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Osipova e Dupont a sorpresa: Les Étoiles 2026 a Milano

Les Étoiles, il gala internazionale a cura di Daniele Cipriani che offre la possibilità di vedere concentrati in un unico spettacolo alcuni nomi di punta del balletto mondiale, ritorna al Teatro degli Arcimboldi, Milano 11 (ore 21) e 12 aprile (ore 17) 2026, con una grande sorpresa. Anzi, due. Arrivano due stelle tra le più luminose a Les Étoiles: dall’Opéra di Parigi, Aurélie Dupont (11 aprile) e dal Royal Ballet di Londra, Natalia Osipova (12 aprile). Sono loro le étoile a sorpresa: tradizione del gala che a Milano, eccezionalmente è duplice. L’appuntamento milanese vede la partecipazione delle seguenti stelle: Davide Dato (Opera di Vienna) e Cassandra Trenary (Opera di Vienna, già principal con l’American Ballet Theatre), Hugo Marchand (Opéra National de Paris), Tatiana Melnik e Motomi Kiyota (Balletto Nazionale Ungherese). Insieme a loro, la estrella spagnola Sergio Bernal, presenza imprescindibile dei gala Les Étoiles, nonché Sasha Riva e Simone Repele (Riva & Repele, Ginevra), i coreografi residenti della Daniele Cipriani Entertainment. Il cast si arricchisce ulteriormente della partecipazione straordinaria di Luciana Savignano, nome leggendario del balletto italiano. Ѐ con profondo dispiacere che dobbiamo annunciare che Marianela Núñez, attesa al gala insieme a Patricio Revé, non sarà presente a causa di ...

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Mayerling e International Draft Works al Royal Ballet

Nel cuore della primavera 2026, il palcoscenico della Royal Opera House accoglie una proposta artistica che riflette con chiarezza la doppia anima del The Royal Ballet: da un lato la profondità del grande repertorio narrativo novecentesco, dall’altro la tensione verso la ricerca e la sperimentazione coreografica contemporanea. Il mese di aprile si struttura infatti attorno alla ripresa di Mayerling, capolavoro di Kenneth MacMillan, affiancato da un progetto come International Draft Works, piattaforma dedicata ai linguaggi emergenti e ai processi creativi in divenire. Mayerling occupa una posizione centrale nella programmazione, confermandosi uno dei titoli più intensi e complessi dell’intero repertorio della compagnia. Creato nel 1978, il balletto si ispira a un fatto storico realmente accaduto che vide coinvolto il principe ereditario Rodolfo d’Asburgo. La struttura drammaturgica, costruita su una partitura musicale di Franz Liszt sapientemente rielaborata e orchestrata, si distingue per una densità narrativa rara nel balletto, quasi più vicina al teatro di prosa che alla tradizione accademica. MacMillan scava nelle pieghe psicologiche dei personaggi, restituendo un universo fatto di ossessioni, pulsioni autodistruttive e tensioni politiche, senza mai indulgere in semplificazioni. Nel contesto della stagione 2026, la ripresa di Mayerling si avvale di un cast di primissimo livello, come è consuetudine ...

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“Icônes du Ballet” sul palco del Palais des Congrès di Parigi

Il 13 febbraio 2026, il Palais des Congrès di Parigi ospiterà un evento straordinario che promette di conquistare gli appassionati di danza di tutto il mondo: Icônes du Ballet, il gala internazionale sotto la direzione artistica di Eleonora Abbagnato, stella dell’Opéra di Parigi e direttrice del Balletto di Roma nonché della Scuola di Danza. In programma, una serata che fonde la perfezione tecnica del balletto classico con l’energia e la creatività della danza contemporanea, portando sul palco alcune delle stelle più luminose del panorama mondiale. Il gala riunisce artisti di fama mondiale provenienti dalle compagnie più prestigiose: Timofej Andrijashenko e Nicoletta Manni del Teatro alla Scala di Milano, Natalia Osipova del Royal Ballet di Londra, Maia Makhateli e Jacopo Tissi del Dutch National Ballet, Sae Eun Park e Marc Moreau dell’Opéra di Parigi, Iana Salenko dello Staatsballett di Berlino, Friedemann Vogel del Balletto di Stoccarda, Dmitry Smilevsky del Bolshoi, Daniil Simkin e Maria Kochetkova dell’American Ballet Theatre, Giacomo Castellana del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma e infine Patricio Revé del Royal Ballet di Londra. Un mix di talenti che renderà ogni performance un momento unico, capace di emozionare sia gli spettatori più esperti sia chi si avvicina ...

