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Il Ballet de l’Opéra national du Rhin al Festival Aperto

«Questo dittico va oltre la semplice unione di due stili distintivi. Segna un felice incontro tra il mondo classico del balletto, la danza contemporanea e la danza afro-caraibica. Ciò fa sperare in un repertorio più inclusivo e aperto al mondo.» (Mouvement) Domenica 11 ottobre 2026, alle ore ore 18, al Teatro Municipale Valli di Reggio Emilia, la XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri è la volta del Ballet de l’Opéra national du Rhin— il CCN di Mulhouse diretto da Bruno Bouché — con un dittico a due firme: la prima italiana di Ici, creazione del coreografo Léo Lérus, e The Look (2019) di Sharon Eyal. Dodici danzatori nel primo pezzo, diciassette nel secondo. Si affiancano le radici creole di Lérus e la trance futurista di Eyal — due voci della scena contemporanea legate da una complicità artistica e umana di lunga data — in un progetto nato su invito del CCN di Mulhouse. Ici è la creazione di Léo Lérus per dodici interpreti del Ballet du Rhin — assoli e quadri d’insieme di rara intimità, che portano sensibilità ed energia contemporanee dentro le tradizioni coreografiche e musicali della Guadalupa, isola in cui il coreografo è nato e ...

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Equilibrio Dinamico in una coreografia di (LA)HORDE a Reggio Emilia

Sabato 10 ottobre 2026, alle ore 19, al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia, la XVIII edizione del Festival Aperto della Fondazione I Teatri accoglie People used to die, coreografia del collettivo francese (LA)HORDE — direttori artistici del CCN Ballet national de Marseille dal 2019, nel 2025 fra i cento artisti più influenti al mondo secondo ArtReview. In scena Equilibrio Dinamico Dance Company, compagnia barese fondata da Roberta Ferrara nel 2011, che con questo pezzo celebra i propri quindici anni: quindici interpreti, una transenna sullo sfondo, i codici della Mainstream Hardcore — hardjump, hakken, jumpstyle — nati nei rave gabber del Nord Europa a cavallo fra gli anni Novanta e i primi Duemila, qui estratti dai piazzali e riscritti come partitura per la scena. L’hardjump e il jumpstyle sono nati nella scena hardcore europea come stili di ballo per la musica gabber; l’hakken è la variante olandese, sviluppatasi nei rave dei primi anni Duemila. Sono linguaggi cresciuti fuori dal teatro, nei piazzali, nelle sale industriali, nei rave illegali. (LA)HORDE li riconduce a una scrittura coreografica: le figure tecniche — quello che nel gergo si chiama tricks — perdono progressivamente la loro funzione originaria e diventano materiale per interrogare il rapporto fra ...

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Crystal Pite – NDT 1 & Kidd Pivot al Festival Aperto di Reggio Emilia

ALCHIMIA Un progetto site specific per Collezione Maramotti Commissionato e coprodotto da Festival Aperto/Fondazione I Teatri – Reggio Emilia in collaborazione con Collezione Maramotti e Max Mara 1 – 4 ottobre 2026 Collezione Maramotti, Reggio Emilia La coreografa canadese Crystal Pite è una voce celebre della danza contemporanea da oltre 35 anni. È apprezzata a livello internazionale per creazioni che affrontano con coraggio temi quali il trauma, la dipendenza, il conflitto, la coscienza e la mortalità; la sua visione audace e originale le ha valso un riconoscimento internazionale e ha ispirato un’intera generazione di artisti della danza. Il suo nuovo progetto – parte del programma di Festival Aperto 2026 – è una collaborazione tra Fondazione I Teatri / Festival Aperto, Collezione Maramotti, la sua compagnia di danza Kidd Pivot e la prestigiosa compagnia di danza contemporanea Nederlands Dans Theater (NDT), dove è Coreografa Associata dal 2008. In questo progetto si incrociano percorsi che hanno già cambiato la danza contemporanea: la creazione prenderà forma in dialogo con l’architettura della Collezione Maramotti e con le sue opere e sarà interpretata da danzatori di NDT 1 e Kidd Pivot, proseguendo la collaborazione avviata nel 2009 tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max ...

