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Fairytale Ballets: quando le fiabe danzano in alta definizione

Il balletto classico ha sempre trovato nelle fiabe una delle sue fonti d’ispirazione più inesauribili. Principesse addormentate, fanciulle trasformate dalla magia, cigni incantati e bambole che prendono vita hanno attraversato oltre un secolo di storia della danza, conquistando generazioni di spettatori. Oggi questo patrimonio torna protagonista grazie al cofanetto Fairytale Ballets pubblicato da Opus Arte, una raccolta che offre l’occasione di riscoprire alcuni dei titoli più rappresentativi del repertorio del Royal Ballet. L’interesse di questa pubblicazione non risiede soltanto nella qualità tecnica delle registrazioni, realizzate con immagini in alta definizione e una ripresa capace di valorizzare ogni dettaglio della coreografia. Il vero valore del cofanetto è la possibilità di osservare come il linguaggio del balletto continui a parlare al pubblico contemporaneo senza rinunciare alla propria identità. Ogni titolo racconta una diversa sfaccettatura del mondo delle fiabe. La bella addormentata rappresenta il trionfo dell’eleganza accademica, con la sua struttura monumentale e il celebre vocabolario coreografico derivato dalla tradizione di Marius Petipa. Cenerentola, nella raffinata versione di Frederick Ashton, unisce poesia, ironia e teatralità, dimostrando come una storia universalmente conosciuta possa acquisire nuova profondità attraverso il movimento. Coppélia introduce invece un tono brillante e leggero, giocando sul confine tra realtà e fantasia, ...

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Il maître de ballet Marc-Emmanuel Zanoli “allo specchio”

Il tuo balletto classico preferito? The Dream di Sir Frederick Ashton. Il tuo balletto contemporaneo preferito? Sleight of Hand di Sol León e Paul Lightfoot. Il teatro del cuore? Il Grand-Théâtre di Bordeaux… Senza alcuna esitazione! Un romanzo da trasformare in un balletto? La Venere d’Ille di Prosper Mérimée. E un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Bolero, un film francese di Anne Fontaine. Racconta la storia della vita di Maurice Ravel. Il costume di scena che hai indossato e che hai preferito? Il mio costume preferito è quello di Carabosse nella versione di Charles Jude. A quale colore associ la danza? A tutti i colori. Che profumo ha la danza? Un mix di pece (colofonia), polvere e qualcosa di straordinario. La musica più bella mai scritta per un balletto? Sono indeciso tra il quarto atto de Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta di Prokof’ev. Il film sulla danza da non perdere?Cantando sotto la pioggia… oppure Dirty Dancing. Due leggende della danza del passato, una donna e un uomo? Zizi Jeanmaire e Pierre Lacotte. Mi hanno sempre affascinato. Il tuo passo di danza preferito? Il grand jeté. Tra i personaggi del grande repertorio del balletto classico, ...

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English National Ballet 26/27: una stagione tra classici e novità

L’English National Ballet presenta la stagione 2026/27 sotto il segno di un invito preciso al pubblico: “sentire di più”. Un messaggio che racchiude la visione del direttore artistico Aaron S. Watkin e che definisce un programma capace di unire il grande repertorio del balletto, nuove commissioni coreografiche, riletture contemporanee e progetti pensati per avvicinare alla danza spettatori di tutte le età. La nuova stagione si aprirà al Sadler’s Wells Theatre di Londra nel settembre 2026 con Rhythm Riot, un trittico che celebra il rapporto tra musica, movimento ed energia scenica. Il programma riunisce tre linguaggi coreografici differenti: per la prima volta l’English National Ballet presenterà Symphony in Three Movements di George Balanchine, capolavoro neoclassico costruito sulla musica omonima di Igor Stravinskij, caratterizzato da velocità, precisione e brillantezza tecnica. Accanto a Balanchine arriveranno due nuove creazioni in prima mondiale: Auguries of Innocence di Jae Man Joo, ispirata alla poesia di William Blake e alla sua riflessione sul rapporto tra innocenza, esperienza e condizione umana, e Bow Out di Micaela Taylor, un lavoro che trae ispirazione dall’energia della scena jazz degli anni Trenta e dal suo ritmo travolgente. La stagione proseguirà con uno dei titoli più amati dal pubblico internazionale: Romeo and ...