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‘Pierrot Lunaire’ torna al Royal Ballet per celebrare Glen Tetley

Nel febbraio 2026 il Royal Ballet rende omaggio ad una delle figure più rivoluzionarie della danza del Novecento celebrando il centenario della nascita di Glen Tetley con la ripresa di Pierrot Lunaire, opera simbolo della sua visione coreografica. Non si tratta soltanto di una commemorazione, ma di un ritorno necessario: riportare in scena Tetley oggi significa interrogarsi su cosa sia davvero il balletto contemporaneo e su come sia nato il linguaggio che ancora abita i palcoscenici internazionali. Glen Tetley, nato nel 1926, è stato uno dei primi coreografi ad infrangere in modo consapevole e radicale il confine tra balletto classico e danza moderna. Formatosi tra Europa e Stati Uniti, collaboratore di compagnie storiche come lo Stuttgart Ballet e il Royal Ballet stesso, Tetley ha saputo unire la purezza della linea accademica alla forza espressiva, spesso aspra, della modern dance. Pierrot Lunaire, creato nel 1962, rappresenta forse meglio di ogni altra opera questa fusione audace. Il balletto prende ispirazione dall’omonima composizione di Arnold Schoenberg, caposaldo della musica atonale del primo Novecento. La scelta non è casuale: la partitura, inquieta e frammentata, diventa per Tetley un terreno fertile su cui costruire un movimento spezzato, nervoso, lontano da ogni compiacimento decorativo. Il personaggio ...

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Natalia Osipova: curiosità e retroscena “passo dopo passo”

In un mondo in cui la grazia spesso si confonde con la fragilità, Natalia Osipova ha riscritto il vocabolario del balletto. Nata a Mosca il 18 maggio 1986, il suo primo amore non è stato il palcoscenico, ma il tappeto elastico: da bambina, si allenava come ginnasta acrobatica. È stato un infortunio — paradossalmente — ad aprirle la porta del balletto, spingendola verso una carriera che avrebbe lasciato un segno indelebile sulla danza mondiale. La sua formazione si è svolta nel tempio del balletto russo: l’Accademia del Bolshoi. Qui ha affinato una tecnica impeccabile, scolpita da maestri come Marina Kotova e Marina Leonova. Ma già da studentessa, Osipova non era “solo” disciplinata — era diversa. Esplosiva! Nel 2004 entra ufficialmente nel corpo di ballo del Teatro Bolshoi. Ma ci resta poco come semplice interprete: nel giro di pochi anni, la sua energia travolgente la proietta al rango di solista. Il pubblico la scopre in Don Quixote, ma è in La Sylphide e Giselle che rivela l’anima poetica dietro la forza. Nel 2011, stupisce il mondo lasciando il Bolshoi in piena ascesa. Una scelta radicale. La sua visione artistica — più ampia, più libera — la porta in tournée tra i ...

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Cinque giorni di grande danza e storici balletti su Rai5

Balletto e letteratura sono protagonisti dello spazio in onda da lunedì 28 aprile a venerdì 2 maggio dalle ore 10.00 su Rai 5. Si comincia, dal Teatro dell’Opera di Roma, con Carmen, balletto in due atti con la coreografia di Jiří Bubeníček ispirata alla novella di Prosper Mérimée. A seguire, Werther, melologo di Gaetano Pugnani con l’Orchestra Sinfonica della Rai di Torino diretta da Bruno Martinotti e il Corpo di ballo del Collettivo di Danza Teatro Nuovo di Torino. Martedì 29 aprile, in occasione della Giornata Internazionale della Danza, dal Teatro alla Scala, va in onda alle ore 10 il balletto romantico per eccellenza Giselle, proposto nella storica coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot. Considerato l’emblema del balletto perfetto, lo spettacolo vede nei ruoli principali, la coppia star della danza internazionale Roberto Bolle e Svetlana Zakharova. Al loro fianco Vittorio D’Amato (Hilarion), Francisco Sedeno (Duca di Courland), Flavia Vallone (Principessa Bathilde), Annalisa Masciocchi (madre di Giselle), Sophie Sarrote e Antonino Sutera nel passo a due dei contadini. Sul podio David Coleman. Scene e costumi di Aleksandr Benois. Regia televisiva di Tina Protasoni. Nello spettacolo, variazioni in scena, costruzioni coreografiche e l’intenso struggente passo a due finale ripercorrono la storia ...

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Laurencia (balletto): storia, personaggi, curiosità e trama

Laurencia, balletto originariamente coreografato da Vakhtang Chabukiani, debuttò nel 1939 al Teatro Kirov di Leningrado. La storia di una rivoluzione contadina era un soggetto ideale per il balletto sovietico di quell’epoca. La coreografia era un’innovativa miscela di danza classica e popolare, caratterizzata dalla danza maschile virile ed eroica incarnata da Chabukiani. Alla première, i ruoli principali furono interpretati dalla prima ballerina Natalia Dudinskaya (Laurencia), Vakhtang Chabukiani (Frondoso), Elena Chikvaidze (Jacinta) e Tatiana Vecheslova (Pascuala). Nel 1956, il balletto andò in scena al Teatro Bolshoi, con Chabukiani in coppia con Maya Plisetskaya. Da rammentare inoltre Vladimir Vassiliev interprete maschile di questo titolo capace di assoluta espressività drammatica oltre alle ben note ed eccelse doti tecniche. Laurencia riscosse grande successo ovunque fu portato in scena, soprattutto nell’ex Unione Sovietica. Il pedagogo di balletto russo Michael Messerer rimontò Laurencia per il “Balletto Mikhailovsky” di San Pietroburgo nel 2010. La sua versione non si basava sulla produzione di Chabukiani al Kirov, la cui ultima messa in scena risaliva al 1972 (sebbene una versione venne mantenuta nella capitale georgiana Tbilisi dove apparve per la prima volta nel 1948 all’Opera con il Balletto di Stato e la prima ballerina Vera Tsignadze), ma sull’allestimento successivo del Bolshoi. ...

