passo di danza” preferito? Impossibile sceglierne uno solo dall’intero ...

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I balletti classici che tutto il mondo ama

Il balletto classico è una delle forme d’arte più longeve e universali della storia. Nato nelle corti europee e perfezionato nei grandi teatri imperiali, oggi continua ad attirare milioni di spettatori in ogni continente. Alcuni titoli, più di altri, hanno attraversato epoche, confini e culture, diventando veri fenomeni globali. Sono i balletti più visti al mondo: opere che uniscono musica immortale, coreografie iconiche e storie capaci di parlare a chiunque. Il Lago dei Cigni – Il balletto per eccellenza Se esiste un simbolo universale del balletto, è senza dubbio Il Lago dei Cigni. Con la musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e la celebre doppia interpretazione di Odette e Odile, questo balletto è tra i più rappresentati e amati al mondo. La figura della ballerina in tutù bianco, le linee perfette del corpo di ballo e il contrasto tra amore e inganno lo rendono irresistibile per il pubblico di ogni generazione. Lo Schiaccianoci – Il trionfo del balletto popolare Nessun altro balletto raggiunge i numeri de Lo Schiaccianoci, soprattutto durante il periodo natalizio. È un fenomeno culturale globale: viene messo in scena ogni anno da compagnie grandi e piccole, attirando famiglie, giovani spettatori e neofiti. La sua forza sta nella magia ...

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Papa & Dada: la danza dell’amore e della famiglia [RECENSIONE]

Ci sono documentari che nascono con l’intento di sostenere una tesi e altri che scelgono, più semplicemente, di osservare la realtà fino a lasciare che siano le persone e le loro storie a mettere in discussione le nostre certezze. Papa & Dada, diretto da Daniela Ambrosoli, appartiene soprattutto a questa seconda categoria. Il film, realizzato nell’arco di diversi anni tra Stati Uniti, Olanda, Germania, Svizzera e Italia, segue quattro coppie di padri — John & John, Mimmo & Christian, Brian & Ferd, Tim & Josh — raccontandone la quotidianità, il desiderio di diventare genitori e i percorsi, spesso complessi, che conducono alla nascita o all’adozione di un figlio. La domanda da cui parte Ambrosoli è apparentemente semplice: che cosa cambia quando una famiglia non è composta da padre, madre e figlio, ma da padre, padre e figlio? La risposta del film è molto meno teorica di quanto si potrebbe immaginare: nella vita di tutti i giorni, moltissimo e pochissimo allo stesso tempo. Perché i bambini devono essere accompagnati a scuola, nutriti, consolati, educati. Ci sono i giochi, le vacanze, i denti da lavare, le favole della buonanotte. Ci sono la stanchezza e le responsabilità. C’è, soprattutto, quel lavoro quotidiano e ...

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Rudolf Nureyev scrisse il suo testamento artistico con “La Bayadère”

Fu l’ultima grande impresa creativa della sua vita, il coronamento di un percorso artistico straordinario e, al tempo stesso, un commovente congedo dalle scene. Quando ne completò la coreografia per il Balletto dell’Opéra di Parigi nel 1992, Nureyev era ormai gravemente malato, ma la sua inesauribile energia creativa e il suo perfezionismo lo spinsero a lavorare fino all’ultimo, consegnando alla storia una delle più imponenti e raffinate riletture del capolavoro di Marius Petipa. Il rapporto di Nureyev con La Bayadère affondava le sue radici molto lontano nel tempo. Già nel 1963, pochi anni dopo la sua clamorosa fuga dall’Unione Sovietica, aveva allestito una versione della sola scena de Il Regno delle Ombre, considerata da sempre uno dei vertici assoluti del balletto classico. Quel celebre quadro, con la sua interminabile discesa delle trentadue Ombre lungo la rampa, incarnava per Nureyev l’essenza stessa dell’accademismo: purezza della linea, assoluto controllo del movimento, musicalità e spiritualità fuse in una visione quasi metafisica della danza. Per quasi trent’anni il desiderio di affrontare l’intero balletto rimase vivo. L’occasione arrivò con il Balletto dell’Opéra di Parigi, compagnia della quale era stato direttore della danza dal 1983 al 1989 e che aveva profondamente trasformato, imponendo una nuova concezione ...

