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Tag Archives: Marius Petipa

Il danzatore Giulio Diligente “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Don Quixote. Il balletto contemporaneo prediletto? Giselle di Akram Khan. Il Teatro del cuore? Teatro Nazionale Finlandese. Un romanzo da trasformare in balletto? Secondo me Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa: visto che nasce già dentro un ballo, perché la danza, più delle parole, sa raccontare il tempo che passa. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Il padrino. Il costume di scena indossato che hai preferito? Basilio (terzo atto). Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? La danza profuma di storia, tradizione, pece, legno del palco ma anche di innovazione e libertà. La musica più bella scritta per balletto? Passo a due di Schiaccianoci. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Michail Baryšnikov e Alicia Alonso. Il tuo “passo di danza” preferito? Qualsiasi tipo di pirouette. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Basilio, perché come interpretazione e carattere mi è molto affine. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Per citare uno tra i tanti direi Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? ...

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‘Roberto Bolle and Friends’ in scena al Teatro EuropAuditorium

Un appuntamento imperdibile quello con Bologna che non manca mai nel calendario di Roberto Bolle, grato ad una città che gli ha sempre riservato un affetto e una dedizione incredibili, e dove molti anni fa è nato il suo primo fanclub. Per il pubblico entusiasta e al tempo stesso esigente della “Dotta” anche questa volta l’Étoile scaligera ha preparato un programma nuovo che unisce repertorio classico e contemporaneo e soprattutto riunisce talenti nuovi ed affermati del panorama tersicoreo internazionale. In primo luogo, Ildar Young, giovane danzatore di origini russe, attualmente tra i nomi più promettenti della scena internazionale. Con la sua intensità interpretativa e la sua tecnica impeccabile, sarà protagonista del solo Metaphor della coreografa Zoi Tatopoulos e insieme con Bolle di una creazione di Christopher Wheeldon, US. Nel cast anche gli amati protagonisti del Teatro alla Scala di Milano, l’Étoile Nicoletta Manni e il marito, il Primo Ballerino Timofej Andri-jashenko. Insieme interpreteranno il Grand Pas Classique di Victor Gsovskij e Nicoletta Manni sarà poi la partner di Roberto Bolle in un pezzo tutto italiano: Caravaggio. Opera di Mauro Bigonzetti, su musica di Claudio Monteverdi, ispirato alla vita e soprattutto alla luce di uno dei più grandi pittori della storia, ...

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Il direttore e maître de ballet Lienz Chang “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Spartacus di Grigorovich. Il balletto contemporaneo prediletto? Il mio balletto contemporaneo preferito è Softly di Sol Leon e Paul Lightfoot. Il Teatro del cuore? Il Gran Teatro de La Habana Alicia Alonso. Un romanzo da trasformare in balletto? Trasformare una storia d’amore in un romanzo è un processo delizioso, simile a coreografare un intero spettacolo partendo da un solo passo a due. È un lavoro di espansione e approfondimento, in cui l’intimità iniziale prende corpo fino a diventare una narrazione completa, dotata di anima e respiro. Il primo passo consiste nell’individuare il “motore” emotivo della storia: si tratta di un amore impossibile, di una riunione tanto attesa, di una passione proibita o di una relazione capace di guarire vecchie ferite? Questo nucleo emotivo guiderà ogni scelta narrativa. Un processo analogo avviene quando una storia d’amore viene trasformata in un balletto, uno degli esercizi più affascinanti della drammaturgia coreografica. In questo caso, l’obiettivo è distillare l’essenza narrativa ed emotiva dell’opera e tradurla in azione fisica, musica e atmosfera. Poiché nel balletto la trama deve essere comprensibile senza l’uso delle parole, gli elementi fondamentali devono emergere in modo chiaro e immediato. Ogni scena può diventare un passo a ...

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Programma e candidati alla 54ª edizione del Prix de Lausanne

Fino all’8 febbraio 2026, il Théâtre de Beaulieu di Losanna ospita la 54ª edizione del Prix de Lausanne, uno degli appuntamenti più prestigiosi e influenti nel panorama della danza classica e contemporanea mondiale. La competizione, che culminerà con la finale di sabato 7 febbraio, rappresenta ogni anno un osservatorio privilegiato sui talenti emergenti destinati a entrare nelle grandi compagnie internazionali. Il concorso è riservato a giovani danzatori tra i 15 e i 18 anni, suddivisi in quattro categorie, senza quote prestabilite per l’accesso alla finale. Una formula che conferma la vocazione meritocratica del Prix, da sempre attento alla qualità artistica più che ai numeri. La settimana si è aperta con lezioni quotidiane e sessioni di coaching, in programma da lunedì 2 a giovedì 5 febbraio. Venerdì 6 febbraio sarà invece dedicato alle selezioni ufficiali, durante le quali ogni candidato presenterà sul palcoscenico una variazione classica e una contemporanea, entrambe in costume. I nomi dei venti finalisti saranno annunciati in serata. Sabato 7 febbraio, i finalisti torneranno in scena per la finale, seguita dalla proclamazione dei risultati dal vivo. Domenica 8 febbraio chiuderà la manifestazione il tradizionale Rising Stars Gala, vetrina d’eccellenza che riunisce giovani promesse e artisti affermati. L’edizione 2026 ...