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Al Municipale Valli di Reggio la danza come forza della natura

Dopo il debutto al Festival Aperto 2024, torna a Reggio Emilia una delle compagnie di danza più affascinanti della scena internazionale: TAO Dance Theater, fondata a Pechino nel 2008 da Tao Ye, Duan Ni e Wang Hao, Leone d’Argento alla Biennale Danza 2023. Lo scorso ottobre il Festival Aperto aveva presentato 13 e 14 al Teatro Ariosto: ora la Fondazione I Teatri invita il pubblico a ritrovare quella stessa forza visionaria con due nuovi lavori, 16 e 17, mercoledì 15 aprile ore 20.30 al Teatro Municipale Valli. Invitata sui maggiori palcoscenici del mondo, dal Lincoln Center di New York al Sadler’s Wells di Londra, passando per la Sydney Opera House e il Théâtre de la Ville di Parigi, La Biennale di Venezia, TAO Dance Theater ha conquistato critica e pubblico internazionali. Il Financial Times ha scritto che la loro danza si muove come una forza della natura, mentre l’Evening Standard li ha definiti intensi, seriamente ipnotici e capaci di catturare l’attenzione, confermando Tao Ye come una voce eccezionale nella danza internazionale. Alla Biennale di Venezia 2023, il direttore Wayne McGregor ha motivato il Leone d’Argento sottolineando come, abbandonando narrativa, messaggio e scenografia, i due coreografi abbiano creato un genere di ...

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Successo per “L’arte di Marinel Stefanescu” [Recensione]

A due anni dalla scomparsa di Marinel Stefanescu, il Teatro Valli di Reggio Emilia è tornato a farsi luogo di memoria, celebrazione e rivelazione con una serata che più che un galà si è rivelata un atto d’amore: L’arte di Marinel Stefanescu. Un titolo semplice, quasi pudico, dietro cui si nasconde un universo complesso, fatto di poesia coreografica, onestà artistica e una visione della danza come missione umanistica. La manifestazione con la consegna dei Premi intitolati al Maestro, frutto della collaborazione tra Nicoletta Stefanescu, Elena Casolari, Rezart Stafa, il Comune di Reggio Emilia e la Fondazione I Teatri, ha avuto il privilegio della supervisione di Liliana Cosi, compagna d’arte e di vita creativa di Stefanescu, anima di un sodalizio che ha segnato la storia della danza italiana dagli anni Ottanta ad oggi. La sua presenza nel palco di proscenio – figura luminosa, discreta, quasi sacrale – ha aggiunto alla serata una dimensione affettiva impossibile da descrivere senza commozione. Il Foyer: la pittura come preludio al gesto Già nel foyer, l’accoglienza del pubblico è avvenuta nel segno di Stefanescu pittore. Una piccola ma significativa selezione di quadri, scelti con cura quasi filologica, ha introdotto agli echi cromatici che nelle sue coreografie ...

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Dimitris Papaioannou – “Sisyphus/Trans/Form”: un viaggio emotivo attraverso l’illusione

Dimitris Papaioannou Inserito nella cornice del Festival Aperto 2019, Sisyphus/Trans/Form è il nuovo progetto in prima ed esclusiva italiana che il coreografo greco Dimitris Papaioannou ha creato per la Collezione Maramotti, collezione privata di arte contemporanea aperta al pubblico dal 2007 e ospitata nella prima sede dell’azienda Max Mara, un edificio brutalista degli anni Cinquanta. Le performance site specific di Papaioannou si terranno dal 24 al 27 ottobre 2019 (6 repliche) negli spazi della Collezione. La decennale collaborazione tra Collezione Maramotti, Max Mara e Fondazione I Teatri giunge con Papaioannou al suo sesto appuntamento, dopo Trisha Brown Dance Company (2009), Shen Wei Dance Arts (2011), Wayne McGregor | Random Dance (2013), Hofesh Shechter/Shechter Junior (2015) e Saburo Teshigawara_KARAS (2017). L’invito a coreografi di fama internazionale a ideare e presentare performance di danza in spazi dedicati all’arte contemporanea nasce dalla volontà di attivare un confronto diretto e stimolante fra coreutica e arti visive. La collaborazione include la presentazione della nuova creazione di Papaioannou all’interno del Festival Aperto 2020: un progetto internazionale che vede I Teatri tra i coproduttori, con il sostegno di Max Mara. In Sisyphus/Trans/ Form i corpi dei danzatori sono al contempo in equilibrio e spezzati, si muovono in una ...