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Lezioni di repertorio: il ponte tra tecnica e interpretazione

Le lezioni di repertorio rappresentano uno dei momenti più affascinanti e formativi nello studio della danza classica. A differenza delle lezioni di tecnica alla sbarra o al centro, il repertorio introduce gli allievi all’interpretazione dei grandi balletti della tradizione, trasformando lo studio del movimento in un’esperienza artistica completa. Si tratta di un passaggio fondamentale nella formazione del danzatore: qui la tecnica non è più un fine, ma uno strumento al servizio del racconto. Dalla tecnica alla narrazione Nelle lezioni di repertorio, gli allievi studiano estratti dai grandi capolavori del balletto classico. Tra i più utilizzati troviamo Il Lago dei Cigni, La Bella Addormentata e Giselle. Ogni variazione o passo a due non è soltanto una sequenza di movimenti, ma una vera e propria scena teatrale. Il ballerino deve imparare a comprendere il contesto narrativo, il carattere del personaggio e le emozioni da trasmettere. L’importanza dell’interpretazione Uno degli aspetti più complessi del repertorio è l’interpretazione. Nella danza classica, la precisione tecnica è fondamentale, ma non sufficiente. Durante queste lezioni, l’insegnante guida gli studenti a sviluppare espressività, musicalità e presenza scenica. Un semplice gesto della mano o uno sguardo possono cambiare completamente il significato di una variazione. Per questo motivo, il repertorio ...

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Premio Daphne 2026 a Leroy Mokgatle per eccellenti meriti

Il 10 luglio 2026, al termine della rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate, Leroy Mokgatle, demi-solista dello Staatsballett Berlin, riceverà il Premio Daphne 2026 della TheaterGemeinde Berlin. La danzatrice Leroy Mokgatle, membro dello Staatsballett Berlin, riceve il Premio Daphne 2026 della TheaterGemeinde Berlin per i suoi «eccezionali meriti artistici». La cerimonia di premiazione si terrà venerdì 10 luglio 2026 presso la Deutsche Oper Berlin, al termine dello spettacolo Sogno di una notte di mezza estate nella coreografia di Edward Clug. Entrata a far parte dello Staatsballett Berlin nella stagione 2023/24, Leroy Mokgatle interpreta un ampio repertorio che spazia dal balletto classico alla danza contemporanea, da Il lago dei cigni e La bella addormentata alle coreografie di William Forsythe e alle creazioni di Marcos Morau. Nata nel 2001 in Sudafrica, ha studiato dal 2007 al 2012 presso la South African Ballet Theatre School di Pretoria, per poi proseguire la formazione all’Art of Motion Academy di Berna e infine alla European Ballet School di Amsterdam. Nel 2016 ha vinto il Prix de Lausanne. La svolta della sua carriera è arrivata nel 2019 con il Béjart Ballet Lausanne. Nel 2022 è entrata a far parte del Balletto di Zurigo diretto ...

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Buon compleanno a Dominique Khalfouni: l’arte della grazia

Nel calendario silenzioso della danza, vi sono date che non appartengono soltanto al tempo, ma alla memoria viva dell’arte. Il 23 giugno – giorno della nascita di Dominique Khalfouni – è una di queste: un’occasione per celebrare non solo una figura eminente del balletto del Novecento, ma una concezione stessa della danza come vocazione assoluta, come destino inscritto nel gesto. Nata nel 1951 a Charenton-le-Pont, alle porte di Parigi, Khalfouni appartiene a quella generazione che ha incarnato l’ultima stagione aurea del grande balletto classico europeo, sospesa tra tradizione accademica e rinnovamento coreografico. La sua formazione all’École de danse dell’Opéra di Parigi – iniziata all’età di nove anni – si inscrive in quella linea severa e luminosa che, da Carlotta Zambelli a Yvette Chauviré, ha plasmato il canone della scuola francese. Vi è, nella sua ascesa, qualcosa di quasi mitologico: entrata nel corpo di ballo giovanissima, Khalfouni giunge al titolo di danseuse étoile nel 1976, in circostanze che la leggenda della danza ama ricordare come eccezionali. Non già attraverso i consueti gradi gerarchici, ma per una consacrazione immediata, quasi inevitabile, che riconosceva in lei una qualità rara: la capacità di unire purezza tecnica e intensità drammatica in un equilibrio perfetto. Il ...

