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Tag Archives: Coreografia

Il ritorno di John Neumeier al Capodanno di Vienna

Vienna accoglie il 2026 con un Concerto di Capodanno che si presenta come un mosaico di musica, movimento e immagini pensate per incantare un pubblico planetario. Nella Sala d’Oro del Musikverein, i Wiener Philharmoniker rinnovano la tradizione con uno sguardo sorprendentemente fresco, mentre il Wiener Staatsballett firma alcune delle pagine visive più attese dell’evento. Per la prima volta, il podio del Concerto di Capodanno è affidato a Yannick Nézet-Séguin. Il direttore canadese imprime un’energia modernissima alla partitura viennese: un gesto rotondo, luminoso, che mette in risalto l’eleganza della famiglia Strauss e dei loro contemporanei, ma anche le sfumature inaspettate dei brani presentati in prima assoluta. Il 2026 infatti porta con sé un vento di rinnovamento: cinque opere fanno il loro debutto nel programma di Capodanno, e per la prima volta nella storia del concerto compaiono composizioni di due donne, tra cui il vivace valzer sinfonico della pioniera afroamericana Florence Price. Un segnale chiaro: Vienna celebra il passato, ma apre volentieri la porta al futuro. Il cuore visivo dell’evento è affidato alla danza. Come da tradizione recente, due sequenze filmate del Wiener Staatsballett scandiscono il programma televisivo internazionale, diventando veri capitoli narrativi all’interno del concerto. Per il 2026, la coreografia è ...

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Tributo a Rudolf Nureyev, il mito che continua a danzare

Dicembre 2025 si tinge di magia e movimento con il Gala di Danza – Omaggio a Rudolf Nureyev, uno degli eventi più attesi dagli appassionati di balletto classico e contemporaneo. La tournée italiana, che toccherà città come Sanremo, Legnano e Orvieto, porta sul palco un omaggio al ballerino che ha rivoluzionato il balletto mondiale con tecnica, eleganza e straordinaria presenza scenica. Organizzato per celebrare la figura leggendaria di Rudolf Nureyev, il gala si propone di raccontare la storia della danza attraverso estratti dei più grandi classici e momenti di pura virtuosità. I due atti della serata, della durata complessiva di circa 120 minuti, mescolano assoli e pas de deux tratti da titoli immortali come Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata nel Bosco, Don Chisciotte e Lo Schiaccianoci. Un’introduzione speciale è affidata a un omaggio filmato e a ricordi di Luigi Pignotti, storico collaboratore e amico di Nureyev, che racconta aneddoti e momenti di vita dell’artista. Il gala sarà visibile in diverse città italiane nel periodo natalizio, offrendo un’occasione unica di avvicinarsi alla danza di alto livello: Orvieto (TR) – Teatro Mancinelli, giovedì 18 dicembre 2025, ore 21:00 Legnano (MI) – Teatro Galleria, venerdì 19 dicembre 2025, ore 21:00 Sanremo ...

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Toulouse-Lautrec e la danza: il battito segreto di Montmartre

Nelle notti di Parigi di fine Ottocento, quando il fumo dei caffè si mescolava al profumo di assenzio, Henri de Toulouse-Lautrec trovò la sua verità. Nei gesti delle ballerine del Moulin Rouge — un salto, un sorriso, una piega del busto — egli vide l’anima inquieta della modernità. Per Lautrec la danza non era spettacolo, ma vita allo stato puro: un corpo che sfida la gravità, un istante di libertà prima della caduta. Seduto ai tavoli dei cabaret di Montmartre, disegnava febbrilmente, come se temesse che la musica finisse prima del suo tratto. Le sue donne — Jane Avril, La Goulue, Yvette Guilbert — non sono figure idealizzate, ma creature vive, contraddittorie, consumate dalla stessa energia che le anima. Con linee spezzate e colori vibranti, Lautrec trasformò il movimento in ritmo visivo. Le sue litografie non descrivono: pulsano. Ogni manifesto è una danza che si espande nello spazio, dove il nome di un’artista diventa coreografia tipografica e la luce gialla del cabaret diventa battito del cuore. Dietro il clamore del can-can e le risate della folla, Lautrec dipinse anche la malinconia del dopo: la stanchezza, la solitudine, il corpo che si spegne. Forse perché conosceva bene il prezzo della fragilità, ...