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Intervista esclusiva a Marta Romagna e Alessandro Grillo

Marta Romagna, dopo un inizio nella ginnastica artistica, nel 1985 viene ammessa alla Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala di Milano. Si diploma nel 1993 ed entra subito a far parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Debutta a soli 19 anni, quando Elisabetta Terabust, direttrice del corpo di ballo della Scala, le affida il ruolo di Giulietta in Romeo e Giulietta, in coppia con Roberto Bolle. In seguito Bolle sarà suo partner in numerosi ruoli. Dal 1997 è invitata regolarmente a Gala e Rassegne internazionali. Nel 2001 viene nominata prima ballerina da Frédéric Olivieri e danza al Piermarini in questa veste per vent’anni, fino al ritiro avvenuto nel dicembre 2021. Marta Romagna interpreta sin dall’inizio della sua carriera ruoli sia classici sia moderni. Tra i più significativi: Capriccio per piano di George Balanchine (ruolo di protagonista, interpretato nel 1995); Three Preludes di Ben Stevenson (1995); Embrace the Tiger and Return to Mountain di Glen Tetley (1995); Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan (ruolo di Giulietta, 1996 e 2000); Les six danses de Chabrier di Roland Petit (ruolo principale, 1996); Giselle di Patrice Bart e Yvette Chauviré (ruolo di Myrtha, 1996 e 1999); Apollon Musagète di George ...

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Bayadère all’Opera di Roma con le étoile Sae Eun Park e Paul Marque

Non solo intrighi d’amore, gelosia e tradimento ne La Bayadère in scena dal 3 all’8 febbraio al Costanzi nella versione coreografica creata da Benjamin Pech, da Petipa, proprio per l’Opera di Roma nel 2023. «È un balletto epico – dichiara Pech – una vera epopea. Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena». L’ambizioso spettacolo si avvale delle scene firmate dall’artista Ignasi Monreal, dei costumi di Anna Biagiotti e delle luci di Vinicio Cheli, per trasportare il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo. La musica di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Marius Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma. I protagonisti de La Bayadère, come nel poema indiano Sakuntala di Kalidasa cui Petipa si è ispirato, sono il guerriero Solor e della sua amante segreta, la baiadera Nikiya. Ad interpretarli sono chiamati quattro ospiti internazionali: le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque (3 e 5 febbraio), entrambi al debutto ...

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L’epopea de ‘La Bayadère’ con pregiati ospiti all’Opera di Roma

Non solo intrighi d’amore, gelosia e tradimento ne La Bayadère in scena dal 3 all’8 febbraio al Costanzi nella versione coreografica creata da Benjamin Pech, da Petipa, proprio per l’Opera di Roma nel 2023. «È un balletto epico – dichiara Pech – una vera epopea. Questa produzione è una sfida che coinvolge, assieme agli ospiti, ai danzatori del Corpo di Ballo e agli allievi della Scuola di Danza, tutti coloro che lavorano nell’ombra, dietro le quinte impegnati nei numerosi cambi di scena». L’ambizioso spettacolo si avvale delle scene firmate dall’artista Ignasi Monreal, dei costumi di Anna Biagiotti e delle luci di Vinicio Cheli, per trasportare il pubblico in un universo onirico senza tempo, elegantemente esotico e contemporaneo. La musica di Ludwig Minkus, composta per il balletto ideato da Marius Petipa nel 1877, è affidata alla bacchetta del francese Fayçal Karoui che dirige l’Orchestra dell’Opera di Roma. I protagonisti de La Bayadère, come nel poema indiano Sakuntala di Kalidasa cui Petipa si è ispirato, sono il guerriero Solor e della sua amante segreta, la baiadera Nikiya. Ad interpretarli sono chiamati quattro ospiti internazionali: le étoiles dell’Opéra di Parigi Sae Eun Park e Paul Marque (3 e 5 febbraio), entrambi al debutto ...

