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Riflessione sul mondo e sulle relazioni con gli altri in “Becoming” di Iván Pérez

Il 22 agosto 2017, all’interno della 37sima edizione di Operaestate Festival Veneto, il Teatro Remondini di Bassano del Grappa (VI) ospita la compagnia olandese INNE con Becoming, coreografia di Iván Pérez, interpretato da Christopher Tandy, Majon van der Schot, Wei-yun Chen, musica di Rutger Zuydervelt. All’inizio del 2016, grazie al progetto europeo Pivot Dance (programma triennale sostenuto da Creative Europe dell’Unione Europea, volto a mettere in contatto coreografi, produttori e pubblico), Pérez incontra l’imprenditore culturale Joriene Blom con cui fonda INNE, una piattaforma in cui incontrarsi e creare, dare vita a nuove collaborazioni e partnership, un’opportunità per esplorare nuovi metodi e pratiche artistiche. Con Becoming, il coreografo spagnolo costruisce una riflessione su chi siamo e su chi diventiamo nella relazione con gli altri, uno sguardo sul mondo in costante movimento, sul cambiamento di identità nel tempo e nello spazio, attraverso i gesti dei danzatori che si muovono tra collettività e individualità, empatia e connessione, in una rete di contatti che compongono una comunità in cerca di una sua possibile collocazione. ORARI & INFO 22 agosto 2017, ore 21.00 Teatro Remondini Via Vendramini 35 Bassano del Grappa (VI) Biglietteria del Festival: +39 0424 524214 Stefania Napoli Fotografia: Alwin PoianaIl www.giornaledelladanza.com

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Iván Pérez, “uno dei migliori danzatori contemporanei dell’ultima decade,” a Chicago con “Flesh”

Il prossimo 10 ottobre, con replica l’11, all’Harris Theatre di Chicago,in occasione del 25◦ anniversario della compagnia, la River North Dance Chicago presenterà, per la prima volta in America Flesh, del coreografo spagnolo Iván Pérez. Creato in origine per il Nederlands Dans Theatre 2 e pensato per otto danzatori, questo lavoro, di grande impatto emotivo,  dedicato ai genitori del coreografo dopo la loro prematura scomparsa, è ispirato al poema di Keith Douglas, The Knife, che celebra il mistero della vita oltre la morte fisica attraverso la memoria. Iván Pérez è un coreografo di grande talento che ha svolto gran parte della sua carriera nei Paesi Bassi, inizialmente come danzatore e poi come coreografo per le compagnie Netherlands Dance Theater (NDT) e Netherlands Dance Theater II (NDT II). Tra le altre sue collaborazioni si annoverano inoltre Compañía Nacional de Danza, Ballet Moscow, Balletboyz, Ballet Nacional de Cuba. Definito dal Dance Europe Magazine “uno dei migliori danzatori contemporanei dell’ultima decade”, attualmente è coreografo associato per il Korzo Theatre e i suoi lavori sono presentati in molti festival internazionali. Collabora inoltre con istituzioni coreutiche in tutta Europa, creando lavori commissionati da Frankfurt University of Music and Performing Arts (HfMDK), ArtEZ Dansacademie, University for Music ...

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Iván Pérez presenta il suo nuovo lavoro coreografico alla XXVII edizione del Festival Internazionale “Madrid en Danza”

Si svolgerà dal 14 al 18 Novembre 2012 la XXVII edizione del Festival Internazionale “Madrid en Danza”, con la Compañia Nacional de Danza diretta da José Carlos Martínez ed il patrocinio del Ministero de Educación, Cultura y Deporte e l’Istituto Nacional de las Artes Escénicas y de la Musica. Nell’ambito del Festival, il giovane e talentuoso coreografo Iván Pérez presenterà in prima mondiale assoluta il suo nuovo lavoro coreografico: Démodé, su musiche di Luis Miguel Cobo. L’idea alla base di quest’opera è una riflessione: avete mai osservato la vostra immagine  riflessa nella vetrina di un negozio? Guardandovi intorno vi siete chiesti, cosa sia alla moda e cosa sia démodé? Sembra che sia alla moda non vivere lo stato emozionale, evitare costantemente le proprie passioni ed i propri demoni. La domanda che ci si pone allora è: cosa stiamo facendo? Ma c’è davvero tanto bisogno di sapere cosa stiamo facendo e perché? Su questo interrogativo lasciato aperto si dipanano i movimenti fluidi dei danzatori, che sembrano a loro volta rimandare a quesiti la cui risposta sembra consistere nell’unica possibilità della fruizione visiva dello spettatore, che così diventa partecipe di quello stesso processo emotivo.  “Non potrei mai creare dal nulla, sono inevitabilmente ...

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