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Una vita in punta di piedi: buon compleanno, Marie‑Agnès Gillot!

Oggi, 7 settembre 2026, Marie-Agnès Gillot compie 51 anni. Nata a Caen nel 1975, è una delle figure più originali e riconoscibili della danza francese contemporanea: una grande interprete formatasi nella più rigorosa tradizione dell’Opéra national de Paris, ma capace di trasformare quella stessa tradizione in uno strumento di ricerca, libertà e modernità. La sua storia all’Opéra comincia giovanissima. Nel 1985, a nove anni, entra nella Scuola di danza dell’istituzione parigina; nel 1990, appena quindicenne, viene ammessa al Corps de ballet. Nel 1992 diventa Coryphée, nel 1994 Sujet e nel 1999 Première danseuse. È un percorso rapido e insieme costruito con una determinazione fuori dal comune. Il 18 marzo 2004 arriva la consacrazione: al termine di una rappresentazione di Signes di Carolyn Carlson, Marie-Agnès Gillot viene nominata Étoile dell’Opéra di Parigi. È un momento storico: è la prima danzatrice a ottenere il massimo titolo della compagnia in seguito all’interpretazione di un balletto contemporaneo. La scelta non è casuale. Gillot è ormai un’interprete capace di attraversare due mondi che nella sua danza non sono mai veramente separati: il grande repertorio classico e la coreografia contemporanea. Da una parte ci sono i grandi ruoli del balletto: da Don Chisciotte a Il lago ...

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Il “dAS Festival” di Piacenza giunge alla IV edizione

Giunge alla IV edizione dAS FESTIVAL, festival multidisciplinare ideato e diretto dal coreografo piacentino Riccardo Buscarini che porta la danza, la musica e le arti dal vivo all’interno di Palazzi signorili, dimore storiche e giardini nobiliari della città. Il Festival è un omaggio alla figura di Domenichino da Piacenza, maestro di buone maniere che del lavoro presso le famiglie nobili fece il fulcro della sua attività, considerato il primo coreografo della storia per aver composto il trattato De Arte Saltandi (dAS nel titolo), il cui manoscritto è conservato presso la Bibliothèque Nationale Française di Parigi. In programma dal 17 al 20 settembre 2026, la IV edizione di dAS Festival è emblematicamente intitolata Tema e Variazioni e ci conduce in un immaginario simposio sul tema dei classici. Modelli da seguire, ispirazioni da cui trarre nuove forme, guida per gli interrogativi universali del passato e del presente: i classici ci accompagnano anche quando vorremmo fuggire da loro. Tema portante degli eventi di dAS Festival 2026 è proprio il dualismo tra storia e rivisitazione declinato in varie sfaccettature. È affidata come da tradizione alla musica l’inaugurazione, giovedì 17 settembre all’Auditorium Santa Margherita, con il concerto di Giulia Zaniboni (soprano) e Luca Fraternali (pianoforte) ...

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Il futuro della danza risiede nell’umanità del gesto

Nel corso della storia, ogni forma d’arte ha attraversato momenti in cui la ricerca della perfezione tecnica ha rischiato di diventare il suo stesso limite. La danza non fa eccezione. Se da un lato l’evoluzione delle capacità fisiche dei danzatori ha raggiunto livelli straordinari, dall’altro si è aperta una domanda sempre più urgente: cosa resta dell’arte quando il virtuosismo diventa il fine e non più il mezzo? La tecnica rappresenta il vocabolario del corpo. È indispensabile, perché consente al danzatore di ampliare le proprie possibilità espressive e di affrontare linguaggi coreografici sempre più complessi. Tuttavia, nessun vocabolario ha valore se non è accompagnato da un pensiero. Le parole, da sole, non generano poesia. Allo stesso modo, una sequenza impeccabile di salti, pirouette o equilibri non garantisce la nascita di un’opera capace di lasciare un’impronta nello spettatore. Negli ultimi decenni, la danza è stata profondamente influenzata dalla cultura della performance. Competizioni internazionali, piattaforme digitali e social media hanno contribuito a valorizzare l’impatto immediato dell’esecuzione spettacolare. La velocità, la flessibilità estrema e la precisione assoluta sono diventate spesso criteri predominanti di valutazione. Ma l’arte non coincide con la dimostrazione atletica. Il rischio è quello di trasformare il palcoscenico in una vetrina di ...

