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Il libro di Aurélie Dupont ha vinto il Prix Georges Bizet 2025

Il Prix Georges Bizet 2025, giunto alla sua 9a edizione, ha premiato i vincitori in due diverse categorie. L’autore Martin Mirabel si è aggiudicato il premio nella categoria libri di musica e opera con Antonín Dvořák. In concorso anche Laurent Bayle con Pierre Boulez aujourd’hui, Erwan Barillot e Arnaud Frilley con Destins russes à Paris, un siècle au conservatoire Rachmaninoff 1924-2024 e Philippe Martin con L’opéra comme aventure, fragments d’un portrait de Stéphane Lissner. La grande artista francese Aurélie Dupont ha vinto il Prix Georges Bizet 2025 nella categoria “libro di danza” per la sua opera letteraria N’oublie pas pourquoi tu danses (pubblicato nel 2024 dall’editore francese Albin Michel, 480 pagine). L’autrice racconta la sua carriera di successo e porta il lettore dietro le quinte dell’Opéra di Parigi. Nella sezione danza concorrevano anche i libri Le prix de l’étoile del celebre danzatore François Alu e Ravel Boléro di Lucie Kayas. La giuria del Premio per questa edizione 2025 era formata da Baptiste Charroing, Olivier Bellamy, Laurent Brunner, Mathilde Calderini, Alexandra Cardinale, Jorge Chaminé, Frédéric Delpech, François Delétraz, Rémi Geniet, Nicolas d’Estienne d’Orves, Fiona McGown, Laure Mezan, Élisabeth Platel, Sophie Quatrehomme, Jérémie Rhorer, Ambre Rouvière, Ève Ruggieri, Éric-Emmanuel Schmitt, Claire Visentini. Era una ...

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Romeo e Giulietta (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

La tragedia dei due innamorati di Verona, scritta da William Shakespeare nel 1593, è una grande storia d’amore diventata eterna e trasposta in musica da uno dei più talentuosi compositori vissuti nel periodo sovietico, Sergej Sergeevič Prokof’ev. Basti pensare che nel 1914 si diplomò al Conservatorio con i voti più alti, vincendo il premio “Anton Rubinstein” come miglior allievo di pianoforte. Partì per un viaggio a Londra, dove conobbe, tra gli altri Claude Debussy, Maurice Ravel, Richard Strauss e in particolare Sergej Diaghilev (fondatore dei “Ballets Russes) nel 1912 mentre assisteva agli spettacoli di danza “L’uccello di fuoco”, “Petruskha” e “Dafni e Cloe”. Fu proprio su richiesta di Diaghilev che iniziò a comporre il suo primo balletto dal titolo “Ala e Lollij” su testo di Serghei Gorodecki. Nel 1915 Prokof’ev incontrò nuovamente Diaghilev a Roma e gli sottopose la partitura (ricca di ritmi selvaggi tanto da rimandare a “La Sagra della Primavera” di Stravinsky). Il celebre impresario mosse diverse perplessità (soprattutto rivolte alla carente russicità melodica) e invitò Prokof’ev a scrivere la musica per un altro balletto tratto da una fiaba popolare russa dello scrittore Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev. A differenza di “Ala e Lollij” che rimase incompiuto (venne poi rielaborato ...

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Il ritorno coreografico di Sharon Eyal e Mats Ek all’Opéra di Parigi

Al Palais Garnier di Parigi per 17 rappresentazioni, dal 27 marzo al 18 aprile 2025, con una anteprima per i Giovani il 25 marzo 2025, sono di scena le coreografie Vers la mort di Sharon Eyal su musica di Ori Lichtik e Appartement di Mats Ek su musica del Fleshquartet con interpreti le Étoiles, Premières Danseuses, Premiers Danseurs e il Corpo di Ballo dell’Opéra diretti da José Martinez. Dopo Faunes, la coreografa israeliana Sharon Eyal ritorna con Vers la mort all’Opéra Nazionale di Parigi. L’ex ballerina e collaboratrice artistica della Batsheva Dance Company rielabora OCD Love del 2015 di cui propone una nuova versione per gli interpreti dell’Opéra. Ispirato da un testo dal poeta Neil Hilborn, un slammer americano affetto da disturbi ossessivo-compulsivi, l’opera mette in luce le difficoltà di amare. In Vers la mort danzeranno Naïs Duboscq, Caroline Osmont, Nine Seropian, Lydie Vareilhes, Marion Gautier de Charnacé et Mickaël Lafon, Yvon Demol, Maxime Thomas, Julien Guillemard, Loup Marcault-Derouard. Anche la complessità delle relazioni umane è uno dei temi di Appartment di Mats Ek. Non senza umorismo, si confrontano nei diversi quadri del balletto i personaggi alla loro solitudine attraverso gli oggetti del quotidiano come il bidet, la televisione o ...

