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Il maestro internazionale Franco De Vita “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Giselle di Mats Ek. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Metropolitan Opera House di New York. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Il Piccolo Principe. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Evita. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Uccellino Azzurro. Quale colore associ alla danza? Viola. Di che profumo sa la danza? Dolce. Qual è il brano musicale più bello mai scritto per un balletto? La Bella Addormentata. Quale film di danza consideri imprescindibile? Due vite una svolta. Chi sono le tue due leggende della danza del passato, un uomo e una donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Qual è il tuo passo o movimento di danza preferito? Batteria – Entrechat. Tra i grandi personaggi del repertorio del balletto classico, quale avresti voluto essere nella vita reale? Franz in Coppélia. Chi consideri il più grande genio della coreografia di tutti i tempi? George Balanchine. Se potessi tornare indietro nel tempo e incontrare Tersicore, cosa le diresti? Sarebbe orgogliosa della straordinaria bellezza dei ballerini di tutto il mondo. In tre parole, ...

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La Lalangue: una coreografia di Giacomo Luci tra pianoforte e corpo

Daniele Cipriani Entertainment LA LALANGUE: UNA COREOGRAFIA DI GIACOMO LUCI Kreisleriana, Op. 16 di Robert Schumann — tra pianoforte e corpo Dopo l’anteprima, in programma al Teatro Abeliano di Bari (8 ottobre, ore 21:00), la performance La Lalangue debutterà al Romaeuropa Festival nell’ambito del programma della sezione Dancing Days presso il Mattatoio (10 ottobre, ore 19). Sarà poi al Teatro Civico di Sassari (11 ottobre, ore 20:30) e, infine, al Visavì Gorizia Dance Festival presso il Teatro Comunale di Cormons (GO) (17 ottobre, ore 18). La Lalangue nasce dall’ascolto di Kreisleriana, il ciclo che Robert Schumann scrisse nel 1838, e dalla lettura che ne offre Roland Barthes nel saggio Rasch (1975), dove riconosce nella partitura musicale l’irruzione di un linguaggio che precede la parola — fatto di colpo, ritmo e pulsione. Nella trasposizione coreografica e registica di Giacomo Luci, quel quasi parlando, che la musica conosce come indicazione espressiva, prende corpo e diventa immagine enigmatica che conduce alla soglia del dire. Non si tratta di un commento coreografico alla musica, ma di un tentativo di rendere visibile la semantica musicale che Barthes individua nel ciclo schumanniano. Kreisleriana viene eseguita dal vivo e integralmente dalla pianista Beatrice Barison, e costituisce l’ossatura ...

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Il maestro internazionale Raymond Lukens “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Les Sylphides, nella versione originale di Michel Fokine, preservata da Dimitri Romanoff. Non la versione resa celebre dal film con Mikhail Baryshnikov: quella oggi in repertorio è stata riportata in scena da Kirk Peterson su richiesta di Kevin McKenzie. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Rodeo. Quale teatro occupa un posto speciale nel tuo cuore? Il Metropolitan Opera House di New York. Quale romanzo ti piacerebbe maggiormente vedere adattato in un balletto? Una banda di idioti (A Confederacy of Dunces) di John Kennedy Toole. E quale film pensi potrebbe diventare un ottimo balletto? Frida. Quale costume di scena ti è piaciuto di più indossare? Quello di The Four Temperaments. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Perché contiene tutti i colori, come la danza contiene tutte le emozioni. È il colore della luce, dell’eleganza e di quella pagina ancora vuota sulla quale il corpo comincia a scrivere. Di che profumo sa la danza? Sa di palcoscenico: di legno, di resina, di sudore e di fiori. Ma soprattutto sa di passione. È un profumo che non si può comprare e che, una volta respirato, rimane per sempre. Qual è il brano musicale più ...

