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Teatro di San Carlo: presentata la stagione 2026/2027

La Stagione 2026/2027 del Teatro di San Carlo ruota intorno a un appuntamento di notevole rilevanza storica: il 290esimo anniversario della sua fondazione, avvenuta il 4 novembre 1737. È una ricorrenza che invita a ripercorrere le grandi epopee musicali che hanno segnato la vita del Massimo napoletano e a riflettere sul ruolo fondamentale che ha svolto nella storia della musica italiana e internazionale. In quasi tre secoli di attività, il San Carlo ha rappresentato, e continua a rappresentare, un laboratorio creativo e un punto di riferimento internazionale, lasciando un’eredità che continua a essere uno dei patrimoni più preziosi della cultura europea. Valorizzazione della storia del Teatro e della tradizione musicale napoletana, impulso alla produttività, rilancio del Corpo di Ballo, ritorno delle tournée internazionali, rafforzamento del legame con il territorio, attenzione alla contemporaneità e presenza di grandi direttori, registi, coreografi, cantanti e solisti della scena mondiale sono i cardini della Stagione 2026/2027, presentata oggi al Teatro di San Carlo di Napoli alla presenza di Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e presidente della Fondazione Teatro di San Carlo; Onofrio Cutaia, assessore alla Cultura della Regione Campania; Fulvio Adamo Macciardi, sovrintendente e direttore artistico del Teatro di San Carlo; Antonio Marcellino, capo segreteria ...

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Margot Fonteyn: un omaggio alla divina nel 107° dalla nascita

Dame Margaret Evelyn Hookham, conosciuta con il nome d’arte di Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919 – Panama, 21 febbraio 1991) è considerata tra le più grandi ballerine di tutti i tempi. Ha trascorso l’intera carriera come artista del Royal Ballet (ex Sadler’s Wells Theatre Company), ed è stata nominata prima ballerina assoluta. Essere riconosciute con tale titolo è un grande onore, tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali. La Fonteyn fu designata nel 1979, come premio per il suo 60º compleanno. Il titolo fu ratificato da Sua Maestà la Regina Elisabetta II in qualità di patrona della compagnia inglese di balletto. I primi anni li trascorse in Cina, dove la famiglia si trasferì per seguire il lavoro del padre. All’inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e iniziò a prendere lezioni di danza classica all’età di quattro anni, studiando sia in Inghilterra che in Cina. La sua formazione a Shanghai avvenne con il ballerino russo espatriato Georgy Goncharov, contribuendo al suo continuo interesse per il balletto russo. La compagna di Goncharov, Vera Volkova, divenne in seguito influente nella carriera e nella formazione di Fonteyn. Tornata a Londra all’età di quattordici anni, ...

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Paolo Bortoluzzi nell’88° anniversario dalla nascita

Paolo Bortoluzzi nacque a Genova il 17 maggio del 1938 e si spense a Bruxelles il 15 ottobre del 1993. Sicuramente fu uno dei più grandi ballerini del nostro tempo, un’eccellenza e un artista aperto alle esperienze tersicoree tra le più moderne, oltre alle innate doti da danseur noble per intimenticabile grazia. Sostenuto da un fisico massimamente duttile e controllato, possedeva una netta precisione nei movimenti, un calibrato rigore e una sensibilità esecutiva che lo trasformarono in un grande interprete. Studiò danza dapprima a Genova. Allievo di Ugo Dell’Ara, Nora Kiss, Viktor Gzovskije di Asaf Messerer, debuttò a diciannove nel capoluogo ligure, partecipando al Festival internazionale del Balletto di Nervi diretto da Mario Porcile nel 1957 e poi a Milano. Negli anni a Nervi si vide con il Balletto Europeo diretto da Léonide Massine, con i Ballets des Etoiles di Milorad Miskovitch e con il Balletto del Novecento di Maurice Béjart. In quegli anni nasce il suo sodalizio con Carla Fracci che li vedrà in seguito splendidi protagonisti in numerose coreografie. Bortoluzzi si distinse come un danzatore classico di nuovo stile, adatto ad una nuova epoca. Vinse al concorso Viotti di Vercelli nel 1958 il premio di pas de deux con ...