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Le Kessler: l’ultima uscita di scena di due vite danzate

Quando la notizia della morte delle gemelle Kessler ha iniziato a circolare, il mondo dello spettacolo ha avuto la sensazione che si fosse spenta un’intera epoca. Non due artiste, ma un gesto, un ritmo, un modo di stare sul palco che non apparteneva più a nessuno. Alice ed Ellen se ne sono andate insieme, così come avevano vissuto: sincronizzate, complementari, inseparabili. La loro storia, prima ancora che fatta di canzoni, lustrini e prime serate, è una storia di danza. Non la danza come ornamento, ma come spina dorsale di un percorso artistico che ha definito la loro identità. Le Kessler non si sono limitate a “battere il tempo”: l’hanno scolpito, gli hanno dato una forma. Sin da bambine, la danza fu la loro prima lingua. Non imparavano solo passi, imparavano disciplina, equilibrio, ascolto reciproco. Chiunque abbia provato a muoversi in perfetta simmetria con un’altra persona sa quanto questo richieda fiducia totale. Per le Kessler, la danza era questo: un patto. Un patto che sarebbe durato tutta la vita. Quando da ragazze attraversarono i confini della Germania per cercare un futuro nel mondo dello spettacolo, non portarono con sé che una valigia e la loro formazione classica. Ma quella formazione, che ...

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“Landless”

“Landless”: Il corpo come territorio da reinventare

Il 30 ottobre 2025, al Kinneksbond – Centre Culturel Mamer di Lussemburgo, andrà in scena Landless, il nuovo lavoro del coreografo greco Christos Papadopoulos, interpretato da Georgios Kotsifakis. Figura di spicco della danza contemporanea europea, Papadopoulos continua a stupire per la precisione e la profondità della sua ricerca sul movimento. In questo nuovo lavoro, il coreografo esplora l’origine stessa del gesto, trattando il corpo come un’architettura vivente: uno spazio da costruire e da decostruire, dove ogni micro-movimento diventa un atto poetico e una rivelazione. Ispirandosi all’architettura (post)moderna, Landless indaga il legame tra struttura e libertà, organicità e artificio, presenza e smarrimento. Il titolo, Landless, letteralmente “senza terra”, evoca una condizione di sradicamento e ricerca. Papadopoulos guarda al corpo come a uno spazio architettonico: un luogo da plasmare, ordinare, attraversare, in cerca di un luogo, di un’identità, di un nuovo equilibrio. L’ispirazione all’architettura (post)moderna si traduce in una danza che indaga i principi di costruzione, equilibrio e frammentazione. Come un architetto che organizza lo spazio urbano, il coreografo modella il corpo del danzatore, esplorandone la struttura, le tensioni interne, le simmetrie e le rotture. Ne nasce una gestualità ibrida, a metà strada tra l’organico e l’artificiale, tra il moto naturale e ...

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Le frasi più celebri del leggendario ballerino Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev, uno dei più grandi ballerini del XX secolo, era noto non solo per il suo talento straordinario ma anche per la sua personalità intensa e appassionata. Le sue parole riflettono il suo spirito ribelle, la sua dedizione assoluta alla danza e la sua visione artistica profonda. Ecco alcune delle frasi più belle e celebri di Rudolf Nureyev: «Una vita senza danza è impensabile.» «Io non credo nella tecnica, credo nella passione.» «La danza è la mia ragione di vita. È tutto ciò che ho, tutto ciò che voglio.» «Ogni spettacolo è una battaglia. Io entro in scena come un guerriero.» «Non si danza per il pubblico. Si danza per se stessi, e se si è veri, il pubblico lo sente.» «Quando ballo, non cerco di divertire. Cerco di esprimere chi sono.» «La libertà? Non è un dono, è una conquista quotidiana.» «Ho scelto la mia vita. Non mi importa se il prezzo è la solitudine.» «Sono fuggito per poter danzare, non per fuggire dall’amore del mio paese.» «Non mi interessa essere il migliore. Mi interessa essere diverso.» «Un vero artista non ripete mai se stesso. Ogni giorno deve rinascere.» «La perfezione non esiste, ma la si deve inseguire ...

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“Tu non mi perderai mai”: un viaggio coreografico ispirato al “Cantico dei Cantici”

Un nuovo appuntamento con la danza contemporanea a ottobre tra Bologna e Brescia con lo spettacolo Tu non mi perderai mai, liberamente ispirato al Cantico dei Cantici, uno dei testi più evocativi della tradizione letteraria e spirituale. La performance è una creazione originale di Raffaella Giordano, coreografa e danzatrice, interpretata dalla talentuosa Stefania Tansini. Lo spettacolo si inserisce nel progetto speciale 2005|2025, un percorso di trasmissione artistica che celebra vent’anni di lavoro e ricerca coreografica di Giordano. Un nuovo appuntamento con la danza contemporanea a ottobre tra Bologna e Brescia con lo spettacolo Tu non mi perderai mai, liberamente ispirato al Cantico dei Cantici, uno dei testi più evocativi della tradizione letteraria e spirituale. La performance è una creazione originale di Raffaella Giordano, coreografa e danzatrice, interpretata dalla talentuosa Stefania Tansini, produzione 2025 | Sosta Palmizi, in coproduzione con la Triennale Milano Teatro e il Fuorimargine Centro di produzione di danza e arti performative della Sardegna, con il sostegno della Fondazione del Teatro Grande di Brescia e del Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni. Lo spettacolo si inserisce nel progetto speciale 2005|2025, un percorso di trasmissione artistica che celebra vent’anni di lavoro e ricerca coreografica di Giordano. Sul ...