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Dance Umbrella Festival 2026: Mamela Nyamza inaugura con “The Herd/Less”

Il prestigioso Dance Umbrella Festival, uno dei festival di danza internazionale più importanti di Londra, si prepara a inaugurare l’edizione 2026 con un evento di altissimo profilo artistico. Dall’8 al 10 ottobre 2026, il palcoscenico del Sadler’s Wells East ospiterà la prima britannica di The Herd/Less, la nuova e potente creazione della celebre artista sudafricana Mamela Nyamza. La scelta di affidare l’apertura del festival a Nyamza conferma il ruolo di primo piano della coreografa nel panorama performativo contemporaneo. Già acclamata a Londra per il successo di Hatched Ensemble (spettacolo d’apertura del Dance Umbrella 2024) e fresca del prestigioso Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2026, l’artista torna nella capitale britannica con un’opera tagliente e profondamente evocativa. Il titolo dell’opera gioca sul duplice significato del termine inglese herd (branco/gregge): da un lato evoca l’immagine di una collettività che si muove in perfetta armonia; dall’altro richiama un gruppo diretto, modellato e sottomesso da rigide forze culturali e fisiche. Attraverso la ripetizione e il rituale, Nyamza esplora la sottomissione silenziosa dell’individuo al gruppo. L’uso di oggetti tradizionali dell’Africa meridionale, storicamente associati all’autorità maschile, si trasforma sul palco sia in un simbolo di status sia in un vero e proprio strumento di controllo. L’utilizzo ...

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Crystal Pite – NDT 1 & Kidd Pivot al Festival Aperto di Reggio Emilia

ALCHIMIA Un progetto site specific per Collezione Maramotti Commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara 1 – 4 ottobre 2026 Collezione Maramotti, Reggio Emilia La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max ...

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Opéra de Paris

Opéra de Paris, il Concours de Promotion: date, posti e variazioni

Il Ballet de l’Opéra national de Paris si prepara a uno degli appuntamenti più attesi della propria stagione interna: il Concours de Promotion 2026, in programma giovedì 29 e venerdì 30 ottobre al Palais Garnier. Un appuntamento che, più di un semplice esame, rappresenta ogni anno un momento importante nella vita della compagnia, perché determina il passaggio dei danzatori alle categorie superiori. Anche quest’anno viene confermata la formula introdotta nella precedente edizione: per ciascun grado i candidati potranno confrontarsi con tre variazioni imposte, differenti per stile e linguaggio. Una scelta che mette in primo piano non soltanto la preparazione accademica, ma anche la capacità dell’artista di adattarsi a repertori molto diversi. La particolarità dell’Opéra di Parigi resta proprio nella natura del concorso. Mentre nelle principali compagnie internazionali la progressione dei danzatori dipende generalmente dalle decisioni della direzione, all’Opéra la promozione è tradizionalmente legata a questa prova pubblica interna. Un sistema che affonda le proprie radici oltre un secolo fa e che, negli ultimi anni, ha attraversato diverse modifiche. Con l’arrivo di José Martinez alla direzione della Danza, il meccanismo era stato inizialmente ridimensionato, prevedendo il concorso soltanto per alcune categorie. Successivamente era rimasto riservato ai Quadrilles, per poi tornare, nella ...

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Gennaro Chianese del Ballett Theater Magdeburg “allo specchio”

Qual è il tuo balletto classico preferito? Giselle, per la sua narrativa ed estetica senza tempo. Qual è il tuo balletto contemporaneo preferito? Bella Figura di Jiří Kylián. Il teatro a cui sei più legato? Ogni teatro in cui ho danzato ha un posto speciale nel mio cuore, ma la Royal Swedish Opera di Stoccolma, dove ho mosso i primi passi della mia carriera professionale e dove ho scoperto la mia passione per l’opera lirica, occupa un posto particolare. Se potessi trasformare un romanzo in balletto, quale sceglieresti? Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar, essendo uno dei miei romanzi preferiti. Quale film trasformeresti in un balletto? Il Gattopardo, di Luchino Visconti, si presterebbe a una grande reinterpretazione danzata. Qual è il costume di scena che hai amato di più? Quello de Lo Specchio di Biancaneve, nella reinterpretazione coreografica di Jörg Mannes. Il costume di Louise Flanagan prevedeva anche delle applicazioni argentate sul viso e sui capelli. Mi ha particolarmente ispirato e fatto sentire nel personaggio. Di che colore è la danza? La danza è una moltitudine di colori, perché cambia continuamente sfumature con ciò che racconta e con il momento della vita in cui la si attraversa. Che profumo ha ...