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Site Dance 2026 ‒ “She Screams” e “Miniatures: Ground Studies”

Prosegue il percorso della settima edizione di SITE DANCE, la rassegna itinerante dedicata alla danza contemporanea diretta da Simona Bucci e Marika Errigo, progetto della Compagnia degli Istanti realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura (MIC), della Regione Toscana e della Fondazione CR Firenze. Il 19 settembre 2026 ‒ in una serata a programma multiplo, che vedrà in scena Ritorno Altrove, di e con Luca Campanella e Françoise Parlanti, e Miniatures: Ground Studies, di Camilla Giani ‒ la Compagnia Egribianco Danza presenterà She Screams, intensa creazione di Raphael Bianco che affronta il tema dell’amore nella sua dimensione più autentica e contraddittoria. Passione e dolore, fragilità e forza, dolcezza e follia si intrecciano in un racconto costruito attorno a tre figure femminili, dando vita a un mosaico di emozioni che restituisce tutta la potenza di un sentimento capace di essere al tempo stesso devastante e rigeneratore. Lontano da ogni rappresentazione idealizzata, il coreografo costruisce un viaggio emotivo attraverso sentimenti estremi e complementari: passione e sofferenza, fragilità e resilienza, desiderio e perdita, abbandono e rinascita. Al centro della scena tre danzatrici ‒ Erika Fisicaro, Carlotta Gravina e Julia Niekowal ‒ che diventano simboli di un universo femminile attraversato da tensioni, memorie e trasformazioni, componendo un ritratto ...

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Michael Jackson: un ricordo nel giorno della sua nascita

Michael Jackson (29 agosto 1958 – 25 giugno 2009) non ha semplicemente danzato. Ha cambiato il modo stesso di concepire il movimento nel mondo dello spettacolo. Ha trasformato il passo in un linguaggio, il gesto in una frase, il corpo in uno strumento capace di raccontare ciò che le parole, a volte, non riuscivano a dire. Nella sua arte, la danza non era un elemento decorativo della musica: era parte integrante della narrazione, un’altra voce attraverso cui emozionare, sorprendere e comunicare. Per Michael, ogni movimento aveva un peso. Ogni inclinazione del corpo, ogni scatto, ogni rotazione, ogni arresto improvviso sembrava nascere da un’intenzione precisa. Il suo modo di danzare aveva qualcosa di apparentemente impossibile: leggerezza e potenza, precisione e istinto, controllo assoluto e libertà. Sin da giovanissimo, Michael mostrò una sensibilità fuori dal comune per il movimento. Osservava, studiava, assorbiva. Non si limitava a imparare i passi: cercava di comprenderne l’anima. Era affascinato dai grandi interpreti che lo avevano preceduto, da Fred Astaire a James Brown, e da loro raccolse insegnamenti fondamentali. Ma quelle influenze, nelle sue mani, non rimasero semplici citazioni: vennero trasformate, reinventate, spinte verso qualcosa di nuovo. Poi arrivò il suo passo. Negli anni Ottanta la danza ...

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I grandi coreografi nella storia della danza: Alwin Nikolais

Alwin Nikolais appartiene alla schiera degli artisti che hanno ampliato i confini della danza trasformandola in un’esperienza totale, dove il movimento dialoga con la luce, il suono, lo spazio e l’immaginazione. La sua arte nasce da una visione profondamente innovativa del palcoscenico, concepito non soltanto come luogo in cui il corpo si esibisce, ma come universo creativo in cui ogni elemento contribuisce alla nascita di una nuova forma poetica. Nelle sue opere la danza si libera dalla necessità di raccontare una storia tradizionale e diventa pura esplorazione della percezione, del ritmo e della fantasia. Il linguaggio di Nikolais si distingue per una straordinaria capacità di trasformare il corpo umano in materia scenica, in un elemento capace di mutare continuamente forma e significato. Il danzatore non è più soltanto protagonista individuale, ma parte di un organismo più ampio in cui movimento, costume, ambiente e tecnologia si fondono. Questa concezione porta a una nuova idea di presenza scenica: il corpo diventa spazio in movimento, immagine in trasformazione, strumento di una composizione visiva e sonora complessa. La sua danza possiede una qualità quasi astratta, ma non per questo distante dall’emozione. Al contrario, attraverso forme insolite e mondi immaginari Nikolais riesce a evocare sensazioni ...

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OnDance 2026, Milano torna a danzare con Roberto Bolle

Milano torna a danzare. Dall’11 al 13 settembre 2026 la città ospiterà la nona edizione di OnDance – La festa della danza, il grande appuntamento ideato e diretto da Roberto Bolle che, anno dopo anno, porta la danza fuori dai luoghi tradizionalmente deputati allo spettacolo per trasformarla in un’esperienza aperta a tutti. Per tre giorni il Castello Sforzesco, Piazza Duomo e il Parco Sempione diventeranno il palcoscenico di lezioni, incontri, performance e momenti di festa, in un programma che punta ancora una volta a mettere al centro la partecipazione e il rapporto diretto tra artisti, danzatori e pubblico. Il filo conduttore scelto per questa edizione è la felicità, intesa non soltanto come sentimento, ma come una vera e propria condizione che la danza può contribuire a generare. Ballare significa infatti entrare in relazione con il proprio corpo e con gli altri, condividere uno spazio, una musica, un ritmo. È un linguaggio che può superare differenze e distanze e che, proprio per la sua immediatezza, riesce a coinvolgere persone molto diverse tra loro. La scelta del tema appare quindi perfettamente in linea con la filosofia di OnDance, nata con l’obiettivo di rendere la danza sempre più popolare, accessibile e presente nella ...

