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Tag Archives: Pëtr Il’ič Čajkovskij

Danza e Balletto nella Stagione 26-27 del Carlo Felice di Genova

APPRODI LA STAGIONE 2026-2027 DI OPERA, DANZA, MUSICAL E CONCERTI DEL TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA Sette opere, un musical, cinque titoli di danza e tredici concerti Il Teatro Carlo Felice di Genova presenta la Stagione 2026-2027 di Opera, Danza, Musical e Concerti: una programmazione che prosegue il percorso avviato nella stagione precedente e ne sviluppa la traiettoria. Dopo l’immagine dei Naviganti – scelta per raccontare un teatro in viaggio fra tradizione, nuovi pubblici, città e futuro – la prossima stagione trova il proprio segno negli Approdi, intesi come luoghi di incontro, trasformazione e rilancio. Se la stagione 2025-2026 aveva tracciato una rotta, la nuova programmazione individua una serie di approdi artistici e simbolici: il repertorio mozartiano e verdiano, il melodramma italiano tra Ottocento e Novecento, il belcanto, Puccini, il teatro musicale internazionale, la danza classica e contemporanea, il musical, le pagine sinfoniche con Beethoven al centro, Paganini e il dialogo tra musica, spiritualità e territorio con il progetto dedicato a San Francesco. «Il Teatro Carlo Felice è un’istituzione culturale in continuo movimento, capace di cercare pubblici diversi continuando a rafforzare il suo inscindibile legame con Genova – dichiara la sindaca Silvia Salis – il titolo della nuova stagione è ...

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La Bella: magia a cielo aperto a Vignale [RECENSIONE]

C’è qualcosa di profondamente magico nel vedere un grande classico del balletto prendere vita sotto le stelle, immerso nella quiete di un borgo che sembra custodire la memoria del tempo. Il secondo appuntamento del Festival Vignale in Danza 2026 con La Bella Addormentata ha regalato al pubblico una suggestiva serata, in cui la bellezza della danza si è fusa armoniosamente con il fascino senza tempo di Vignale Monferrato. Il palcoscenico allestito nei Giardini di Sopra di Palazzo Callori, accanto all’imponente dimora storica che domina il paese, si è trasformato in un luogo sospeso tra realtà e fiaba. Intorno, le colline del Monferrato disegnavano un orizzonte morbido e silenzioso, mentre il tramonto lasciava lentamente spazio alla notte. In questo scenario poetico, dove la pietra antica dei palazzi dialoga con il verde dei giardini e con il cielo estivo, il balletto ha trovato una cornice ideale, quasi naturale, come se la favola di Aurora fosse sempre appartenuta a questi luoghi. La Compagnia Nuovo Balletto Classico di Reggio Emilia ha affrontato una delle opere più amate del repertorio accademico con rispetto, eleganza e sensibilità, mantenendo fedeli le coreografie di Marius Petipa e le musiche originali della tradizione. Fin dalle prime scene, il pubblico ...

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Spettacolo di fine anno della Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo

  La Scuola di Ballo del Teatro di San Carlo di Napoli celebra la conclusione dell’anno accademico con una serata dedicata alla propria storia, articolata in due momenti che mettono in dialogo ricerca storica e creazione coreutica: la presentazione del volume La Scuola di Ballo del Teatro San Carlo. L’Ottocento e lo spettacolo La Bella 1812. L’appuntamento è in programma lunedì 22 giugno 2026 a partire dalle ore 18.30. La serata si aprirà nel Salone degli Specchi con la presentazione del libro La Scuola di Ballo del Teatro San Carlo. L’Ottocento (Kinetès Edizioni, Benevento) di Maria Venuso (Università Federico II di Napoli). All’incontro, moderato dal direttore del Corpo di Ballo e della Scuola di Ballo, Renato Zanella, interverranno Francesco Cotticelli (Università Federico II); Paologiovanni Maione (Università della Campania Luigi Vanvitelli); Roberta Albano (Accademia Nazionale di Danza di Roma) e Rossella Del Prete (Diretteice Kinetès Edizioni). L’iniziativa si svolge con il patrocinio degli atenei Federico II e Vanvitelli. A seguire, alle ore 20, è previsto l’Incontro agli Specchi per un approfondimento dedicato allo spettacolo di fine anno, che accompagnerà gli spettatori alla scoperta del progetto artistico. Alle ore 20.30, in Teatro, andrà in scena La Bella 1812, ispirata all’anno di fondazione della Scuola ...