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Ciò che la danza toglie e ciò che la danza restituisce: il bilancio

Esiste una contabilità invisibile che ogni ballerino impara a conoscere fin dai primi passi nella sala danza. È un bilancio di sottrazioni e addizioni, un dare e avere continuo con una disciplina che non accetta mezze misure. Perché danzare è un processo in cui ciò che viene tolto getta le fondamenta di ciò che verrà restituito. La danza toglie e lo fa senza sconti. Toglie la comodità e il superfluo. Alla sbarra non c’è spazio per la pigrizia o l’approssimazione. Si deve rinunciare alla via più facile, superare costantemente la propria zona di comfort, si deve familiarizzare con il limite fisico e con la fatica. Toglie sovrastrutture e maschere. Davanti allo specchio non contano le scuse, le parole si azzerano. Non si può di mentire a se stessi: il corpo o è pronto o non lo è. Toglie l’illusione del tutto e subito. La danza non tollera l’impazienza. Pretende mesi di lavoro per conquistare la padronanza anche di un solo passo. Toglie la dimostrazione della fatica. Nel momento dell’esibizione o delle prove, la danza chiede di nascondere lo sforzo e la stanchezza dietro la leggerezza e la grazia. Ma ciò che la danza rende in cambio ha un valore incommensurabile. ...

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86 anni fa, iniziava il viaggio di Pina Bausch

C’era un luogo dove il silenzio imparava a danzare. Tu lo hai abitato con passi fragili e necessari, come chi attraversa la pioggia senza chiedere al cielo di smettere. Non cercavi la perfezione, ma la verità nascosta in una mano che trema, in uno sguardo che sfugge, in un corpo che ricorda ciò che le parole dimenticano. Hai insegnato che ogni gesto porta il peso di una vita, che una caduta può essere un abbraccio, che ripetere è scavare fino a trovare il cuore delle cose. Sul palcoscenico hai seminato domande, mai risposte. E il pubblico, uscendo, portava addosso un pezzo di sé che prima non aveva visto. Ora il sipario si apre ancora, e in ogni danza che osa essere umana, nelle lacrime che diventano movimento, nei fiori sparsi sul pavimento, c’è ancora la tua voce. Perché alcuni artisti finiscono con il tempo. Tu, Pina, continui a nascere ogni volta che qualcuno ha il coraggio di danzare la propria verità. Nel cuore del Novecento, tra le rovine di una Germania che cercava di rialzarsi, nacque una voce capace di riscrivere il linguaggio del corpo: Pina Bausch. Coreografa, danzatrice e visionaria, Bausch ha rivoluzionato la danza contemporanea fondendo gesto, parola ...

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In autunno la Scala riporta in scena la storica “Giselle”

Dopo le otto recite di Don Chisciotte praticamente esaurite, al rientro dalla pausa estiva sarà Giselle a ritornare in scena alla Scala e sarà anche oggetto di registrazione da parte di Rai Cultura. La Stagione in corso si concluderà poi a novembre con l’attesissima serata Balanchine Bausch/ Stravinskij che ben  riassume ed esalta  le linee guida delle Stagioni del Ballo: grandi nomi, grande repertorio, nuove sfide con nuovi stili e produzioni in debutto. Assente dal palcoscenico scaligero dal 2022, ma nel 2024 in trionfo con il pubblico di Shanghai, Giselle torna alla Scala dall’ 1 al 23 ottobre, nella classica coreografia di Coralli/Perrot ripresa da Yvette Chauvirè. Una storia d’amore, tradimento e redenzione, tra gioiose feste contadine e il bianco stuolo di willi, affascinanti quanto spietate: Giselle, balletto romantico per eccellenza, continua a commuovere il pubblico con la sua storia delicata, a coinvolgerlo grazie alla tecnica e alla sensibilità dell’interpretazione dei protagonisti, nel contrasto fra un mondo solare e un regno oscuro popolato di spiriti. Il Corpo di Ballo scaligero riporta in scena l’indimenticabile coreografia di Coralli-Perrot nella ripresa di Yvette Chauviré, che proprio con la cura e la raffinatezza di ruoli come Giselle ha esaltato la tradizione classica in tutta ...

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