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PROSPETTIVE01

PROSPETTIVE01 – NEW ITALIAN DANCE PLATFORM 2019

Ginevra Panzetti “HARLEKING” Photo Credits: Dieter Hartwig Prospettive01” è una rubrica rivolta ad artisti e contesti che rappresentano un mondo di talenti in continua evoluzione. Ideata e curata da Lorena Coppola, la rubrica si propone di raccogliere una serie di interviste e di articoli mirati a dar voce e spazio a tutte le fasce creative del mondo coreutico che costituiscono giovani realtà in via di sviluppo ed espansione, progetti innovativi, o realtà già consolidate, di spiccato talento, meritevoli di attenzione. Un luogo di rivelazione e di incontro di nuove prospettive. 27 spettacoli, 8 locations, 1450 ore di danza, una città intera che danza: si presenta così la quinta edizione di NID – New Italian Dance Platform, la Nuova Piattaforma della Danza Italiana che si terrà dal 10 al 13 ottobre 2019 a Reggio Emilia, organizzata da ATER, Circuito Regionale Multidisciplinare, Fondazione Nazionale della Danza e Fondazione I Teatri in collaborazione con Rete Anticorpi. Un’edizione che, in continuità con le precedenti, mantiene i tratti distintivi che ne hanno fatto un progetto di successo, introducendo al tempo stesso elementi di novità e di stimolo nel rapporto tra programmazione e produzione coreutica, per realizzare un evento dal respiro internazionale rivolto a tutti gli ...

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Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara insieme per il progetto di Wayne McGregor

  Il coreografo britannico Wayne McGregor presenta in prima assoluta la performance site specific Scavenger, realizzata grazie alla collaborazione tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara. Scavenger verrà allestito negli spazi della Collezione Maramotti e saranno quattro repliche pomeridiane dal 16 al 17 novembre. Affascinato dall’architettura dell’edificio che accoglie la Collezione Maramotti, Wayne Mc Gregor decide di utilizzarla come una risorsa, insieme ai danzatori della sua compagnia Random Dance che, scegliendo ognuno di loro un’opera della Collezione, svolgono lavori di ricerca e studio dell’opera per poi poterla riproporre al pubblico con coreografie e movimenti che la rappresentino secondo la loro sensibilità artistica. Il risultato finale di Scavenger sarà una combinazione dell’abilità creativa dei danzatori, del coreografo Wayne Mc Gregor e di un terzo elemento noto come “becoming”; una sorta di “ballerino virtuale”, un software in grado di trasformare le sollecitazioni e gli impulsi raccolti dai movimenti dei danzatori in creazione autonoma. Questo terzo elemento sarà visibile su uno schermo inserito tra sculture materiche e sarà, per la prima volta, presente dal vivo come parte integrante della performance di Mc Gregor. La collaborazione tra Fondazione I Teatri, Collezione Maramotti e Max Mara, sviluppata con l’intenzione di creare un dialogo tra arte coreutica e arti visive, nasce nel 2009 con il coinvolgimento della Trisha Brown Dance ...

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Al Teatro Ariosto di Reggio Emilia “Alice nel paese delle meraviglie” di Francesco Nappa

  Il prossimo 6 e 7 novembre 2011 al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, andrà in scena, in prima rappresentazione assoluta, Alice nel paese delle meraviglie, coreografia, regia e scenografia di Francesco Nappa, liberamente ispirato all’omonimo racconto di Lewis Carroll. Lo spettacolo, su musiche di David Byrne, Robert Moran, Michael Nyman, John Lurie, Michael Torke, eseguite da Balanescu Quartet,  Papain, è una produzione Fondazione Nazionale della Danza – Aterballetto, in collaborazione con Fondazione I Teatri. Chi è Alice? È semplicemente Alice Liddell, malinconica bambina inglese che si lasciava ritrarre in fotografie misteriose e, chissà, allusive, e cullare dalle parole nonsense di Charles Dogsdon, alias Lewis Carroll, sulle rive del Tamigi, nelle estati vittoriane fatte di cantilene, giochi di parole, sciarade e invenzioni di creature fantastiche? Oppure è l’incarnazione poetica di uno stato della vita nel quale anima e corpo stanno per trasformarsi e assumere una propria identità – che ne determinerà il ruolo futuro nell’esistenza? Fortemente legato alla parola, ma ugualmente stimolante per la potenza immaginifica, il viaggio metaforico di Alice ha sfidato teatranti e coreografi. È il caso di Francesco Nappa, danzatore dal prestigioso curriculum, da qualche tempo felicemente attratto dalla composizione coreografica, che ha scelto di affrontare il ...

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