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La danza contemporanea: una costellazione di linguaggi

La danza contemporanea nasce non come una tecnica unica, ma come un territorio aperto. A differenza della modern dance, da cui in parte discende, non si fonda su un solo sistema codificato: è una costellazione di linguaggi, poetiche e approcci che riflettono il mondo complesso e frammentato del secondo Novecento e oltre. Ogni maestro ha contribuito a ridefinire il corpo, lo spazio e il senso stesso del danzare, trasformando la danza in un laboratorio permanente di ricerca. I nomi da citare sarebbero numerosi, noi ci focalizziamo sui seguenti: Merce Cunningham: autonomia e neutralità del movimento Merce Cunningham è una figura di passaggio fondamentale tra modern e contemporaneo, ma il suo pensiero segna l’inizio della danza contemporanea vera e propria. Il suo stile si basa sull’autonomia della danza rispetto alla musica e alla narrazione. Movimento, suono e spazio coesistono senza gerarchie. Il corpo è esplorato nella sua complessità anatomica, con una tecnica rigorosa ma priva di intenzione espressiva obbligata. Cunningham introduce il caso come metodo compositivo, aprendo la strada a una danza non narrativa, non emotiva, ma profondamente presente. Trisha Brown e la Postmodern Dance: il quotidiano come danza Con Trisha Brown e la Judson Dance Theater, la danza contemporanea compie ...

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La danza Bollywood: un linguaggio tra tradizione, cinema e identità

  La danza Bollywood non nasce su un palcoscenico né in una scuola accademica: nasce davanti alla macchina da presa. È figlia del cinema popolare indiano e, come il cinema da cui prende il nome, vive di eccesso, emozione e trasformazione continua. Più che uno stile codificato, la danza Bollywood è un linguaggio ibrido, capace di unire tradizione e modernità, ritualità e spettacolo, racconto e intrattenimento. A differenza di molte forme di danza, la Bollywood dance non precede il mezzo che la diffonde, ma nasce con esso. A partire dagli anni Quaranta e Cinquanta, il cinema hindi inizia a integrare numeri musicali sempre più elaborati, in cui il movimento diventa parte essenziale della narrazione. Le coreografie non servono solo a stupire: raccontano sentimenti, conflitti, sogni, spesso ciò che non può essere detto apertamente. Nel tempo, la danza Bollywood si è evoluta insieme al pubblico, assorbendo influenze esterne senza mai perdere la sua funzione principale: comunicare emozioni in modo diretto e collettivo. Alla base della danza Bollywood ci sono le danze classiche e popolari indiane. Il Kathak fornisce la precisione ritmica, i giri veloci, il rapporto con la musica percussiva. Il Bharatanatyam contribuisce con l’uso espressivo delle mani e del volto, ...

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“Arte in Danza”: Andrea Cagnetti interpreta Marthe Keller all’Institut de Danse du Val d’Aoste

L’Institut de Danse du Val d’Aoste ospita “Arte in Danza”, un nuovo progetto coreografico firmato da Andrea Cagnetti, che vede la danza farsi strumento di traduzione poetica e sensibile di un dipinto dell’artista americana Marthe Keller. Un incontro tra arti visive e movimento che indaga le dinamiche compositive, cromatiche ed emotive della pittura attraverso il corpo danzante. La collaborazione tra Cagnetti e Keller non è nuova: risale infatti al 2008 la prima performance condivisa, Agrume mistero, un’installazione coreografica presentata presso l’auditorium del St. Stephen di Roma, allora diretto da Agnes Martin. Questo nuovo capitolo rinnova e approfondisce un dialogo artistico già consolidato, inserendolo in un contesto formativo e performativo di respiro contemporaneo. Il processo creativo prenderà avvio sabato 24 gennaio 2026 e coinvolgerà gli allievi dell’Institut de Danse du Val d’Aoste. In accordo con la direttrice Elena Aloisio, il laboratorio sarà aperto anche a partecipanti esterni e al pubblico: come in uno showcase, sarà possibile assistere alle diverse fasi di costruzione della coreografia, offrendo uno sguardo privilegiato sul lavoro di ricerca e composizione. La creazione debutterà in scena a giugno 2026 in occasione dello spettacolo di fine anno dell’Institut, presso il Teatro Splendor di Aosta. Marthe Keller, nata e cresciuta ...