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Il Teatro alla Scala e Frédéric Olivieri ricordano Anna Razzi

Riceviamo e pubblichiamo: Anna Razzi è parte della storia e della tradizione del Teatro alla Scala e del suo Corpo di Ballo. Al nostro Teatro è infatti legata una splendente fase della sua carriera artistica: dal 1963 al 1986, da solista fino ad étoile, ha avuto una carriera a tutto tondo come protagonista dei grandi balletti del repertorio, da Romeo e Giulietta a Il lago dei cigni, Giselle, La Bella addormentata, Coppélia, fino al Novecento di Petruška, Apollon musagète di Balanchine e La signorina Giulia di Birgit Cullberg. Ha collaborato con Rudolf Nureyev e Paolo Bortoluzzi, sia come partner sia come protagonista delle loro coreografie. Alla Scala e in tour (la ricordiamo nel 1981 al Metropolitan Opera di New York in Giselle accanto a Nureyev), è stata anche creatrice di ruoli, protagonista di The Marriage of Heaven and Hell per Roland Petit. La ricorda Frédéric Olivieri, direttore del Corpo di Ballo e della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala: “Ho appreso la notizia della scomparsa di Anna con profondo dispiacere, una grande artista a tutto tondo che ha davvero dedicato con entusiasmo tutta la sua vita alla nostra arte. Ho avuto la possibilità di danzare con lei quando ero ...

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Il Teatro di San Carlo annuncia la scomparsa di Anna Razzi

  Riceviamo e pubblichiamo Il Teatro di San Carlo di Napoli annuncia, con immenso dolore, la scomparsa di Anna Razzi, direttrice della Scuola di Ballo dal 1990 al 2015 poi presidente onoraria nonché direttrice del Corpo di Ballo dal 2006 al 2009. Figura di grande rigore, sensibilità artistica e straordinaria dedizione, Anna Razzi ha segnato con la sua passione e la sua competenza una stagione importante della danza italiana, contribuendo con impegno e visione alla crescita di generazioni di danzatori e alla valorizzazione del repertorio coreutico. Già étoile del Teatro alla Scala, ha incarnato l’eccellenza e il prestigio della grande tradizione tersicorea italiana. Alla guida del Corpo di Ballo del Teatro di San Carlo ha saputo coniugare tradizione e innovazione, lasciando un’impronta indelebile nella vita culturale della città e nel cuore di quanti hanno avuto il privilegio di lavorare al suo fianco. La sua eleganza, la sua determinazione e il suo amore per l’arte resteranno esempio e ispirazione. Ai suoi cari e a tutta la comunità artistica le più sentite condoglianze. La Redazione Foto: Ufficio Stampa Teatro di San Carlo www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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Addio ad Anna Razzi, tra Scala e San Carlo, custode della tradizione

Con la scomparsa di Anna Razzi se ne va una delle figure più autorevoli e rappresentative del balletto italiano del secondo Novecento: étoile, direttrice artistica, maître de ballet, interprete colta e rigorosa, capace di attraversare il palcoscenico e le istituzioni con la stessa misura, la stessa dedizione assoluta alla danza. Nata a Roma il 31 marzo 1940, figlia del pittore marchigiano Alessandro Razzi, Anna Maria Razzi cresce in un ambiente sensibile all’arte e alla disciplina del lavoro. La formazione avviene alla Scuola di Danza del Teatro dell’Opera di Roma sotto la guida di Teresa Battaggi, ma il suo percorso si arricchisce presto di esperienze internazionali e di uno sguardo più ampio sul teatro: a Milano studia recitazione all’Accademia dei Filodrammatici e debutta nella prosa interpretando Miranda ne La tempesta accanto a Gianni Santuccio. È un passaggio significativo, che rivela fin da subito una personalità scenica interessata non solo al virtuosismo tecnico, ma alla costruzione del personaggio e alla profondità drammaturgica. Nel 1963 entra come solista nel Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. È l’inizio di un sodalizio ventennale con il Piermarini che la porterà, passo dopo passo, ai vertici della compagnia: prima ballerina, quindi étoile nel 1978. Alla Scala ...

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Panoramica sui grandi nomi della danza mondiale

La danza è molto più di un semplice movimento del corpo: è espressione di cultura, emozione e innovazione. Nel corso della storia, alcuni coreografi e ballerini hanno saputo rivoluzionare questo mondo, lasciando un’impronta indelebile che ancora oggi influenza spettacoli e insegnamenti. Scopriamo alcune delle icone che hanno cambiato la scena della danza. MARTHA GRAHAM: la rivoluzionaria del movimento moderno Considerata la madre della danza moderna americana, Martha Graham (1894-1991) ha introdotto un linguaggio coreografico basato sull’espressività interna e sulla tensione muscolare. La sua tecnica, conosciuta come Graham technique, rompeva con i rigidi schemi del balletto classico, enfatizzando contrazioni e rilasci del corpo per trasmettere emozioni profonde. Attraverso opere come Appalachian Spring, Graham ha dimostrato che la danza poteva raccontare storie complesse, sociali e psicologiche, aprendo la strada a generazioni di coreografi moderni. RUDOLF NUREYEV: la leggenda del balletto classico Rudolf Nureyev (1938-1993) è stato uno dei ballerini più carismatici del XX secolo. La sua tecnica impeccabile e la presenza scenica magnetica hanno elevato il balletto a una forma d’arte globale. Nureyev non solo eccelleva in performance classiche come Il lago dei cigni e Giselle, ma ha anche portato una nuova interpretazione dei ruoli maschili nel balletto, rompendo stereotipi e ispirando ...

