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Bozza Dpcm: scuole di danza chiuse fino al 5 marzo 2021

Brutte notizie per la danza. Il nuovo provvedimento da approvare si aggiunge al decreto varato mercoledì. Nel nuovo Dpcm che viene portato questa sera in Consiglio dei ministri ci sarà una nuova stretta per scuole di danza, impianti sciistici, piscine e palestre. È quanto emerge dalle anticipazioni della bozza. Il nuovo Dpcm si aggiunge al decreto varato mercoledì sera e tutte le nuove norme saranno in vigore dal 16 gennaio al 5 marzo (fatta eccezione per il divieto di spostamento fra le regioni che per ora è confermato fino al 15 febbraio). Domani, poi, ci sarà la pubblicazione del nuovo monitoraggio: in base ai dati, il ministero della Salute stabilirà, con una ordinanza, i “colori” delle regioni.  Si protrae ulteriormente, invece, lo stop per scuole di danza, palestre e piscine: il ministro Spadafora, a fine dicembre, aveva detto che l’obiettivo era quello di poterle riaprire in sicurezza a fine gennaio. I nuovi dati hanno sconsigliato invece questa accelerazione. Una notizia che arriva dopo un anno faticoso per le scuole di danza italiane, ancora un duro colpo che rischia di mettere in ginocchio per sempre il settore coreutico, già in difficoltà da anni. Redazione www.giornaledelladanza.com

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Scuole di danza, palestre e teatri ancora chiusi. Un anno terribile e tante incertezze

Il DPCM del 25 ottobre ha fermato questo importante settore che continua a tenere spente le luci. Un trimestre a primavera, l’altro trimestre sta per concludersi a fine gennaio, il 25. Il grido d’allarme di Duregon, Presidente ANIF: “ Il comparto giù provato è allo stremo, sull’orlo del precipizio. Salviamo questo universo e ridiamo ai 20 milioni di italiani il diritto allo sport”. Le date ipotizzate: 18 o 25 gennaio, oppure 1 febbraio Un anno terribile per lo sport. A ottobre fermare palestre, scuole di danza, teatri e piscine dopo l’impennata dei contagi estivi, sembrava la formula magica per poter accendere in dicembre le luminarie di Natale. La scelta non ha dato i frutti ipotizzati: le luci delle feste si sono illuminate a intermittenza, le sale fitness, i centri sportivi, le piscine continuano a rimanere chiusi. E molti non riapriranno più. Numeri importanti in questo settore che conta 1 milione di addetti ai lavori e 20 milioni di cittadini che frequenta i centri, che cercava e sperava a settembre di riportare in palestra il 30/35% degli utenti che dopo il primo lockdown di marzo e dopo l’estate non era ancora rientrato. Ora dopo la seconda serrata, bisognerà ripartire da zero, ammesso che si possa ripartire. Redazione www.giornaledelladanza.com

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Ipotesi “zona bianca”in cui scuole di danza, palestre, teatri e cinema potrebbero riaprire

Con il nuovo dpcm anti Covid potrebbe essere introdotta nella classificazione delle fasce di rischio la ‘zona bianca’: con una bassa circolazione del virus, se i parametri lo permetteranno, sarà possibile riaprire in alcune Regioni i luoghi della cultura, come cinema e teatri, ma anche palestre e piscine. Dopo il 15 gennaio la suddivisione in tre zone potrebbe subire delle modifiche, con la possibile introduzione di una ‘zona bianca’, in cui palestre, teatri e cinema potrebbero riaprire. Del resto lo ha anticipato il ministro dello Sport Spadafora, spiegando che entro gennaio le palestre potrebbero riprendere le attività. La proposta di una ‘zona bianca’ è stata avanzata dal ministro Dario Franceschini, che ha trovato una sponda nel ministro della Giustizia Bonafede. Nelle Regioni in cui il virus circola meno potrebbero riaprire non solo i luoghi della cultura, come cinema, teatri, sale da concerto, musei, ma anche palestre e piscine.  La zona bianca potrebbe essere introdotta già nel prossimo dpcm. Redazione www.giornaledelladanza.com  

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Nuovo Dpcm scuole di danza e teatri chiusi fino al 3 dicembre 2020

Stop alle scuole di danza e teatri. Sono questi i due interventi principali per frenare l’aumento dei contagi di cui si è discusso  nella riunione tra il premier Giuseppe Conte, e i capi delegazione della maggioranza, che riguardano il mondo della danza.  E’ quanto prevede il nuovo  Dpcm le scuole di danza rimarranno chiuse fino al  3 dicembre 2020 anziché fino al 24 novembre come era previsto. Cessare l’attività delle Scuole di Danza vuol dire affamare migliaia di lavoratori, e con essi le loro famiglie. I debiti assunti per ottemperare agli obblighi per la riapertura sono stati ingenti. Ed ora questo peso è insostenibile. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico nei teatri,  in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto. Con la chiusura totale di cinema e teatri si profila uno scenario drammatico per l’intero settore dello spettacolo. Redazione www.giornaledelladanza.com