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Il principal dancer e direttore artistico Domenico Luciano “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Giselle. Il balletto contemporaneo prediletto? 27’52” di Jiří Kylián. Il Teatro del cuore? Teatro San Carlo di Napoli. Un romanzo da trasformare in balletto? Orlando di Virginia Woolf. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Espiazione (Atonement), un film del 2007, diretto da Joe Wright. Il costume di scena indossato che hai preferito? Albrecht dell’ABT con dentro il nome di Marcelo Gomes. Quale colore associ alla danza? Bianco. Che profumo ha la danza? Profumo di rose rosa. La musica più bella scritta per balletto? Il IV atto del Lago dei cigni. Il film di danza irrinunciabile? Due vite, una svolta (The Turning Point) diretto da Herbert Ross con protagonista Mikhail Baryshnikov. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Carla Fracci e Rudolf Nureyev. Il tuo “passo di danza” preferito? Non ho un passo in particolare, ma adoro un port de bras di qualità, quello che per me fa la differenza. Chi ti sarebbe piaciuto essere nella vita reale tra i personaggi del grande repertorio di balletto classico? Il Principe in Cenerentola. Chi è stato il genio per eccellenza nell’arte coreografica? Marius Petipa. Tornando indietro, se incontrassi Tersicore, cosa le diresti? Tersicore, ti sono ...

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Nuova versione de “Il lago dei cigni” al Teatro Massimo di Palermo

Tra gli appuntamenti più attesi della stagione, torna in scena al Teatro Massimo di Palermo dal 22 gennaio alle ore 20 Il lago dei cigni di Pëtr Il’ič Čajkovskij in una nuova e affascinante veste coreografica. A firmarla è il direttore del Corpo di ballo della Fondazione, Jean-Sébastien Colau, che realizza un progetto desiderato da tempo: una ripresa classica, rispettosa dell’eredità di Petipa e Ivanov, capace di mettere in risalto le qualità della compagnia palermitana. Coreografo collaboratore Vincenzo Veneruso; Assistente alla coreografia Agnes Letestu. L’originalità della nuova produzione è l’ambientazione nell’epoca del Gattopardo, in un’atmosfera aristocratica e raffinata. Crinoline, sete e abiti d’epoca trasporteranno il pubblico nelle atmosfere di Tomasi di Lampedusa, tra decadenza e splendore, rendendo omaggio alla Sicilia e all’estetica del romanzo. Il tradizionale balletto romantico rivivrà nel mondo dei Salina e dei Falconeri, grazie alle scenografie di grande raffinatezza disegnate da Francesco Zito (coadiuvato dall’assistente Chiara Mirabella) e ai preziosi costumi curati da Cécile Flamand con una cura minuziosa del dettaglio storico ed estetico. L’impianto visivo è completato dal disegno luci di Bruno Ciulli (aiuto luci Eleonora Magni). A dirigere l’Orchestra del Teatro Massimo è il Maestro Nicola Giuliani, apprezzato per la sua sensibilità nel repertorio tardo-romantico, ...

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A Modena “Lo Schiaccianoci” nella nuova versione di Mauro Bigonzetti

Va in scena domenica 18 gennaio 2026 alle ore 17.30, in prima italiana per la stagione Modena Danza al Teatro Comunale di Modena, Lo Schiaccianoci, classico titolo su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij nella nuova veste coreografica firmata da Mauro Bigonzetti per la MM Contemporary Dance Company. Lo spettacolo è prodotto da LAC Lugano Arte e Cultura, dove ha debuttato lo scorso 19 dicembre, in coproduzione con MM Contemporary Dance Company e con la collaborazione produttiva della Fondazione Teatro Comunale di Modena. Lo Schiaccianoci, l’opera più compiuta della maturità di Pëtr Il’ič Čajkovskij, è un capolavoro musicale oltre che ballettistico. Fu composta su richiesta del coreografo Marius Petipa e del direttore dei Teatri Imperiali di San Pietroburgo Ivan Vsevoložskij per il balletto omonimo in due atti che vide la luce il 18 dicembre del 1892. Da allora Lo Schiaccianoci è considerato un titolo cardine del grande repertorio, proposto dai teatri di tutto il mondo. Numerose le rivisitazioni in oltre centotrent’anni di storia, immaginate anche in chiave avanguardistica, contemporanea, con interpretazioni psicanalitiche del libretto originale, come è noto ispirato dal racconto di Ernst Theodor Amadeus Hoffmann Lo Schiaccianoci e il Re dei Topi. Raramente però gli autori dei remake rinunciano alla ...

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