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Coppelia del NBC: il riflesso della bellezza [RECENSIONE]

Marinel Stefanescu portò in scena, per la prima volta, la sua Coppelia nel 1982 al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia con la Compagnia Balletto Classico, protagonisti Liliana Cosi e lo stesso Stefanescu. Una storia d’amore che, a differenza di altri balletti romantici, in cui la passione non corrisposta porta alla morte, si conclude felicemente (con il matrimonio, rispettando così le convenzioni del XIX secolo). La versione di Stefanescu, tecnicamente forte e ricca di virtuosismi, è stata all’epoca del debutto un’opera pionieristica la quale incorporava diversi aspetti innovativi. Ancora oggi appare senza tempo per freschezza, potenza estetica e vitalità. Il balletto Coppelia si annovera senz’altro tra i capolavori del grande repertorio della disciplina classica per gli elementi artistici misurati perfettamente: coloritura musicale vivace e romantica, una storia credibile, ambientazione facilmente riconoscibile. Il nuovo allestimento presentato come spettacolo istituzionale di fine anno accademico dal NBC diretto da Elena Casolari, Rezart Stafa, Nicoletta Stefanescu al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, sabato 14 giugno, ha posto in primo piano la coreografia di Marinel Stefanescu per il primo e terzo atto (mantenendo la sua versione musicale originale e così la trama) mentre per il secondo è stato un autentico debutto nello stile contemporaneo ad ...

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Margot Fonteyn: un omaggio alla divina nel 106° dalla nascita

  Dame Margaret Evelyn Hookham, conosciuta con il nome d’arte di Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919 – Panama, 21 febbraio 1991) è considerata tra le più grandi ballerine di tutti i tempi. Ha trascorso l’intera carriera come artista del Royal Ballet (ex Sadler’s Wells Theatre Company), ed è stata nominata prima ballerina assoluta. Essere riconosciute con tale titolo è un grande onore, tradizionalmente riservato solo a ballerine eccezionali. La Fonteyn fu designata nel 1979, come premio per il suo 60º compleanno. Il titolo fu ratificato dalla Regina Elisabetta II in qualità di patrona della compagnia inglese di balletto. I primi anni li trascorse in Cina, dove la famiglia si trasferì per seguire il lavoro del padre. All’inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e iniziò a prendere lezioni di danza classica all’età di quattro anni, studiando sia in Inghilterra che in Cina. La sua formazione a Shanghai avvenne con il ballerino russo espatriato Georgy Goncharov, contribuendo al suo continuo interesse per il balletto russo. La compagna di Goncharov, Vera Volkova, divenne in seguito influente nella carriera e nella formazione di Fonteyn. Tornata a Londra all’età di quattordici anni, si formò ...

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Paolo Bortoluzzi: un ricordo nell’87° anniversario dalla nascita

Paolo Bortoluzzi nacque a Genova il 17 maggio del 1938 e si spense a Bruxelles il 15 ottobre del 1993. Sicuramente fu uno dei più grandi ballerini del nostro tempo, un’eccellenza e un artista aperto alle esperienze tersicoree tra le più moderne, oltre alle innate doti da danseur noble per intimenticabile grazia. Sostenuto da un fisico massimamente duttile e controllato, possedeva una netta precisione nei movimenti, un calibrato rigore e una sensibilità esecutiva che lo trasformarono in un grande interprete. Studiò danza dapprima a Genova. Allievo di Ugo Dell’Ara, Nora Kiss, Viktor Gzovskij e di Asaf Messerer, debuttò a diciannove nel capoluogo ligure, partecipando al Festival internazionale del Balletto di Nervi diretto da Mario Porcile nel 1957 e poi a Milano. Negli anni a Nervi si vide con il Balletto Europeo diretto da Léonide Massine, con i Ballets des Etoiles di Milorad Miskovitch e con il Balletto del Novecento di Maurice Béjart. In quegli anni nasce il suo sodalizio con Carla Fracci che li vedrà in seguito splendidi protagonisti in numerose coreografie. Bortoluzzi si distinse come un danzatore classico di nuovo stile, adatto ad una nuova epoca. Vinse al concorso Viotti di Vercelli nel 1958 il premio di pas de deux ...

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