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Fondazione Egri per La Danza: rimodulazione e aggiornamento attività

Compagnia EgriBiancoDanza

Come conseguenza delle decisioni del Governo italiano contenute nell’ultimo nell’ultimo DPCM del 25 ottobre 2020, la Fondazione Egri diretta da Susanna Egri e Raphael Bianco si adegua alla sospensione dell’attività di spettacolo dal vivo. La stagione IPUNTIDANZA 2020/21 e la RASSEGNA INTERSCAMBI COREOGRAFICI già partite a pieno regime e in massima sicurezza fin dal mese di settembre con gli appuntamenti di Cuneo, Genova e Vigliano Biellese, saranno ricalendarizzate. La produzione della Compagnia EgriBiancoDanza proseguirà con la creazione dello spettacolo dedicato ad Einstein, di cui saranno condivisi, attraverso i canali social, alcuni estratti dalle prove fatte in studio. Sarà un periodo di incubazione e gestazione anche di altri progetti in cui la Compagnia cercherà di  restare sempre e comunque  in contatto con il pubblico. Anche l’attività di formazione della scuola prosegue con la pratica motoria online, ma anche nell’ottica, in questo momento difficile, di esplorare un’ulteriore opportunità, quella di scandagliare ambiti teorici della danza che spesso nel normale cursus di studi non vengono praticati, incrementando dei corsi che prevedano esclusivamente lo studio di materie quali la storia della danza e l’analisi del movimento. La Fondazione Egri, come centro culturale già aderente al CID- Conseil International de la Danse e ad ELIA ...

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Danilo Di Leo: un arabesque di protesta

Danilo Di Leo

Durante la manifestazione tenutasi a Napoli il 26 ottobre 2020 nel terzo giorno di proteste contro le restrizioni imposte dal DPCM del Governo, il danzatore del Teatro San Carlo Danilo Di Leo, aggrappato ad un palo della segnaletica stradale sotto il palazzo della Regione Campania, ha effettuato un arabesque: un gesto di protesta espressa nel linguaggio elegante e leggiadro della Danza. Sui suoi profili social l’artista ha dichiarato: Un arabesque di protesta! Ridateci la nostra quotidianità, la nostra vita, il nostro lavoro… ridateci l’arte, la cultura! In questo periodo di pandemia l’unica soluzione per sconfiggere il virus è rispettare delle regole, ma forse non tutti sanno che chi vive la realtà teatrale sa perfettamente cosa significa fare sacrifici e rispettare le regole… quindi quale posto migliore per sentirsi sicuri se non vedere un Teatro? I teatri sono un posto sicuro! Redazione www.giornaledelladanza

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Teatro alla Scala: i ballerini protestano con una foto

Teatro alla Scala

In queste ore di grande sconforto in seguito alle disposizioni del DPCM del 25 ottobre 2020 tutti i comparti della cultura stanno levando la loro voce per esprimere il dissenso verso la decisione del Governo di chiudere i teatri. C’è chi ha scelto di scendere in piazza per protestare e chi ha deciso di farlo in modi diversi, come i ballerini del Teatro alla Scala di Milano, che hanno espresso il loro rammarico di non poter più andare in scena attraverso una foto che in poche ore è stata diffusa su tutti i profili social dei tersicorei scaligeri. Nell’immagine, diffusa in rete con la frase “ci avete già messo da parte”,  i danzatori indossano la mascherina e una maglia nera, con su scritto “make it possible”: un appello accorato per far sì che la loro arte sia appunto “resa possibile” in quello che può essere considerato il tempio della Danza. Nel pomeriggio anche Roberto Bolle ha lanciato un appello sui social: Nel rispetto delle esigenze sanitarie che restano prioritarie, mi unisco alla voce di coloro che chiedono di non sottovalutare il danno che la chiusura di teatri e cinema, realtà che avevano magnificamente interpretato le norme di sicurezza con risultati eccezionali, ...

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Roberto Bolle: “Mi unisco alla voce di coloro che chiedono di non sottovalutare il danno che la chiusura dei teatri porta a tutto il Paese”

Roberto Bolle

    In questo momento di grave crisi per tutto il mondo dello spettacolo, l’étoile Roberto Bolle ha lanciato un messaggio molto significativo sulle sue pagine social: Nel rispetto delle esigenze sanitarie che restano prioritarie, mi unisco alla voce di coloro che chiedono di non sottovalutare il danno che la chiusura di teatri e cinema, realtà che avevano magnificamente interpretato le norme di sicurezza con risultati eccezionali, porta a tutto il Paese. Sul profilo Instagram dell’artista si legge: L’arte e la cultura sono la voce e il nutrimento di un paese. Fermare tutto, vuol dire non solo imbavagliarlo, ma anche togliergli ristoro, impoverirlo con effetti anche di lunga durata di cui non conosciamo la portata soprattutto sui giovani. Per non parlare delle categorie professionali coinvolte che, al pari di tante altre, non hanno possibilità di sopravvivere economicamente con dignità a questa terribile emergenza. Redazione www.giornaledelladanza.com

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