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La stagione 26-27 del National Ballet of Canada segna il 75° anniversario

La stagione 2026-27 del National Ballet of Canada si apre come una delle più significative della sua storia recente, segnando il 75° anniversario della compagnia con un cartellone che alterna grandi classici del repertorio narrativo, capolavori del Novecento e nuove creazioni commissionate a coreografi contemporanei. È una stagione costruita come una sorta di autoritratto artistico: uno sguardo sul passato che non rinuncia a interrogare il presente e a proiettarsi verso il futuro del linguaggio coreografico. L’inaugurazione è affidata a Romeo and Juliet di John Cranko, in scena dal 31 ottobre all’8 novembre 2026. Si tratta di uno dei titoli più emblematici del balletto narrativo del Novecento, tornato nel repertorio della compagnia dopo anni di assenza e ripreso proprio in occasione delle celebrazioni anniversarie. La coreografia, costruita sulla partitura di Sergej Prokof’ev, mette al centro la tensione tra dramma e lirismo, affidando alla danza il compito di tradurre in gesto la tragedia shakespeariana. È un titolo che, nella tradizione del National Ballet, rappresenta anche un banco di prova tecnico e interpretativo per il corpo di ballo. La stagione prosegue con Emergence di Crystal Pite e Silent Screen di Sol León e Paul Lightfoot, in programma dal 13 al 20 novembre 2026. ...

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Il danzatore professionista Francesco Mezzoli “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Il mio balletto preferito è da sempre Lo Schiaccianoci. Mi affascinano la sua trama e la sua straordinaria musica. Inoltre, è stato uno dei primi balletti che ho interpretato appena entrato alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala ed è stato anche il primo balletto che ho danzato da professionista, una volta entrato in compagnia. Per questo motivo ho un legame molto forte e speciale con quest’opera. Il balletto contemporaneo prediletto? Attualmente non saprei indicarne uno in particolare. Fin da piccolo sono sempre stato maggiormente affascinato dal balletto classico e ho dedicato gran parte della mia attenzione a questo repertorio. Il Teatro del cuore? Il Teatro alla Scala di Milano. Fin da bambino ho sempre sognato di danzare su quel prestigioso palcoscenico e ho avuto la fortuna di poterlo fare quando ero allievo dell’Accademia. È stata una delle emozioni più belle della mia vita. In futuro mi piacerebbe tornare ad esibirmi alla Scala come ballerino professionista e non più come allievo. Un romanzo da trasformare in balletto? Anna Karenina di Lev Tolstoj. È un romanzo che possiede tutti gli elementi ideali per essere trasformato in balletto: passione, tradimento, grandi emozioni, scene di forte impatto ...

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Il danzatore e coreografo Gianni Melfi “allo specchio”

Il balletto classico preferito? Dal repertorio classico, il mio preferito è Giselle. Drammatico, delicato e struggente. Il balletto contemporaneo prediletto? I lavori di Alexander Ekman sono tra i miei preferiti. Davvero non riesco a sceglierne uno soltanto. Il Teatro del cuore? L’Opera Nazionale Polacca, dove attualmente lavoro. Un romanzo da trasformare in balletto? Direi Cime tempestose di Emily Brontë. Mentre un film da cui ricavare uno spettacolo di balletto? Questo non lo dirò! Sto lavorando proprio ora a un progetto del genere, quindi niente spoiler. Il costume di scena indossato che hai preferito? Quello dell’Ammiratore di Manon, da Dama delle Camelie di John Neumeier. Quale colore associ alla danza? Il bianco. Che profumo ha la danza? Del calore delle luci che scaldano il vetro dei riflettori, percepibile anche da dietro le quinte. Del trucco di scena, del velluto dei costumi e del linoleum consumato delle sale prove. La musica più bella scritta per balletto? Il Grand pas de deux de Lo Schiaccianoci di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Il film di danza irrinunciabile? Billy Elliot. Due miti della danza del passato, uomo e donna? Rudolf Nureyev e Carla Fracci. Il tuo “passo di danza” preferito? L’arabesque. Forza ed eleganza insieme. Chi ti sarebbe piaciuto essere ...

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Balletto: storia di una grande arte in un solo libro

Il volume Balet. Istorija velikogo iskusstva v odnoj knige (in italiano: Balletto. Storia di una grande arte in un solo libro) si presenta come un’opera di sintesi ambiziosa, pensata per offrire in un unico percorso narrativo una visione completa e accessibile della storia del balletto. Pubblicato dalla casa editrice Eksmo, una delle più importanti realtà editoriali russe nel campo della divulgazione culturale, il libro è scritto in lingua russa ed è concepito per un pubblico ampio: non solo studiosi o appassionati di danza, ma anche lettori curiosi che desiderano avvicinarsi a questa forma d’arte. L’opera conta circa 200-250 pagine (a seconda dell’edizione), è uscita negli anni recenti – indicativamente nel primo ventennio del XXI secolo – e si inserisce in una collana che mira a raccontare grandi fenomeni artistici “in un solo libro”, con un taglio chiaro ma non superficiale. Gli autori, specialisti nell’ambito della storia della danza e della cultura teatrale, adottano un approccio narrativo che intreccia rigore storico e fluidità espositiva. Ciò che colpisce fin dalle prime pagine è la volontà di raccontare il balletto come un organismo vivo, in continua trasformazione, piuttosto che come una sequenza rigida di eventi. La narrazione prende avvio dalle corti rinascimentali italiane ...