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Il danzatore di OKC Ballet Federico Ginetti “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Romeo e Giulietta in tutte le sue versioni. Simboleggia una storia di amore, unione e amicizia. Nonostante il finale tragico, può benissimo rappresentare una scena quotidiana ancora attuale. Il balletto contemporaneo prediletto? In the middle, somewhat elevated di William Forsythe. Dove porta la tecnica e la figura del ballerino ad esplorare oltre i canoni di dinamicità, fisicità e virtuosità. Il Teatro del cuore? Da Milanese cresciuto e formato a Milano, non posso che dire il Teatro alla Scala. È sempre magico tornarci. Un romanzo da trasformare in balletto? Essendo un amante di libri gialli, sarebbe interessante poterne rappresentare uno sotto forma di balletto. Magari un bel romanzo di Agatha Christie. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? La vita è bella di Roberto Benigni. Un film che ci ricorda quanto siano potenti l’amore e l’ironia nel proteggerci dalle difficoltà della vita. Il costume di scena indossato che hai preferito? Il costume di Hans quando si trasforma in un principe nello Schiaccianoci. Prezioso ed elegante. Quale colore associ alla danza? Il bianco è il colore simbolo di eleganza e purezza in questa disciplina. Rappresenta anche l’unione di tutti i colori dello spettro, a simboleggiare ...

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La Stagione di Danza 26/27 al Teatro Celebrazioni di Bologna

La grande danza oltre i confini del movimento: cinque appuntamenti con grandi compagnie internazionali accomunate dalla capacità di spingere il gesto coreutico oltre ogni limite, fondendo l’arte coreografica con l’innovazione tecnologica, l’acrobazia e l’illusione visiva. La stagione si aprirà con la Roma City Ballet Company, che porterà in scena un grande classico come Il Lago dei Cigni (15 novembre). In questo allestimento, la regia e la coreografia di Luciano Cannito (da Marius Petipa) faranno dialogare l’eccellenza della tradizione accademica con scenografie ridisegnate per l’occasione dall’Intelligenza Artificiale. Il mese successivo, la celebre compagnia acrobatica Les Farfadais firmerà ÂME – Viaggio nell’Inferno di Dante (5 e 6 dicembre), un affresco visionario ed extra-terreno che lascerà il pubblico con il fiato sospeso tra evoluzioni aeree, effetti speciali e videomapping. L’atmosfera natalizia si accenderà poi con l’arrivo degli Imperial Ice Stars e della loro spettacolare Cenerentola on Ice (dal 23 al 27 dicembre). L’ideazione di Tony Mercer vedrà scendere in pista 21 performer internazionali capaci di unire la magia della narrazione teatrale al pattinaggio acrobatico più estremo, il tutto su un palcoscenico ghiacciato a -15°C. La programmazione riprenderà nell’anno nuovo, quando l’Athletic Dance Theatre Kataklò presenterà Seasons – Oltre le Stagioni (14 marzo). Sotto ...

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La Coryphée Emma Mardegan “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il Lago dei cigni che trovo sia il balletto classico per eccellenza ma adoro anche Giselle e Manon per la loro drammaticità. Il balletto contemporaneo prediletto? Bella Figura di Jiří Kylián e The Four Seasons di David Dawson anche se è più neo classico. Il Teatro del cuore? Il mio, dove ballo da già 7 anni, il Dutch National Ballet. Un romanzo da trasformare in balletto? Orgoglio e Pregiudizio, un grande tributo all’amore a lieto fine. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? The Shape of Water, un amore impossibile e complesso. Il costume di scena indossato che hai preferito? Ne ho diversi, ho adorato i costumi di Diamonds in Jewels e i tutú di Henriette della nuova produzione di Raymonda di Rachel Beaujean. Quale colore associ alla danza? Non credo di riuscire ad associare solo un colore alla danza dato che i sentimenti e le emozioni che sa trasmettere vanno oltre lo spettro dei colori. Che profumo ha la danza? La danza per me ha il profumo del backstage: sudore, pece e sipario di velluto. La musica più bella scritta per balletto? Penso Il lago dei cigni di Tchaikovsky: varia dalla musica ...

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La prima ballerina Maria Lozanova-Buzincu “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? Radio and Juliet di Edward Clug. Il Teatro del cuore? La mia prima compagnia — Balletto Nazionale di Sofia. Un romanzo da trasformare in balletto? Via col vento. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Le sei mogli di Enrico VIII. Il costume di scena indossato che hai preferito? Tutù di Odile. Quale colore associ alla danza? Rosa. Che profumo ha la danza? Libertà e gioia. La musica più bella scritta per balletto? Čajkovskij, Il lago dei cigni — IV atto. Il film di danza irrinunciabile? Center Stage. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Sylvie Guillem e Vladimir Vasiliev. Il tuo “passo di danza” preferito? Piroette. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Kitri — Don Chisciotte. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Per favore, danza per me. Tre parole per descrivere la disciplina della danza? Mente forte, desiderio, forza. Come ti vedi oggi allo specchio? Felice. Michele Olivieri www.giornaledelladanza.com © Riproduzione riservata

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