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Chiude la “Carolyn Carlson Company” con un ultimo saluto

Dopo undici anni di attività, la Carolyn Carlson Company si avvia alla chiusura, segnando la fine di una delle esperienze più liriche e riconoscibili della danza contemporanea europea. Una notizia che colpisce profondamente il mondo dello spettacolo dal vivo, non solo per il prestigio della sua fondatrice, ma per il valore artistico e simbolico che la compagnia ha rappresentato nel panorama internazionale. Fondata e diretta da Carolyn Carlson, figura cardine della danza del Novecento e pioniera di una scrittura coreografica fortemente poetica, la compagnia ha incarnato per oltre un decennio un’idea di danza come spazio meditativo, visivo e spirituale. Un linguaggio che ha saputo coniugare gesto, parola, musica e silenzio, rimanendo fedele a una visione artistica rigorosa e fuori dalle logiche di consumo rapido. Alla base della decisione di interrompere le attività vi sono difficoltà economiche strutturali e un contesto finanziario sempre più complesso per le compagnie indipendenti, soprattutto quelle votate alla ricerca e alla trasmissione di un repertorio d’autore. Una situazione che riflette una crisi più ampia del settore culturale, in cui la sostenibilità artistica fatica a trovare un equilibrio con i modelli di finanziamento attuali. La chiusura sarà accompagnata da un ultimo saluto al pubblico: The Tree, una ...

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I ruoli en travesti nel balletto classico: storia e significati

Nel vasto panorama del balletto classico esiste una tradizione affascinante e spesso poco conosciuta: quella dei ruoli en travesti, personaggi interpretati da danzatori o danzatrici che vestono i panni del sesso opposto. Non si tratta di una semplice curiosità folkloristica, ma di un elemento strutturale dell’arte coreutica, capace di attraversare epoche, estetiche e stili diversi mantenendo intatto il proprio magnetismo scenico. Un termine, molte sfumature L’espressione francese en travesti significa letteralmente travestito, ma nel linguaggio della danza racchiude qualcosa di più complesso: una scelta interpretativa che gioca con la percezione del corpo, del genere e della personalità scenica. A differenza di altri generi teatrali, nel balletto il travestimento non nasce da esigenze comiche o burlesche — anche se talvolta assume anche quel ruolo — ma da una combinazione di motivi storici, tecnici e drammaturgici. Quando la storia decide il cast Nei secoli passati la scelta di assegnare a una donna un ruolo maschile era spesso dettata dalla necessità. Nei balletti romantici, ad esempio, molti personaggi maschili erano adolescenti, paggi o figure angeliche: fisici slanciati, linee morbide e movimenti leggeri, caratteristiche che il corpo femminile poteva restituire con maggiore efficacia sulla scena. In altre epoche, invece, alcuni ruoli femminili venivano occasionalmente ...

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“Au Revoir Miroir” – L’eterno viaggio alla ricerca della felicità

Dal 19 al 22 febbraio 2026, il Piccolo Bellini di Napoli ospita AU REVOIR MIROIR, una creazione intensa e poetica con coreografie di Paolo Mohovich e drammaturgia e testo di Cosimo Morleo, prodotta da Teatro dell’Altro.  AU REVOIR MIROIR è un’opera scenica che intreccia danza, prosa e musica dando forma a un’esperienza scenica profonda e suggestiva. Al centro della creazione vi è il rapporto con il riflesso, declinato come confronto con la memoria, con l’immagine di sé e con lo sguardo dell’altro. I cinque specchi presenti in scena non sono semplici elementi scenografici, ma vere e proprie soglie drammaturgiche: superfici che moltiplicano le identità, frammentano la percezione e rendono visibile il conflitto tra ciò che siamo e ciò che crediamo di essere. Riflettersi significa qui esporsi, perdersi e, talvolta, riconoscersi. In scena sette danzatori dell’EkoDance Project – Francesca Raballo, Gaia Triacca, Andrea Carozzi, Miu Sasaki, Leonardo Urgese, Chiara Colombo, Jennifer Mauri – e cinque attori di Teatro dell’Altro – Andrea Car, Davide Bombardelli, Marco Greco, Sara Mozzi Zangari, Davide Sardella. I corpi danzanti e le voci attoriali costruiscono una drammaturgia stratificata, fatta di quadri, attraversamenti e ritorni, in cui il gesto precede la parola e la parola tenta di afferrare ...

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Dieci tipi di danze che hanno conquistato i Social nel 2025

I Social continuano a trasformare il modo in cui balliamo: ciò che nasce in una sala prove può diventare virale in poche ore, mentre stili di nicchia trovano una nuova vita grazie a coreografi digitali e community globali.
 Ecco i 10 tipi di danza che nel 2025 sono esplosi su TikTok, Instagram e YouTube, tra challenge, remix e contaminazioni. 1. Afrobeats Fusion Energia allo stato puro: 
movimenti fluidi, spalle vibranti, footwork veloce: l’Afrobeats continua a dominare i trend grazie ad artisti che mescolano elementi tradizionali con stili moderni.
 È lo stile che più spesso genera coreografie virali in pochi giorni. 2. Heels Dance Tacchi, tecnica e tanta presenza scenica: il 2025 ha visto una nuova ondata di Heels: più inclusiva, aperta a tutte le corporature, e sempre più focalizzata sulla performance cinematografica. 
I video “one shot” in sala prove hanno spopolato. 3. K-pop Dance Cover 2.0: le cover non passano mai di moda, ma ora arrivano in versione “2.0” con inquadrature multiple, tagli stile videoclip, gruppi con outfit identici agli originali. 
Le fandom mantengono questo stile in cima ai trend quasi senza sforzo. 4. Latin Sensual (Bachata e Salsa Fusion): durante il 2025 cresce la popolarità delle coreografie “social-friendly”; meno ...