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“PUPO” di Sofia Nappi: una fiaba riscritta attraverso il corpo

Giovedì 3 ottobre 2025, il Teatro delle Api di Porto Sant’Elpidio ospiterà PUPO, la nuova creazione della coreografa Sofia Nappi, una pièce che trasforma il celebre Pinocchio di Carlo Collodi in un viaggio universale sulla crescita, la consapevolezza e la relazione tra individuo e mondo. Lontano da ogni narrazione lineare o didascalica, PUPO racconta il percorso del bambino che, confrontandosi con tentazioni, manipolazioni e sfide, apprende a riconoscere e accettare i propri limiti, trasformando le fragilità in occasione di crescita. La figura del burattino diventa metafora del desiderio umano di diventare la versione migliore di sé stessi, senza dimenticare il bambino interiore, impulsivo, giocoso e spinto da un incontenibile desiderio di esprimersi attraverso il movimento. La coreografia di Sofia Nappi esplora le dinamiche tra individualità e collettivo: sette danzatori abitano lo spazio scenico alternando assoli e momenti corali, pieni e vuoti, modulando intensità, ritmo e relazione con lo spazio in una tessitura scenica che valorizza presenza, energia e tensione fisica. Il risultato è un linguaggio poetico e contemporaneo, capace di tradurre in movimento la complessità emotiva e morale della storia di Pinocchio. PUPO nasce da una produzione di Komoco e Sosta Palmizi, con coproduzioni internazionali che coinvolgono Burghof Lörrach (Germania), ...

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Suzhou-Ballet

TAM – Suzhou Ballet Theatre: “The Love Bridge – A Ballet Collection”

Il 20 settembre 2025 il TAM – Teatro Arcimboldi Milano apre le proprie porte a un debutto attesissimo: per la prima volta arriva in Italia il Suzhou Ballet Theatre, unica compagnia professionale di balletto della provincia di Jiangsu, fondata nel 2007 e oggi guidata da una delle figure più luminose della danza mondiale, Tan Yuanyuan. L’appuntamento si preannuncia come un evento di rilievo per la scena coreutica nazionale, non solo per l’occasione di scoprire da vicino l’identità artistica di una compagnia che ha saputo definire un proprio linguaggio, ma anche per il valore simbolico di un programma che unisce Oriente e Occidente sotto il segno universale dell’amore. Il titolo della serata, The Love Bridge – A Ballet Collection, non è casuale: il filo conduttore è proprio l’amore nelle sue infinite declinazioni, affrontato come forza eterea e poetica ma anche come energia viscerale e primordiale, capace di travolgere, sacrificare e rinascere. Il viaggio inizia con The Dream Interrupted, ispirato all’opera Kunqu The Peony Pavilion, pietra miliare del teatro classico cinese. Qui la vicenda amorosa di Du Liniang e Liu Mengmei diventa un intreccio sospeso tra sogno e realtà, dove la delicatezza del gesto e l’intensità emotiva trovano un equilibrio raro. Segue ...

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“INTERSECTION BACH (primo studio)”: contrappunti in movimento

Il 6 settembre 2025, al Teatro Comunale Piermarini di Matelica, nell’ambito della rassegna D.OFF in Art, andrà in scena INTERSECTION BACH (primo studio), la nuova creazione di Roberto Lori, un progetto coreografico che fonde la tradizione musicale barocca con la ricerca contemporanea della danza, offrendo al pubblico e agli addetti ai lavori un’esperienza intensa e innovativa. Il titolo stesso suggerisce l’idea guida della coreografia: un’intersezione tra linguaggi differenti. Lori traduce in movimento la struttura contrappuntistica bachiana, trasformando le linee musicali in gestualità interconnesse, sovrapposte e dialoganti nello spazio scenico. Lo spettatore è immerso in un gioco di traiettorie e tensioni, in cui i danzatori si muovono secondo schemi che rispecchiano l’architettura armonica della musica di Bach. La performance è accompagnata dalla musica dal vivo di Luca Pecchia, elemento chiave del progetto. L’esecuzione live permette un’interazione diretta tra interpreti e musicista: micro-ritardi, pause e sfumature del fraseggio bachiano influenzano il movimento in tempo reale, aumentando la plasticità coreografica e la sensibilità corporea dei danzatori.Attraverso un controllo raffinato di equilibrio, ritmo e spazio, con improvvisazioni calibrate all’interno di sequenze strutturate, in INTERSECTION BACH la danza diventa così una vera trascrizione visiva del contrappunto: non un semplice accompagnamento musicale, ma un dialogo continuo ...

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