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Onegin all’ABT: una storia senza tempo di amore e rimpianto

Nel cuore pulsante di New York, là dove la scena artistica mondiale trova una delle sue espressioni più alte, il sipario della Metropolitan Opera House si prepara a sollevarsi su un ritorno attesissimo. Dal 23 al 27 giugno 2026, Onegin torna a incantare il pubblico nella stagione estiva dell’American Ballet Theatre, riportando in vita una storia che attraversa il tempo con la delicatezza e la forza delle emozioni più autentiche. Ispirato al celebre romanzo in versi di Aleksandr Puškin e accompagnato dalle musiche di Pëtr Il’ič Čajkovskij, questo balletto non è soltanto una trasposizione narrativa, ma un’esperienza sensoriale e profondamente emotiva. La vicenda di Tatiana e Onegin si dispiega con una grazia struggente, fatta di gesti sospesi, sguardi che parlano più delle parole e scelte che arrivano sempre un istante troppo tardi. È una storia di occasioni perdute, di sentimenti non confessati, di un amore che cresce nell’ombra e si rivela quando ormai il tempo ha già imposto il suo prezzo. La coreografia dà corpo a una tensione interiore che vibra in ogni passo. Tatiana, con la sua sensibilità sognante e la sua evoluzione emotiva, diventa il fulcro di una narrazione che esplora la vulnerabilità e la maturità. Onegin, invece, ...

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Analisi del personaggio di Aurora: tecnica, interpretazione e storia

Il ruolo di Aurora in La bella addormentata rappresenta uno dei vertici assoluti del repertorio classico, una sintesi esemplare dell’estetica accademica e della poetica del balletto imperiale russo. Analizzare questo personaggio significa confrontarsi con una costruzione coreografica di straordinaria precisione, in cui tecnica, musicalità e interpretazione convergono in un equilibrio quasi ideale. Aurora non è soltanto una principessa fiabesca, ma un modello di perfezione formale e di sviluppo artistico, una figura che incarna il passaggio dall’adolescenza alla maturità attraverso il linguaggio codificato della danza. Dal punto di vista storico, La bella addormentata nasce nel 1890 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, frutto della collaborazione tra Marius Petipa e Pëtr Il’ič Čajkovskij. Questo balletto rappresenta uno dei massimi esempi dello stile accademico tardo ottocentesco, in cui la struttura coreografica si intreccia con una partitura musicale di grande complessità. Il personaggio di Aurora è concepito come il fulcro dell’intera opera: la sua evoluzione scandisce il tempo narrativo e simbolico del balletto, dalla nascita alla celebrazione finale. Tecnicamente, Aurora è uno dei ruoli più impegnativi per una ballerina classica, richiedendo una padronanza assoluta dell’equilibrio, della precisione e della resistenza. La celebre scena dell’Adagio della Rosa nel primo atto costituisce una prova emblematica: una sequenza di ...

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Analisi del personaggio di Clara: tecnica, interpretazione e storia

Il personaggio di Clara, protagonista de Lo Schiaccianoci, occupa un posto singolare nel repertorio del balletto classico, poiché si colloca al confine tra infanzia e maturazione artistica, tra racconto fiabesco e costruzione coreografica di grande raffinatezza. Analizzare Clara significa confrontarsi con un ruolo che, pur non essendo tecnicamente virtuosistico quanto altri grandi ruoli del repertorio ottocentesco, richiede una sensibilità interpretativa estremamente precisa e una consapevolezza stilistica che varia sensibilmente a seconda delle tradizioni coreografiche. Dal punto di vista storico, Lo Schiaccianoci nasce alla fine del XIX secolo nel contesto del teatro imperiale russo, su musica di Pëtr Il’ič Čajkovskij e coreografia originaria di Marius Petipa, poi realizzata in larga parte da Lev Ivanov. Il libretto si ispira al racconto di E. T. A. Hoffmann, filtrato attraverso una versione più addolcita di Alexandre Dumas padre. In questo contesto, Clara emerge come una figura centrale ma sfuggente: una bambina borghese, immersa nell’atmosfera natalizia, che attraversa una dimensione onirica dove il confine tra realtà e fantasia si dissolve progressivamente. Originariamente, il ruolo di Clara (talvolta chiamata Masha nella tradizione russa, oppure Marie nella tradizione russa e nella versione di Balanchine) era affidato a una giovane allieva della scuola imperiale, il che spiega l’assenza ...

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