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La stagione di danza 26/27 dell’Opéra Grand Avignon

La danza torna protagonista all’Opéra Grand Avignon nella stagione 2026/2027 con un programma che attraversa linguaggi, sensibilità e geografie differenti, confermando la vocazione internazionale di un’istituzione sempre più attenta alla contemporaneità. Il nuovo cartellone intreccia creazioni del Ballet de l’Opéra Grand Avignon, ospitalità di importanti compagnie francesi e internazionali e gli appuntamenti del festival Les Hivernales, costruendo un percorso nel quale il balletto non è soltanto repertorio, ma soprattutto ricerca, confronto e capacità di interrogare il presente. L’apertura della stagione dedicata alla danza è affidata, il 28 novembre 2026, allo Xie Xin Dance Theatre, una delle realtà più interessanti della scena coreografica cinese contemporanea. La presenza della compagnia ad Avignone introduce fin dall’inizio una dimensione internazionale e testimonia la volontà dell’Opéra di mettere in dialogo tradizioni e culture lontane attraverso il linguaggio universale del corpo. È una scelta significativa, perché la nuova stagione sembra nascere proprio dall’idea della danza come territorio d’incontro, nel quale differenti estetiche possono convivere senza rinunciare alla propria identità. A dicembre sarà invece il Ballet de l’Opéra Grand Avignon a occupare il palcoscenico con Prométhée, in programma il 19 e 20 dicembre. La creazione porta la firma di Martin Harriague e si confronta con una delle ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Mark Morris

Parlare di Mark Morris significa parlare di un artista che, più di molti altri, ha saputo restituire alla danza una delle sue dimensioni originarie e più profonde: quella dell’ascolto. Nato a Seattle nel 1956, Morris ha costruito nel corso di oltre quattro decenni una carriera che sfugge alle definizioni troppo semplici. È coreografo, danzatore, regista e direttore d’orchestra, ma soprattutto è un artista per il quale le diverse discipline non rappresentano territori separati. Nella sua opera la musica diventa movimento, il movimento diventa teatro e il teatro torna alla musica in un continuo scambio di significati. È questa circolarità, più ancora della riconoscibilità del suo stile, ad aver reso la sua ricerca così influente. La sua formazione nasce lontano dall’idea di una traiettoria artistica già tracciata. Morris entra in contatto con linguaggi differenti, studia danza e si confronta con esperienze che comprendono anche le tradizioni popolari. È un apprendistato che contribuisce a formare una concezione del corpo libera dai confini rigidi fra alto e basso, fra accademico e popolare, fra disciplina e spontaneità. Nel suo lavoro futuro tutto questo confluirà in una scrittura coreografica estremamente rigorosa, ma mai intimidatoria, capace di conservare qualcosa di concreto, terrestre, persino quotidiano. Nel 1990 ...

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Dances at a Gathering (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Ci sono balletti che raccontano una storia attraverso personaggi, conflitti e destini. E poi ci sono opere come Dances at a Gathering, nelle quali la storia sembra nascere dal semplice incontro di corpi, musica e spazio. Creato da Jerome Robbins nel 1969 sulla musica di Frédéric Chopin, questo balletto è uno dei capolavori più raffinati del repertorio neoclassico americano: un’opera apparentemente spontanea, luminosa e quasi quotidiana, costruita in realtà con straordinaria precisione. La scena è spoglia. Cinque donne e cinque uomini entrano, escono, si incontrano, si separano e ritornano. Non ci sono scenografie narrative, non ci sono protagonisti in senso tradizionale, non c’è una vicenda da seguire. Eppure, in quei gesti, negli sguardi e nelle relazioni che si formano e si sciolgono, emerge qualcosa di profondamente umano: il piacere di stare insieme. Dances at a Gathering nacque in un momento particolarmente significativo della carriera di Jerome Robbins. Dopo una lunga assenza dal New York City Ballet, durante la quale aveva lavorato intensamente anche per Broadway, il coreografo tornò alla compagnia nel 1969 con una nuova creazione. Il balletto debuttò a New York il 22 maggio 1969 al New York State Theater, oggi David H. Koch Theater. L’idea iniziale era molto ...

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