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“Murmuration Level 2”: la geometria ipnotica di Sadeck Berrabah al Théâtre Marigny

Dal 21 dicembre 2025 al 4 gennaio 2026, il Théâtre Marigny di Parigi ospiterà Murmuration Level 2 del coreografo francese Sadeck Berrabah. Lo spettacolo è un’indagine sulla complessità del movimento collettivo, sfruttando la precisione esecutiva di oltre 30 danzatori per dare vita a complesse strutture visuali che richiamano l’omonimo fenomeno ornitologico: il volo sincronizzato e coreografato di uno stormo di uccelli che si muovono come un’unica entità. Il lavoro si concentra sull’astrazione del gesto e sulla sua riproposizione in schemi geometrici in continua evoluzione, creando un’esperienza visiva ipnotica e non narrativa che sfida la percezione spaziale del pubblico. Questa metodologia posiziona Berrabah all’intersezione tra street dance, da cui mutua la forza e la tecnica del breaking, e la formalizzazione tipica della danza postmoderna, in una sintesi che eleva il virtuosismo tecnico a strumento di ricerca formale. L’architettura del gesto è una sfida ottica in cui ogni movimento è calcolato per contribuire a un disegno d’insieme, e il corpo del singolo performer si annulla a favore dell’insieme, trasformando il virtuosismo tecnico in uno strumento di ricerca formale. L’uso metodico degli arti superiori per generare pattern visivi su larga scala rappresenta il cuore della ricerca del coreografo sulla geometria del movimento. La coreografia si ...

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Maguy Marin – “May B”: la danza dell’umanità sospesa

Dal 10 al 14 dicembre 2025, al Teatro Bellini di Napoli, un grande appuntamento con la danza contemporanea: May B di Maguy Marin, un’opera che rappresenta un vero e proprio manifesto del teatro-danza. Creata nel 1981 e ispirata ai testi di Samuel Beckett, questa pièce non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza immersiva nella condizione umana alla deriva, un viaggio crudo e poetico che l’ha resa un classico irrinunciabile a livello mondiale, con oltre 750 repliche. May B ha segnato l’apice della Nouvelle Danse francese, elevando il linguaggio del corpo a veicolo di profonda riflessione filosofica. In scena dieci figure, i cui volti incipriati e i movimenti goffi e meccanici evocano gli antieroi beckettiani, condannati a un’esistenza di gesti ripetitivi e di un’attesa vana. La coreografia, lungi dall’essere solo estetica, è un’anatomia dell’inettitudine e della tenacia umana, dove la caduta e il grottesco si fondono in una danza di sopravvivenza. L’efficacia emotiva dell’opera è amplificata da una partitura sonora stratificata che spazia dalla malinconia del Lied di Franz Schubert alla musica medievale di Gilles de Binche, fino alle risonanze contemporanee di Gavin Bryars. Questa tessitura musicale crea un potente contrappunto con la desolazione scenica, sottolineando l’atemporalità del tema: l’alienazione, la ...

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“Firmamento”: un viaggio onirico nella trasformazione dell’essere

Il 20 novembre 2025, il Théâtre de la Ville de Luxembourg ospiterà Firmamento, la nuova creazione di Marcos Morau e della compagnia La Veronal, un viaggio onirico in cui il pubblico viene trasportato in un universo retro-futuristico dove i sogni dell’infanzia, l’intensità cruda e l’immaginazione senza limiti si scontrano con le realtà del crescere. Dopo aver incantato il pubblico del Grand Théâtre nel 2021 con Sonoma, la compagnia torna a unire il linguaggio della danza, del teatro e del cinema per creare uno spettacolo visivo e surreale che esplora il passaggio cruciale dall’infanzia all’adolescenza, un periodo di trasformazione, contraddizioni e infinite possibilità. In un universo popolato da macchine strane e burattini eccentrici si muovono sei talentuosi danzatori: Àngela Boix, Jon López, Núria Navarra, Lorena Nogal, Marina Rodríguez e Shay Partush, che danno vita all’energia pura dell’adolescenza, mentre si muovono attraverso un mondo in cui i confini tra realtà e immaginazione si dissolvono. Ispirato agli angeli eterei dipinti da Giotto nella Cappella degli Scrovegni, Firmamento riflette sulla tensione tra i sogni innocenti dell’infanzia e le possibilità più complesse e contraddittorie della vita adulta. La coreografia, insieme alla scenografia elaborata di Max Glaenzel e ai costumi surreali di Silvia Delagneau, evoca un ...

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