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Il Royal Ballet and Opera annuncia la Stagione 2025/26

Dai nuovi volti alle nuove opere, la stagione 2025/26 del Royal Ballet di Londra porta sul palco il meglio del balletto britannico. Tra i momenti salienti, le prime mondiali di due dei principali coreografi del Regno Unito, Wayne McGregor e Cathy Marston.  In Wayne McGregor: Alchemies, un programma misto di pura poesia e potenza, la Compagnia presenta la prima mondiale di un nuovo balletto di McGregor, insieme a due recenti lavori che sono la testimonianza dell’incessante immaginazione e dello spirito ferocemente collaborativo del coreografo. Dopo il suo pluripremiato successo con The Cellist, un nuovissimo lavoro astratto di Cathy Marston fa parte di Perspectives: Balanchine, Marston, Peck. Questa prima mondiale trae ispirazione dalla sua partitura, il Concerto per violino di Benjamin Britten. Sono inoltre presenti l’eterea Serenade di George Balanchine e l’edificante Everywhere We Go di Justin Peck, il primo lavoro di Peck ad essere eseguito dal “Royal Ballet”. In un emozionante debutto al “Royal Ballet”, il duo coreografico Paul Lightfoot e Sol León metteranno in scena un doppio spettacolo, So Are We: León and Lightfoot. Originariamente coreografato come un film da Lightfoot durante la pandemia in omaggio alla forma d’arte del balletto, STANDBY sarà ora ricreato dal duo come prima ...

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“Una noche con la superstar Sergio Bernal” [RECENSIONE]

  Lo spettacolo, che presso lo splendido Teatro Municipale di Piacenza diretto da Cristina Ferrari è diventato Un pomeriggio con Sergio Bernal sotto l’attenta direzione artistica di Ricardo Cue (figura storica che ha lavorato con George Balanchine, Anthony Tudor, Martha Graham, Alvin Ailey, Maya Plisetskaya, Sylvie Guillem, Peter Schauffuss, Fernando Bujones, Irek Mukhamedov, Patrick Dupond, Carlos Acosta, Alina Somova, Natalia Osipova, Vladimir Shklyarov, Evgenia Obraztsova, Ivan Vasiliev, Alena Kovaleva, Angel Corella, Tamara Rojo, tra gli altri) in esclusiva italiana per Daniele Cipriani Entertainment ha posto in luce la netta propensione del carismatico Bernal nel catturare e incarnare la commistione tra la tradizione spagnola, l’accademismo classico, la passione del flamenco e il glamour… aspetti affascinanti quanto la musica stessa e il canto. La produzione è ricca di contrasti – luce e oscurità, movimento ed equilibrio – tanto da renderla un’opera ben calibrata nella struttura e mai didascalica. Ad apertura troviamo l’assolo Farruca del molinero, una coreografia di Antonio Ruiz Soler su musica di Manuel De Falla, dove la sensualità, il mistero, e la figura di Bernal vengono caratterizzati da una successione di curve e di ondulazioni come fossero il corso di un fiume che raggiunge in piena la massima intensità dell’emozione e ...

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2024 un anno di danza e balletto

Molti gli spettacoli di danza e balletto in tutto il mondo che hanno accompagnato il pubblico lungo il 2024 passando dall’accademismo al contemporaneo. Per ragioni di spazio è impossibile stilare una lista completa ma di seguito citiamo una nutrita selezione degna di nota in ordine sparso: il “Balletto dell’Opera di Tblisi” con l’incantevole edizione del titolo forse più noto e amato dell’intero repertorio “Il lago dei cigni” nella messa in scena di Alexei Fadeechev e Nina Ananiashvili (quest’ultima GD Awards 2024). Per passare ad una serata contemporanea voluta dal Direttore del Ballo alla Scala, Manuel Legris con tre firme (Garrett Smith / duo Sol León e Paul Lightfoot / Simone Valastro) appartenenti a differenti generazioni e universi creativi con una ripresa e inediti debutti. Il Teatro Stanislavskij e Nemirovič-Dančenko di Mosca ha riproposto un classico del repertorio sovietico oggi meno frequentato: “Il fiore di pietra” su musica di Sergej Prokof’ev con la coreografia di Jurij Grigorovič. Un altro momento importante si è visto grazie al Direttore Frédéric Olivieri (GD Awards 2024) con il “Gala della Scuola di Ballo della Scala” che ha unito la tradizione e l’innovazione per illuminare gli elementi dei corsi accademici ancor prima del diploma confermando la ...

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