Il corpo come luogo di disciplina e di desiderio, la danza come spazio di libertà e di trasgressione, la ricerca della perfezione come possibile forma di prigionia. Sono questi alcuni dei temi al centro di Posso solo credere a una dea che danza: memorie del Novecento, lo spettacolo ideato da Luca Scarlini e firmato da Marianna Basso, che debutterà in prima assoluta il 15 ottobre 2026 alla Fonderia di Reggio Emilia. Ispirandosi a Mine-Haha di Frank Wedekind e alle vicende di alcune tra le più radicali protagoniste della danza moderna, la giovane autrice e coreografa costruisce un percorso che attraversa la memoria, l’immaginario e la storia del corpo danzante. Da Charlotte Bara ad Anita Berber, da Clotilde von Derp a Mary Wigman, emergono figure femminili che hanno messo in discussione le convenzioni estetiche e sociali, trasformando il proprio corpo in uno strumento di ricerca e di ribellione. In dialogo con la letteratura, la storia della danza e una ricerca scenica che intreccia coreografia, drammaturgia e arti visive, Marianna Basso ci accompagna alla scoperta di un’opera che interroga il confine tra libertà e costrizione, conformismo e individualità, disciplina e impulso vitale. Il 15 ottobre 2026 “Posso solo credere a una dea ...
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