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D.Off

D.Off ‒ InArt 2026: La danza contemporanea torna a Matelica per la tredicesima edizione

Dopo le tappe di Firenze, Marano Lagunare e Magliano in Toscana, il Festival D.Off – Incontro tra la danza e la città approda a Matelica per la sua tredicesima edizione, intitolata quest’anno InArt. Promossa da Art Hub e diffusa in cinque regioni (Toscana, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Calabria e Puglia), la manifestazione si avvale della direzione artistica di Roberto Lori e della direzione organizzativa di Marika Errigo. Questa tappa marchigiana  gode del patrocinio e del contributo del Comune di Matelica, in collaborazione con AMAT Marche, Pro Matelica e Fondazione Il Vallato. Il sipario si alzerà ufficialmente lunedì 31 agosto 2026 (ore 21:15) alla Fondazione Il Vallato con Dove il giallo si sfoglia, una coproduzione tra Compagnia Arearea e Compagnia degli Istanti, nata dalla residenza di Irene Ferrara e Angelica Margherita. Le due autrici e interpreti portano in scena un duetto che esplora il colore giallo nelle sue diverse sfumature emotive e visive. La serata proseguirà con Lumii, un assolo di e con Francesca Gianelli ‒ coreografia selezionata tramite bando e sviluppata proprio grazie alla residenza al festival ‒ che racconta in modo simbolico il tentativo di piccole creature di tuffarsi nel mondo e la sfida quotidiana di ciascuno di noi per ...

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Site Dance ‒ “Ritorno Altrove”: la danza della nostalgia

Continua la programmazione di “Site Dance” – la rassegna di danza itinerante diretta da Simona Bucci e Marika Errigo, giunta quest’anno alla sua settima edizione – con un appuntamento dedicato alla memoria, al desiderio e a quei luoghi interiori che continuano ad abitare il nostro presente. Il 19 settembre 2026, alle ore 18:00, il Piccolo Teatro della Rosa di Scandicci ospiterà Ritorno Altrove, duetto ideato, interpretato e firmato da Luca Campanella e Françoise Parlanti. Lo spettacolo si muove sulle tracce della nostalgia, un sentimento complesso e sfaccettato, capace di racchiudere insieme mancanza, memoria e trasformazione. Attraverso il linguaggio della danza, i due interpreti costruiscono un viaggio emotivo in cui i ricordi diventano materia viva, riportando alla luce relazioni, luoghi e momenti che appartengono al passato ma continuano a risuonare nel presente. Ritorno Altrove non racconta soltanto il desiderio di ciò che è stato perduto, ma esplora una nostalgia più profonda e intima: quella rivolta verso un possibile “altrove”, uno spazio dell’anima in cui convivono sogni, possibilità non percorse e progetti rimasti sospesi. Un territorio misterioso e personale, fatto di immagini, attese e domande ancora aperte. Il duetto diventa così un dialogo tra corpi e ricordi, un’indagine poetica sulle tracce lasciate ...

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Stagione 26/27 del Ballet de l’Opéra national du Capitole di Tolosa

La stagione 2026/2027 del Ballet de l’Opéra national du Capitole di Tolosa si distingue per una programmazione raffinata, capace di coniugare il grande repertorio del Novecento con la vitalità della creazione contemporanea. Il cartellone riflette una precisa identità artistica, fondata sull’equilibrio tra tradizione e innovazione, offrendo al pubblico un percorso che valorizza la ricchezza del linguaggio coreografico in tutte le sue sfumature. L’inaugurazione della stagione, in ottobre, è affidata a un programma dedicato ai maestri del balletto americano. Le coreografie di George Balanchine e Peter Martins celebrano l’eleganza del neoclassicismo e la sua straordinaria capacità di rinnovarsi attraverso una danza essenziale, musicale e di grande virtuosismo tecnico. Un’apertura di prestigio che riafferma il legame del Ballet du Capitole con uno dei repertori più influenti della storia della danza. Nel periodo natalizio torna in scena Les Trois Mousquetaires, il balletto narrativo creato da Benjamin Pech e ispirato al celebre romanzo di Alexandre Dumas. Lo spettacolo unisce il fascino del racconto avventuroso a una scrittura coreografica dinamica e coinvolgente, nella quale scene corali, duelli e momenti lirici si alternano con naturalezza. È una produzione che negli anni ha conquistato il pubblico e che continua a rappresentare uno dei titoli più significativi del repertorio ...

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