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Il genio di Mats Ek coniugato al femminile

Mats Ek per l’Eko Dance Project di Pompea Santoro

Nell’ambito della rassegna “Danza Autunno” è andata in scena, venerdì 13 ottobre, una serata ricca di magia e di stupore, appositamente creata in esclusiva per il Teatro Amilcare Ponchielli di Cremona, imperniata sulla geniale creatività di Mats Ek, uno dei maggiori coreografi viventi. L’evento è stato pensato e curato da Pompea Santoro e Veli Peltokallio con gli evocativi danzatori di EkoDanceInternational Projet per esplorare a fondo l’universo delle donne attraverso i ruoli femminili, con estratti e riletture dei grandi classici della danza mondiale. Un momento di alto livello qualitativo, venato costantemente da sentimenti poetici che si sono trasformati in “educazione e conoscenza alla danza contemporanea”. Gli emblematici costumi, gentilmente concessi dal Cullberg Ballet, hanno fatto da cornice al ricco programma, il quale si è trasformato per incanto in un unico spettacolo, grazie alla maestrìa di Pompea Santoro che è riuscita a legare perfettamente, l’uno all’altro, ogni pezzo regalando così un’inedita visione del coreografo svedese. Un fil rouge che ha dato vita ad un’unica creazione dove sorprendentemente era quasi impercettibile la fine e l’inizio del brano successivo. Merito dell’attenta regia supportata dalla capacità espressiva dei danzatori. Ad apertura di sipario La scimmia e il suo inconscio su musica di Jules Massenet ...

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Acqui in Palcoscenico tra grandi compositori, talenti italiani affermati, e non (ancora)

Il Festival Acqui in Palcoscenico, nato come modo per valorizzare il turismo, soprattutto quello termale, negli anni è diventato un appuntamento importante, giunto quest’anno alla trentaduesima edizione, ancora per la direzione artistica di Loredana Furno. Quest’anno, in occasione di Expo, i palcoscenici si allargano ad altri centri, fino alla Cittadella di Alessandria, altra location coinvolta dal 3 al 31 luglio negli spettacoli di compagnie di diversa provenienza artistica (e geografica), con una particolare attenzione anche alla danza contemporanea. Apre il Festival venerdì 3 luglio, Viva Verdi del Balletto di Milano, scelto per festeggiare il decennale della costruzione del Teatro Aperto Giuseppe Verdi, costruito dalla pubblica amministrazione per ospitare gli spettacoli del Festival. Una scelta azzeccata, dato che il balletto combina alla bella danza della compagnia milanese le più belle e celebri musiche verdiane. Altro appuntamento dedicato a Verdi quello del 19 luglio con la compagnia Opus Ballet, che presenta una nuova contemporanea rivisitazione di un immortale testo shakespeariano: Otello per la coreografia di Adriana Benedetti sulle note musiche tratte dall’omonima opera di Verdi, appunto. Una storia con un finale tragico, proprio come quella della serata del 12 luglio, firmata Eko Dance International Project, compagnia che porta in scena Non solo Carmen…donne ...

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Coreografia: femminile, plurale. L’Opera di Parigi dedica una serata a due delle coreografe più importanti del Novecento

Nel mese dedicato alle donne per eccellenza, proprio quando Darcey Bussel scrive che le donne hanno avuto un ruolo fondamentale nel balletto più che in ogni altro settore, e proprio mentre, d’altra parte, ci rendiamo conto che le donne coreografe veramente note si contano sulla punta delle dita, l’Opera di Parigi aggiunge al suo repertorio due creazioni di due delle coreografe più importanti del Novecento, e le presenta al pubblico fino al 13 marzo. Le coreografe scelte dall’Opéra sono Birgit Cullberg (cui in Italia fu dedicato un tributo nel 2013 con la serata Omaggio a Birgit Cullberg) e Agnès DeMille, rispettivamente con Miss Julie (o Mademoiselle Julie, in francese) e Fall River Legend. Fall River Legend della DeMille, parte da un episodio reale che vede protagonista una donna, Lizzie Borden, accusata di aver ucciso a colpi d’ascia i genitori (A sangue freddo, potremmo dire), poi giudicata innocente. Nel balletto, invece, l’Accusata (così viene infatti chiamata la protagonista) viene condannata a morte, e sul palcoscenico vediamo il processo, durante il quale l’Accusata rivive la sua storia, e si spiegano così allo spettatore le cause del gesto: la rabbia verso la matrigna; l’infanzia finita troppo presto; la rovina di un amore causata ...

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